{"id":5146,"date":"2015-02-09T20:12:45","date_gmt":"2015-02-09T19:12:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5146"},"modified":"2015-02-09T20:12:45","modified_gmt":"2015-02-09T19:12:45","slug":"ricordando-amilcar-cabral-e-patrice-lumumba-a-40-50-anni-dalla-loro-morte-quali-lezioni-per-il-futuro-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5146","title":{"rendered":"RICORDANDO AM\u00cdLCAR CABRAL E PATRICE LUMUMBA, A 40 &#8211; 50 ANNI DALLA LORO MORTE: QUALI LEZIONI PER IL FUTURO? 1."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un interessante lungo saggio di Alfredo Manhi\u00e7a suddiviso in tre parti. La prima: un excursus storico sulle vicende che hanno portato alla decolonizzazione dell\u2019ex Congo Belga e della Guinea Bissau. Vicende dimenticate e ora poco conosciute o ricordate.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per avviare la riflessione sull\u2019insegnamento che oggi possiamo trarre per il futuro dell\u2019Africa dalle uccisioni barbare di Am\u00edlcar Cabral e Patrice Lumumba, avvenute rispettivamente 40 e 50 anni fa, vorrei proporre un percorso (per la mente) diviso in tre momenti complementari:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>Uno sguardo obiettivo sul passato: ossia, scrivere e\/o leggere la storia dei popoli africani non come ci piacerebbe si fosse sviluppata, ma come sono andati effettivamente gli eventi. Infatti, molti dirigenti politici africani, i cui nomi appaiono nei manuali di scuola come di eroi, sono stati in realt\u00e0 dei criminali meritevoli solo di essere in carcere o incatenati nei loro sepolcri.<\/li>\n<li>Uno sguardo critico sul presente: ossia, rinunciare alla giustificazione secondo la quale i responsabili dei fallimenti sono i terzi.<\/li>\n<li>Uno sguardo coraggioso verso il futuro, ossia, una risoluzione fiduciosa a voler rigenerare il sogno originario di fare nascere stati africani sovrani e liberi da tutte le forme di sfruttamento.<\/li>\n<\/ol>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><em>Uno sguardo storiografico: vicende personali, nazionali e internazionali che accomunano Lumumba e Cabral<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli aspetti che accomunano le figure di Am\u00edlcar Cabral (1924-1973) e Patrice Lumumba (1925-1961), e quindi, ci\u00f2 che ci permette di fare una lettura sinottica delle vicende delle loro vite e opere per poi trarne una lezione, non solo per la Guinea Bissau, Capo Verde e la Repubblica Democratica del Congo (RDC), ma per l\u2019intera Africa, sono molti. Entrambi come dirigenti politici si sono impegnati a suscitare nei propri popoli la coscienza del bisogno e dell\u2019utilit\u00e0 d\u2019affrancarsi dalla dominazione coloniale occidentale e, per dare corpo all\u2019autocoscienza della libert\u00e0, hanno, entrambi, fondato movimenti di liberazione, che volevano essere espressione di un popolo in ricerca della propria autodeterminazione.<\/p>\n<div id=\"attachment_5150\" style=\"width: 128px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/images-1.jpeg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5150\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-5150\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/images-1.jpeg\" alt=\"Patrice Lumumba\" width=\"118\" height=\"118\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-5150\" class=\"wp-caption-text\">Patrice Lumumba<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lumumba e Cabral, inoltre, avevano un comune ideale di Africa e delle entit\u00e0 politiche africane da far nascere dalle ceneri dei domini coloniali occidentali: stati unitari liberi da qualsiasi tipo di colonialismo o neocolonialismo; popoli uniti dall\u2019unico destino di autodeterminazione, indipendentemente delle diversit\u00e0 etniche o tribali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lumumba e Cabral sono anche accomunati dal fatto che le barbare uccisioni di cui furono entrambi vittime rispecchiano purtroppo il lato pi\u00f9 debole dei movimenti nazionalisti di lotta per l\u2019indipendenza e, perci\u00f2, gi\u00e0 un presupposto psicosociale per i successivi fallimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche tra le vicende storiche dei loro paesi d\u2019origine ci sono molti punti di connessione, nonostante la diversit\u00e0 di posizione geografica e di matrice coloniale: la RDC infatti si localizza nell\u2019Africa centrale, mentre la Guinea Bissau si trova nell\u2019estremo occidentale del continente, e la RDC \u00e8 stata colonizzata dai belgi, mentre la Guinea Bissau dai portoghesi. Il Congo belga (RDC), battezzato con il nome di Stato Libero del Congo, era nato non propriamente come una colonia, ma come propriet\u00e0 personale di Leopoldo II, monarca ambizioso, avido e subdolo, la cui bramosia di territori e ricchezze \u00e8 stata in gran parte la responsabile dell\u2019inizio della spartizione dell\u2019Africa tra le potenze europee nel secolo XIX. Fu solo in seguito al furore popolare del 1908, che scoppi\u00f2 nel Congo presumibilmente a causa del \u201cterrore della gomma\u201d[i], che Leopoldo II si vide costretto a cedere il suo impero privato al governo belga. [1]<\/p>\n<div id=\"attachment_5151\" style=\"width: 135px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/images-2.jpeg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5151\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-5151\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/images-2.jpeg\" alt=\"Francobollo commemorativo di Amilcar Cabral\" width=\"125\" height=\"150\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-5151\" class=\"wp-caption-text\">Francobollo commemorativo di Amilcar Cabral<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche il Portogallo \u2013 potenza che ha colonizzato Guinea Bissau e Capo Verde (entrambi patrie di Cabral)[ii] \u2013 fu la nazione all\u2019origine della conquista dell\u2019Africa nel secolo XV e fu l\u2019ultima potenza europea ad accettare l\u2019emancipazione delle sue colonie, perch\u00e9 il regime dittatoriale di Ant\u00f3nio Oliveira Salazar, anche dopo la creazione dell\u2019Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), nel 1945, continuava a trattare il tema coloniale come questione privata. Grazie alle sue colonie, nel secolo XX \u2013 mentre le altre potenze mettevano in atto processi di decolonizzazione &#8211; il Portogallo continuava a considerarsi una potenza mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest&#8217;immagine che il regime si sforzava di imporre doveva tuttavia cambiare di natura nel corso degli anni Cinquanta. Sotto il peso di un\u2019evoluzione internazionale dominata dallo \u201cspirito di Bandung\u201d, &#8211; nome della conferenza dei paesi \u201cnon allineati\u201d del 1955 &#8211; iniziano a sorgere le prime manifestazioni d\u2019indipendenza anche nell\u2019Africa lusitana. Ad inaugurarle furono proprio la Guinea Bissau e le isole di Capo Verde. I fratelli Am\u00edlcar e Lu\u00eds Cabral fondarono nel 1956 il <em>Partido Africano Para a Independ\u00eancia da Guin\u00e9-Bissau e Cabo Verde <\/em>(PAIGC), mentre in Angola, sotto la spinta di nazionalisti come Agostinho Neto, si costituiva l\u2019MPLA (<em>Movimento Popular de Liberta\u00e7\u00e3o de Angola<\/em>). I primi disordini scoppiarono nel febbraio 1961 con le azioni condotte dall\u2019MPLA contro le prigioni e le caserme di Luanda, capitale dell\u2019Angola. Veri e propri atti di guerra cominciarono per\u00f2 a partire dal gennaio 1963, quando il PAIGC si rese protagonista di azioni di un certo rilievo e al contempo in Mozambico il <em>Frelimo<\/em> (Fronte di Liberazione del Mozambico) passava all\u2019offensiva armata nel settembre 1964.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Congo Belga la reazione pi\u00f9 decisa alla dominazione belga fu provocata dall\u2019eco dell\u2019indipendenza del Ghana nel 1957, insieme al moltiplicarsi delle rivendicazioni e delle riforme costituzionali nell\u2019impero dell\u2019<em>Afrique Noir<\/em> francese. Nacque in questo contesto il progetto di Joseph Kasa-Vubu di riunire il popolo Bakongo, fino allora diviso fra i confini del Congo belga, del Congo francese e dell\u2019Angola portoghese. Patrice Lumumba, invece, animato dalle idee nazionaliste, fond\u00f2 il <em>Movimento Nazionale Congolese<\/em> (MNC). A cavallo fra il 1958 e il 1959 ci fu un vero e proprio aumento di attivit\u00e0 politiche in tutto il territorio congolese. Poich\u00e9 durante i primi nove mesi dell\u2019anno 1959 l\u2019intero paese [soprattutto la capitale L\u00e9opoldville (Kinshasa)] era stato lacerato da manifestazioni, il governo belga, nel gennaio del 1960, invit\u00f2 i capi dei tredici pi\u00f9 importanti partiti ad una Conferenza a Bruxelles per discutere i termini ed i tempi della concessione dell\u2019indipendenza. Nella Conferenza, i belgi avrebbero voluto concordare con i congolesi un periodo di transizione di quattro anni. Questi ultimi spinsero per\u00f2 perch\u00e9 l\u2019indipendenza fosse concessa entro giugno dello stesso anno. Temendo che l\u2019alternativa potesse essere una guerra coloniale, il governo belga accett\u00f2 di concedere l\u2019indipendenza il 30 giugno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad accomunare Lumumba e Cabral \u00e8 anche il fatto che, parallelamente alla lotta contro la colonizzazione belga e portoghese, dovevano entrambi combattere un\u2019altra battaglia \u2013 pi\u00f9 difficile! \u2013 quella di saldare in un&#8217;unit\u00e0 di nazione una variet\u00e0 di popoli diversi, che parlavano lingue diverse e si trovavano anche in diversi stadi di sviluppo politico e sociale. Le secolari ostilit\u00e0 fra i vari gruppi etnico-tribali, sfruttati anche dalle ex potenze coloniali e da altre potenze mondiali, nutrirono la spietata lotta per il controllo del potere politico fra le varie \u00e9lite emergenti. Infatti, tanto nell\u2019uccisione di Lumumba come in quella di Cabral la questione etnico-tribale \u00e8 molto presente. Quando in seguito ad un lungo periodo di disordini nell\u2019intera colonia del Congo Belga, soprattutto a L\u00e8opoldville (Kinshasa), nel novembre del 1959, il governo avanz\u00f2 una vaga promessa d\u2019indipendenza, immediatamente si registrarono circa cinquantatr\u00e9 gruppi politici. Le basi di quasi tutti questi partiti erano tribali. I pi\u00f9 consistenti erano quelli dei Bakongo, Baluba, Balunda e Bamongo. Altri, invece, avevano solo importanza locale. La regione mineraria pi\u00f9 ricca \u2013 il Katanga \u2013 era controllata da Moise Tshombe (capo della Trib\u00f9 Lunda) che dominava in seno alla <em>Confederazione dell\u2019Associazione delle Trib\u00f9 di Katanga<\/em> (CONAKAT) e prospettava \u2013 di comune accordo con gli interessi del Belgio \u2013 l\u2019autonomia della provincia di Katanga e la continuit\u00e0 dei legami con il Belgio. Nonostante il MNC di Lumumba avesse vinto le prime elezioni, per formare il governo doveva accettare una strana eterogenea coalizione di dodici diversi partiti che includevano anche i nemici giurati. Furono alcune delle \u00e9lite dirigenti di questa coalizioni che nei mesi successivi avrebbero cercato o autorizzato l\u2019uccisione di Lumumba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lotta per l\u2019egemonia fra le varie \u00e9lite che combattevano i colonizzatori fu pi\u00f9 evidente nel caso della Guinea-Capo Verde di Cabral. Oltre al PAIGC, negli anni \u201970 del Novecento, esistevano in Guinea Bissau altri movimenti nazionalisti, alcuni dei quali, come il <em>Frente de Liberta\u00e7\u00e3o e Indepen\u00eancia Nacional da Guin\u00e9<\/em> (FLING), mossi da ragioni etnico-tribali, erano contrari all\u2019unit\u00e0 Guinea-Capo Verde. Anche nel PAIGC, Cabral era veemente criticato, particolarmente da Mamo Tour\u00e9 e altri militanti del partito, sulla questione dell\u2019unit\u00e0 Guinea-Capo Verde. Molti militanti (tanto guineani come capoverdiani) consideravano la Guinea Bissau e Capo Verde distanti, geograficamente e culturalmente. Inoltre, si era creata l\u2019impressione che la classe dirigente del PAIGC era costituita dai capoverdiani, mentre i combattenti erano i guineani. Lo stesso Am\u00edlcar Cabral, nonostante fosse nato in Guinea Bissau, era considerato capoverdiano. L\u2019idea dell\u2019unione Guinea-Capo Verde era sostenuta debolmente solo per la \u201cfedelt\u00e0\u201d al partito o per lealt\u00e0 al programma politico. Nel 1973 \u2013 anno in cui Cabral fu ucciso -, la guerra della liberazione nazionale s\u2019avviava verso la vittoria. Ed \u00e8, quindi, probabile che la prossimit\u00e0 dell\u2019esito abbia acuito i conflitti.<\/p>\n<div id=\"attachment_5152\" style=\"width: 124px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/images-3.jpeg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5152\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-5152\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/images-3.jpeg\" alt=\"Mappa della Repubblica Democratica del Congo\" width=\"114\" height=\"122\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-5152\" class=\"wp-caption-text\">Mappa della Repubblica Democratica del Congo<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ultimo, Lumumba e Cabral sono accomunati dal fatto che per entrambi i casi, le vicende interne che hanno determinato le loro uccisioni erano connesse agli interessi delle superpotenze mondiali. Secondo Anna Maria Gentili[iii], come pure secondo Frantz Fanon[iv], oltre a dover affrontare le lotte interne fra le varie \u00e9lite politiche emergenti, il primo ministro del primo governo del Congo indipendente, Patrice Lumumba, attir\u00f2 su di s\u00e9 l&#8217;avversione anche del governo dell\u2019ex potenza coloniale (il Belgio) quando, nella cerimonia ufficiale della proclamazione dell\u2019indipendenza, oltre ad avere osato violare l\u2019etichetta per esporre davanti al re Baldovino del Belgio che cosa aveva significato il colonialismo belga per il suo popolo, sfid\u00f2 anche l\u2019ex potenza coloniale decretando l\u2019africanizzazione dell\u2019esercito. Poich\u00e9 le autorit\u00e0 belghe (e soprattutto le compagnie minerarie) non pensavano a un&#8217;indipendenza piena e intera &#8211; una buona parte dell&#8217;amministrazione e i quadri dell&#8217;esercito dovevano restare belgi &#8211; quel discorso favor\u00ec una coalizione fra gli avversari interni e l\u2019ex potenza coloniale, nell\u2019intento di eliminare Lumumba. Alla tendenza nazionalistica e di centralizzazione del potere del primo-ministro del Congo indipendente, il Belgio rispose inviando truppe in Katanga (la regione mineraria) e sostenendo la secessione di questa regione guidata da Moise Kapenda Tscombe, in modo da mettere al sicuro gli investimenti occidentali in quei territori. Colto dalla costernazione per questi fatti Lumumba si rivolse alle Nazioni Unite per chiedere aiuto. Voleva che le forze dell\u2019ONU allontanassero l\u2019esercito belga dal paese. Per fare pressione sull\u2019ONU, il 16 luglio Lumumba lanci\u00f2 un ultimatum minacciando che se le truppe dell\u2019ONU non avessero allontanato i soldati belgi entro il 19 luglio, egli avrebbe invitato l\u2019URSS a intervenire. Essendo la guerra fredda nella sua fase pi\u00f9 acuta, la minaccia di Lumumba infuri\u00f2 l\u2019amministrazione americana e trascin\u00f2 il Congo all\u2019interno della guerra fredda.[v] Percepito sia dall\u2019amministrazione americana che dal Consiglio di Sicurezza (CS) come individuo con il quale era impossibile trattare, quando il Presidente Eisenhower fu allertato che Lumumba era in grado di fare uscire con la forza le truppe dell\u2019ONUdal Congo, autorizz\u00f2 la <em>Central Intelligence Agency <\/em>(CIA) ad \u201celiminarlo\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_5155\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/map_of_guinea-bissau.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5155\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-5155\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/map_of_guinea-bissau-300x225.jpg\" alt=\"Guinea Bissau\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/map_of_guinea-bissau-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/map_of_guinea-bissau.jpg 466w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-5155\" class=\"wp-caption-text\">Guinea Bissau<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche l\u2019uccisione di Cabral fu favorita dalla congiuntura tra le lotte interne fra le varie \u00e9lite emergenti e gli interessi internazionali. Secondo la ricostruzione ufficiale, Cabral fu ucciso a Conakry, la capitale della Repubblica di Guinea-Conkry. Nonostante che a sparare il colpo mortale sia stato Inoc\u00eancio Kani, membro del PAIGC, assieme a lui c\u2019erano altri uomini appartenenti al <em>Partie D\u00e9mocratique de Guin\u00e9e<\/em> (PDG). Dopo la sua uccisione, molti leader del PAIGC furono arrestati ma poi liberati per l\u2019intervento di Ahmed S\u00e9kou Tur\u00e9, Presidente della Repubblica di Guinea-Conakry, gesto che alimenta il sospetto che fosse al corrente del progetto di aggressione[vi]. Le ragioni dell\u2019interesse di Sek\u00fa Tur\u00e9 per l\u2019uccisione di Cabral potrebbero essere state le sue ambizioni d\u2019incorporare la Guinea Bissau per formare la \u201cGrande Guinea\u201d, ambizioni fino a quel momento ostacolate dalla prossimit\u00e0 dell\u2019indipendenza della Guinea Bissau, dal dinamismo politico e dall\u2019abilit\u00e0 diplomatica del dirigente del PAIGC, Am\u00edlcar Cabral, che oscurava il suo prestigio internazionale e intralciava le sue ambizioni egemoniche sulla regione. Inoltre, anche l\u2019amministrazione americana, che inizialmente era ostile alla politica coloniale portoghese di Salazar, contribu\u00ec al prolungamento della guerra tra Portogallo e Guinea Bissau. Infatti, Richard Nixon, vedendo nei portoghesi dei preziosi alleati nella lotta contro il comunismo che andava diffondendosi in molti dei neo stati dell\u2019Africa, tra il 1969 e la prima met\u00e0 degli anni \u201870 si riavvicin\u00f2 al Portogallo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\">[i]Nello Stato Libero del Congo, una delle principali attivit\u00e0 economica era la raccolta di gomma fatta dagli schiavi. Quanti non raggiungevano le quantit\u00e1 richieste della raccolta, erano puniti col taglio di una o entrambe le mani.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\">[ii]Nato in Guinea Bissau, la madre di Cabral \u00e8 originaria della Guinea Bissau, mente il padre \u00e8 origin\u00e1rio di Capo Verde. Infatti, lo scopo del movimento nazionalista di lotta per l\u2019indipendenza che Cabral fond\u00f2 nel 1956 \u2013 il Partito Africano per l\u2019Indipendenza dela Guinea Bissau e delle Isole di Capo Verde (PAIGC) \u2013 era liberare Guinea Bissau e Capo Verde.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\">[iii] A. M. GENTILI, <em>Il leone e il Cacciatore \u2013 Storia dell\u2019Africa sub\u2013sahariana<\/em>, Carocci, Roma, pp. 222-223.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\">[iv] F. FANON, <em>Potevamo fare altrimenti?<\/em>, in <em>Fanon: Opere scelte<\/em>, vol. 2, a cura di G. Pirelli, Einaudi, Torino 1971, pp. 67- 75.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\">[v]Intatti, la prima fase \u201ccalda\u201d della \u201cguerra fredda\u201d s\u2019era introdotta in Africa attraverso l\u2019appoggio diplomatico, gli aiuti militari e logistici, come alternative ideologiche offerte dall\u2019Unione Sovietica, Cina, Cuba e dai paesi dell\u2019Est europeo a molti neo stati dell\u2019Africa e soprattutto ai movimenti di liberazione di Guinea Bissau, Angola, Mozambico, Namibia, Zimbabwe e Sudafrica che allora si preparavano per la lotta armata contro le potenze coloniali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\">[vi]Nel suo grande volume \u2013 <em>Am\u00edlcar Cabral: um novo olhar \u2013 <\/em>il giornalista e professore universit\u00e1rio, Juli\u00e3o Soares Sousa, afferma categoricamente essere stato S\u00e9kou Tour\u00e9 ad ordinare l\u2019uccisione di Cabral. Le circostanze che hanno avvolto questo crimine barbaro non sono mai state chiarite definitivamente. Nonostante siano gi\u00e0 passati pi\u00f9 di trenta anni dopo l\u2019indipendenza, la Polizia Secreta della Guinea Bissau non vuole mettere a disposizione del pubblico gli archivi del PAIGC, per motivo di sopravvivenza politica dei compagni di lotta di Amilcar Cabral.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un interessante lungo saggio di Alfredo Manhi\u00e7a suddiviso in tre parti. La prima: un excursus storico sulle vicende che hanno portato alla decolonizzazione dell\u2019ex Congo Belga e della Guinea Bissau. 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