{"id":4831,"date":"2014-10-06T18:30:35","date_gmt":"2014-10-06T17:30:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4831"},"modified":"2014-10-06T18:40:06","modified_gmt":"2014-10-06T17:40:06","slug":"laspirazione-dellegitto-di-riprendere-il-suo-storico-ruolo-di-mediatore-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4831","title":{"rendered":"L&#8217;ASPIRAZIONE DELL&#8217;EGITTO DI RIPRENDERE IL SUO STORICO RUOLO DI MEDIATORE"},"content":{"rendered":"<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019Egitto ha avuto nel passato un ruolo di grande mediatore e di stabilizzatore dell\u2019area, dove \u00e8 stato tradizionalmente leader. Sta cercando di ripristinare questa sua prerogativa in una situazione di grande difficolt\u00e0 non solo interna ma aggravata all&#8217;esterno dai jihadisti estremisti che lottano sia sul piano ideologico sia sul terreno con armi potenti.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_4836\" style=\"width: 147px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/images-2.jpeg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4836\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4836\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/images-2.jpeg\" alt=\"Al Sisi e Nasser\" width=\"137\" height=\"85\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4836\" class=\"wp-caption-text\">Al Sisi e Nasser<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Egitto di Abdel Fattah el Sisi pu\u00f2 aspirare a ritornare al suo storico ruolo di mediatore in Medio Oriente e rinverdire cos\u00ec la sua importanza strategica dei tempi di Sadat e di Mubarak?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Egitto d&#8217;oggi potr\u00e0 avere un ruolo attivo nelle crisi cicliche (dal lontano 1948 si susseguono momenti d&#8217;estrema tensione a periodi di calma apparente), tra Israele e la Palestina?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Egitto d&#8217;oggi potr\u00e0 ritornare a essere un moderatore in tutta l&#8217;area mediorientale o necessariamente ogni iniziativa dovr\u00e0 essere lasciata \u2013 inevitabilmente \u2013 agli Stati Uniti e alla Russia, gli unici attori internazionali in grado di poter imporre un simulacro di pace non solo tra Israele e la Palestina, ma anche in Iraq, in Siria e in Libia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Difficile poterlo prevedere anche se &#8211; e ci\u00f2 \u00e8 indubbio &#8211; l&#8217;interesse strategico degli americani per il Medio Oriente \u00e8 fortemente diminuito di pari passo con il venir meno dell&#8217;interesse per il petrolio. Cos\u00ec come l&#8217;iniziativa della Russia sembra essere apparentemente molto defilata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;interesse dell&#8217;Egitto di riposizionarsi al centro dello scacchiere mediorientale \u00e8 alto, come altrettanto forte \u00e8 la voglia di rimarcare una propria credibilit\u00e0 prendendo le distanze <em>in toto<\/em> dall&#8217;era Morsi e parzialmente da quella di Mubarak.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">El Sisi sembra desideroso di emulare la politica estera ondivaga e ambigua di Mubarak, che comunque aveva dato buoni frutti. Il nuovo Presidente egiziano per\u00f2 non ha un grande <em>feeling <\/em>(per usare un eufemismo) con il movimento palestinese Hamas.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un movimento che non \u00e8 altro che una sorta di diramazione dei Fratelli Musulmani, messi al bando in Egitto dopo lo scoppio della controrivoluzione e la destituzione di Morsi nel luglio del 2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un articolo apparso su <em>Business Insider<\/em>, Eric Trager ha scritto che Morsi, prima ancora di essere eletto Presidente, era il punto di contatto tra Hamas e l&#8217;ufficio della Guida Suprema dei Fratelli Musulmani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vicinanza tra i Fratelli Musulmani e Hamas aveva portato alla stipulazione della tregua tra Hamas e Israele del novembre 2012, unico vero successo in politica estera del Presidente egiziano Morsi.<\/p>\n<div id=\"attachment_4838\" style=\"width: 141px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/images-3.jpeg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4838\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4838\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/images-3.jpeg\" alt=\"L'ex presidente egiziano Morsi\" width=\"131\" height=\"132\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4838\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;ex presidente egiziano Morsi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul <em>Washington Post<\/em> il giornalista Adam Taylor ha recentemente affermato che Morsi era riuscito a svolgere un sorprendente lavoro di mediazione e, seppur sostenendo apertamente la popolazione palestinese e indirettamente Hamas, non si era alienato le simpatie degli israeliani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">El Sisi non \u00e8 Morsi e, pertanto, il suo tentativo di mediazione per un cessate il fuoco tra Israele e Palestina ha avuto un esito scontato; rifiuto secco da parte di Hamas e accettazione di Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla luce della dura lotta intrapresa contro gli <em>Ihuan Muslimin,<\/em> i Fratelli Musulmani, sul perch\u00e9 Hamas non possa giudicare credibile la mediazione di un Egitto personificato da el Sisi restano ben pochi dubbi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sfiducia di Hamas \u00e8 anche &#8220;avvalorata&#8221; dalle ripetute azioni militari dell&#8217;esercito egiziano in Sinai e la chiusura del commercio nei tunnel clandestini che dalla penisola egiziana arrivano a Gaza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 articolata l&#8217;accettazione della mediazione da parte degli israeliani, forse perch\u00e9 considerano il nuovo Presidente egiziano una sorta di riedizione del <em>rais <\/em>Mubarak, intravedendo la possibilit\u00e0 di mantenere con l&#8217;Egitto una pace e, nel contempo, allentare le tensioni alle frontiere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E forse anche perch\u00e9 gli israeliani ritengono el Sisi un potenziale alleato del Presidente palestinese Mahmoud Abbas nella lotta contro Hamas, a vantaggio non solo della posizione israeliana ma anche nell&#8217;ottica di un rafforzamento politico dell&#8217;Autorit\u00e0 nazionale palestinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">El Sisi quindi quale &#8220;nuovo&#8221; Mubarak nelle relazioni con un vicinato in fiamme? Il parallelismo tra i due <em>leader<\/em> regge a fatica perch\u00e9 le premesse sono molto diverse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">El Sisi ha decapitato i Fratelli Musulmani, al contrario di Mubarak che in qualche modo, seppur entro confini ben delimitati, li aveva legittimati dopo gli anni di ghettizzazione dell&#8217;epoca nasseriana e di Sadat.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em>Rais <\/em>Mubarak era riuscito a trovare un compromesso con la Fratellanza Musulmana, permettendole di entrare nell&#8217;agone politico in cambio dell&#8217;abbandono della lotta armata e di posizioni estremiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Posizioni estremiste che, inevitabilmente, sono oggi tornate in auge e che, di fatto, bloccano ogni possibilit\u00e0 di dialogo tra i Fratelli Musulmani e le altre forze politiche all&#8217;interno dell&#8217;Egitto, ma anche tra le varie diramazioni fuori dall&#8217;Egitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basta vedere ci\u00f2 che succede all&#8217;interno del movimento di Hamas che, apparentemente, dovrebbe avere tutto l&#8217;interesse affinch\u00e9 una mediazione porti a una tregua duratura che impedisca l&#8217;occupazione di Gaza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evidentemente le correnti estremiste al suo interno stanno acquisendo sempre pi\u00f9 potere in una visione strategica che contempla la lotta dura, con l&#8217;obiettivo di infiammare non solo la Palestina ma tutto il Medio Oriente passando attraverso la Siria e l&#8217;Iraq.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se l&#8217;Egitto non pu\u00f2 assurgere al ruolo di mediatore, chi pu\u00f2 farlo? Forse il Qatar? O la Turchia?<\/p>\n<div id=\"attachment_4840\" style=\"width: 122px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/images-41.jpeg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4840\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4840\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/images-41.jpeg\" alt=\"Il giovane Emiro del Qatar dal 2013\" width=\"112\" height=\"112\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4840\" class=\"wp-caption-text\">Il giovane Emiro del Qatar dal 2013<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Qatar \u00e8 sempre stato un convinto sostenitore dei Fratelli Musulmani in Egitto, attraverso l&#8217;elargizione di milioni di dollari in aiuti economici. Ha finanziato i ribelli libici nella lotta contro il <em>Rais <\/em>Gheddafi e continua a sostenere parte degli oppositori del regime di el Assad in Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hamas considera l&#8217;emiro del Qatar un alleato fidato anche perch\u00e9 &#8211; come del resto la gran parte degli altri paesi arabi &#8211; \u00e8 apparentemente in &#8220;guerra&#8221; con Israele, nonostante i numerosi legami economici e gli intensi scambi commerciali non siano stati interrotti, anzi! Tale <em>background<\/em> pu\u00f2 consentire all&#8217;emiro del Qatar di assurgere al ruolo di mediatore nello scacchiere mediorientale? Sembra proprio di no.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Turchia, paese s\u00ec musulmano ma non arabo, \u00e8 pi\u00f9 credibile dell&#8217;Egitto o del Qatar? Anche in questo caso sembra di no, alla luce anche dei non idilliaci rapporti tra Erdogan e Netanyahu.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi ultimi anni il vento della primavera araba e le mobilitazioni popolari non sono riusciti a realizzare &#8211; pur spazzando via alcuni dittatori &#8211; delle democrazie stabili, ad eccezione della positiva genesi tunisina. Pertanto, in questo frangente, stiamo assistendo a una radicalizzazione violenta delle varie forze politiche all&#8217;interno dei singoli paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prospettive a medio termine di una riappacificazione nell&#8217;area non sembrano essere incoraggianti, come altrettanto difficile appare la possibilit\u00e0 di una mediazione da parte dell&#8217;Egitto, nonostante l&#8217;impegno in prima persona di el Sisi e del suo Ministro degli Esteri Sameh Shoukry.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La difficolt\u00e0 della mediazione, in definitiva, \u00e8 un altro negativo lascito dell&#8217;illusione della primavera araba quale strumento per un passaggio indolore dai regimi dittatoriali alle democrazie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;aspirazione egiziana ad un ruolo di mediatore nella regione mediorientale. 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