{"id":4720,"date":"2014-09-09T18:25:45","date_gmt":"2014-09-09T17:25:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4720"},"modified":"2014-09-09T18:31:09","modified_gmt":"2014-09-09T17:31:09","slug":"conflitto-asimmetrico-e-guerra-di-guerriglia-e-vera-tregua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4720","title":{"rendered":"CONFLITTO ASIMMETRICO E GUERRA DI GUERRIGLIA. E&#8217; vera tregua?"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Interessanti puntualizzazioni sullo stato del conflitto tra Palestina e Israele. E\u2019 vera tregua?<\/em><\/p>\n<p><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 30 luglio, nel campo profughi di Jabaliya nel Nord della Striscia di Gaza furono uccisi 20 palestinesi rifugiatisi nella scuola ONU, bombardata dagli aerei israeliani, che provocarono altri 8 morti a Khan Yunis e distrussero 3 moschee a Gaza City, Rafah e nel campo profughi di Shati.<\/p>\n<div id=\"attachment_4602\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/606x340_261900.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4602\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4602\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/606x340_261900-300x168.jpg\" alt=\"Il Valico di Rafah\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/606x340_261900-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/606x340_261900.jpg 606w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4602\" class=\"wp-caption-text\">Il Valico di Rafah<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tre settimane la campagna militare a Gaza registr\u00f2 fra i palestinesi 1.260 morti e 6.720 feriti con il 75% di civili con oltre 350 minori e 250 donne, 200 mila rifugiati e 400 mila sfollati e fra gli israeliani 52 militari caduti in combattimento e 2 civili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Numeri destinati a un costante aggiornamento tanto che gi\u00e0 da tempo il Consiglio dei Diritti Umani dell\u2019ONU ha chiesto un\u2019indagine sui crimini a Gaza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le richieste di \u201ctregue umanitarie\u201d, quando concesse, sono state puntualmente violate dai belligeranti che se ne rimbalzano la responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non decolla neanche la tregua proposta su iniziativa egiziana, che d\u00e0 luogo a insolite alleanze fra i favorevoli e i contrari, secondo schemi geopolitici a geometria variabile. Fra i primi, vi sono Israele, Autorit\u00e0 Nazionale Palestinese, Arabia Saudita, USA ed EU. Restano contrari Turchia, Qatar, Iran e il movimento islamico Hamas.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma perch\u00e9 continua questa guerra asimmetrica e quale \u00e8 l\u2019obiettivo dei contendenti?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Governo israeliano intende demilitarizzare Hamas e le altre formazioni combattenti, ritenendole organizzazioni terroristiche e quindi una minaccia permanente per la sicurezza del Paese e non affidabili partner anche se riconciliatisi con l\u2019Autorit\u00e0 Nazionale Palestinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Israele decide di proseguire la guerra dispiegando sul terreno le Israeli Defence Forces (IDF).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hamas vuole la fine del blocco di Gaza, circondata da cielo, terra e mare, con circa 1,8 milioni di abitanti impossibilitati a vivere, senza elettricit\u00e0 e infime risorse acquifere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin dall\u2019inizio della guerra, Tel Aviv ha scoperto qualcosa di nuovo nel modus operandi della guerriglia palestinese, capace di reagire con lanci di razzi a lunga gittata anche dopo devastanti bombardamenti da cielo, terra e mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E impegna gli apparati \u201csigint\u201d (signal intelligence) e \u201chumint\u201d (human intelligence) alla ricerca del Comandante delle Brigate Ezzedin al Qassam, Mohammed Deif.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nato nel campo profughi di Khan Yunis, 54 anni, Deif \u00e8 stato per anni il vice di Salah Shehada, ucciso nel luglio 2002 da un F16 che sganci\u00f2 una bomba da una tonnellata, polverizzando il palazzo nel quale Shehada si trovava con la famiglia e due guardie del corpo. Morirono 15 persone, di cui 9 bambini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pilota, Yonathan Shapira, poco tempo dopo, scrisse una lettera insieme ai compagni della missione per rinunciare al servizio militare. Immediatamente sospesi, diventarono dei \u2018Paria\u2019.<\/p>\n<div id=\"attachment_4727\" style=\"width: 126px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/images-12.jpeg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4727\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4727\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/images-12.jpeg\" alt=\"Mohammed Deif\" width=\"116\" height=\"94\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4727\" class=\"wp-caption-text\">Mohammed Deif<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Deif \u00e8 sopravvissuto a due attentati: nel 2002, a bordo di una macchina nel quartiere Sheikh Radwand di Gaza City, un elicottero Apache lanci\u00f2 un missile procurandogli ferite e la perdita di un occhio; nel 2006 un F16 esplose contro la sua abitazione un missile che gli tronc\u00f2 un braccio e una gamba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Deif si muove da allora su una sedia a rotelle, con il volto sempre coperto, e ha ripreso la guida delle Brigate nel novembre 2012, dopo che l\u2019IDF ha ucciso, con un\u2019operazione \u201dmirata\u201d, Ahmed Jabari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su posizioni radicali, sempre contrario alle tregue con Israele pur rispettandole per disciplina, Deif \u00e8 praticamente invisibile a Gaza, e detta la strategia di lotta direttamente alla leadership.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per i circa 20 mila combattenti delle Brigate \u00e8 un modello da imitare e i suoi ordini non vengono mai discussi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Israele, eliminarlo potrebbe sensibilmente ridurre la capacit\u00e0 reattiva di Hamas e delle altre formazioni combattenti della Striscia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I combattenti sono divisi in nuclei composti da 9 a 5 militanti, guidati da un capo, il solo autorizzato a contattare i suoi omologhi. Le decisioni vengono assunte dalla Shura, il Consiglio di 30 persone guidato da Khaled Meshaal, Ismail Haniyeh, Musa Abu Marzuk e Mahmud Zahar.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La campagna di terra ha consentito a Israele di approfondire la conoscenza del mutamento strategico dei combattenti palestinesi e orientare l\u2019adeguato contrasto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti, l\u2019IDF ha scoperto che le formazioni armate palestinesi adottano la guerriglia appresa da Hezb\u2019Allah libanese nella guerra del luglio\/agosto 2006: costruzione di tunnel e bunker interrati per conservare riserve di armamento e preparare imboscate al nemico; uso di armi anti-carro; razzi a lunga gittata per arrivare a tutte le citt\u00e0 del Paese creando un clima di insicurezza e danni economici, come la forzata chiusura ai voli dell\u2019aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv; uso di piccoli droni; protezione delle comunicazioni senza usare linee telefoniche ufficiali, ma realizzando linee alternative che sfuggono anche agli specialisti della cyberwar dell\u2019Unit\u00e0 8200 israeliana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo motivo IDF e aeronautica hanno bombardato e distrutto anche la centrale elettrica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo rinnovato modus operandi richiede un alto livello di addestramento e, soprattutto, un\u2019adeguata quantit\u00e0 di armamento e munizionamento, che si possono acquisire solo costruendo solidi e leali rapporti con sperimentate reti combattenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda l\u2019addestramento, le numerose guerre in Libano e la presenza nel Paese di 12 campi profughi palestinesi sono fattori sufficienti a comprendere la solidariet\u00e0 militante esistente da decenni con la resistenza libanese di Hezb\u2019Allah.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altra parte, Imad Mughniyeh, ucciso a Damasco nel febbraio 2009 con un\u2019autobomba presumibilmente su commissione israeliana, era un palestinese di Forza 17. Rimasto a Beirut anche dopo il forzato esilio dell\u2019intera componente palestinese nel 1982, ha formato, addestrato e preparato i primi e successivi quadri combattenti di Hezb\u2019Allah.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, la lunga permanenza in Siria della Direzione Esterna di Hamas, guidata da Khaled Meshaal, del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina &#8211; Comando Generale di Ahmed Jibril e del Jihad Islamico Palestinese, diretto da Ramadan Abdallah Shallah, hanno consolidato rapporti anche con le analoghe formazioni in Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda l\u2019armamento, in realt\u00e0 avviene attraverso i traffici illegali Golfo arabico, Sinai, Mar Rosso e Sudan. Non \u00e8 un caso, quindi, che l\u2019aeronautica israeliana il 22 luglio &#8211; proprio nel giorno in cui il Segretario Generale di Hamas, Khaled Meshaal, incontrava il presidente Omar Bashir &#8211; abbia bombardato in Sudan un deposito di razzi iraniani destinati a Gaza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hamas non intende ripetere l\u2019errore dell\u2019Organizzazione per la Liberazione della Palestina e dell\u2019ANP, pronti a concedere tutto in attesa di ricevere qualcosa e quando la controparte decide di dare ma vuole uno scambio fra pari, nel rispetto dei diritti e dei doveri reciproci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hamas gode di una vasta legittimazione a Gaza e in Cisgiordania per onest\u00e0 personale e assistenza ai bisognosi in termini di istruzione, alimentazione e servizi sanitari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la guerra continua, nonostante i ripetuti tentativi egiziani di arrivare a un \u201ccessate il fuoco a fini umanitari\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finalmente, il 26 agosto, ormai inattesa, le parti, con la mediazione egiziana, hanno raggiunto un Accordo per la fine delle ostilit\u00e0 che hanno provocato per i palestinesi, oltre 2 mila morti e pi\u00f9 di 11 mila feriti, per il 75% civili tra cui 561 minori e 466 donne, oltre a danni stimati in 5 -6 miliardi di dollari e per gli israeliani 71 morti fra cui 66 soldati e 5 civili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019agenda dell\u2019Accordo prevede: per i palestinesi, l\u2019apertura di 5 valichi per il transito di materiale edile e il pescaggio entro 6 miglia marine e l\u2019obbligo di non esplodere razzi; per gli israeliani, il ritiro delle Forze impegnate a terra; gli altri temi sono posposti alla fine del settembre nella capitale egiziana. Nella stessa capitale, Egitto e Norvegia hanno convenuto di riunire i Paesi donatori per la ricostruzione di Gaza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 una vera tregua? No.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal giorno successivo \u00e8 ripartita la colonizzazione dei Territori Palestinesi, Tel Aviv ha annunciato che non avrebbe inviato a Il Cairo la delegazione per ulteriori colloqui e il Premier accusa Hamas di essere come l\u2019Islamic State.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019altra parte, l\u2019ANP, sempre pi\u00f9 debole e inadeguata a fronteggiare la situazione, ripete che si rivolger\u00e0 alle Istituzioni Internazionali per ottenere la fine dell\u2019occupazione mentre Hamas tace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tregua continua ma la guerra prosegue su altri livelli, quello mediatico e quello dei fatti realizzati sul terreno unilateralmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla possibilit\u00e0 di superare il conflitto israelo-palestinese \u00e8 significativa la visita del Presidente Emerito Shimon Peres a Papa Francesco il 5 settembre scorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Presidente Emerito riconosce che l\u2019ONU non \u00e8 riuscito a realizzare l\u2019obiettivo per il quale era stato creato: quello di sostituire fra i contendenti la negoziazione alla guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Shimon Peres necessita quindi la formazione di un\u2019altra pi\u00f9 credibile e legittimata Istituzione, che potrebbe essere l\u2019Unione delle religioni, guidata da una personalit\u00e0 di grande esperienza e carisma, come il Papa. Una sfida che Papa Francesco avrebbe accettato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Interessanti puntualizzazioni sullo stato del conflitto tra Palestina e Israele. 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