{"id":4980,"date":"2014-11-16T17:39:37","date_gmt":"2014-11-16T16:39:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4980"},"modified":"2014-11-16T17:45:22","modified_gmt":"2014-11-16T16:45:22","slug":"siria-siria-in-bilico-difficile-comprendere-bene-la-situazione-siriana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4980","title":{"rendered":"SIRIA. Siria in bilico? Difficile comprendere bene la situazione siriana"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il punto della situazione sulla complessa vicenda siriana: alleanze, IS, interventi stranieri\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019incontro svolto in Kuwait a fine marzo 2014 l\u2019inviato di ONU e Lega Araba Lakhdar Brahimi aveva dichiarato l\u2019impossibilit\u00e0 di riprendere i negoziati a Ginevra fra regime e opposizione per le rispettive inconciliabili posizioni.<\/p>\n<div id=\"attachment_4983\" style=\"width: 147px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images4.jpeg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4983\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4983\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images4.jpeg\" alt=\"Lakdar Brahimi\" width=\"137\" height=\"91\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4983\" class=\"wp-caption-text\">Lakdar Brahimi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre secondo l\u2019inviato, la probabile elezione di Assad nelle imminenti elezioni avrebbe indotto l\u2019opposizione a disertare il tavolo negoziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ipotesi prospettata dal Segretario ONU Ban Ki Moon nella conferenza stampa del 2 aprile di una Ginevra 3 rimase allo stadio velleitario. E con ragione per almeno due motivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Osservatorio siriano per i diritti umani con sede a Londra e vicino all\u2019opposizione ha diffuso i dati sulle vittime del conflitto dopo 3 anni di guerra aggiornati al marzo 2014, atteso che quelli raccolti dall\u2019ONU si fermano a luglio 2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ong britannica fa stato di 220 mila vittime: 38 mila fra i ribelli considerando anche i combattenti del Fronte Al Nusra e dello Stato Islamico dell\u2019Iraq e dello Sham; 58 mila i lealisti compresi i militari e le milizie pro-Assad con i 364 morti di Hezb\u2019Allah e i 605 delle altre formazioni. A novembre 2014 sono aumentate di molto, anche se non vi sono ancora dati certissimi. Vi sono inoltre 18 mila dispersi, scomparsi dopo la detenzione nelle prigioni damascene, e 8 mila detenuti ribelli. Le cifre non sono comunque esaustive perch\u00e9 le condizioni sul campo non consentono stime accurate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lotta intestina fra i diversi gruppi di opposizione che avrebbe provocato oltre mille caduti e l\u2019escalation dei combattimenti nelle diverse aree del Paese potrebbero modificare in modo significativo i dati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sola giornata del 2 aprile fu la Commissione Generale della Rivoluzione siriana a comunicare che il regime avrebbe ucciso oltre 50 persone nel Nord di Aleppo mentre infuriava la battaglia sull\u2019Osservatorio 45, sommit\u00e0 della collina nel Nord di Latakia e zona strategica per il controllo area, fra i lealisti e gli oppositori che se ne contendono la conquista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La zona costituisce la roccaforte degli alawiti e della famiglia Assad, dove i ribelli dalla fine di marzo 2014 hanno lanciato l\u2019assalto e conquistato Kasab alla frontiera siro-turca con il duplice scopo di garantirsi i rifornimenti di armi con l\u2019arrivo di altri militanti e distogliere i lealisti dal confine siro-libanese.<\/p>\n<div id=\"attachment_4984\" style=\"width: 122px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images-15.jpeg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4984\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4984\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images-15.jpeg\" alt=\"Ahmad Tlass\" width=\"112\" height=\"84\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4984\" class=\"wp-caption-text\">Ahmad Tlass<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non meno importante \u00e8 la singolare intervista resa nell\u2019aprile al quotidiano francese <em>Le Monde<\/em> da Ahmed Tlass, figlio del potente Al\u00ec Habib Ministro della Difesa siriano per decenni e riparato in Turchia dal settembre 2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ufficiale delle relazioni nel Ministero della Difesa dal 2008 fino al luglio 2012 quando si rifugi\u00f2 ad Amman, Ahmed Tlass si dice testimone della presenza in Siria di una specie di \u201cStato nello Stato\u201d, un potente centro decisionale dipendente solo dal Presidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In merito dichiara che gli ordini di uccidere non sempre provengono dai militari o dall\u2019intelligence ma spesso da ufficiali scelti singolarmente, allocati nel Palazzo Presidenziale e operanti senza alcun vincolo gerarchico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E cita alcuni episodi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 1\u00b0 luglio a Homa un\u2019oceanica folla di oltre un milione di persone si riun\u00ec pacificamente per una marcia di protesta. D\u2019improvviso vennero esplosi colpi d\u2019arma da fuoco contro i partecipanti. La Polizia accert\u00f2 che avrebbero sparato 22 soldati della Sicurezza Militare ma non fu esperita alcuna inchiesta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 23 dicembre 2011 a Kafra Sousseh non lontano da Damasco c\u2019era stato un attentato davanti al Palazzo della Sicurezza di Stato. Il 17 marzo 2012 gli attentati furono due: uno di fronte alla sede dell\u2019intelligence aeronautica e uno presso la sede della Sicurezza Criminale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli attentati e la strage di Hama \u2013 secondo Tlass \u2013 sarebbero stati pianificati dal regime. Il numero delle vittime venne indicato in oltre 70 ma secondo il dichiarante alcuni erano deceduti altrove e sarebbero stati trasportati sul posto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una semplice considerazione: elemento essenziale nelle guerre \u00e8 l\u2019attenzione mediatica su quanto accade, disinformante e no.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 dell\u20198 luglio 2014 il pi\u00f9 recente Rapporto pubblicato dall\u2019Alto Commissariato delle Nazioni Unite focalizzato sulle 150 mila donne siriane costrette a fuggire da Suheli, nella provincia orientale siriana di Deir Ezzot, e dalle cittadine di Kosham e Tabia verso Giordania, Libano, Turchia e persino Iraq. Profughi che vanno ad aggiungersi agli altri 4 milioni di sfollati presenti in Egitto, Giordania, Iraq, Marocco e Yemen e ai 2,5 milioni di rifugiati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Paese che conta oltre 160 mila morti, il Califfato Islamico, proclamato a fine giugno nei territori occupati di Siria e Iraq da Abu Bakr al Baghdadi si estende da Aleppo nel Nord della Siria a Diyala nell\u2019Est dell\u2019Iraq. I prossimi eventi siriani sono strettamente legati al progetto di Baghdadi che vuole restaurare negli antichi limiti territoriali il primo Califfato Islamico degli Omayyadi del 661 \u2013 750 d.c. .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Iracheno di Samarra, 43 anni, Baghdadi ha militato nei gruppi qaedisti nel 2003 e, dopo una carcerazione di 7 anni, dal 2010 al 2013 quando ne venne allontanato dal leader di Al Qaeda Aymah al Zawahiri che ne criticava brutalit\u00e0 e disobbedienza.<\/p>\n<div id=\"attachment_4982\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Abu-Mohammed-al-Adnani.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4982\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4982\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Abu-Mohammed-al-Adnani-300x248.jpg\" alt=\"Abu Mohammed Al Adnani\" width=\"300\" height=\"248\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Abu-Mohammed-al-Adnani-300x248.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Abu-Mohammed-al-Adnani.jpg 332w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4982\" class=\"wp-caption-text\">Abu Mohammed Al Adnani<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne \u00e8 braccio destro il portavoce del movimento, Abu Mohammad al Adnani, di 30 anni, (sembra sia morto in un recente raid aereo americano), abilissimo nella propaganda e che ha ribattezzato la formazione \u201cIslamic State of Iraq and Sham\u201d in \u201cIslamic State\u201d per sottolinearne la continuit\u00e0 con il Califfato Islamico originale di cui ha ricalcato i confini. E per questo motivo che l\u2019IS punta a riconquistare le vecchie capitali: Damasco e Baghdad che designavano la terra dello Sham.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al momento, il Califfato Islamico si estende dalla provincia siriana settentrionale di Aleppo al confine con la Turchia attraverso i Governatorati di Raqqa e Deir Ezzor, nell\u2019esteso entroterra a Est di Homs sino alla provincia irachena di Al Anbar. Dopo la conquista di Mosul, il territorio occupato ha raggiunto il Nord dell\u2019Iraq nel Governatorato di Ninive fino ad arrivare verso Sud all\u2019avamposto orientale di Diyala e consolidarsi a Ovest nell\u2019 Al Anbar.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerra siriana \u00e8 scivolata velocemente da un movimento di disobbedienza civile in sollevazione popolare per la reazione brutale del regime e l\u2019ingerenza di potenze esterne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">USA, Israele, Arabia Saudita, Qatar, Giordania, Turchia e Iran hanno acuito le tensioni religiose interne alle due tendenze rivali: sciiti, rappresentati dalla minoranza alawita al potere, e la maggioranza sunnita dando avvio a una guerra civile alimentata da un\u2019opposizione finanziata, addestrata e armata ma suddivisa in numerosi e confliggenti gruppi. Mentre gli oppositori all\u2019estero non conoscono neppure i gruppi armati, questi ultimi cercano sostegno nel Nord del Paese da Turchia e Qatar e dal Sud ricevono armi e logistica da Giordania, Arabia Saudita e USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste ingerenze esterne impediscono una lettura di questo conflitto come strettamente confessionale anche per la presenza della divisione tra forze laiche e islamiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Esercito Siriano Libero (ESL) si rivendica laico mentre la maggior parte dei gruppi comprende islamisti moderati, salafiti, jihadisti qaedisti e ora i radicali di IS per la creazione del Califfato Islamico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa frammentazione \u00e8 fonte di un crescente disaccordo sino a favorire sanguinosi scontri dall\u2019inizio del gennaio 2014 fra l\u2019ESL e l\u2019ISIS (ora IS) nel Nord e nel Centro della Siria dando luogo a una guerra civile dispersa nel territorio che diventa per il regime sempre pi\u00f9 incontrollabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per mantenere la sua supremazia militare, Damasco necessita di rinforzi da parte delle Brigate Al Quds dell\u2019Iran , delle Unit\u00e0 d\u2019\u00e8lite di Hezb\u2019Allah libanese e delle milizie locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La principale minaccia viene ora dalle formazioni pi\u00f9 radicali. Il Fronte Al Nusra e l\u2019 IS, pur confliggenti, ricevono aiuti dai Paesi del Golfo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019altro canto l\u2019ESL \u00e8 cambiato profondamente per l\u2019ingerenza dell\u2019Arabia Saudita, che ne ha preso le redini dalla battaglia di Qusayr nell\u2019aprile 2013, dopo gli scontri con le Brigate Al Quds e quelle di Hezb\u2019Allah che hanno vinto la battaglia impiegando le truppe divise in piccole unit\u00e0 mobili organizzate come milizie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il conflitto sembra destinato a durare anche per gli interessi degli attori esterni. Sembrava che gli USA avessero rinunciato all\u2019opzione guerra (ma dalle recenti dichiarazioni del Presidente Obama, ci potrebbero essere ripensamenti sulla quesitone): seguono la situazione di una Siria in bilico tra una vittoria degli Islamici e quella di Assad e ritengono la prima ipotesi peggiore della seconda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arabia Saudita e Israele sono interessati alla caduta di Assad perch\u00e9 indebolirebbe la mezzaluna sciita spezzando la coalizione con Iraq, Iran, ed Hezb\u2019Allah. Mosca invece rimane alleato di Damasco perch\u00e9 non intende perdere l\u2019accesso al Mediterraneo garantito dai porti di Latakia e Tartous.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel breve e medio termine la pace \u00e8 impossibile. Nel lungo periodo la Comunit\u00e0 Internazionale sentir\u00e0 il peso della responsabilit\u00e0 per aver lasciato cadere le poche occasioni per interrompere il massacro che si sta svolgendo nell\u2019indifferenza generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_4986\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/TarusSeadefence-R1.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4986\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4986\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/TarusSeadefence-R1.jpg\" alt=\"IL porto di Tarous\" width=\"200\" height=\"117\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4986\" class=\"wp-caption-text\">IL porto di Tartous<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il punto della situazione sulla complessa vicenda siriana: alleanze, IS, interventi stranieri\u2026<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4989,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1490,3,1692,1299,80,245,49,1290,1291,1273],"tags":[2018,2020,2015,2016,2017,2019],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images-23.jpeg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1ik","jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4980"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4980"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4980\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4988,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4980\/revisions\/4988"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4989"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4980"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4980"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4980"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}