{"id":5409,"date":"2015-04-22T14:40:34","date_gmt":"2015-04-22T13:40:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5409"},"modified":"2015-04-22T15:07:51","modified_gmt":"2015-04-22T14:07:51","slug":"migrazione-problema-europeo-o-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5409","title":{"rendered":"MIGRAZIONE. PROBLEMA EUROPEO O GLOBALE ?"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_5412\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5412\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-5412 size-large\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/migranti-mediterraneo-580x304.jpg\" alt=\"Ci stiamo abituando?\" width=\"580\" height=\"304\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/migranti-mediterraneo-580x304.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/migranti-mediterraneo-280x147.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/migranti-mediterraneo-300x157.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/migranti-mediterraneo.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-5412\" class=\"wp-caption-text\">Ci stiamo abituando?<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un quadro completo, sintetico e lucido dell\u2019attuale situazione basato su fatti e date.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ennesima ecatombe nel Mediterraneo ripropone il dramma della migrazione che secondo i dati dell\u2019Alto Commissario ONU per i Rifugiati (UNHCR) registra nel 2015 undicimila migranti solo sulle coste italiane e 1.700 vittime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 delle note iniziative europee per contrastare questo fenomeno l\u2019ondata in arrivo e non solo in Europa ha dimensioni globali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allargando l\u2019orizzonte, i dati dell\u2019UNHCR raccontano storie di guerre e conflitti che devastano intere regioni frammentandone le popolazioni per linee etniche, tribali, religiose, indipendentiste. Guerre per la maggior parte provocate da interventi esterni non ponderati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo dopo ulteriori scontri tra militari di Tobruk del generale Khalifa Haftar che controlla la Cirenaica e islamisti di Tripoli guidati dal movimento Fajr Libya, il Presidente statunitense riconosce che Paesi del Golfo hanno alimentato il conflitto libico per il sostegno di Arabia Saudita ed Emirati ad Haftar e del Qatar agli islamici di Tripoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 gli USA non sono immuni da colpe per la parcellizzazione della Libia nelle tre regioni di Cirenaica, Tripolitania e il desertico Fezzan, perch\u00e9 con inglesi e francesi avevano iniziato la \u201cguerra umanitaria\u201d contro Tripoli nel febbraio e marzo 2011 imponendo sanzioni e la no fly zone trasformata di fatto nel bombardamento dell\u2019intero Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/20150422-infografica-rotte-migranti-580X562.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5419\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/20150422-infografica-rotte-migranti-580X562.jpg\" alt=\"20150422-infografica-rotte-migranti-580X562\" width=\"580\" height=\"562\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/20150422-infografica-rotte-migranti-580X562.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/20150422-infografica-rotte-migranti-580X562-206x200.jpg 206w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/20150422-infografica-rotte-migranti-580X562-418x405.jpg 418w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/20150422-infografica-rotte-migranti-580X562-300x291.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a>Non solo dalla Libia partono i migranti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra Coalizione di volenterosi, gli \u201cAmici della Siria\u201d, sin dal marzo 2011 ha innescato una guerra civile che parla di oltre 230 mila morti, 8 milioni di profughi \u2013 4 all\u2019estero a 4 sfollati interni \u2013 con 1\/3 del Paese in mano all\u2019Islamic State of Iraq and Sham (ISIS).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pochi raggiungono l\u2019Europa e si disperdono nei Paesi vicini: Egitto (133 mila), Iraq (250 mila), Giordania (630 mila), Libano (1,2 milioni), Turchia (1,7 milioni).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guerra che raggiunge anche il Libano che con solo 4,4 milioni di residenti ha una presenza pervasiva di Shabat al-Nusra, di matrice qaedista: al Nord, a Tripoli, dove attentati e battaglie sono guidate dai jihadisti vicini al clan dell\u2019ex Premier Hariri protetto dai sauditi contro i 24 mila alawiti; al centro, nella Valle della Beqaa, e al Sud, sempre contro gli sciiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora peggiori sono i dati inerenti all\u2019Iraq, vittima di un\u2019altra guerra, anzi di tre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima guerra del Golfo \u00e8 l\u2019attacco dell\u2019Iraq contro la neonata Repubblica islamica iraniana, che il Presidente sunnita Saddam Hussein inizia nel 1980 e che durer\u00e0 sino al 1988 con milioni di morti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Armato e supportato da USA, Israele e dall\u2019intera Comunit\u00e0 sunnita che perdono l\u2019alleato Shah Mohammed Reza Pahlavi, Hussein scaten\u00f2 contro la teocrazia iraniana una guerra che durer\u00e0 8 anni (1980 \u2013 1988), che caus\u00f2 oltre 2 milioni di morti e una grave crisi economica ai belligeranti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hussein era pronto alla seconda guerra per riprendere respiro economico e perch\u00e9 era sicuro dei rapporti con l\u2019Occidente. Invade il Kuwait per una disputa nel settore energetico nell\u2019agosto 1990 e si trova contro l\u2019intera Comunit\u00e0 Internazionale che ne devasta il Paese, annichilendone l\u2019Esercito e demolendone tutte le infrastrutture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel febbraio successivo, la guerra ha fine e all\u2019Iraq \u00e8 imposta la no fly zone al Nord, dove si insediano i curdi, in regime di autonomia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La terza guerra \u00e8 tutta d\u2019iniziativa di USA e Gran Bretagna che, con accuse rivelatesi false, attaccano nel marzo 2003 l\u2019ex alleato riducendo il Paese a pezzi: un Nord curdo, un Centro sunnita e un sud sciita. A ci\u00f2 si aggiunge l\u2019arrivo pilotato e massiccio di militanti di Al Qaeda, che alimentano lo scontro interno fra sunniti e sciiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel dicembre 2009, gli USA lasciano un Paese il cui Presidente \u00e8 un curdo, il Primo Ministro \u00e8 sciita, mentre la componente sunnita \u00e8 emarginata e gli sciiti vincono le elezioni. E\u2019 un Paese distrutto come dimostrano i dati: 2,7 milioni tra rifugiati e sfollati tra sunniti, cristiani, sciiti, yazidi e in preda alla furia devastatrice di ISIS, che ne occupa la met\u00e0 del territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Usa, Turchia, Arabia Saudita sono fra i pi\u00f9 interessati attori attivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche lo Yemen \u00e8 in guerra, quando dal marzo 2015, Arabia Saudita ed Egitto con un Coalizione di 10 Paesi, ha invaso il Paese per combattere gli Houthis, sciiti zaidisti (3% della popolazione), che con un colpo di Stato a Gennaio hanno esautorato il Presidente Rabbo Abdel Mansour Hadi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il conflitto, che in quattro settimane conta 944 morti e 3.487 feriti, \u00e8, di fatto, uno scontro fra l\u2019Arabia Saudita, sunnita wahabita, e l\u2019Iran, sciita teocratico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riyad interrompe i bombardamenti per l\u2019alto numero di \u201cdanni collaterali\u201d (civili uccisi) e inaugura una nuova fase \u201cpolitica\u201d, forte anche della presenza di dieci navi statunitensi presenti da febbraio proprio nell\u2019area in cui 7 navi iraniane si muovono per controllare il Golfo di Aden, strategico punto di transito del petrolio per l\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Coalizione a guida saudita ritiene che Teheran trasporti armi per gli Houthis, anche perch\u00e9 la risoluzione ONU inerente al conflitto ha, come di consueto, stabilito che il divieto vale solo per uno dei contendenti: gli Houthis e non la Coalizione. La fase \u201cpolitica\u201d per i sauditi prevede che gli Houthis lascino zone occupate e armi abbracciando il dialogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla guerra in Libia in avanti, l\u2019Africa \u00e8 il continente con il pi\u00f9 grande numero di conflitti, che attraversano l\u2019intera fascia sahelo-subsahariana per arrivare al Corno d\u2019Africa e scendere a Sud fra i Paesi ad alta instabilit\u00e0 ma ancora senza guerre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, non ha giovato l\u2019intervento francese in Mali, nel gennaio 2014, programmato per 6 mesi e ancora in atto con significative presenze di jihadisti operanti anche in Algeria, Tunisia, Marocco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla Nigeria, il Boko Haram, che ha giurato obbedienza a ISIS, ha innescato un terrorismo feroce e una guerra asimmetrica contro i regimi anche in Camerun, Niger e Ciad.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guerre asimmetriche sono presenti anche in Costa d\u2019Avorio, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana tutte causate da ininterrotti conflitti tra Forze governatitiche e milizie appoggiate da Paesi confinanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Corno d\u2019Africa la Somalia \u00e8 in guerra permanente dal 1991 e nell\u2019ultimo decennio, oltre alla pirateria, accusa la presenza della formazione degli Shabaab, vicini a ISIS, autori di attentati anche in Kenya e Uganda oltre che in Somalia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Kenya dal 1991 ospita nel campo profughi di Dadaab circa 350 mila rifugiati somali, distante solo un\u2019ora di auto da Garissa nel cui University College gli Shabaab una settimana addietro hanno massacrato 148 studenti e insegnanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo dopo la strage, le Autorit\u00e0 keniote hanno richiesto all\u2019UNWRA la chiusura del campo divenuto una base logistica per i jihadisti, non nuovi a questi attacchi, e il trasferimento in Somalia dei profughi. Richiesta che confligge con la Convenzione dei rifugiati del 1951 che il Kenya ha firmato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paesi come Eritrea ed Etiopia la dittatura, nel complice silenzio della \u201cComunit\u00e0 Internazionale\u201d, hanno nei confronti della popolazione potere repressivi che vanno dall\u2019arresto all\u2019eliminazione. E si scappa, da tutti questi Paesi per gli stessi motivi che hanno i cittadini di regioni ad alta instabilit\u00e0 e con conflitti spesso pilotati da interessati attori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non si fugge sempre verso l\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 un\u2019altra rotta, quella a Sud, verso il Sudafrica, Paese dei \u201cnuovi emergenti\u201d (con Brasile, Russia, India, Cina), zona preferita dagli abitanti dei Paesi contermini come Angola, Malawi, Mozambico, Zambia. E vi si riversano centinaia di migliaia di disperati, gestiti dalle bande di trafficanti di esseri umani e sanno che anche se arrivano non saranno accolti con piacere. Ma anche questi migranti vivono un presente orribile e sono senza futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I fattori scatenanti sono: guerre, mancanza di lavoro, abitazione, sanit\u00e0, istruzione, diritti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto, nello scorso secolo, non partivano verso l\u2019America, e i pi\u00f9 ricchi Paesi europei cittadini del Mediterraneo, fra cui gli italiani, per gli stessi motivi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a9 <\/strong>Riproduzione riservata &#8211; <a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Analisi delle migrazioni attuali da tutti i paesi dell&#8217;Africa mediterranea e subsahariana verso direttrici europee e verso Paesi emergenti come il Brasile o il Sud Africa.<\/p>\n","protected":false},"author":2122,"featured_media":5411,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[4,3,1284,80,1273],"tags":[2200,2202,2204,2203,2201],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/naufragio-migranti-renzi-muscat.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1pf","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5409"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5409"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5409\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5421,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5409\/revisions\/5421"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5411"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5409"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5409"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5409"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}