{"id":5281,"date":"2015-03-08T20:27:36","date_gmt":"2015-03-08T19:27:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5281"},"modified":"2015-03-08T20:27:36","modified_gmt":"2015-03-08T19:27:36","slug":"kazakhstan-un-elemento-importante-nella-geopolitica-dellasia-centrale-riflessioni-in-margine-a-una-guida-per-gli-operatori-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5281","title":{"rendered":"Kazakhstan: un elemento importante nella geopolitica dell\u2019Asia centrale. Riflessioni in margine a una guida per gli operatori italiani."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_5291\" style=\"width: 321px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5291\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-5291\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/images7.jpeg\" alt=\"Il Presidente del Kazakhstan\" width=\"311\" height=\"207\" \/><p id=\"caption-attachment-5291\" class=\"wp-caption-text\">Il Presidente del Kazakhstan<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 un territorio poco conosciuto dalla maggioranza dei cittadini italiani, non certo da quegli imprenditori italiani che da tempo operano con soddisfazione e profitti con il Kazakhstan\u2026o Terra dei Kazakhi. Stato di vasta estensione, il pi\u00f9 esteso dell\u2019Asia, ha una economia in piena espansione, trainata da una imponente presenza di idrocarburi e di uranio, essendone il primo produttore mondiale. Non si pu\u00f2 inoltre dimenticare che \u00e8 abitato da una popolazione relativamente bassa rispetto all\u2019estensione totale del Paese: 17 milioni di abitanti con ben130 nazionalit\u00e0 diverse e 16 confessioni religiose, tutte riconosciute ufficialmente.<\/p>\n<div id=\"attachment_5286\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignright\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5286\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-5286\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/images6.jpeg\" alt=\"Una visione aerea di Astana\" width=\"140\" height=\"93\" \/><p id=\"caption-attachment-5286\" class=\"wp-caption-text\">Una visione aerea di Astana<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 una di quelle repubbliche appartenenti all\u2019URSS che \u00e8 arrivata alla ribalta della politica mondiale quando l\u2019Unione Sovietica si \u00e8 sciolta per implosione: in teoria era una repubblica indipendente nell\u2019ambito dell\u2019Unione ma senza possibilit\u00e0 reale di avere la sua politica estera e un suo sviluppo indipendente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente sta avendo una crescita impensabile per gli stati europei: il suo PIL negli anni prima della crisi mondiale arriv\u00f2 fino all\u201911% annuo, per scendere a \u2018solo\u2019 un7% successivamente. Sembra per\u00f2, che stando a quanto assicurato dall\u2019ambasciatore Yelemessov in un recente convegno a Roma, la crisi non abbia molto influito sull\u2019andamento generale dell\u2019economia kazaka.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il 1991, il Kazakhstan, che con la sua vasta estensione si presenta come un vero ponte geografico e culturale tra Europa e Asia, \u00e8 riuscito in un tempo relativamente breve a imporsi all\u2019attenzione e all\u2019economia mondiale, tanto da risultare scelto come sede per l\u2019Esposizione Mondiale del 2017, quindi subito dopo quella di Milano del 2015.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, tutti gli analisti geopolitici hanno rilevato come la politica estera di Astana (la nuova capitale dello Stato sviluppata in pochissimi anni al posto della tradizionale affascinante Almaty), realizzata accanto a quella energetica, abbia contribuito moltissimo alla strategia dello sviluppo interno, al consolidamento della propria sovranit\u00e0 (che durante il periodo dell\u2019Unione era solo formale e non reale) e all\u2019emergere nel quadro mondiale oltre che regionale, come una potenza con la quale si devono fare i conti nelle strategie internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scrive lo studioso Alessandro Lundini <a href=\"#_edn1\" name=\"_ednref\">[i]<\/a> che la politica estera kazaka <em>assume contorni molto chiari: non segue linee ideologiche ma si caratterizza con il suo pragmatismo , in base al principio per cui prima viene l\u2019economia, poi la politica\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra chiaro che il governo di Astana persegua tre interessi nazionali prioritari: difesa e asserzione della propria riconquistata sovranit\u00e0, difesa della propria integrit\u00e0 territoriale e sviluppo economico che continui a garantire allo Stato i primi due obbiettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Indubbiamente la Federazione Russa \u00e8 un partner privilegiato (ne condivide un confine lungo 7.591 km) e non potrebbe essere altrimenti: la firma nel 2014 del Trattato di Istituzione dell\u2019Unione Economica Euroasiatica dimostra questa tendenza ma anche l\u2019interesse che i governi europei e quello di Astana hanno in una reciproca cooperazione, forse soprattutto gli europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da non dimenticare le altre caratteristiche geografiche del Kazakhstan: il confine con la Cina \u00e8 di \u2018soli\u2019 1.782 km e questo particolare comporta che le relazioni con il variegato mondi cinese siano di importanza sempre pi\u00f9 cogente soprattutto considerando che la Cina \u00e8 uno dei giganti economici mondiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da non sottovalutare lo sviluppo costiero kazako sul Mar Caspio. Nel momento in cui le repubbliche transcaucasiche divennero indipendenti (1991), il petrolio del Caspio era solamente il 3% della produzione mondiale. In quel periodo, mentre l\u2019Azerbaidjan era il principale attore per quanto riguardava lo sfruttamento del petrolio, il Turkmenistan invece lo era per la produzione del gas che rappresentava nel 1990 il 10.7% della produzione totale dell\u2019URSS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando le repubbliche ex-sovietiche divennero soggetti indipendenti di rilevanza internazionale, le compagnie occidentali, sempre in cerca di nuove regioni da monopolizzare per avere comunque risorse alternative a quelle del Medio Oriente, hanno rinnovato il loro interesse per quella zona, e, tra le prime, l\u2019Italia: \u00e8 indubbio che il controllo sugli oleodotti e gasdotti costituir\u00e0 il fattore di influenza geopolitica pi\u00f9 importante nell\u2019Asia centrale e nella regione transcaucasica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino al 1989 lo sfruttamento del Mar Caspio \u00e8 monopolizzato da Mosca e da Teheran che avevano stretto forti accordi bilaterali, nonostante le divergenze politiche e ideologiche, in quanto consideravano quel Mare loro propriet\u00e0 esclusiva. In effetti, lo statuto giuridico del Caspio era regolato dai seguenti trattati principali: uno di cooperazione e amicizia del 1921; uno, commerciale e di stabilimento del 1935 che era stato sostituito in parte nel marzo del 1940 con uno che regolava commercio e navigazione. Gli accordi citati contemplavano soprattutto le modalit\u00e0 di sfruttamento delle risorse, senza peraltro delimitare le frontiere marittime, in quanto non necessario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con lo sfaldamento dell\u2019URSS e con l\u2019emergere nella politica internazionale delle repubbliche ex-sovietiche, gli stati rivieraschi titolari di diritti di sovranit\u00e0 sulle acquee sui fondali da due passarono a cinque: si \u00e8 imposta allora la definizione di un nuovo statuto giuridico internazionale per regolamentare l\u2019esplorazione e lo sfruttamento delle risorse. Ma l\u2019accordo stenta tuttora ad essere raggiunto perch\u00e9 si tratta di una delle divisioni pi\u00f9 difficili delle risorse da sfruttare, considerata la valenza ormai strategica del Caspio nel settore degli idrocarburi.<\/p>\n<div id=\"attachment_5288\" style=\"width: 270px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5288\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-5288\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/260px-Caspienne.jpg\" alt=\"Il Caspio e i Paesi rivieraschi\" width=\"260\" height=\"181\" \/><p id=\"caption-attachment-5288\" class=\"wp-caption-text\">Il Caspio e i Paesi rivieraschi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema maggiore che riguarda quel Mare \u00e8 il non sapere ancora esattamente l\u2019ordine di grandezza delle riserve ma \u00e8 importante comprendere quali potenze e quali compagnie petrolifere riusciranno ad avere il monopolio dello sfruttamento e in quali stati rivieraschi e come si svilupper\u00e0 la battaglia degli oleodotti e dei gasdotti. Infatti, con la fine dell\u2019Unione Sovietica, gli stati dell\u2019Asia Centrale in particolare il Kazakhstan e il Turkmenistan, l\u2019Azerbaidjan e in minor misura l\u2019Uzbechistan, hanno bisogno di far arrivare la loro produzione ai mercati internazionali e in questa esigenza la regione del Caspio assume una grande valenza geopolitica perch\u00e9 \u00e8 su quel territorio che devono passare le nuove <em>vie della seta<\/em>. I tracciati dei gasdotti e degli oleodotti non sono solo opere d\u2019ingegneria, ma rappresentano soprattutto il frutto di accordi e di alleanze politiche, cio\u00e8 divengono anch\u2019essi chiavi di lettura della struttura politica regionale. L\u2019attuale situazione di difficolt\u00e0 dell\u2019Europa con la Russia di Vladimir Putin a causa della questione ucraina sta rallentando questo settore vitale, con nocumento maggiore per l\u2019Europa, soprattutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe interessante studiare i vari tracciati proposti dalle potenze interessate e dagli stati rivieraschi, per comprendere come \u00e8 lunga e difficile la battaglia degli oleodotti e gasdotti, sperando che le uniche armi usate siano introspezioni geologiche, analisi computerizzate, accordi bi o multilaterali. Vi sono gi\u00e0 sufficienti focolai di instabilit\u00e0 in Asia Centrale e Medio Oriente, per aggravarne di potenziali. Il Kazakhistan \u00e8 territorio con una notevole stabilit\u00e0 politica e occorre all\u2019Europa che mantenga questa stabilit\u00e0 per tutto l\u2019equilibrio della regione centro-asiatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref\" name=\"_edn1\">[i]<\/a> <em>Le grandi opportunit\u00e0 del Kazakhstan. Una guida per gli operatori italiani<\/em>, Quaderno della Rivista \u2018Geopolitica\u2019, 2015, p. 26.<\/p>\n<p>\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Per chi volesse approfondire l\u2019argomento, il Quaderno della Rivista \u2018Geopolitica\u2019<\/em>, Le grandi opportunit\u00e0 del Kazakhstan. Una guida per gli operatori italiani <em>pu\u00f2 dare interessanti informazioni.Si tratta di uno studio con la partecipazione di vari analisti, promosso dall\u2019Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG) di Roma.<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_5282\" style=\"width: 275px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5282\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-5282\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/img198-140x200.jpg\" alt=\"IL volume 'Le grandi ' opportunit\u00e0 del Kazakhstan', Quaderni della rivista Geopolitica, vol.IV, 2015\" width=\"265\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/img198-140x200.jpg 140w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/img198-283x405.jpg 283w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/img198-300x430.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/img198.jpg 331w\" sizes=\"(max-width: 265px) 100vw, 265px\" \/><p id=\"caption-attachment-5282\" class=\"wp-caption-text\">Il volume &#8216;Le grandi &#8216; opportunit\u00e0 del Kazakhstan&#8217;, Quaderni della rivista Geopolitica, vol.IV, 2015<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La politica estera del Kazakhstan e la sua politica energetica e nucleare.<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":5285,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[3,5,1282,1283,131,963,331,765],"tags":[2137,2136,1769,2135,1298,2142,2139,2138,2140,2141],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/images5.jpeg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1nb","jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5281"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5281"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5281\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5292,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5281\/revisions\/5292"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5285"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5281"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5281"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5281"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}