{"id":5242,"date":"2015-03-01T16:09:19","date_gmt":"2015-03-01T15:09:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5242"},"modified":"2015-03-01T16:09:19","modified_gmt":"2015-03-01T15:09:19","slug":"brevi-riflessioni-sullintelligence-jihadista-i-suoi-metodi-di-reclutamento-ipotesi-concrete-al-vaglio-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5242","title":{"rendered":"Brevi riflessioni sull\u2019intelligence Jihadista: i suoi metodi di reclutamento: ipotesi concrete al vaglio.2."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>La seconda parte dell\u2019analisi sull\u2019intelligence jihadista. Come si attira un foreign fighter&#8230; sue caratteristiche<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima operazione effettuata dal reclutatore \u00e8 quella di localizzare il soggetto vulnerabile. In questa fase, l&#8217;operativo jihadista si muove con discrezione raccogliendo informazioni sulla persona: la sua situazione finanziaria, quella familiare, le tendenze politiche, le sue debolezze e i punti di forza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Segue una fase di valutazione. Il candidato \u00e8 posto sotto osservazione continua per conoscere le sue abitudini, i percorsi abitudinari e i luoghi che visita, le persone che incontra e il tipo d\u2019interazioni sociali abituali. Dopo aver raccolto sufficienti informazioni, il reclutatore si avvicina al soggetto e inizia la fase di approccio. Inizialmente questo avviene sotto copertura, una chiave di entrata molto utile ai reclutatori nei confronti dei soggetti immigrati di seconda generazione \u00e8 la connessione della famiglia d\u2019origine con luoghi o personaggi che hanno legami con la jihad, se ce ne sono, ma anche la provenienza tribale d\u2019origine garantisce un legame di appartenenza a tradizioni che possono essere viste in chiave jihadista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il reclutamento di un nuovo \u2018fratello\u2019 si sviluppa in amicizia, come se non ci fossero pretese di sorta e non fosse stato pianificato. Il rapporto si sviluppa in maniera naturale e gradualmente, in modo tale da non attirare l&#8217;attenzione del bersaglio. Nel caso in cui il primo \u2018fratello\u2019 (reclutatore) non riesca a sviluppare un rapporto di amicizia con l&#8217;obiettivo, un altro \u2018fratello\u2019 subentra dopo aver raccolto nuove informazioni sugli indici di vulnerabilit\u00e0 (motivi che possono essere sfruttati a favore) del soggetto.<\/p>\n<div id=\"attachment_5244\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5244\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-5244\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/images.jpeg\" alt=\"Giuliano Del Nevo, primo foreign fighter italiano,.morto in Siria\" width=\"140\" height=\"79\" \/><p id=\"caption-attachment-5244\" class=\"wp-caption-text\">Giuliano Del Nevo, primo foreign fighter italiano,.morto in Siria<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver stretto un legame con il \u2018bersaglio\u2019, avviene il reclutamento vero e proprio. Questo pu\u00f2 essere diretto, cio\u00e8 chiarire al soggetto la natura del proprio lavoro concordando un compenso per le informazioni, o la collaborazione. Pu\u00f2, in alternativa, avvenire in maniera informale senza che lo stesso venga informato della natura del lavoro dell\u2019agente, credendo egli stesso di entrare per meri motivi di capacit\u00e0 all\u2019interno di una cellula. Di solito quest\u2019ultima pratica \u00e8 realizzata grazie anche a ci\u00f2 che \u00e8 chiamato <em>rinforzo positivo<\/em> (regali, condividendo le sue gioie o i dolori nel tentativo di risolvere i suoi problemi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il reclutato, inoltre, non scopre subito la propria vocazione religiosa, \u00e8 una consapevolezza che gli viene somministrata poco alla volta accompagnata dai <em>rinforzi<\/em> sopra descritti; spesso \u00e8 seguita da un senso di colpa nei confronti dei rinforzi che vengono visti come una decadenza della propria dignit\u00e0 e della societ\u00e0 alla quale si appartiene che nel soggetto si demonizza. I <em>rinforzi<\/em> sono abilmente utilizzati dagli agenti reclutatori in maniera da plasmare il soggetto in modo graduale verso l\u2019obiettivo ultimo, cio\u00e8 il completo assoggettamento nei confronti degli ordini dei superiori che prevedono l\u2019isolamento dalla famiglia d\u2019origine e da tutti quei legami con il mondo esterno che non siano collegati all\u2019Islam.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa fase, alla recluta vengono, di solito, assegnati alcuni compiti per mettere alla prova la sua capacit\u00e0, lealt\u00e0 e affidabilit\u00e0 come il reperimento di determinate informazioni. Il soggetto non sa che l&#8217;organizzazione ha gi\u00e0 le informazioni richieste. Se le informazioni fornite da parte del nuovo \u2018fratello\u2019 non corrispondono alle informazioni esistenti dell&#8217;organizzazione, l&#8217;agente pu\u00f2 non essere una fonte affidabile d\u2019informazioni oppure potrebbe essere un tentativo esterno d\u2019infiltrazione all\u2019interno della cellula. Per questo motivo durante la fase di test, il soggetto rimane sotto attenta sorveglianza per individuare tutti i suoi movimenti.<\/p>\n<div id=\"attachment_5247\" style=\"width: 290px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5247\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-5247\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/eric-harroun-jabhat-al-nusrah-syria-350x196-280x157.jpeg\" alt=\"Eric Harroun, combattente straniero, con esponenti diJabat - al-Nusra\" width=\"280\" height=\"157\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/eric-harroun-jabhat-al-nusrah-syria-350x196-280x157.jpeg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/eric-harroun-jabhat-al-nusrah-syria-350x196-300x168.jpeg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/eric-harroun-jabhat-al-nusrah-syria-350x196.jpeg 350w\" sizes=\"(max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/><p id=\"caption-attachment-5247\" class=\"wp-caption-text\">Eric Harroun, combattente straniero, con esponenti diJabat &#8211; al-Nusra<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta reclutato il soggetto si provvede al suo addestramento. Questo consiste nell\u2019apprendere i mezzi di raccolta, dell\u2019occultamento delle informazioni, la comprensione del briefing di missione, nozioni di fotografia e tecniche basilari d\u2019interrogatorio e di resistenza. Contrariamente a ci\u00f2 che si \u00e8 indotti a pensare dalla cultura cinematografica, tutti i soggetti sottoposti a un interrogatorio coercitivo cedono. L\u2019unico fattore variabile \u00e8 il limite di tolleranza psicofisica e di conseguenza l\u2019insorgere di complicazioni fisiologiche che possono provocare la morte del soggetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda alla quale la maggior parte degli analisti vorrebbe trovare una risposta \u00e8 come si contrasta efficacemente un avversario simile. Forse la soluzione \u00e8 molto pi\u00f9 semplice della domanda, cio\u00e8 adattando il proprio COG (centro di gravit\u00e0 militare) a quello dell\u2019avversario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;intelligence \u00e8 il prodotto della raccolta, dell&#8217;elaborazione, dell&#8217;integrazione, della valutazione, dell&#8217;analisi e dell&#8217;interpretazione delle informazioni disponibili. Questi concetti dovrebbero essere rielaborati in una chiave pi\u00f9 utile e flessibile in base alle esigenze operative, cos\u00ec da donare al <em>decision maker<\/em> uno strumento con una maggiore capacit\u00e0 di esecuzione. Oggi, infatti, le operazioni dell\u2019intelligence sono spesso condotte contro attori non statali e minacce transnazionali. La natura dispersiva di queste minacce, come quella del terrorismo islamico, non pu\u00f2 essere pi\u00f9 affrontata con le metodologie operative tradizionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terrorismo di matrice jihadista \u00e8 capace ormai di portare avanti una campagna a bassa intensit\u00e0 anche all\u2019interno dell\u2019Europa, soprattutto tramite i mezzi di <em>propaganda 2.0<\/em> come il web. La sua quinta colonna \u00e8 costituita da cellule ramificate e collegate tra di loro grazie a percorsi ormai collaudati, che sono usati dai propri affiliati come via d\u2019uscita dal vecchio continente per raggiungere i teatri come la Siria e l\u2019Iraq. In questo sono aiutati da una scarsa legislazione europea in materia d\u2019immigrazione clandestina, che permette un transito continuo di <em>foreign fighters<\/em> per tutta l\u2019Europa, anche grazie alla scarsa coordinazione delle varie agenzie d\u2019intelligence, bloccate da una forte compartimentazione informativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il contrasto del terrorismo di tale matrice attraverso quelle che sono le operazioni distribuite, o meglio un\u2019intelligence distribuita, offre vantaggi unici, giacch\u00e9 il decisore \u00e8 collocato pi\u00f9 vicino alla fonte informativa. L\u2019autorit\u00e0 decisionale decentralizzata costituita da un\u2019analista che possa prendere decisioni operative di natura strategica e tattica su una cella di sua esclusiva competenza, \u00e8 intrinsecamente pi\u00f9 veloce e pi\u00f9 utile di quella delle autorit\u00e0 decisionali centralizzate. Queste, infatti, sempre pi\u00f9 spesso entrano in possesso di un\u2019informazione elaborata tramite il ciclo intelligence tradizionale che \u00e8 stantia e obsoleta rispetto alle effettive condizioni di teatro, soprattutto quando questa proviene da ambienti geograficamente complessi anche a livello di tessuto culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In virt\u00f9 del mantenimento di una costante attivit\u00e0 d\u2019osservazione in prossimit\u00e0 del nemico o del problema, l\u2019analista strategico tattico \u00e8 capace di decisioni pi\u00f9 intuitive e rapide. Essendo pi\u00f9 vicino all&#8217;azione diretta \u00e8 in grado di poter osservare direttamente le conseguenze delle proprie decisioni. In tal caso avverrebbe un\u2019inversione del ciclo intelligence, in altre parole sarebbe l\u2019analista a richiedere all\u2019autorit\u00e0 centrale un\u2019analisi delle risorse da poter impiegare in teatro sia in patria e sia all\u2019estero. Di conseguenza, la velocit\u00e0 e una maggiore capacit\u00e0 analitica sarebbero esaltate dalla vicinanza e dall\u2019indipendenza che il decisore ha di poter influenzare direttamente lo scenario tramite le proprie scelte. La consapevolezza di adattare le successive azioni a quella che \u00e8 il diretto effetto di queste sul campo, consente inoltre una maggiore destrezza tattica, poich\u00e9 la velocit\u00e0 \u00e8 elemento indispensabile per il mantenimento dell&#8217;iniziativa in qualsiasi teatro operativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, questo decentramento non \u00e8 uno smarcamento completo dall\u2019autorit\u00e0 centrale che rimane comunque indispensabile per questo ciclo intelligence accelerato. Essa, infatti, costituisce l\u2019hub in grado di garantire il raccordo tra le varie cellule e costituirebbe un\u2019autorit\u00e0 di controllo e supervisione finale sui risultati ottenuti dalle varie cellule. Queste ruotano attorno alla base centrale, come in un atomo gli elettroni ruotano attorno al nucleo di neutroni e protoni. In questo modo il decisore centrale potr\u00e0 avere un\u2019idea pi\u00f9 chiara e completa di ci\u00f2 che avviene nei vari teatri e soddisfare le necessit\u00e0 di adattamento necessarie al contrasto di un nemico con un centro di gravit\u00e0 cos\u00ec mutevole ottenendo risultati concilianti alle effettive necessit\u00e0 politiche.<\/p>\n<div id=\"attachment_5248\" style=\"width: 159px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5248\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-5248\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/images-1.jpeg\" alt=\"Mappa del flusso dei foreign fighters (elaborazione del Washington Post)\" width=\"149\" height=\"149\" \/><p id=\"caption-attachment-5248\" class=\"wp-caption-text\">Mappa del flusso dei foreign fighters (elaborazione del Washington Post)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa rivoluzione non \u00e8 di semplice attuazione e porta in s\u00e9 nuove sfide, bisogna superare uno dei cardini principali dell\u2019intelligence, cio\u00e8 la compartimentazione, concetto sul quale si basa la riservatezza delle informazioni e la sicurezza di molti operatori. Proprio questa compartimentazione dell\u2019informazione \u00e8 la linea d\u2019ombra sfruttata dalle cellule jihadiste. Essa costituisce un problema quando bisogna fornire informazioni, necessarie a operazioni di sostegno a unit\u00e0 ampiamente disperse su un territorio o a fonti sotto copertura, poich\u00e9 le risorse indispensabili all\u2019intervento, non dispongono di un quadro totale dello scenario e agiscono in maniera deficitaria creando pi\u00f9 scompensi che benefici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Acquisire la comprensione e la consapevolezza di questo nuovo modo di fare intelligence, richieder\u00e0 un grandissimo sforzo e l\u2019impiego di grandi risorse che non possono essere messe a disposizione da un solo Paese. Per questa ragione il futuro dell\u2019intelligence civile e militare passa per la collaborazione dei diversi Attori impegnati nella lotta al terrorismo e non pu\u00f2 prescindere da un mandato temporale di vasta portata. La sicurezza non pu\u00f2 legarsi alla vita politica dei governi dei vari Paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La seconda parte dell\u2019analisi sull\u2019intelligence jihadista. 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