{"id":5177,"date":"2015-02-16T12:08:44","date_gmt":"2015-02-16T11:08:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5177"},"modified":"2015-02-18T16:52:23","modified_gmt":"2015-02-18T15:52:23","slug":"regione-mediorientale-chi-combatte-chi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5177","title":{"rendered":"REGIONE MEDIORIENTALE. CHI COMBATTE CHI"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5181\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/275px-Flag_of_Hezbollah.svg_.png\" alt=\"275px-Flag_of_Hezbollah.svg\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La situazione mediorientale \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile. Il territorio libico vede avanzare le milizie del DAISH (ISIS) senza che nessuno sembri opporsi se non l\u2019Egitto che si trova ancora una volta a dover diventare un protagonista della politica di quella zona strategica.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019analisi della guerra portata dall\u2019autoproclamato Califfo dell\u2019 Islamic State of Iraq and Sham, Abu Bakr al-Baghdadi, in Siria, Iraq, Libano, Libia ed Egitto rivela la presenza di numerosi attori non sempre evidenziati dai media.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da recenti informazioni emerge che USA e Giordania starebbero addestrando una forza di 100 mila uomini per rinforzare l\u2019Esercito iracheno composto di 80.000 soldati e 20.000 sciiti governativi supportati dal Presidente al-Abadi. Nel Nord del Paese, i curdi possono contare su oltre 50.000 mila combattenti pur se divisi in fazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri termini, tre Eserciti divisi per linee etnico-religiose costituiscono la premessa del progetto statunitense di uno Stato federale con un Nord curdo, un Centro-Ovest sunnita e un Sud sciita (<em>the greater Middle East<\/em>). In questo contesto operano anche, con obiettivi diversi, Turchia, Iran e Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ankara \u00e8 sostenuta dall\u2019Arabia Saudita e avrebbe gi\u00e0 convinto gli USA a realizzare una buffer zone in territorio siriano al confine con la Turchia non per combattere ISIS ma per sconfiggere gli alawiti siriani di Assad e risolvere il problema curdo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sostanza, la zona-cuscinetto impedirebbe il sorvolo dello spazio aereo anche all\u2019aviazione siriana, impegnata contro ISIS, e ostacolerebbe la saldatura dei curdi iracheni e del PKK (Partito Comunista Curdo) con quelli siriani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Iran non resta a guardare. La Guida Suprema Ayatollah Al\u00ec Khamenei all\u2019inizio di dicembre in un dettagliato discorso sulla situazione del \u201cGrande Oriente\u201d sottoline\u00f2 la presenza sciita in Iraq, Siria, Libano e Yemen. In altri termini, Khamenei ha mandato un messaggio all\u2019Arabia Saudita che condivide con lo Yemen una frontiera di 1.500 km e che sta assistendo al consolidamento degli sciiti zaidisti Houthis non solo nel Nord ma anche nella capitale Sana\u2019a.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Ayatollah Khamenei evidenzi\u00f2 anche la presenza sciita nei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo dove costituiscono la maggioranza in Bahrein e rappresentano significative minoranze in Arabia Saudita e Oman.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contestualmente, Sheikh Hassan Nasrallah, Segretario Generale e guida di Hezb\u2019Allah, incontr\u00f2 anche l\u2019ex Premier iracheno Maliki.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso di quei colloqui, Nasrallah avrebbe informato Maliki del tentativo dell\u2019\u201dAsse sunnita\u201d di realizzare un\u2019ampia area ricavata dalla suddivisione dell\u2019Iraq.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tentativo di cui sarebbero protagonisti Arabia Saudita, Paesi del Golfo, Turchia e Giordania con l\u2019appoggio politico-militare degli USA avrebbe l\u2019obiettivo di assegnare questa zona alla Giordania per il futuro Stato palestinese e l\u2019accoglimento dei rifugiati in tutti i Paesi arabi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per contrastare questo piano, Iran ed Hezb\u2019Allah sono impegnati in Siria da almeno tre anni con considerevoli Forze Speciali sul terreno. Iran ed Hezb\u2019Allah, inoltre, da mesi sostengono i curdi e il fragile Esercito iracheno guidandolo nella riconquista delle zone cadute sotto il controllo di ISIS. Teheran non fa neanche mistero dei raid aerei eseguiti nell\u2019Est iracheno realizzando una notevole ed efficace sinergia con peshmerga curdi e milizie sciite irachene. L\u2019obiettivo iraniano \u00e8 quelle di azzerare la presenza militare di ISIS lungo i 160 km di frontiera fra Iran e Iraq. Progetto che \u00e8 ostacolato da USA e Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario, la Russia tenta una mediazione con gli USA per salvaguardare la Siria e il Presidente Assad attraverso la convocazione di un\u2019altra Conferenza di Ginevra, la terza dopo il fallimento delle prime due.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al momento la realt\u00e0 sul campo registra da una parte Baghdad e aree sciite e dall\u2019altra parte quelle sunnite. Non \u00e8 un caso che l\u2019intera regione di al-Anbar, sunnita, resti nella mani di ISIS, cos\u00ec come Mosul.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interventi mirati in quelle aree potrebbero sconfiggere ISIS ma le zone resterebbero nelle mani delle trib\u00f9 sunnite alleatesi con ISIS contro il nuovo Presidente al-Abdadi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Egitto, infine, tende ad ampliare il suo spazio geografico alla Libia, o meglio alle sue ingenti risorse di energetiche di gas e petrolio, cogliendo l\u2019occasione offerta da un Paese ormai di fatto diviso in Tripolitania, Cirenaica e Fezzan in balia di 1.700 milizie incontrollabili e confliggenti fra di loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Presidente egiziano al-Sisi, di formazione laica e acerrimo nemico degli islamici \u2013 dai jihadisti ai moderati come i Fratelli Musulmani \u2013 conta su Israele, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La linea geo-strategica abbozzata per ridisegnare il nuovo \u201cGrande Medio Oriente\u201d a guida statunitense non tiene in conto quanto gi\u00e0 avvenuto e sta verificandosi in Afghanistan, Iraq, Libia, Siria dove tanti gruppi jihadisti dopo essere stati addestrati, armati, pagati e supportati anche a livello politico hanno rivolto l\u2019armamento ricevuto contro i loro mentori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intera regione Mediorientale sembra andare verso questa direzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_5183\" style=\"width: 259px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5183\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-5183\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/1280px-Tripoli_CBD-249x200.jpg\" alt=\"Il 'Corinthia' a Tripoli  prima dell'attentato...\" width=\"249\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/1280px-Tripoli_CBD-249x200.jpg 249w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/1280px-Tripoli_CBD-504x405.jpg 504w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/1280px-Tripoli_CBD-300x241.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/1280px-Tripoli_CBD.jpg 754w\" sizes=\"(max-width: 249px) 100vw, 249px\" \/><p id=\"caption-attachment-5183\" class=\"wp-caption-text\">Il &#8216;Corinthia&#8217; a Tripoli prima dell&#8217;attentato&#8230;<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La situazione mediorientale \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile. 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