{"id":5369,"date":"2015-04-06T15:03:41","date_gmt":"2015-04-06T14:03:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5369"},"modified":"2015-04-06T15:03:41","modified_gmt":"2015-04-06T14:03:41","slug":"brevi-riflessioni-sul-ruolo-di-al-shabaab-nel-corno-dafrica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5369","title":{"rendered":"Brevi riflessioni sul ruolo di Al Shabaab nel corno d\u2019Africa"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019importanza e l\u2019influenza del movimento Al Shabaab in una regione ben conosciuta dall\u2019Italia<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La violenza e l&#8217;insicurezza della Somalia sembra proiettarsi a cascata al di fuori dei suoi confini attraverso la pirateria, il traffico d\u2019armi, di esseri umani e il terrorismo. Il debole governo di transizione a Mogadiscio \u00e8 sostenuto da una forza di pace dell&#8217;Unione Africana, che non \u00e8 in grado di esercitare la propria influenza al di fuori della capitale ed \u00e8 continuamente soggetta al pericolo di abbattimento da parte dei ribelli islamici.<\/p>\n<div id=\"attachment_5371\" style=\"width: 277px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5371\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-5371\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Protesters-wave-an-Al-Shabaab-linked-flag-267x200.jpg\" alt=\"Dimostranti con la bandiera di Al Shabaab\" width=\"267\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Protesters-wave-an-Al-Shabaab-linked-flag-267x200.jpg 267w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Protesters-wave-an-Al-Shabaab-linked-flag-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Protesters-wave-an-Al-Shabaab-linked-flag.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 267px) 100vw, 267px\" \/><p id=\"caption-attachment-5371\" class=\"wp-caption-text\">Dimostranti con la bandiera di Al Shabaab<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019espressione dell\u2019estremismo islamico nel Paese \u00e8 costituito da Al-Shabaab (\u062d\u0631\u0643\u0629 \u0627\u0644\u0634\u0628\u0627\u0628 \u0627\u0644\u0645\u062c\u0627\u0647\u062f\u064a\u0646\u200e, \u1e24arakat ash-Shab\u0101b al-Muj\u0101hid\u012bn, in Somalo Xarakada Mujaahidiinta Alshabaab, Partito della Giovent\u00f9). Nato a Mogadiscio nel 1990 con la funzione di milizia del tribunale della Sharia, il movimento ha servito come ala militare dell\u2019Unione delle Corti Islamiche contro l\u2019intervento Etiope del 2006. \u202c<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I leader dell\u2019organizzazione sono jihadisti di provata esperienza, alcuni dei quali hanno servito come mujaheddin durante l\u2019occupazione sovietica dell\u2019Afghanistan. Fino all\u2019intervento Etiope, il gruppo ha risposto a Hassan Dahir Aweys, una figura importante all&#8217;interno dell&#8217;Unione delle Corti Islamiche, una figura ultraradicale i cui scopi non abbracciavano la jihad oltre i confini del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2005 si pensava che Al Shabaab includesse circa 400 miliziani e con tutta probabilit\u00e0 costituisse il nervo delle Corti Islamiche a Mogadiscio. Durante questo periodo, la capitale, devastata e impoverita, era ancora divisa in piccoli feudi sotto il controllo dei signori della guerra, di uomini d&#8217;affari e islamisti armati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guidata fino al 2008 da Aden Hashi Farah Ayro (in somalo: Aaden Xaashi Faarax Ceyroow, Arabo: \u0639\u062f\u0646 \u0647\u0627\u0634\u064a \u0641\u0631\u062d\u200e), leader d\u2019indubbie capacit\u00e0 militari con esperienze pregresse in Afghanistan, ha avuto un ruolo chiave nel contrasto alle forze statunitensi ed etiopi. E\u2019 proprio in quest\u2019arco temporale che inizia il percorso verso un\u2019affiliazione con al-Qaeda, deviando da quelli che erano gli obiettivi originari del gruppo dettati da Aweys.<\/p>\n<div id=\"attachment_5373\" style=\"width: 129px\" class=\"wp-caption alignright\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5373\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-5373\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/images2.jpeg\" alt=\"Il portavoce del movimento Al Shabaab\" width=\"119\" height=\"79\" \/><p id=\"caption-attachment-5373\" class=\"wp-caption-text\">Il portavoce del movimento Al Shabaab<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019intervento del 2006 in poi, Al Shabaab si \u00e8 rapidamente proposta come il gruppo di riferimento per tutti coloro che vedono nelle forze dell\u2019Unione Africana un esercito d\u2019occupazione, configurandosi quindi come un vero e proprio esercito di liberazione che, con alterne vicende, sembra comunque mantenere un\u2019assoluta posizione di forza nella regioni intorno a Mogadiscio e nelle zone meridionali del Paese, costituendo de facto l\u2019unica e vera realt\u00e0 amministrativa sul territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La struttura di Al Shabaab \u00e8 importante per capire come il gruppo opera e per comprendere la natura del suo COG (Centro di Gravit\u00e0 Militare). I leader dell\u2019organizzazione sono membri di un Consiglio della Shura. Il loro numero \u00e8 attualmente sconosciuto. L\u2019 \u201cassemblea\u201d detta quelle che sono le politiche di Al Shabaab nei territori sotto il suo dominio e nomina le amministrazioni locali che sono obbligate a rispettare questa politica. Il gruppo, come si evince dalla sua storia, ha sempre avuto interesse a instaurare la sharia solamente all\u2019interno del territorio somalo. Dal 2012 si sono materializzate divisioni interne della leadership, quando il gruppo ha iniziato ad allinearsi pubblicamente con al Qaeda e la rete della jihad globale sotto la spinta di Ahmed Abdi Godane (Mukhtar Abu Zubair). Ucciso il 1 settembre del 2014 a seguito di un raid operato dagli Stati Uniti, grazie all\u2019utilizzo di un drone armato di AGM-114 Hellfire, \u00e8 stato sostituito alla guida del gruppo da Ahmad Umar (Abu Ubaidah). Il nuovo leader \u00e8 membro della minoranza Dir (\u062f\u0631\u200e) originario dalla citt\u00e0 somala di Luq nella regione Gedo, vicino al confine con l&#8217;Etiopia. Il NISA (Somalia\u2019s National Intelligence and Security Agency) nel settembre del 2014, ha emesso sull\u2019attuale capo dell\u2019organizzazione somala una taglia di 2 milioni di dollari istituita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la fase pi\u00f9 complessa dalla sua nascita, ovvero, il periodo di lotte interne legate anche alla caduta di Kisimayo nell\u2019ottobre 2012, il movimento sembra aver ritrovato nuova linfa dando una dimostrazione di forza nei confronti delle altre organizzazioni terroristiche legate ad Al Qaeda, grazie ad azioni come l\u2019attentato del Westgate Mall di Nairobi del 2013 e l\u2019assalto del 2 aprile 2015 al campus universitario di Garissa nell\u2019Est del Kenya al confine con la Somalia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come nell\u2019attacco al centro commerciale di Nairobi, il commando dei terroristi ha ripreso la sua campagna, ripercorrendo lo stesso modus operandi, cio\u00e8 rinunciando alla dottrina del Takfiri (\u201cempiet\u00e0 massima\u201d o apostasia, che autorizza l\u2019autorit\u00e0 costituita ad infliggere la condanna a morte) nei confronti dei musulmani e concentrandosi esclusivamente su ostaggi di confessione cristiana.<\/p>\n<div id=\"attachment_5377\" style=\"width: 290px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5377\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-5377\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/28.si_-280x140.jpg\" alt=\"Una immagine fin troppo nota del massacro di Garissa\" width=\"280\" height=\"140\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/28.si_-280x140.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/28.si_-580x290.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/28.si_-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/28.si_.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/><p id=\"caption-attachment-5377\" class=\"wp-caption-text\">Una immagine fin troppo nota del massacro di Garissa<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La percezione che deriva da questo nuovo attacco, \u00e8 che si debba considerare il problema di Al Shabaab non pi\u00f9 come un problema solo somalo ma soprattutto keniota. Il fatto che in un intervallo temporale di un anno e mezzo siano stati colpiti dal gruppo somalo obiettivi nel territorio del Paese confinante, mostra non solo l\u2019inadeguatezza dei servizi di sicurezza di Nairobi, ma che il confine tra il Kenya e la Somalia appare come una membrana permeabile, dalla quale i miliziani Somali possono introdursi nel Paese e portare a compimento attacchi contro obiettivi sensibili quasi come se non esistessero linee di demarcazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019analisi pi\u00f9 attenta della situazione del Kenya fa altres\u00ec dedurre che il problema della presenza di Al Shabaab nel Paese non \u00e8 dovuta alla sola labilit\u00e0 dei confini, ma anche alla discreta presenza di campi profughi somali all\u2019interno del Paese. Questa presenza garantisce agli appartenenti alle Cellule Jihadiste la possibilit\u00e0 di occultarsi e di poter ottenere informazioni in loco sugli obiettivi da colpire, per poi pianificare con una discreta calma l\u2019azione vera e propria. Le difficolt\u00e0 del NIS (Kenya National Intelligence Service) nel penetrare le cellule di Al Shabaab sembra nascondersi proprio nella difficolt\u00e0 di poter intercettare il flusso dei corrieri che dalle stazioni somale si muove verso il Kenya.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Yemen, seppur attraversa una fase di scontri interni, da sempre gioca un ruolo importante in Somalia e nel Corno d&#8217;Africa. Le organizzazioni terroristiche come Al Shabaab si nutrono di quelli che sono i profitti derivati dal crimine organizzato che coinvolge i due Paesi; il traffico di esseri umani, il contrabbando di gasolio e di armi e la pirateria sono tra le fonti di approvvigionamento pi\u00f9 redditizie per il gruppo Somalo. Questa situazione \u00e8 favorita dal governo di Sana\u2019a\u2019, che \u00e8 l\u2019unico a concedere asilo con lo status di rifugiato politico ai Somali; secondo alcune stime ci sarebbero circa 200.000 somali nel Paese. A seguito dei crescenti problemi del Paese, le autorit\u00e0 yemenite hanno dichiarato la loro intenzione di fare di pi\u00f9 per frenare la migrazione dei Somali cercando di attuare una politica di rimpatrio, ma ci\u00f2 sembra essere pi\u00f9 una misura di propaganda intenzionata a mettere in luce l\u2019impegno dello Yemen nella lotta al terrorismo che un proposito concreto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Emerge ormai in modo palese che la presenza delle forze di sicurezza occidentali in regioni strategiche dell\u2019area come Gibuti non sembra avere una significativa influenza sulla ricomposizione delle varie crisi nel Corno d\u2019Africa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019apporto dell\u2019intelligence in questa zona \u00e8 fondamentale e non pu\u00f2 essere demandato solamente alle fonti SIGINT (<em>Signal Intelligence<\/em>) garantita da UAV (<em>unmanned aerial vehicle<\/em>) come il RQ-4 Global Hawk per il monitoraggio o il MQ-9 Reaper per le operazioni di <em>killing targeting<\/em>. In una regione che appare simile a un caleidoscopio culturale ed etnico, non si pu\u00f2 prescindere da un maggior utilizzo di uno HUMINT(<em>Human<\/em> <em>Intelligence<\/em>) in grado di comprendere le dinamiche sociologiche dell\u2019area. Il contrasto al flusso dei foreign fighters jihadisti presenti nella regione a seguito della campagna di ISIS (Stato Islamico dell\u2019Iraq e della Siria) in Siria e Iraq e dell\u2019afflusso di denaro proveniente da alcuni Paesi del Golfo a sostegno delle organizzazioni jihadiste, appare come priorit\u00e0 nella lotta all\u2019estremismo islamico nell\u2019Africa Orientale. Nell\u2019attentato di Garissa si nasconde un ennesimo tentativo di allargare il conflitto jihadista a tutta l\u2019area, con l\u2019obiettivo di creare un collegamento tra l\u2019organizzazione terroristica somala e quelle che operano nell\u2019Africa Sub Sahariana e nel Golfo di Guinea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al Shabaab nel Corno d&#8217;Africa e le persecuzioni dei cristiani in Kenya<\/p>\n","protected":false},"author":2113,"featured_media":5371,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[2176,4,3,2177,1516,2178,2175,47],"tags":[2179,2183,2180,2181],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Protesters-wave-an-Al-Shabaab-linked-flag.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1oB","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5369"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2113"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5369"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5369\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5374,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5369\/revisions\/5374"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5371"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5369"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5369"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5369"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}