{"id":4684,"date":"2014-09-01T16:30:20","date_gmt":"2014-09-01T15:30:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4684"},"modified":"2014-09-01T16:43:27","modified_gmt":"2014-09-01T15:43:27","slug":"jihadisti-europei-i-nuovi-strumenti-della-propaganda-e-del-reclutamento-per-lisis-ovvero-come-twitter-e-facebook-sono-diventati-la-voce-dellisis-in-occidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4684","title":{"rendered":"Jihadisti europei. I nuovi strumenti della propaganda e del reclutamento per l&#8217;ISIS. Ovvero: come Twitter e Facebook sono diventati la voce dell\u2019ISIS in Occidente."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cosa rappresenta il Califfato per gli islamici e come mai si diffonde con tanta rapidit\u00e0 presso la giovent\u00f9, digital native\u2026? Qualche interpretazione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini\u00a0<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_4692\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/james-foley.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4692\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4692\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/james-foley-300x225.jpg\" alt=\"James Fowley. R.I.P.\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/james-foley-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/james-foley.jpg 420w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4692\" class=\"wp-caption-text\">James Fowley. R.I.P.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019assassino del giornalista americano James Foley la settimana scorsa a Raqqa e il sospetto, non ancora confermato, che possa essere stato effettuato da uno jhaidista made in England, ha risvegliato l\u2019attenzione dei governi occidentali sul numero sempre maggiore di giovani che dall\u2019Europa sono partiti per unirsi ai gruppi di combattenti islamici. Il condizionale \u00e8 d\u2019obbligo perch\u00e9 il video sembra essere stato creato unendo clip diversi, mancando cos\u00ec la certezza su chi abbia realmente ucciso il reporter. Ammettendo pure che il giornalista sia stato ucciso da qualcun altro, per\u00f2, \u00e8 da mesi che si \u00e8 acquisita la consapevolezza che i combattenti europei si sono macchiati di crimini che superano l\u2019uccisione di soldati regolari in combattimento. Le immagini diffuse in rete di giovani sorridenti, con in mano le foto decapitate dei loro avversari, postate orgogliosamente su profili facebook, twitter, instagram, youtube, sono diventate tristemente comuni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non facciamoci illusioni. L\u2019impiego, laddove fosse confermato, di uno jihadista londinese per spedire un messaggio all\u2019America \u00e8 stato voluto ah hoc per il terrore che avrebbe creato sull\u2019opinione pubblica. L\u2019obiettivo \u00e8 far sapere al mondo che i loro membri sono anche europei e che ciascuno di loro pu\u00f2 diventare un combattente, un carnefice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019effetto \u00e8 stato duplice. Da un lato ha reso la popolazione non musulmana occidentale irrequieta e insicura; dall\u2019altro \u00e8 pubblicit\u00e0 indirizzata a coloro che si stanno avvicinando allo jihadismo e vorrebbero partire per la Siria e l\u2019Iraq. Come Raffaele Pantucci, direttore dell\u2019<em>International Security Studies, Royal United Services Institute, <\/em>ha fatto notare (\u201cExtremists preach to the converted and bid to provoke a global reaction\u201d The Observer 24 Agosto 2014), le reazioni dei followers all\u2019esecuzione di Foley sono state tutto fuorch\u00e9 di orrore, anzi: la sensazione principale era un senso di orgoglio, piacere per il potere dimostrato dal proprio gruppo e sulla \u201cpercepita\u201d debolezza di un Occidente che non aveva voluto\\potuto salvare uno dei loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo colpisce molto l\u2019immaginario di una sezione del pubblico, in particolar modo dei \u201cwannabe\u201d di chi cio\u00e8 vorrebbe partire. L\u2019uso da parte dell\u2019Isis di questi metodi propagandistici \u00e8 particolarmente permeabile all\u2019et\u00e0 media dei cos\u00ec detti <strong>nativi digitali,<\/strong> <strong>persone che sono cresciute respirando e vivendo all\u2019interno dei social network<\/strong>. I giovani, spesso appartenenti alla seconda o terza generazione d\u2019immigrati o neo convertiti, sono alla ricerca di una nuova identit\u00e0 giacch\u00e9 non possono integrarsi o respingono quella in cui sono cresciuti. Oltre a ci\u00f2 vi \u00e8 anche l\u2019attrattiva di essere parte dell\u2019esercito che riporter\u00e0 il Califfato nelle Terre Islamiche. Per un occidentale l\u2019appeal del <strong>Califfato<\/strong> \u00e8 incomprensibile, ma per un musulmano \u00e8 grandioso: <strong>significa il ritorno ad un periodo della storia in cui non solo la Sunna era la forza trainante nel mondo ma anche un periodo in cui unit\u00e0 e la fratellanza nella fede erano realt\u00e0. <\/strong>Questo, almeno, nell\u2019immaginario collettivo poich\u00e9 gli studiosi dell\u2019Islam sanno bene che i pi\u00f9 grandi scismi islamici si sono consumati in quel primo periodo. Divenire soldato dello Stato Islamico significa dunque essere pari a quei primi guerrieri che accompagnarono Muhammad durante l\u2019Hijra e che con lui tornarono alla Mecca portando ordine e una nuova vera fede nel mondo. Si pu\u00f2 ben capire l\u2019attrattiva di questo sogno su persone incapaci di integrarsi in una cultura diversa dalla quale si sentono respinti.<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/265px-FSA_soldiers_in_truck_moving1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-4691\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/265px-FSA_soldiers_in_truck_moving1.jpg\" alt=\"265px-FSA_soldiers_in_truck_moving\" width=\"265\" height=\"183\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uso aggressivo dei social network \u00e8 sicuramente una delle pi\u00f9 grandi novit\u00e0 che questa guerra terroristica: mai prima d\u2019ora il reclutamento era avvenuto principalmente in rete. L\u2019ICSR londinese (<em>International Centre for the Study of Radicalisation<\/em>) ha analizzato per dodici mesi gli account di 190 conosciuti combattenti europei e ha dipanato la matassa di come le informazioni erano trasmesse e di come avvenivano gli arruolamenti. Punto chiave e snodo cruciale di questo sistema sono coloro che Peter Neumann, direttore dell\u2019ICSR, ha definito disseminatori: persone anche non affiliate ufficialmente all\u2019organizzazione che attraverso i loro tweet e messaggi divulgano e ampliano l\u2019impatto e la propaganda della Jihad tra i guerriglieri e chi \u00e8 ancora a casa. Sono loro a trasmettere informazione su cosa sta accadendo e dove, come vanno le cose a casa e a commemorare le morti di chi \u00e8 ucciso in battaglia. Spesso sono persone che non vivono neppure in Siria, Iraq o Pakistan ma si trovano in Paesi europei, dove operano come trasmettitori d\u2019informazioni. Inoltre sia su Twitter sia su Ask.FM (che appaiono essere i pi\u00f9 apprezzati tra i network), \u00e8 possibile contattare direttamente i combattenti e chiedere loro di persona consigli come cosa portarsi dietro e che tipo di clima si troveranno ad affrontare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uso dei social network ha inoltre avuto il dubbio merito di rendere la Jihad democratica, almeno sul fronte di \u2018genere\u2019. Fino a dieci anni fa, sempre secondo Neumann, si potevano contare su una mano il numero di donne appartenenti a gruppi terroristici islamici ma, adesso, l\u2019uso dei social network ha reso possibile a molte di loro partire, sposarsi con guerriglieri, combattere al loro fianco oppure restare in Europa e operare come fiancheggiatrici, raccogliendo fondi e preparare i viaggi per i nuovi volontari. \u00c8 stato calcolato che ormai il 10-15% dei 3000 occidentali in Siria e Iraq \u00e8 donna. Il caso pi\u00f9 famoso \u00e8 conosciuto \u00e8 probabilmente Khadija Dare, 22 anni, inglese, che insieme alla sua gioia per l\u2019esecuzione di Foley, ha proclamato in un tweet di voler divenire la prima donna a giustiziare un prigioniero (lei li ha chiamati terroristi). Vi sono altri casi di giovanissime, come le gemelle inglesi di sedici anni bloccate in extremis all\u2019aeroporto dove tentavo di partire per unirsi all\u2019ISIS oppure come Rosliana Adelline Geerman, 21 anni, belga, di Bruxelles reclutatrice dell\u2019ISIS, bloccata mentre tentava di far partire due ragazze, una di 18 anni e una di appena 17, per la Siria dove avrebbero dovuto, si suppone, sposare membri dell\u2019organizzazione terroristica. E, ovviamente, Samantha Lewthwaite, la \u201cvedova bianca\u201d, vedova appunto di uno degli attentatori che il 7 luglio 2005 scosse Londra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa si pu\u00f2 fare per limitare questo tipo di proselitismo? Ogni tipo di azione \u00e8 limitata da un lato dal fatto che per la sua stessa natura la rete \u00e8 incontrollabile: per fare un esempio su <strong>YouTube sono caricate 100 ore di materiale ogni minuto<\/strong>. Ci\u00f2 significa che una volta inserito un video di propaganda o un\u2019esecuzione il minuto successivo \u00e8 gi\u00e0 troppo tardi per bloccarlo; n\u00e9 \u00e8 utile cancellare account giacch\u00e9, gli jihadisti, \u201cmigrerebbero\u201d semplicemente su altri ancora meno controllabili siti. Questo \u00e8 accaduto, ad esempio, la settimana scorsa quando pi\u00f9 di un centinaio di pagine legate a guerriglieri, sono state chiuse su Twitter nello spazio di una notte: l\u2019unico risultato \u00e8 stato il trasferimento in massa su \u201cDiaspora\u201d sito pi\u00f9 piccolo e, dove i dati degli utenti poich\u00e9 conservati da server privati non sono cancellabili direttamente dall\u2019amministratore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre a questa criticit\u00e0 si deve anche considerare come le diverse agenzie d\u2019intelligence non vogliano chiudere ci\u00f2 che \u00e8 probabilmente il loro unico modo per individuare, seguire sia combattenti \u2013 \u00e8 cos\u00ec ad esempio che stanno tentando di individuare il presunto assassino di Foley -, sia eventuali fiancheggiatori che potrebbero farsi sfuggire informazioni importanti. Ad esempio nomi e luoghi di fiancheggiatori o chi regola e dirige il flusso di denaro verso l\u2019Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tentativo, infine, di applicare ai server europei un sistema di monitoraggio e controllo simile a quello cinese o russo sarebbe accolto con un\u2019alzata di scudi e definito contrario alla libert\u00e0 individuale. Basterebbe questo a paralizzare la volont\u00e0 politica necessaria per portare avanti tale decisione e avrebbe come unico risultato di far apparire ancora pi\u00f9 debole l\u2019Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019inerzia sul tipo di strategia specifica da applicare contro la prolificazione dell\u2019ISIS in rete ha portato nell\u2019ultimo anno a un aumento imponente della radicalizzazione di Musulmani e, pare, all\u2019aumento di partenze verso le guerra mediorientali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non vi sono soluzioni semplici e la prossima <strong>battaglia contro la radicalizzazione<\/strong> sar\u00e0 combattuta direttamente sul pi\u00f9 grande strumento di propaganda adesso esistente, la rete, e in luoghi, virtuali, nati per rendere pi\u00f9 facile fare amicizia, non certo combattere. Si dovr\u00e0 decidere tra limitare la libert\u00e0 del singolo per proteggere la comunit\u00e0? A Londra in questi giorni si sta aprendo una Conferenza sull\u2019Estremismo Online (Violent Online Extremism) con la partecipazione dei maggiori esperti mondiali sull\u2019argomento che forse sapr\u00e0 darci qualche risposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/260px-Siria-Mappa.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4690\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/260px-Siria-Mappa.png\" alt=\"260px-Siria-Mappa\" width=\"260\" height=\"279\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa rappresenta il Califfato per gli islamici e come mai si diffonde con tanta rapidit\u00e0 presso la giovent\u00f9, digital native\u2026? <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4686,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[3,80,245,1290],"tags":[1861,2391,1580,1860,20,1862],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/125px-Flag_of_Syria.svg_.png","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1dy","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4684"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4684"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4684\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4694,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4684\/revisions\/4694"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4686"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4684"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4684"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4684"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}