{"id":5443,"date":"2015-05-04T15:38:26","date_gmt":"2015-05-04T14:38:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5443"},"modified":"2015-05-04T15:38:26","modified_gmt":"2015-05-04T14:38:26","slug":"sinai-il-lato-oscuro-dellegitto-una-base-dellestremismo-islamico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5443","title":{"rendered":"SINAI: IL LATO OSCURO DELL\u2019EGITTO. Una base dell\u2019estremismo islamico."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_5446\" style=\"width: 179px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5446\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-5446\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/w-sinai-peninsula_small-159x200.jpg\" alt=\"La penisola del Sinai\" width=\"169\" height=\"213\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/w-sinai-peninsula_small-159x200.jpg 159w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/w-sinai-peninsula_small.jpg 279w\" sizes=\"(max-width: 169px) 100vw, 169px\" \/><p id=\"caption-attachment-5446\" class=\"wp-caption-text\">La penisola del Sinai<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019Egitto \u00e8 vitale nel controllo della sponda sud del Mediterraneo: lo \u00e8 sempre stato. Oggi ancor di pi\u00f9 per evitare che tutto l\u2019Egitto e la regione finisca totlmente in mano all\u2019ISIS. Un lucido articolo di analisi geopolitica.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<strong>\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Sinai, da sempre terra inospitale con poche risorse e abitata da beduini, \u00e8 oggi divenuta una base dell&#8217;estremismo islamico, del terrorismo, del contrabbando d&#8217;armi, del commercio di droga, del traffico d&#8217;immigrati provenienti dall&#8217;Africa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un territorio strategico per la sua posizione di congiunzione del Mar Rosso e della regione dell&#8217;Alto Nilo con il Mediterraneo, perso dall&#8217;Egitto e conquistato da Israele durante la guerra dei sei giorni nel 1967, ritornato all&#8217;Egitto nel 1978 in virt\u00f9 degli accordi di <em>Camp David <\/em>che costarono la vita, da l\u00ec a qualche anno, al Presidente el Sadat.<\/p>\n<div id=\"attachment_5448\" style=\"width: 147px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5448\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-5448\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/images-2.jpeg\" alt=\"Ai piedi del Monte Sinai\" width=\"137\" height=\"103\" \/><p id=\"caption-attachment-5448\" class=\"wp-caption-text\">Ai piedi del Monte Sinai<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una penisola poco considerata e maltrattata dalle autorit\u00e0 centrali egiziane, quasi dimenticata, esclusa dai piani di ammodernamento e di sviluppo, in cui prevale, pi\u00f9 che in altre zone, il sentimento tribale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono una dozzina le trib\u00f9 che vivono nel Sinai, al nord tra le pi\u00f9 importanti ci sono la <em>Sawarka<\/em> e la <em>Tarabin, <\/em>mentre al sud spicca la <em>Muszeina.<\/em> Per tutti i membri, soprattutto nel periodo di Mubarak, vigeva il divieto (ancor oggi c&#8217;\u00e8 un ostracismo occulto) di accedere alle cariche pubbliche, di lavorare nella pubblica amministrazione e di arruolarsi nell&#8217;esercito. Ecco perch\u00e9 \u00e8 tuttora pervasiva la diffidenza nei confronti dell&#8217;esercito egiziano non percepito, come nel resto del paese, quale collante della societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A seguito della rivoluzione del 2011 e la caduta di Mubarak, il Sinai \u00e8 divenuto una sorta di <em>terra nullius <\/em>ed abbandonato a se stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;inevitabile confusione \u201cistituzionale\u201d creatasi nei primi mesi del 2011 susseguenti la rivoluzione, ha investito la Polizia di Frontiera ed i corpi antisommossa del Sinai che si sono trovati allo sbando e con una ridotta capacit\u00e0 operativa a causa della rimozione dei vertici e nefaste ristrutturazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un aggravamento della situazione d&#8217;insicurezza, peraltro gi\u00e0 presente a causa della mancanza di un esercito egiziano stanziale nel Sinai in base agli accordi di Camp David, con l&#8217;attivit\u00e0 di controllo del territorio demandata alla missione di osservazione delle Nazioni Unite, la \u00a0\u00a0\u00a0MFO &#8211; <em>Multinational Force and Observers<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante l&#8217;anno di presidenza Morsi e dei Fratelli Musulmani, i movimenti islamisti hanno trovato terreno fertile per svilupparsi nel Sinai, in particolare il gruppo <em>Ansar Beit al Maqdis<\/em> (i Partigiani di Gerusalemme) che si caratterizza, oltre che per un <em>jihadismo <\/em>globale, anche per un forte legame territoriale assurgendo al ruolo di portavoce delle istanze locali contro l&#8217;autorit\u00e0 centrale de Il Cairo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ansar Beit al Maqdis,<\/em> che ha aderito recentemente allo Stato Islamico ed in virt\u00f9 di tale alleanza ha cambiato il nome da \u201cPartigiani di Gerusalemme\u201d a \u201c<em>Wilayat Sina<\/em>&#8216; &#8211; Regione del Sinai\u201d, ha anche legami con <em>al Qaida<\/em> (oggi pi\u00f9 forti con il <em>leader <\/em>egiziano Ayman al Zawahiri rispetto ai tempi di Osama Bin Laden).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo gruppo <em>jihadista, <\/em>militarmente e tatticamente preparato, \u00e8 l&#8217;ultimo di una serie di nuovi gruppi, tra i quali <em>Gamaa Ansar al Sharia <\/em>(gruppo dei partigiani della Sharia), <em>al Taliiah al Salayyah al Mujahedyah ansar al Sharia <\/em>(l&#8217;avanguardia combattente salafita dei partigiani della Sharia), a cui si aggiungono numerose altre formazioni \u201cstoriche\u201d come <em>al Gamaa al Islamiyya, Jamaat al Tawhid wal Jihad, <\/em>le <em>Brigate Abdullah Azzam<\/em>, da anni attive nella regione e che in passato hanno compiuto molti attentati, anche a siti archeologici e turistici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presenza salafita in poco tempo si \u00e8 molto rafforzata, riuscendo ad attrarre a s\u00e9 molti combattenti provenienti non solo dalle altre zone dell&#8217;Egitto, ma anche dalla Tunisia, dalla Libia, dalla Giordania e dallo Yemen.<\/p>\n<div id=\"attachment_5003\" style=\"width: 146px\" class=\"wp-caption alignright\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5003\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-5003\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images-25.jpeg\" alt=\"il Presidente Al Sisi\" width=\"136\" height=\"106\" \/><p id=\"caption-attachment-5003\" class=\"wp-caption-text\">il Presidente Al Sisi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Sinai \u00e8 una testa di ponte per compiere atti terroristici contro il nemico dichiarato Israele, potendo sfruttare una linea di confine di oltre duecento chilometri pi\u00f9 altri quindici lungo la striscia di Gaza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; molto difficile poter quantificare il numero dei miliziani che agiscono in questi gruppi, in queste <em>katiibe <\/em>(<em>battaglioni<\/em>), di certo per\u00f2 sono ben addestrati ed equipaggiati con armi controcarro, mortai, mitragliatori e missili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione nella penisola \u00e8 rapidamente degenerata in concomitanza con la caduta di Morsi che ha portato in dote numerosi attacchi alle stazioni di Polizia, alle caserme, ai <em>checkpoint<\/em>, alle colonne di mezzi militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Autobombe, razzi e mortai hanno causato molte vittime ed insanguinato El Arish, Sheikh Zuweid, la parte egiziana di Rafah, sino ad arrivare alla citt\u00e0 di Suez.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;elezione del Presidente el Sisi segna l&#8217;inizio della guerra (che continua) al fondamentalismo per ripristinare l&#8217;ordine e la sicurezza. Mesi di duro coprifuoco ed operazioni militari sono stati accompagnati da annunci di piani di sviluppo economico e di aiuto alla popolazione del Sinai per contenere il diffuso malcontento e, soprattutto, per cercare di bloccare il facile proselitismo dei <em>jihadisti<\/em> in una contrapposizione tra i buoni e cattivi, tra la fratellanza musulmana e l&#8217;esercito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi in tutta la regione il coprifuoco permane, \u00e8 stata costruita una zona cuscinetto di quindici chilometri con la Striscia di Gaza, le citt\u00e0 e i villaggi pi\u00f9 grandi sono militarizzati, la tensione \u00e8 sempre alta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Recentemente, per la prima volta dal 1978, \u00e8 stato schierato un contingente dell&#8217;Esercito a cinquanta chilometri dalla Striscia di Gaza (con il beneplacito di Israele fortemente preoccupato per la situazione), fornito di carri armati e veicoli cingolati, protetto da elicotteri da combattimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mano ferma di el Sisi sembra non aver portato -sino ad ora- gli effetti sperati nel Sinai, e la messa al bando dei Fratelli Musulmani ha rivitalizzato le frange pi\u00f9 estreme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per cercare di arginare tutto ci\u00f2 \u00e8 stata ordinata l&#8217;evacuazione di Rafah ed el Sisi s&#8217;\u00e8 affrettato a ribadire, a pi\u00f9 riprese, che il governo \u00e8 impegnato per lo sviluppo e la protezione della regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Protezione del Sinai necessaria per controllare l&#8217;esplosiva situazione nella striscia di Gaza, per monitorare il delicato confine con Israele, per proteggere il Canale di Suez.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I militari egiziani, pur avendo distrutto la maggior parte dei tunnel sotterranei che collegano l&#8217;Egitto con la striscia di Gaza, lasciando in funzione solo alcuni per consentire il passaggio di medicinali e materiali di prima necessit\u00e0 a favore degli abitanti di Gaza, temono che l&#8217;estremismo palestinese di <em>Hamas <\/em>possa unirsi a quello egiziano in una miscela altamente esplosiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un combinato disposto tra estremismi che potrebbe avere delle negative ripercussioni sull&#8217;accordo di pace tra l&#8217;Egitto ed Israele, sulla stabilit\u00e0 della linea confinaria e sul controllo dei gasdotti.<\/p>\n<div id=\"attachment_5450\" style=\"width: 145px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5450\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-5450\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/images1.jpeg\" alt=\"Un'antica cartolina del canale di Suez\" width=\"135\" height=\"85\" \/><p id=\"caption-attachment-5450\" class=\"wp-caption-text\">Un&#8217;antica cartolina del canale di Suez<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sicurezza del transito delle navi nel Canale di Suez \u00e8 vitale per l&#8217;Egitto, soprattutto in questi tempi con l&#8217;avvio dei lavori di un ambizioso piano di ammodernamento ed ampliamento dal costo di milioni di dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perdere il controllo dei 193 chilometri del Canale significa perdere la pi\u00f9 importante fonte di guadagno per le casse egiziane ed azzerare la lenta ripresa del turismo; un colpo mortale per la disastrata economia egiziana alla ricerca di aiuti e supporto estero, come s&#8217;\u00e8 visto nella conferenza di met\u00e0 marzo a Sharm el Sheik dal titolo emblematico <em>misra almustakbal <\/em>(l&#8217;Egitto del futuro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avere problemi con il Canale di Suez significa anche ricevere uno smacco alla credibilit\u00e0 internazionale di una nazione che vuole tornare ad essere considerata <em>leader <\/em>nella regione mediorientale e subire uno scossone, forse irreversibile, alla gi\u00e0 precaria stabilit\u00e0 interna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Protezione del Sinai necessaria &#8211; in una visione pi\u00f9 ampia &#8211; anche per meglio assicurare il controllo delle frontiere con la Libia e impedire che il flusso di miliziani ed armi, peraltro gi\u00e0 esistente, possa degenerare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_5452\" style=\"width: 121px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5452\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-5452\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/images-21.jpeg\" alt=\"Il Presidente egiziano Gamal Abd el Nasser che nazionalizz\u00f2 il Canale di Suez nel 1956\" width=\"111\" height=\"130\" \/><p id=\"caption-attachment-5452\" class=\"wp-caption-text\">Il Presidente egiziano Gamal Abd el Nasser che nazionalizz\u00f2 il Canale di Suez nel 1956<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Egitto \u00e8 vitale nel controllo della sponda sud del Mediterraneo. 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