{"id":4849,"date":"2014-10-15T14:37:00","date_gmt":"2014-10-15T13:37:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4849"},"modified":"2014-10-15T14:37:00","modified_gmt":"2014-10-15T13:37:00","slug":"europa-italia-i-jihadisti-di-ritorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4849","title":{"rendered":"EUROPA. ITALIA. I JIHADISTI DI RITORNO."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Una dettagliata intensa panoramica della situazione dei jihadisti \u2018di ritorno\u2019. \u00a0 \u00a0 \u00a0 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">EUROPA. ITALIA. I JIHADISTI DI RITORNO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema dei jhadisti di ritorno per l\u2019Italia \u00e8 giuridico, oltre che sociale: per chi rientra dopo aver combattuto all\u2019estero, l\u2019articolo 270 bis del Codice Penale si applica solo se emergono indizi che faccia parte di gruppi terroristici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri termini, si pu\u00f2 punire chi arruola ma non gli arruolati per i quali l\u2019incriminazione \u00e8 possibile se esiste la prova che l\u2019indagato sia interno a un\u2019organizzazione terroristica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/images2.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-4850\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/images2.jpeg\" alt=\"images\" width=\"124\" height=\"124\" \/><\/a>In altri Paesi, come Gran Bretagna, Olanda e Norvegia, basta aver combattuto in zone come Siria, Iraq, Afghanistan. Il problema per l\u2019Italia esiste\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il \u201cSoufan Group\u201d negli ultimi 3 anni sono andati in Siria 12 mila stranieri a fronte dei 20 mila recatisi in Afghanistan per combattere per 10 anni contro i sovietici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggioranza \u00e8 prevalentemente araba: 3.000 tunisini, 2.500 sauditi, 1.500 marocchini, 3.000 occidentali, di cui oltre 300 rientrati in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli occidentali sono andati in maggioranza in Siria per raggiungere le formazioni qaediste Isis (espulsa da Al Qaeda nel gennaio 2014 e da luglio denominatasi IS), Al-Nusra e Ahrar al-Sham.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di persone fra i 18 e i 29 anni, 18% donne, 6% convertiti, con vissuti diversi: sbandati alla ricerca di identit\u00e0 con un passato di criminali comuni e con poca conoscenza dell\u2019Islam, emarginati con scarsi rapporti sociali, disoccupati privi di prospettive, convertiti all\u2019Islam.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I \u201dveterani\u201d italiani di cui si hanno notizie in Siria sarebbero tra i 20 e i 50, divisi fra i gruppi di Jaysh al-Mujahidin, Sham al-Islamyya, Liwa al-Umma, Harakat Sham al-Islam e Katibat Sukur al-Izz.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda l\u2019Italia, il fenomeno del rientro dei jihadisti si verifica gi\u00e0 negli anni \u201990.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il militante egiziano Arman Ahmed el-Hissiny, gi\u00e0 mujahidin in Bosnia, arriva a Milano e diventa la figura chiave dell\u2019 \u201cIstituto Culturale Islamico\u201d, da dove addestrava e inviava militanti in Afghanistan dopo l\u201911 settembre 2001.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di analogo profilo il tunisino Jarraya Khalil, ex colonnello del Battaglione dei mujahidin di Zanica; raggiunge Bologna e, subito tratto in arresto, riesce in sole tre settimane a convincere il suo compagno di cella Kammoun Walid, giovane connazionale, a convertirsi e abbracciare l\u2019ideologia salafita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2009, il francese Raphael Gendron, \u00e8 fermato per emigrazione clandestina al porto di Bari con un camper nel quale trasportava 3 siriani e 2 palestinesi. Trovato in possesso di una pen drive con discorsi di Al Qaeda inneggianti al jihad, viene condannato per terrorismo in 1\u00b0 grado e assolto in appello. Tornato in Siria, resta ucciso in un combattimento fra Al-Nusra e Isis, di cui faceva parte, mentre degli altri 5 si sono perdute le tracce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Clamoroso il caso di 3 jihadisti entrati in Italia all\u2019inizio del 2014 con regolare visto d\u2019ingresso rilasciato dall\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Pristina. Uno dei tre, tutti musulmani originari del Kosovo, poco tempo dopo, si \u00e8 fatto esplodere in Iraq, mentre degli altri non si sa nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche a Venezia \u00e8 in corso un\u2019inchiesta su un imbianchino bosniaco, 37 anni, Ismar Mesinovic, arrivato nel bellunese dalla Germania nel 2009 con la moglie cubana. Dopo aver frequentato a Longarone il \u201cCentro Culturale Assalam\u201d, nel dicembre 2013 parte dall\u2019Italia con un figlio di 2 anni e va in Siria passando per i Balcani per combattere contro il Governo. E\u2019 morto ad Aleppo pochi mesi dopo, durante una battaglia. Sui contatti di Mesinovic \u00e8 in corso un procedimento nei confronti di 5 persone per associazione sovversiva, provenienti dai Balcani e attivisti islamici che vivono tra Belluno, Treviso e Pordenone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Lombardia si indaga su 4 siriani legati ad Haisan Sakhan, gi\u00e0 leader del \u201cCoordinamento siriani liberi di Milano\u201d, che ha vissuto 10 anni tra Milano e Cologno Monzese prima di partire nel 2012 per la Siria. L\u2019inchiesta \u00e8 allargata ad altre 40 persone, tutti immigrati di 2\u00b0 e 3\u00b0 generazione come Mesinovic, partite per Siria e Iraq.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019inchiesta \u00e8 coinvolto anche Bilal Bosnic, imam, 41 anni, bosniaco, sostenitore dell\u2019IS, sospettato di coinvolgimento nell\u2019attentato di Sarajevo nel 2011. Bosnic ha vissuto a Bergamo, Pordenone e Cremona, invitando i giovani ad avviarsi al jihad. Intervistato ad agosto in Bosnia, Bilal dichiara che: dall\u2019Italia arrivavano finanziamenti per i jihadisti; in Siria vi sarebbero molti italiani fra i jihadisti; i combattenti per comunicare utilizzano la chat su \u201cTor\u201d, considerata la pi\u00f9 anonima e sicura sul web per parlare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo italiano convertito e ucciso in Siria \u00e8 Giuliano Ibrahim Delnevo, genovese di 23 anni, morto nel giugno 2013 combattendo contro i governativi,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro esempio \u00e8 Nasr Riad Barhoum, noto come Abu Dujani, detenuto e torturato nel carcere di Guantanamo, dove era chiamato \u201cNasr l\u2019italiano\u201d, pur essendo in realt\u00e0 tunisino ma vissuto a lungo a Bologna, dove era arrivato nel 1994. Diventato uno dei capi delle milizie infiltrate in Libia, va in Afghanistan e fonda la \u201cCasa dei Tunisini\u201d a Jalalabad. Tornato in Italia, era stato arrestato per aver fatto parte dal 1997 al 2002 di una cellula legata al \u201cGruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento\u201d (GSPC) algerino con base a Milano con il comito di reclutare jihadisti da avviare in Medio Oriente per \u201coperazioni di martirio\u201d. Condannato a Milano a 6 anni per \u201cterrorismo internazionale\u201d e assolto in appello, torna a Tunisi, e poi raggiunge Ansar al-Sharia in Libia e si unisce al nuovo leader Sheikh Seifallah Ben Hassine (Abu Ayad), gi\u00e0 imam a Londra e reduce dall\u2019Afghanistan, dove aveva sostituito proprio \u201cNasr l\u2019italiano\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro caso \u00e8 quello di Abdel Ben Marzouk, tunisino, morto nell\u2019agosto 2013 mentre combatteva con al-Nusra. Nato nel 1979, faceva il barbiere a Milano, da dove raggiunge Al Qaeda in Afghanistan. Catturato dagli USA, \u00e8 detenuto a Guantanamo e rinviato in Italia nel 2008. In Italia \u00e8 di nuovo arrestato perch\u00e9 due collaboratori islamici confessano che sta programmando un attentato al Duomo. Dopo 2 anni di carcere, va in Siria dove muore durante uno scontro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, a livello di quanto emerso, \u00e8 indicato Ammar Bacha, 37 anni, arrivato a Cologno Monzese proveniente dalla Siria dove militava nell\u2019opposizione armata contro il regime damasceno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora da sottolineare, per quanto riguarda l\u2019Italia, il forte rapporto con i jihadisti libici di Ansar al-Sharia. Il braccio destro di Abu Ayad \u00e8 un tunisino vissuto per anni a Milano, Sami Essid ben Khemais, piccolo imprenditore delle pulizie a Gallarate ma in realt\u00e0 \u201cEmiro\u201d per l\u2019Italia di una cellula di terroristi che progettavano stragi in Europa. E\u2019 la Germania a comunicare che nell\u2019abitazione di complici di Sami Essid, da lui ospitati anche a Milano, erano stati sequestrati 30 kg di TAP, lo stesso esplosivo usato dai 12 Kamikaze che nel 2003 aveva causato la morte di 45 persone a Casablanca. Sami Essid dopo 8 anni di carcere a Milano \u00e8 tornato in Tunisia. Con lui era stato processato anche Mohammed Aounabi, condannato a 4 anni. Rientrato in Tunisia alla fine della pena, si \u00e8 poi recato in Libia per militare nella \u201csquadra omicidi\u201d di Ansar al-Sharia. Di nuovo in Tunisia, \u00e8 stato arrestato per aver partecipato nel 2013 agli omicidi di due leader della sinistra, Balaid Chuokri e Mohammed Brahimi, omicidi che portarono Tunisi alle soglie di una guerra civile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2004, a Milano viene arrestato anche Osman Rabei, ideatore delle stragi di Madrid.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia, l\u2019unico terrorista fattosi esplodere &#8211; a Milano, davanti a una Caserma nel 2003 &#8211; \u00e8 Mohamed Game, libico, 40 anni, rimasto ferito. Arrestato, rester\u00e0 in carcere fino al 2023.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Europa, l\u2019allarme \u201crosso\u201d scoppia il 24 maggio 2014, quando nel Museo ebraico di Bruxelles Mehdi Nemmouche, 29 anni, viene arrestato a Marsiglia con il kalashnikov con cui aveva ucciso 4 innocenti civili nel Museo ebraico. Cresciuto in Francia, Nemmouche, arrestato pi\u00f9 volte per crimini comuni, si radicalizza nel circuito carcerario e nel 2012 si reca in Siria dove combatte con ISIS per oltre 1 anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0L\u2019episodio fa ricordare che dopo l\u201911 settembre 2001, molte stragi sono state eseguite in Europa, a Madrid (2004), Londra (2005), oltre a quelle di Casablanca (2003) e Mumbai (2008) e tutte sono state portate a termine da jihadisti indottrinati in Afghanistan, Pakistan, Yemen e altri fronti di crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Gran Bretagna, fra i 500 jihadisti inglesi segnalati dall\u2019Intelligence in seno all\u2019IS, circa trenta cercano contatti con l\u2019Autorit\u00e0 per patteggiare un rientro che escluda il carcere e preveda l\u2019inserimento in un programma di de-radicalizzazione, che non \u00e8 ancora ammesso per i \u201cconvertiti\u201d che siano stati in Iraq o Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il gruppo di Shiraz Maher del \u201cCentro Internazionale per lo Studio della Radicalizzazione\u201d del King\u2019s College \u00e8 da tempo in contatto con oltre 50 jihadisti pronti a sottostare a un regime di sorveglianza e a un corso di riabilitazione. Intanto, sono molti gli imam britannici che durante la preghiera del venerd\u00ec ripetono che il movimento IS \u00e8 contrario all\u2019Islam.<\/p>\n<div id=\"attachment_4851\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/khadijah-dare.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4851\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4851\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/khadijah-dare-300x187.jpg\" alt=\"Khadijah dare, jihadista inglese...\" width=\"300\" height=\"187\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/khadijah-dare-300x187.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/khadijah-dare.jpg 620w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4851\" class=\"wp-caption-text\">Khadijah dare, jihadista inglese&#8230;<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe britannico il terrorista che ha decapitato James Foley, il giornalista indipendente sequestrato da IS. I sospetti cadono su: Abdel Majei Barey, 24 anni, Abu Abdallah al-Britani, Abu Hussein al-Britani, che avrebbero creato un gruppo musicale chiamato The Lions o The Beatles.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abu Hussein \u00e8 un rapper di origine egiziana i cui video erano stati mandati in onda anche dalla BbC radio. Suo padre \u00e8 un rifugiato egiziano che la sicurezza britannica accusa di coinvolgimento negli attentati alle Ambasciate USA in Kenya e Tanzania dell\u2019agosto 1998.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra le nuove misure adottate \u2013 e fatte proprie anche dall\u2019Olanda \u2013 una legge consente di privare del passaporto chi sia sospettato di andare a combattere all\u2019estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed Hussein, ex militante estremista, attualmente assunto nel Think Tank di Tony Blair, in un\u2019intervista dichiara che molti migranti giovani non si sentono europei e non si sentono integrati per cui possono essere influenzati dai predicatori, specie nei Paesi come la Gran Bretagna dove la comunit\u00e0 musulmana \u00e8 molto chiusa al contrario di quanto avviene negli USA. Altri \u201cconvertiti\u201d provengono dalla micro-criminalit\u00e0 e dal circuito carcerario, mentre altri ancora sono sensibili alle informazioni acquisibili in alcune Reti e nei campus universitari. E che molti non conoscono neppure la religione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, secondo il \u201cSoufan Group\u201d, sono a rischio anche i Paesi di seguito indicati:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Russia: oltre 800 jihadisti provenienti per la maggioranza dal Caucaso sarebbero in Siria;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Germania: 270 jihadisti sarebbero in Siria e della colonna tedesca avrebbe fatto parte anche Denis Mamadou Cuspert, in arte Deso Dogg, ucciso in un attacco suicida di Al-Nusra contro IS, di cui lui faceva parte;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Spagna: nell\u2019agosto 2014 sono state arrestate due cittadine di 14 e 19 anni che volevano aggregarsi a IS, mentre a maggio, nell\u2019enclave di Melilla, sono stati arrestati 6 uomini che volevano reclutare terroristi per la Siria;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Bosnia: \u00e8 stata varata la legge per condannare fino a 10 anni chi prover\u00e0 ad andare all\u2019estero per combattere;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Norvegia: l\u2019Intelligence teme un attentato da parte di \u201creduci\u201d, per cuoi ha approvato una legge anti-terrorismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, per quanto riguarda gli Stati Uniti, fa scalpore il caso di Moner Mohammad Abu Salah, teenager della Florida, appassionato di basket, che si \u00e8 recato in Siria e a maggio ha guidato un camion pieno di esplosivo contro un ristorante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non saranno purtroppo gli ultimi episodi di questo tipo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_4853\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/jihadisti-620x264.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4853\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4853\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/jihadisti-620x264-300x127.jpg\" alt=\"Jihadisti...?\" width=\"300\" height=\"127\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/jihadisti-620x264-300x127.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/jihadisti-620x264.jpg 620w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4853\" class=\"wp-caption-text\">Jihadisti&#8230;?<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una dettagliata intensa panoramica della situazione dei jihadisti \u2018di ritorno\u2019.                                                               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