{"id":4817,"date":"2014-10-03T18:44:06","date_gmt":"2014-10-03T17:44:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4817"},"modified":"2014-10-03T18:44:06","modified_gmt":"2014-10-03T17:44:06","slug":"il-ruolo-dellisi-inter-services-intelligence-pakistan-llsi-inter-services-intelligence-in-pakistan-influenza-dellisi-in-altri-contesti-regionali-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4817","title":{"rendered":"Il ruolo dell\u2019ISI (Inter-Services Intelligence \u2013 Pakistan). L\u2019lSI (Inter-Services Intelligence)  in Pakistan. Influenza dell\u2019ISI in altri contesti regionali.3."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify; \"><em>La terza e ultima parte di una sintetica analisi sul ruolo del Servizio segreto pakistano in diversi contesti regionali<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \"><em><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino;\">(Gli articoli precedenti sono stati pubblicati il 25 settembre e il 30 settembre 2014)<\/span><strong>\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">L\u2019impegno dei Servizi pakistani in Kashmir \u00e8 ormai noto. L\u2019ISI sostiene attivamente i movimenti di mujaheddin contro le autorit\u00e0 indiane. Il nome in codice \u2018Operazione Tupac\u2019 \u00e8 la designazione di un piano d&#8217;azione in tre parti per la conquista del Kashmir attraverso delle \u2018covert operations\u2019. Queste azioni sono state messe in opera dal presidente Zia Ul Haq nel 1988, dopo il fallimento dell\u2019operazione Gibilterra[1]. Secondo un rapporto compilato dal Joint Intelligence Committee (JIC) dell&#8217;India nel 1995, l\u2019ISI ha speso circa 2,4 crore[2] di Rupie al mese per sostenere le proprie attivit\u00e0 in Jammu e Kashmir. Tutti i gruppi attivi nella zona, hanno ricevuto armi e addestramento dall\u2019ISI in Pakistan. Da maggio del 1996, si \u00e8 stimato che le forze legate all\u2019ISI militanti in Kashmir si quantifichino tra i 5.000 e 10.000 uomini armati.<\/p>\n<div id=\"attachment_4775\" style=\"width: 158px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/images7.jpeg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4775\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4775\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/images7.jpeg\" alt=\"Logo dell'ISI\" width=\"148\" height=\"67\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4775\" class=\"wp-caption-text\">Logo dell&#8217;ISI<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify; \">La pi\u00f9 nota organizzazione militante \u00e8 il Jammu e Kashmir Liberation Front (JKLF), che ha guidato il movimento per molto tempo la lotta per un Kashmir indipendente. Il pi\u00f9 potente dei gruppi filo-pakistani \u00e8 l\u2019Hizb-ul-Mujahideen (in arabo: \u062d\u0632\u0628 \u0627\u0644\u0645\u062c\u0627\u06be\u062f\u06cc\u0646, Partito dei Mujahideen), fondato da Ahsan Dar nel 1985, \u00e8 designato come un\u2019organizzazione terroristica dal governo Indiano e dall\u2019Unione Europea \u00e8 stata attiva nello stato indiano di Jammu e nel Kashmir dal 1989. L&#8217;attuale comandante in capo del gruppo \u00e8 un Kashmiri conosciuto sotto lo pseudonimo di Sayeed Salahudeen.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Un altro gruppo importante \u00e8 costituito dall\u2019Harakat ul-Ansar, fondata da Abdelkader Mokhtari nel 1993, \u00e8 il risultato di una fusione tra i gruppi Harkat-ul-Mujahideen (HuM) e Harkat-ul-Jihad-al-Islami (HuJI). Poco dopo la sua fondazione, diversi membri della leadership sono stati arrestati dalle forze di sicurezza indiane. Nel novembre 1993 l&#8217;ex capo della HuM, Nasrullah Mansur Langrayal, \u00e8 stato arrestato e nel febbraio 1994 il segretario generale HuA, Maulana Masood Azhar ed il comandante Sajjad Afghani, sono stati catturati nella zona Chattargul del distretto di Anantnag. Il gruppo \u00e8 stato etichettato come un&#8217;organizzazione terroristica nel 1997 dagli Stati Uniti a causa dei suoi legami con l&#8217;Arabia e Osama bin Laden. Il fatto di essere considerata un\u2019organizzazione terroristica ha de facto limitato fortemente i finanziamenti esterni del gruppo, e di conseguenza lo HuA \u00e8 stato riorganizzato tornando ad operare come l\u2019Harkat-ul-Mujahideen.Si tratta di un gruppo che possiede al suo interno un gran numero di militanti che non provengono dal Kashmir e questo costituisce un fattore importante perch\u00e9 permette di comprendere quale siano le capacit\u00e0 di reclutamento del gruppo ed il livello supporto di Agenzie esterne come l\u2019ISI.<\/p>\n<div id=\"attachment_4818\" style=\"width: 262px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/252px-Kashmir_region_2004.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4818\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4818\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/252px-Kashmir_region_2004.jpg\" alt=\"La regione del Kashmir\" width=\"252\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/252px-Kashmir_region_2004.jpg 252w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/252px-Kashmir_region_2004-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 252px) 100vw, 252px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4818\" class=\"wp-caption-text\">La regione del Kashmir<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify; \">Al Umar, Al Barq, Jaish-e-Mohammad e Lashkar-e Toiba, sono altre organizzazioni legate all\u2019ISI formate in gran parte da combattenti provenienti da Afghanistan e Pakistan. Molti di questi militanti sono stati addestrati in Afghanistan, dove diversi agenti ISI sono stati uccisi durante gli attacchi aerei statunitensi nel 1998 contro i campi di addestramento per terroristi. Da quel momento si ipotizza che molti campi di addestramento di militanti siano stati ricollocati dall\u2019ISI nel Kashmir pakistano. La costante dell\u2019ISI sembra quella di operare all\u2019interno di formazioni terroristiche con lo scopo di ottenere il controllo di un\u2019area d\u2019influenza nella regione: questo comportamento \u00e8 seguito sia per ci\u00f2 che avviene per il Kashmir sia per il Bangladesh.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Il servizio segreto opera in campi d\u2019addestramento vicino al confine con il Bangladesh, dove sono presenti membri di gruppi separatisti. Uno di questi gruppi \u00e8 conosciuto come il Muslim United Liberation Tigers of Assam(MULTA). Fondato nel 1996, \u00e8 stato oggetto di molteplici studi da parte di molti analisti a causa delle sue origini particolari. Alcuni sostengono che il MULTA sia nato dalla scissione di uno dei membri dello United Liberation Front of Assam (ULFA) altro gruppo terroristico nella regione, il quale avrebbe voluto dare una visione politica pi\u00f9 islamista al movimento secessionista dell\u2019Assam. Altri studiosi convengono sul fatto che dietro al gruppo vi sia stato fin dall\u2019inizio il Pakistan con l\u2019Inter-Services Intelligence che ha creato e guidato il gruppo per diversi anni. A differenza di molti altri gruppi terroristici, il MULTA ha cominciato a operare lentamente e i suoi affiliati evitano spesso di attrarre l\u2019attenzione; questo elemento non \u00e8 trascurabile soprattutto per un\u2019organizzazione terroristica di matrice islamica e pu\u00f2, in effetti, dare l\u2019idea che i Servizi pakistani possano in qualche modo essere inseriti sia pur in qualit\u00e0 di osservatori nella catena di comando del gruppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Nonostante le valutazioni sopra riportate, dal 2001 l\u2019ISI, a causa del coinvolgimento in Afghanistan a fianco degli Americani, ha dovuto drasticamente ridurre le sue attivit\u00e0 all\u2019interno di questi gruppi. L\u2019Agenzia rappresenta un punto di contatto per tutti gli Attori del settore che hanno bisogno di avvicinare la quasi totalit\u00e0 dei gruppi islamisti radicali dell\u2019Asia Centrale, rappresentando un patrimonio inestimabile per chiunque voglia agire all\u2019interno di quest\u2019area cosi caratterizzata da un caleidoscopio culturale ed etnico. La necessit\u00e0 di doversi confrontare con un apparato interno, rigido e autoritario, in una regione dove le presenze tribali sono vastissime, ha in tal senso anche creato le condizioni perch\u00e9 il servizio funzionasse in maniera efficiente, almeno formalmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Lo studio delle agenzie d\u2019intelligence coinvolge necessariamente tre concetti interconnessi che sono parte integrante dei servizi segreti: informazione, potere e diritto. L\u2019obiettivo di queste agenzie \u00e8 quello di ottenere informazioni, spesso sfruttando anche le zone d\u2019ombra del legislatore, al fine di garantire la sicurezza dello stato e dei cittadini. Determinate zone grigie rientrano nel \u201cgioco\u201d e nel caso dell\u2019ISI devono essere accettate come effetti collaterali di una regione geostrategica, dove il concetto di sicurezza \u00e8 molto distante da quello occidentale. L\u2019intera Asia Centrale ha conosciuto nei secoli grandi Imperi, che, ad eccezione dell\u2019Impero Persiano, sono sempre stati caratterizzati da strutture istituzionali derivate dalle trib\u00f9 nomadi, creatrici di questi vasti imperi che non contemplavano un serrato controllo statale, almeno formalmente. Molto spesso si dice che un popolo \u00e8 lo specchio delle sue istituzioni: nel caso dell\u2019ISI possiamo certamente affermare che il Servizio segreto pakistano, se pur di struttura occidentale, si \u00e8 plasmato e integrato nello spirito del popolo di un\u2019intera regione, riuscendo a coniugare flessibilit\u00e0 e organizzazione in un\u2019area dove non esistono strutture statali ben definite.<\/p>\n<div id=\"attachment_4819\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/general-zia-and-reagan.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4819\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4819\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/general-zia-and-reagan-300x204.jpg\" alt=\"Il Presidente Zia ul Hak e il Presidente Reagan in anni lontani\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/general-zia-and-reagan-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/general-zia-and-reagan.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4819\" class=\"wp-caption-text\">Il Presidente Zia ul Hak e il Presidente Reagan in anni lontani<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify; \">E\u2019 proprio l\u2019inconsistenza \u201cdell\u2019ombra del crepuscolo\u201d con il caleidoscopio di colori dell\u2019ultimo raggio di sole a conferire un alone di segretezza ed efficienza alla natura, che ogni giorno si ripete: in tal modo l\u2019ISI attraverso le sue \u2018ombre\u2019 sembra concretare la stessa funzionalit\u00e0 della natura nel \u201cgioco\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">[1] L\u2019Operazione Gibilterra consisteva nell\u2019infiltrazione di forze paramilitari in Jammu e Kashmir allo scopo di provocare un&#8217;insurrezione contro il governo dell&#8217;India. Le cinque settimane di guerra causarono migliaia di vittime su entrambi gli schieramenti e si conclusero con il cessate il fuoco sotto l&#8217;autorit\u00e0 delle Nazioni Unite, seguita dalla successiva dichiarazione di Tashkent.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">[2] Il &#8216;crore&#8217; spesso abbreviato con &#8216;cr&#8217; \u00e8 un&#8217;unit\u00e0 del sistema di numerazione indiano pari a dieci milioni (10 000 000; 107) e a 100 lakh, ampiamente usata in Bangladesh, India, Nepal, e Pakistan. Era presente nel sistema di numerazione persiano ed equivaleva a 500 000. Cfr. Wikipedia.<\/p>\n<p>Bibliografia:<\/p>\n<p>Altaf Gauhar, \u201cHow Intelligence Agencies Run Our Politics\u201d in The Nation, 1997.<\/p>\n<p>Armughan Javaid, \u201cRole of the Military in Politics in Pakistan\u201d, 1997.<\/p>\n<p>Bindanda M. Chengappa ,\u201cThe ISI Role in Pakistan&#8217;s Politics\u201d in Strategic Analysis, Vol. XXIII No.11, 2000.<\/p>\n<p>Human Rights Watch Staff, \u201cWe Can Torture, Kill, or Keep You for Years. Enforced Disappearances by Pakistan Security Forces in Balochistan\u201d, in Human Rights Watch, 2011.<\/p>\n<p>IBP USA Staff, \u201cPakistan Intelligence, Security Activities &amp; Operations Handbook\u201d, 2006.<\/p>\n<p>Kranti Kumar Sharma, \u201cHow to retaliate against this proxy-war\u201d, Nuova Delhi, 1997.<\/p>\n<p>Pike John, \u201cDirectorate for Inter-Services Intelligence\u201d, in Federation of American Scientists, 2008.<\/p>\n<p>Priyaranjan Bharati, \u201cIn This Way, The Net of ISI is Spread\u201d, Nuova Delhi, 1994.<\/p>\n<p>Raman B. \u201cPakistan\u2019s Inter-Service Intelligence\u201d, in South Asia Analysis Group, 2006.<\/p>\n<p>Sunil Sharma, \u201cThis Secret Agency\u2019s Name is Infamous\u201d Nuova Delhi, 1994.<\/p>\n<p>Waldman Matt, \u201cThe Sun in the Sky: The Relationship between Pakistan\u2019s ISI and Afghan Insurgents\u201d, in &#8216;Crisis States Working Papers&#8217; per &#8216;Crisis States Research Centre&#8217;, London School of Economics and Political Science Series no.2, no. 18, 2010.<\/p>\n<p>\u00a9www.osservatorioanalitico.com \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La terza e ultima parte di una sintetica analisi sul ruolo del Servizio segreto pakistano in diversi contesti regionali<\/p>\n","protected":false},"author":2113,"featured_media":4774,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[62,3,5,212,1516,151,1515],"tags":[1932,1931,1930,1928,1929],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/images-1.jpeg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1fH","jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4817"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2113"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4817"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4817\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4821,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4817\/revisions\/4821"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4774"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4817"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4817"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4817"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}