{"id":4940,"date":"2014-11-03T18:40:54","date_gmt":"2014-11-03T17:40:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4940"},"modified":"2014-11-03T18:51:10","modified_gmt":"2014-11-03T17:51:10","slug":"turchia-un-paese-sempre-meno-occidentale-in-politica-estera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4940","title":{"rendered":"Turchia: un Paese sempre meno &#8220;occidentale&#8221; in politica estera"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>La Turchia \u00e8 molto importante nel quadro geopolitico mediterraneo e mediorientale e in questo periodo la sua \u2018anima\u2019 \u2018occidentale\u2019 \u00e8 veramente in secondo piano. E poi: la politica estera della Turchia, la posizione del presidente Erdogan, la questione dei curdi, Kobane, il Muro lungo il confine con la Siria per garantire la sicurezza dei confini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi ultimi tempi l&#8217;interesse dell&#8217;opinione pubblica per l&#8217;ISIS, &#8211; Califfato di Abu Bakr el Baghdadi &#8211; e per ci\u00f2 che sta succedendo in Iraq e in Siria, si sta facendo sempre pi\u00f9 marcato. Un&#8217;attenzione crescente non pi\u00f9 confinata nelle riviste specialistiche e nelle conferenze degli addetti ai lavori, ma che trova sempre pi\u00f9 spazio nei quotidiani e nei programmi televisivi, normalmente scevri da notizie di politica estera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;attenzione particolare \u00e8 dedicata alla Turchia e al suo ruolo nella regione mediorientale. La Turchia sembra aver abbandonato la sua aspirazione di diventare un membro a pieno titolo di un&#8217;Europa in crisi non solo da un punto di vista economico e sociale, ma anche politico ed identitario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;Europa che, negli ultimi anni, non si \u00e8 impegnata a fondo per spingere una Turchia economicamente forte &#8220;al di qua&#8221; del Mediterraneo, soprattutto a causa della resistenza di Francia e Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una Turchia che ha preso le distanze dagli Stati Uniti d&#8217;America cui rimprovera di aver accettato passivamente la controrivoluzione in Egitto e la messa al bando dei Fratelli Musulmani e, soprattutto, di non aver bombardato la Siria quando el Assad us\u00f2 l&#8217;arsenale chimico contro la sua stessa gente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Erdogan non ha nemmeno risparmiato critiche all&#8217;Amministrazione americana nella convinzione che neutralizzare il Califfato non sia sufficiente per risolvere il problema del terrorismo islamico, ma occorra un&#8217;azione ad ampio raggio che colpisca chi fomenta la <em>Jihad.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Turchia \u00e8 intenzionata a riprendere il suo antico ruolo di guida nella regione, in aperta competizione con un altro paese non arabo, l&#8217;Iran degli Ahjatollah. Una Turchia che sempre meno pu\u00f2 essere considerata una sorta di &#8220;guardiano&#8221; a oriente della Nato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa evoluzione\/involuzione strategica \u00e8 dovuta, in larga misura, al ruolo e alla controversa figura del Presidente Erdogan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un Presidente astuto che un noto giornalista turco, Cengiz Candar, ha definito &#8220;\u2026<em>populista come Chavez, autoritario come Putin e scaltro in affari come Berlusconi&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un Presidente forte in patria, nonostante i recenti scandali, abile in politica estera a sfruttare l&#8217;ambiguit\u00e0 e le divisioni degli occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Erdogan ha dato nuovo impulso alla costruzione di un muro di novecento chilometri lungo il confine con la Siria, inizialmente progettato per fermare i clandestini e ora riconvertito per cercare di isolare i guerriglieri del Califfo Abu Bakr el-Baghdadi e limitare le infiltrazioni terroristiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa linea di confine fortificata sta creando anche dei contraccolpi economici, soprattutto per le regioni del sud-est della Turchia.<\/p>\n<div id=\"attachment_4944\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/602-408-20131007_152706_93AFF770.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4944\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4944\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/602-408-20131007_152706_93AFF770-300x203.jpg\" alt=\"Il Muro al confine con la Siria\" width=\"300\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/602-408-20131007_152706_93AFF770-300x203.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/602-408-20131007_152706_93AFF770.jpg 602w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4944\" class=\"wp-caption-text\">Il Muro al confine con la Siria<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un muro per blindare il confine con la Siria e garantire la sicurezza, sulla falsa riga dei numerosi altri muri &#8211; recenti e meno recenti, lunghi e meno lunghi &#8211; apparsi in Medio Oriente (basti pensare a Israele), in Europa, in Africa e in Asia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;elenco dei muri eretti per dividere, anche da un punto di vista ideologico, il buono dal cattivo, il bene dal male, \u00e8 lungo: da quello simbolo di Berlino, a quello in Cisgiordania e Gaza, tra la Corea del Nord e la Corea del Sud, tra Stati Uniti e Messico, nel Sahara, tra il Botswana e lo Zimbawe ecc&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La costruzione di un muro pu\u00f2 bastare per proteggersi dall&#8217;avanzata di un nemico? Certamente no!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 allora la Turchia \u00e8 cos\u00ec esitante nell&#8217;agire contro il Califfato, \u00e8 cos\u00ec restia a intervenire a fianco dell&#8217;occidente?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il via libera concesso dopo molto tempo ai curdi iracheni (non ai curdi turchi del PKK) di attraversare il confine per andare a combattere a Kobane contro l&#8217;Isis, \u00e8 da considerarsi un avvicinamento alle posizioni americane o un semplice <em>restailing <\/em>d&#8217;immagine?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;inerzia turca \u00e8 un segno di debolezza o il frutto di una calcolata strategia politica?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Propendo per la seconda ipotesi perch\u00e9 la Turchia non \u00e8 certo una nazione sprovveduta n\u00e9 in politica estera, n\u00e9 tanto meno dal punto di vista militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Turchia pare essere un osservatore distaccato dei tristi accadimenti che si dipanano a poca distanza dai suoi confini, e non interviene in maniera decisa probabilmente perch\u00e9 ritiene l&#8217;ISIS un nemico ma, al momento, non cos\u00ec pericoloso e comunque controllabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agli occhi dell&#8217;<em>establishment<\/em> turco, la guerra che da anni sta devastando l&#8217;Iraq e la Siria \u00e8 considerata di minor gravit\u00e0 rispetto al problema &#8220;curdo&#8221;, percepito come la reale minaccia alla stabilit\u00e0 della Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione \u00e8 sempre la stessa: per i turchi \u00e8 necessario salvaguardare \u2013 oggi ancor pi\u00f9 che nel passato \u2013 la propria identit\u00e0 kemalista. E per mantenere l&#8217;identit\u00e0 plasmata dal padre fondatore Kemal Pasha Ataturk, la Turchia vuole continuare a essere uno Stato &#8220;per&#8221; i turchi e composto essenzialmente &#8220;da&#8221; turchi autoctoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si &#8220;spiegano&#8221; cos\u00ec le &#8220;dure&#8221; azioni intraprese prima contro gli armeni, poi contro i greci e, infine, contro i curdi.<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-4949\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images.jpeg\" alt=\"images\" width=\"145\" height=\"103\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una scala gerarchica delle priorit\u00e0, al primo posto per i turchi non c&#8217;\u00e8 la lotta contro il Califfato, contro la formazione di uno Stato islamico, bens\u00ec cercare di frenare le spinte autonomiste dei curdi e, nel contempo, eliminare il regime siriano di el Assad.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Curdi smembrati e sparsi tra Turchia, Iraq, Iran e Siria; venti milioni di curdi in Turchia, cinque milioni in Iraq, sei milioni in Iran, un milione in Siria e altre centinaia di migliaia di emigrati sparsi nel mondo. Un popolo che per\u00f2, a livello politico e nella percezione dell&#8217;opinione pubblica mondiale, conta poco, certamente meno rispetto al popolo palestinese che numericamente \u00e8 meno di un sesto di quello curdo. Curdi in una terra che, a differenza di quella palestinese composta solo di sabbia, \u00e8 ricchissima di petrolio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Businnes<\/em> petrolifero che arricchisce l&#8217;Iraq ma anche l&#8217;Iran. <em>Business<\/em> petrolifero pericoloso e malvisto dai turchi perch\u00e9 intrecciato ad un crescente nazionalismo curdo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Petrolio e nazionalismo: una miscela esplosiva che potrebbe ingenerare un terremoto a livello geostrategico in una zona in cui le tensioni tra sunniti e sciiti superano i confini degli stati, in cui el Assad continua in qualche modo a sopravvivere e l&#8217;influenza iraniana si fa sempre pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;autonomia ottenuta nell&#8217;Iraq post Saddam Hussein dai curdi \u00e8 solo il primo tassello di un progetto che porta all&#8217;ottenimento dell&#8217;indipendenza; proprio ci\u00f2 che i turchi non vogliono perch\u00e9 temono l&#8217;effetto domino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I buoni rapporti che la Turchia ha con il PDK, il Partito democratico del Kurdistan iracheno, non devono essere fuorvianti nel valutare le reali intenzioni di Erdogan che mira a mantenere al suo interno un PKK debole, facile da controllare e gestire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_4951\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/map_of_kurdish_inhabited_areas_in_middle_east_and_ussr1.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4951\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4951\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/map_of_kurdish_inhabited_areas_in_middle_east_and_ussr1-300x169.jpg\" alt=\"La mappa delle aree curde in Medio Oriente\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/map_of_kurdish_inhabited_areas_in_middle_east_and_ussr1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/map_of_kurdish_inhabited_areas_in_middle_east_and_ussr1.jpg 914w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4951\" class=\"wp-caption-text\">La mappa delle aree curde in Medio Oriente<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Turchia \u00e8 molto importante nel quadro geopolitico mediterraneo e mediorientale e in questo periodo la sua \u2018anima\u2019 \u2018occidentale\u2019 \u00e8 veramente in secondo piano. 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