{"id":5301,"date":"2015-03-19T17:39:49","date_gmt":"2015-03-19T16:39:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5301"},"modified":"2015-03-19T17:39:49","modified_gmt":"2015-03-19T16:39:49","slug":"abdelhakim-belhadj-tra-estremismo-e-opportunismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5301","title":{"rendered":"Abdelhakim Belhadj, tra estremismo e opportunismo"},"content":{"rendered":"<p><em>La vita e le &#8216;opere&#8217; di \u00a0 Abdelhakim Belhadj, \u00a0 poco conosciuto al grande pubblico ma ben noto agli addetti ai lavori<\/em><\/p>\n<p><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong><em>A mio Padre<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Abdelhakim Belhadj (\u0639\u0628\u062f \u0627\u0644\u062d\u0643\u064a\u0645 \u0628\u0627\u0644\u062d\u0627\u062c, nome di battaglia Abu Abdallah Assadaq) nasce il 1\u00b0 maggio del 1966 nella zona di Suk el Giuma a 5 Km da Tripoli. Studia presso l\u2019Al Fateh University, dove consegue una laurea in ingegneria civile. Gli anni successivi al completamento dei suoi studi li trascorre tra Sudan, Turchia, Pakistan, Siria, Iran, Londra e la Danimarca.<\/p>\n<div id=\"attachment_5304\" style=\"width: 177px\" class=\"wp-caption alignright\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5304\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-5304\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/images9.jpeg\" alt=\"Abdelhakim Belhadji\" width=\"167\" height=\"126\" \/><p id=\"caption-attachment-5304\" class=\"wp-caption-text\">Abdelhakim Belhadj<\/p><\/div>\n<p>Ostile al regime del colonnello Gheddafi, Belhadj insieme a altri giovani islamisti della sua generazione \u00e8 costretto a lasciare il Paese. Attraverso le organizzazioni assistenzialiste islamiche saudite raggiunge l\u2019Afghanistan, dove nel 1988 diviene un Mujaheddin e combatte i sovietici.<\/p>\n<p>Nel 1992, nel caos delle lotte per la conquista del Paese fra le varie fazioni Islamiche, lascia l\u2019Afghanistan e visita gran parte del Medio Oriente e dell\u2019Europa orientale, prima di tornare in Libia. Con altri ex combattenti libici fonda il Gruppo Combattente Islamico Libico (LIFG) che nel 1994 tenta rovesciare il regime del Colonnello. In questo periodo si fa chiamare Abu Abdullah al-Sadiq. Insieme al LIFG fomenta una campagna insurrezionale nella Libia orientale tentando per quattro volte di assassinare Gheddafi grazie anche all\u2019appoggio dell\u2019MI6 (Military Intelligence sezione 6). Nel 1998 il movimento \u00e8 sconfitto dal Colonnello e i suoi leader tra cui Belhadj sono costretti alla macchia.<\/p>\n<p>Braccato dalla polizia segreta libica, s\u2019insedia in Afghanistan al seguito di Osama Bin Laden. Considerato l\u2019emiro del Gruppo combattente islamico (ICG) in Libia, negli anni che vanno dalla sua fuga all&#8217;11 settembre 2001 costituisce e gestisce almeno due campi d\u2019addestramento segreti in Afghanistan a una trentina di chilometri a nord da Kabul, dove l&#8217;ICG raccoglie volontari legati ad Al-Qaeda.<\/p>\n<p>La giustizia spagnola lo sospetta di essere la mente degli attentati di Madrid dell\u201911 marzo 2004. E\u2019 arrestato da una task force dei servizi americani e inglesi il 6 marzo 2004 in Malesia e trasferito via aerea (Boeing 737, codice di registrazione N313P) in una prigione segreta, probabilmente presso la stazione CIA di Bangkok. Durante la sua prigionia sarebbe stato sottoposto a interrogatori e torture secondo la tecnica di condizionamento del professor Seligman. In seguito a un accordo tra Washington e Tripoli \u00e8 trasferito in Libia, dove si suppone sia stato nuovamente torturato, ma questa volta dai servizi britannici. In questo periodo \u00e8 detenuto nel carcere di Abu Salim, dove il regime tratteneva i prigionieri politici, la maggior parte di loro provenienti della Cirenaica. Nel 2009 il regime libico sotto indicazione di Saif al-Islam, figlio di Gheddafi e suo delfino, intraprende una politica inaspettata di riconciliazione con l\u2019IGC. Belhadj pubblica dal carcere un documento di 417 pagine chiamato &#8220;Studi correttivi per la Comprensione della Jihad, applicata alla morale e al giudizio del popolo&#8221; dove \u00e8 presente una direttiva in cui viene indicato che la guerra santa contro Gheddafi \u00e8 illegale, ma \u00e8 consentita solo nei \u201cPaesi musulmani invasi\u201d (Afghanistan, Iraq, Palestina). Questo gli vale la grazia.<\/p>\n<div id=\"attachment_5305\" style=\"width: 290px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5305\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-5305\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/madrid-280x131.jpg\" alt=\"Attentato alla stazione ferroviaria Atocha di Madrid nel 2004\" width=\"280\" height=\"131\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/madrid-280x131.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/madrid-580x272.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/madrid-300x141.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/madrid.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/><p id=\"caption-attachment-5305\" class=\"wp-caption-text\">Attentato alla stazione ferroviaria Atocha di Madrid nel 2004<\/p><\/div>\n<p>Liberato nel 2010, si rifugia in Qatar. Nel 2011, svolge un ruolo cruciale nel rovesciamento della Jamahiriya libica. E\u2019 al comando di uno dei battaglioni pi\u00f9 importanti di guerriglieri fin dall\u2019inizio dell\u2019insurrezione, ed \u00e8 il primo a entrare a Tripoli con i ribelli dalle montagne di Nafusa. Il Consiglio nazionale di transizione lo nomina, su proposta della NATO (North Atlantic Treaty Organization) ma con riluttanza, Governatore militare di Tripoli ottenendo al contempo le scuse di Washington e Londra per il trattamento inflittogli durante gli anni di prigionia.<\/p>\n<p>Alla fine del 2011 si reca in Siria per unirsi all\u2019Esercito siriano libero, probabilmente con il sostegno dei servizi francesi, per organizzare le truppe insurrezionali e rovesciare il governo di Assad. E\u2019 in questo periodo, verosimilmente, che si avvicina agli ambienti che porteranno alla nascita di ISIS (Stato Islamico della Siria e dell\u2019Iraq). Torna ben presto in Libia, dove nel 2012 tenta la via della carriera politica attraverso la formazione di un suo partito politico Alwattan Party (\u062d\u0632\u0628 \u0627\u0644\u0648\u0637\u0646\u200e \u0126izb al-Wa\u1e6dan or \u0126izb el-Wa\u1e6dan) d\u2019ispirazione conservatrice salafita legato ai fratelli Mussulmani e Al Salabi, lo stesso che negozi\u00f2 con Saif al-Islam la sua liberazione. Nello stesso periodo conduce un\u2019intensa attivit\u00e0 d\u2019intelligence e di reclutamento con la creazione di campi d\u2019addestramento di Daesh (\u0627\u0644\u062f\u0648\u0644\u0629 \u0627\u0644\u0625\u0633\u0644\u0627\u0645\u064a\u0629, <em>al-Dawla al-Isl\u0101miyya<\/em>, Stato Islamico abbreviazione di ISIS) in Libia a Derna, Syrte e Sebrata, insieme a un ufficio in Tunisia a Djerba, ma nel caos regnante tra le diverse fazioni tribali sul territorio il progetto politico dell\u2019Emiro dell\u2019ICG naufraga ben presto. \u202c<\/p>\n<p>E\u2019 molto probabile che il leader libico abbia pensato, a giusta ragione, di poter riunificare le molte milizie islamiche e le varie trib\u00f9 libiche utilizzando ISIS come un\u2019etichetta con la quale poter creare una nuova entit\u00e0 statale.<\/p>\n<p>E\u2019 ipotizzabile, infatti, che ISIS sia organizzando similarmente alle strutture logistiche dell\u2019antico impero Omayyade il quale era suddiviso su basi regionali. A suo modo l\u2019organizzazione di Daesh ricalca quella di un vero stato organizzato istituzionalmente con: ministeri, un sistema di controllo dell\u2019ordine pubblico, un proprio sistema detentivo e un esercito. La veste arancione che ricalca le tute dei prigionieri di Guantanamo, non \u00e8 solamente una provocazione al mondo occidentale, ma una vera e propria divisa che indica lo status di prigioniero e quindi rinforza questa ipotesi. All\u2019interno dello stato islamico, inoltre, sono presenti tutti i tipi di servizi esistenti in un\u2019entit\u00e0 nazionale: dalle istituzioni preposte alle forniture dei servizi pi\u00f9 elementari a quelle dell\u2019informazione televisiva. A tal proposito, i filmati prodotti da ISIS sono di ottima qualit\u00e0 e realizzati con sistemi simili a quelli dei media occidentali.<\/p>\n<p>La leadership del Colonnello non permetteva delle vere e proprie strutture istituzionali sul territorio libico. La quasi totalit\u00e0 della macchina statale libica passava per le decisioni dell\u2019ex Rais e la lealt\u00e0 delle numerose trib\u00f9 era garantita dai soldi derivati dalle rendite petrolifere.<\/p>\n<p>I gruppi etnici Libici non sono composti solo da trib\u00f9, ma anche da una forte componente berbera ovvero abitanti indigeni della zona del Sahara. Il loro numero \u00e8 difficile da accertare dal momento che queste popolazioni non sono mai state pienamente incluse in un qualsiasi censimento. Tuttavia, \u00e8 stato ampiamente valutato che i berberi costituiscono tra il 10% e il 23% della popolazione libica, quindi assumendo una media del 17%, il risultato sarebbe poco meno di un milione. La maggior parte sono affiliati al khariji una setta ibadita dell&#8217;Islam, che \u00e8 stata adottata come religione durante la conversione forzata avvenuta con la conquista araba durante VIII secolo d.C. L\u2019Islam ibadita derivato dal Kharigismo \u00e8 un Islam di tipo moderato ed aperto alle nuove popolazioni. Fu per questo che i Berberi lo adottarono e si diffuse velocemente nel Nord Africa.<\/p>\n<p>L\u2019unica normativa a essere ritenuta sacra e superiore a quella degli uomini per i seguaci dell\u2019Islam, \u00e8 quella coranica. Elemento costituente di un Paese Islamico. Tale considerazione sposta il centro di gravit\u00e0 di uno Stato sull\u2019elemento teocratico. E\u2019 proprio questo fattore che sembra ricompattare le forze intorno a Belhadj, che \u00e8 conscio di quanto il fattore teo-assistenzialistico e bellico sia fondamentale per esercitare il potere in Libia e canalizzare le milizie verso un vero e proprio esercito. Del resto il COG (Centro di Gravit\u00e0 Militare) dell\u2019ISIS \u00e8 flessibile e grazie all\u2019elemento catalizzante teo-statuario riesce ad attrarre da sempre le piccole formazioni jihadiste per riproporle come una vera e propria armata che mantiene comunque l\u2019elasticit\u00e0 tattica delle formazioni guerrigliere.<\/p>\n<p>Sarebbe pertanto auspicabile un approccio volto a stabilire una comunicazione con il leader libico. La sua storia personale degli ultimi anni, infatti, sembra suggerire un interesse posto alla conquista del potere attraverso la stabilizzazione del Paese contro i residui del vecchio regime e attraverso il manifesto di ISIS. In definitiva, a Daesh serve un leader carismatico quale Belahdj per operare in teatro e proporsi come un\u2019alternativa alla corruzione e al caos delle milizie. A sua volta, al leader libico serve uno strumento aggregatore attraverso cui poter acquisire e consolidare una leadership incontrastata nel Paese.<\/p>\n<p>Giocare sui tempi d\u2019azione risulter\u00e0 determinante. Una volta che Daesh e Belhadj avranno ritenuto di aver finalizzato i propri interessi, il leader potrebbe trovarsi in una situazione scomoda e quindi decidere di liberarsi dal fardello di ISIS, per poter essere riconosciuto a livello internazionale come unico referente in questo teatro. A sua volta per\u00f2 potrebbe rischiare la defenestrazione da parte dell\u2019ISIS, che sentendosi tradito e avendo ormai il controllo del territorio potrebbe ritenere superflua la presenza di Belhadj. E\u2019 per tale motivo che non ostacolare una sua leadership, se sostenuta da efficaci garanzie in termini economico-sociali e di controllo del territorio, potrebbe portare alla stabilizzazione dell\u2019intero Paese. In una strategia di lungo periodo, intervenire in ausilio del leader libico qualora decidesse di abbandonare ISIS, potrebbe ricostituire quelle guarentigie prerivoluzionarie dell\u2019approvvigionamento energetico e dei flussi migratori che gioverebbero all\u2019interesse nazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vita del libico Abdelhakim Belhadj, che si \u00e8 unito all&#8217;ISIS.<\/p>\n","protected":false},"author":2113,"featured_media":5304,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[3,1285,1273],"tags":[2148,2150,2151,61,2149],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/images9.jpeg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1nv","jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5301"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2113"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5301"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5301\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5306,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5301\/revisions\/5306"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5304"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5301"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5301"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5301"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}