{"id":5157,"date":"2015-02-11T17:46:35","date_gmt":"2015-02-11T16:46:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5157"},"modified":"2015-02-11T17:52:00","modified_gmt":"2015-02-11T16:52:00","slug":"ricordando-amilcar-cabral-e-patrice-lumumba-a-40-50-anni-dalla-loro-morte-quali-lezioni-per-il-futuro-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5157","title":{"rendered":"RICORDANDO AM\u00cdLCAR CABRAL E PATRICE LUMUMBA, A 40 &#8211; 50 ANNI DALLA LORO MORTE: QUALI LEZIONI PER IL FUTURO? 2."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La seconda e ultima parte dell\u2019interessante saggio di prof Alfredo Manhi\u00e7a su alcuni problemi dell\u2019Africa subsahariana<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. Un approccio critico sul presente con lo sguardo verso il futuro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle prime pagine della Bibbia leggiamo che \u201c<em>Dio cre\u00f2 l\u2019uomo a sua immagine: a immagine di Dio lo cre\u00f2; maschio e femmina li cre\u00f2. Dio li benedisse e disse loro: \u2018Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra\u201d <\/em>(Gen 2, 27-28).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei qui soffermarmi sulla disposizione data da Dio alla specie umana di \u201csoggiogare e dominare\u201d la terra e gli altri essere creati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il filosofo inglese, Francis Bacon (1561-1626), sostiene, da un lato, che \u201c<em>Il dominio dell\u2019uomo sulla natura consiste solo nella conoscenza<\/em>: l\u2019uomo tanto pu\u00f2 quanto sa (Tantum possumus quantum scimus); dall\u2019altro, osserva che \u201cil fine a cui \u00e8 diretta la scienza \u00e8 il <em>regnum humanis\u201d<\/em>. Per\u00f2, proseguendo nelle sue riflessioni, Bacon sostiene ancora che \u201c<em>la natura non la si vince se non ubbidendole<\/em>\u201d (Natura non nisi parendo vincitur).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dagli argomenti su accennati si pu\u00f2 dedurre innanzitutto che nonostante il genere umano abbia ricevuto da Dio il potere di soggiogare e dominare il mondo e gli altri esseri creati, in realt\u00e0 questi hanno proprie dinamiche ed intrinseche leggi di natura che l\u2019uomo non pu\u00f2 modificare arbitrariamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo significa che, sebbene l\u2019uomo abbia il potere di soggiogare e dominare il mondo, questo, una volta trasformato dall\u2019intervento umano, acquisisce, a sua volta, il potere di cambiare le abitudini e il comportamento dell\u2019uomo stesso, nel bene e nel male.<\/p>\n<div id=\"attachment_5151\" style=\"width: 135px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/images-2.jpeg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5151\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-5151\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/images-2.jpeg\" alt=\"Francobollo commemorativo di Amilcar Cabral\" width=\"125\" height=\"150\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-5151\" class=\"wp-caption-text\">Francobollo commemorativo di Amilcar Cabral<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le barbare vicende politiche e militari che ebbero come vittime eccellenti Lumumba e Cabral non vanno viste come casi isolati e accidentali della Guinea-Capo Verde e del Congo, ma come la punta dell\u2019\u201ciceberg\u201d di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto all\u2019interno di molti movimenti indipendentisti, partiti politici o stati africani, soprattutto nel corso degli anni \u201960, \u201970 e \u201980: trattasi di catalogazione di una sconfitta che va al di l\u00e0 dei singoli fatti e delle sue conseguenze dirette. Negli anni precedenti o successivi all\u2019indipendenza, in molti stati africani che risorgevano dalle ceneri della colonizzazione, le vecchie \u00e9lite etnico-tribali e le nuove \u00e9lite costituite dagli impiegati pubblici dell\u2019amministrazione coloniale, che, in un primo momento si erano unite, mosse dal comune ideale di affrancarsi dalla dominazione coloniale, in un secondo momento, si sono divise, combattute o tradite reciprocamente per ottenere il controllo del potere politico e delle risorse economiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I movimenti, o i partiti politici, o particolari schieramenti che, all\u2019interno dello stesso movimento o partito, sono riusciti a sopraffare i propri rivali, si sono appropriati dell\u2019amministrazione pubblica lasciata vacante dagli ufficiali coloniali. Subito dopo la proclamazione delle indipendenze cercarono di monopolizzare il potere, creando un sistema di governo personale e promovendo il culto della loro stessa personalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per meglio consolidare il proprio potere politico e assolutizzare il controllo delle risorse economiche, i nuovi dirigenti politici abbandonarono gli ideali che avevano cementato l\u2019unit\u00e0 nazionale tra i differenti gruppi etnico-tribali in funzione di un&#8217;unica causa. Le Costituzioni promulgate nelle celebrazioni delle indipendenze furono modificate o riscritte o semplicemente ignorate. In tutto il continente vennero adottate Costituzioni di tipo Presidenziale e lo strumento di legiferazione divenne il Decreto Legge Presidenziale, mentre le Assemblee nazionali &#8211; spesso composte prevalentemente da adulatori del regime, pervenuti alla vita pubblica attraverso cooptazioni clientelari o tribali-regionaliste o comunque da persone senza volont\u00e0 propria &#8211; esercitavano funzioni esclusivamente formali. Anche il potere giudiziario venne ovunque subordinato, <em>de jure<\/em> o <em>de facto<\/em>, all\u2019esecutivo. I <em>Checks and bilance<\/em> vennero rimossi. I partiti unici divennero cos\u00ec l\u2019istanza egemonica cui dovevano subordinarsi tutte le altre organizzazioni di carattere sociale: sindacati, intellettuali, organizzazioni dei giovani e delle donne, giornalisti, associazioni sportive e culturali.<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/images.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5161\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/images.jpeg\" alt=\"images\" width=\"125\" height=\"138\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella spietata lotta per il controllo del potere politico nell\u2019Africa post-coloniale i movimenti o i partiti politici o le \u00e9lite dirigenti o i personaggi emergenti che soccomberono non erano meno criminali dai loro avversari. In molti casi, l\u2019unica differenza \u00e8 che gli uni sono stati sconfitti, uccisi o annientati, mentre gli altri ne sono usciti vincitori. Infatti, durante la lotta armata in Guinea Bissau, i guineensi morivano vittime della polizia segreta portoghese \u2013 la <em>Pol\u00edcia Internacional e de Defesa do Estado\/Direc\u00e7\u00e3o-Geral de Seguran\u00e7a<\/em> (PPIDE\/DGS) -, dei bombardamenti aeri e dei tradimenti per opera dei compagni del PAIGC. Nell\u2019intervista concessa all\u2019Agenzia d\u2019informazione \u201cLUSA\u201d, il 31 marzo 2013, lo storico leader dell\u2019allora partito <em>Uni\u00e3o do Povo das Ilhas de Cabo Verde <\/em>(UPICV), Jos\u00e9 Leit\u00e3o da Gra\u00e7a, ha descritto Cabral come un dirigente prepotente e responsabile dell\u2019uccisione di molta gente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno sguardo globale su come la questione politica viene gestita nell\u2019Africa subsahariana, a partire dagli anni della decolonizzazione fino ai giorni nostri, fa sospettare che l\u2019insieme delle vicende che ruotarono intorno alle uccisioni di Lumumba e Cabral costituiscano il vero e proprio \u201cpeccato originale\u201d della politica africana. Quelle vicende e l\u2019esito che hanno avuto si sono subito trasformati in strumenti paradigmatici del fare politica interna ed estera. Infatti, nella storia della politica africana i casi di tradimento fra i compagni di partiti o movimenti politici; o l\u2019annientamento dei partiti d\u2019opposizione o la manipolazione dell\u2019identit\u00e0 etnico-tribale per purgare gli avversari o per consolidare il proprio potere, non solo si sono verificati in molti altri stati, oltre che in Congo e in Guinea Bissau, ma sono diventati una costane nel tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019immagine di diplomazia che l\u2019Africa ha offerto di se stessa alle antiche e alle nuove potenze mondiali \u00e8 di una diplomazia della guerra, di colpi di stato o di uccisioni degli esponenti politici indesiderati. Per questo, le potenze mondiali, quando devono affrontare qualsiasi tipo di conflitto d\u2019interessi che coinvolge un paese africano ricorrono a strumenti del tipo: la guerra per procura, il sostegno ad un colpo di stato, ad un\u2019uccisione importante o l\u2019appoggio ad una ribellione armata. Gli stessi gruppi politici africani d\u2019opposizione ai governi in carica, l\u2019unico tipo di <em>lobbying<\/em> che sanno fare presso i governi delle potenze mondiali \u00e8 la ricerca di forme e di sostegno per eliminare chi \u00e8 al potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insieme a Lumumba e Cabral e a molti altri che hanno avuto lo stesso loro destino, fu ucciso anche il sogno che gli africani e l\u2019intera umanit\u00e0 nutrivano, negli anni \u201960 e \u201970, di trasformare le colonie africane in stati sovrani forti e prosperi, capaci di stabilire un rapporto di parit\u00e0 col resto del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prova che il crimine, l\u2019illegalit\u00e0, l\u2019impunit\u00e0 e tutte le forme di manipolazioni messi in atto negli anni della nascita degli stati africani erano diventati strumenti paradigmatici per fare politica in Africa \u00e8 divenuta palese ed \u00e8 stata confermata dai fatti nella prima met\u00e0 degli anni Novanta, allorch\u00e9 molti governi africani introdussero i processi di democratizzazione delle loro istituzioni politiche ma furono architettati in modo da mantenere il potere e il controllo istituzionale nelle mani di chi gi\u00e0 li deteneva. Ancora oggi, infatti, la maggior parte delle elezioni che si realizzano in molti paesi africani sono caratterizzate da gravi irregolarit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante questa nebulosit\u00e0, avvolga e condizioni il continente africano, la salvezza dell\u2019Africa non pu\u00f2 che risiedere negli africani. Ci sono ancora molti condizionamenti e ostacoli che tendono a perpetuare le logiche stabilite e favorite da diversi fattori nel periodo della decolonizzazione. La manovra per istituzionalizzare il multipartitismo e la regolarit\u00e0 delle elezioni, nonostante non abbia necessariamente democraticizzato le istituzioni politiche, va considerata come un tentativo di riforma di un sistema politico \u2013 quello, appunto, basato sulla illegalit\u00e0 ed impunit\u00e0 \u2013 che contiene in s\u00e9 il seme della sua negazione. Proprio l\u2019introduzione del modello democratico \u2013 anche se ancora segnato da gravi imperfezioni \u2013 ha avviato lo sviluppo progressivo della coscienza e del desiderio della partecipazione attiva nei gruppi d\u2019interessi intesi a difendere i propri interessi e a influenzare i principali centri decisionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">BIBLIOGRAFIA DI BASE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">GENTILI A. M., <em>Il leone e il Cacciatore \u2013 storia dell\u2019Africa sub\u2013sahariana<\/em>, Carocci, Roma, 2008.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">SANTOS D., <em>Am\u00edlcar Cabral \u2013 um novo olhar, <\/em>Chiado Editora, Praia, 2014.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">FANON F., <em>Potevamo fare altrimenti?<\/em>, in <em>Fanon: Opere scelte<\/em>, vol. 2, a cura di G. Pirelli, Einaudi, Torino, 1971.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">MEREDITH M., <em>The State of Africa \u2013 A History of the Fifty Years of Independence, <\/em>Free Press, London, 2006.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La seconda e ultima parte dell\u2019interessante saggio di prof Alfredo Manhi\u00e7a su alsuni problemi dell\u2019Africa subsahariana<\/p>\n","protected":false},"author":3276,"featured_media":5150,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[4,3,487,1813,888,2095,1303],"tags":[29,48,2096,2098,2099,483,2097,2100],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/images-1.jpeg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1lb","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5157"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3276"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5157"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5157\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5162,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5157\/revisions\/5162"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5150"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5157"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5157"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5157"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}