{"id":4475,"date":"2014-06-19T17:57:54","date_gmt":"2014-06-19T16:57:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4475"},"modified":"2014-06-19T17:57:54","modified_gmt":"2014-06-19T16:57:54","slug":"attacco-all-iraq-la-strategia-di-isis-e-i-suoi-alleati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4475","title":{"rendered":"ATTACCO ALL&#8217; IRAQ. LA STRATEGIA DI ISIS E I SUOI ALLEATI"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \"><em>Una incalzante analisi della situazione attuale in Iraq: chi combatte chi e perch\u00e9? Cosa accade tra ISIS, peshmerga, Consiglio di Cooperazione del Golfo? Una situazione complessa che Madia, ottimo conoscitore di quelle zone, cerca di spiegare con molti particolari interessanti.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_4478\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/kirkuk_ok600_x_450.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4478\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4478\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/kirkuk_ok600_x_450-300x225.jpg\" alt=\"Moschea in Kirkuk\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/kirkuk_ok600_x_450-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/kirkuk_ok600_x_450.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4478\" class=\"wp-caption-text\">Moschea in Kirkuk<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify; \">In poco pi\u00f9 di una settimana i militanti dell\u2019Islamic State of Iraq and Sham consolidano le posizioni nell\u2019arco Nord della Siria, da Ovest a Est lungo il confine con la Turchia e da Aleppo ad Hasakah passando per Raqqa e Deir al Zour.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">ISIS valica il confine con l\u2019Iraq e conquista a Nord Ovest la citt\u00e0 sciita e turkmena di Tal Afar, nella provincia di Ninawa, tra Mosul e il confine con la Siria, scende verso il Centro a Kirkuk, difesa dai peshmerga curdi, prende il controllo della provincia di Baiji, ricchissima di petrolio, e si divide in due colonne, una a Tikrit, a Nord della provincia di Al Anbar, l\u2019altra a Samarra, a 70 km da Baghdad.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Tal Afar \u00e8 il corridoio strategico che consente a ISIS di rafforzare la presenza nelle 4 province a Nord \u2013 Ninawa, Salah-e-Din, Anbar e Diyala &#8211; spaccando il Paese in tre: curdi a Nord, jihadisti sunniti a Nord Ovest e a Nord Est e Autorit\u00e0 irachene a Sud.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Su un sito jihadista ISIS annuncia la creazione del Califfato Islamico pubblicandone una mappa che si estende dal Nord della Siria, lambisce il Libano e la frontiera giordana e abbraccia Nord e Centro dell\u2019Iraq con l\u2019obiettivo di prenderne la capitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Mentre oltre un milione di persone fugge verso la regione autonoma del Kurdistan iracheno e le Nazioni Unite fanno stato di 1.700 soldati massacrati dai jihadisti e di decine di migliaia di militari governativi riunitisi ai ribelli, il Governo lancia una controffensiva e riconquista Mutassim a Nord della capitale, Ishaqi e Al Dhuluiya nella provincia di Salah-e-Din e bombarda Tikrit.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Nel raid rimane ucciso Ahmed al-Duri, figlio di Izzat Ibrahim al-Duri, vice Presidente iracheno al tempo di Saddam Hussein e uno dei pi\u00f9 ricercati esponenti del regime di cui guidava il braccio militare. Ahmed al-Duri \u00e8 morto mentre combatteva con altri 50 militanti di ISIS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">E\u2019 la prima prova che ISIS non costituisce solo un gruppo scissionista di Al Qaeda ma molto di pi\u00f9. Intanto la guerra attrae altri attori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Il Presidente dell\u2019Iran Rowani si dichiara dall\u2019inizio della campagna di ISIS pronto a sostenere l\u2019Iraq inviando battaglioni di pasdaran e il Grande Ayatollah Al\u00ec emette una fatwa chiedendo a tutti gli sciiti di difendere il Paese amico dall\u2019attacco dei jihadisti sunniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Anche gli USA promettono a Baghdad il pronto invio di armamento, droni, missili e aerei da combattimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Intanto gli USA inviano nel Golfo una nave da trasporto anfibio con 550 marines che si unisce al gruppo navale guidato dalla portaerei USS George H.W. Bush, mentre con ONU e Australia si preparano ad evacuare staff e personale non essenziale delle loro rappresentante diplomatiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Solo l\u2019Arabia Saudita, che non ha mai voluto mandare il suo Ambasciatore a Baghdad, non parla e il Re Abdallah continua il suo soggiorno in Marocco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Chi paga ISIS e chi lo rifornisce di armamento, mezzi di trasporto e logistica?<\/p>\n<div id=\"attachment_4479\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Kirkuk-Citadel-entrance.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4479\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4479\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Kirkuk-Citadel-entrance-300x225.jpg\" alt=\"Porta d'ingresso della cittadella di Kirkuk\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Kirkuk-Citadel-entrance-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Kirkuk-Citadel-entrance.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4479\" class=\"wp-caption-text\">Porta d&#8217;ingresso della cittadella di Kirkuk<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify; \">Chi \u00e8 interessato a smantellare la mezzaluna sciita guidata da un Iran che la nuova linea moderata sta riavvicinando alla Comunit\u00e0 Internazionale e ne ha consentito la ripresa di contatti bilaterali con gli USA dopo 33 anni?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Per rispondere \u00e8 utile ricordare le campagne mediatiche a guida Arabia Saudita con l\u2019emittente Al Arabya e Qatar con Al Jazeera che hanno accompagnato e orientato le rivolte nei Paesi arabi dell\u2019Arco Mediterraneo sin dallo scontro dei saharawi del Fronte Polisario nell\u2019Ovest del Marocco nell\u2019ottobre 2010.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Le famiglie reali del Consiglio di Cooperazione del Golfo in eccellenti rapporti con USA e Paesi Occidentali si fondano sul wahabismo la cui corrente radicale salafita ispira molti jihadisti sunniti, come l\u2019ISIS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">La campagna mediatica serve a delegittimare leader ritenuti non pi\u00f9 in grado di assicurare stabilit\u00e0 e i manifestanti vengono immediatamente emarginati da formazioni radicali, armate, addestrate e finanziate dai generosi Paesi del Golfo. Il modus operandi si adatta al Paese di interesse. Viene pilotata la rimozione dei leader come nei casi di Tunisia e Yemen i cui rispettivi Presidenti sono in Arabia Saudita, l\u2019arresto come in Egitto con Mubarak e il colpo di Stato sempre in Egitto con Morsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Non \u00e8 esclusa la guerra: con l\u2019intervento militare della stessa Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti in Bahrein durante la rivolta della maggioranza sciita, la Libia con l\u2019ampio supporto di USA e Paesi Occidentali a guida U.K. e Francia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Un particolare accanimento \u00e8 riservato ai Paesi della mezzaluna sciita, dove operano formazioni jihadiste vicine ad Al Qaeda armate, finanziate e supportate logisticamente dal CCG e da coalizioni della Comunit\u00e0 Internazionale a geometria variabile e con la costante presenza della Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">In Iran Jundallah, in Libano le Brigate Abdullah Hazzam, in Iraq ISIS e numerose altre, in Siria lo stesso ISIS, il Fronte al Nusra e un insieme di confliggenti gruppi di \u201coppositori\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Il progetto \u00e8 la conquista dell\u2019egemonia regionale con ridimensionamento dell\u2019Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Il leader di ISIS Abu Bakr Al Baghdadi dal 2003 fa parte dei qaedisti dell\u2019Islamic State of Iraq che combattono gli USA e vi rimane sino al 2013 quando viene escluso da Ayman al Zawahiri che lo accusa di non obbedire alla strategia del movimento e di combattere contro al Nusra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Con chi combatte Baghdadi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Il 13 giugno il Washington Post stima in 90 mila i soldati sunniti che hanno disertato per congiungersi con i rivoltosi e favoriscono l\u2019immediata caduta di Mosul e Tikriti ma non ne spiega la causa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Baghdadi ha stretti rapporti con Jaysh Rijal al-Tariqa al al-Naqshabandia (JRTN &#8211; The Army of the Men of the Naqshbandi Army), organizzazione di resistenza attiva dal 2003 ed emersa solo nel 2006 dopo l\u2019esecuzione di Saddam Hussein. E\u2019 formata da numerosi gruppi clandestini la cui ideologia \u00e8 sunnita islamica ispirata dal Naqshbandi Sufi Islamism, dal nazionalismo islamico e dal Ba\u2019athism Saddamista e contraria ad Al Qaeda che ne osteggia l\u2019ideologia Sufi. Organizzazione Sufi Musulmana, prende nome dal Naqshanandi Sufi Order con una ideologia ondivaga che la porta ad aderire alle formazioni jihadiste ritenute pi\u00f9 forti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Ha contatti con Ansar al-Sunna, the Islamic Army of Iraq, 1920 Revolutionary Brigade, gruppi che rifornisce di armi, denaro, informazioni e basi sicure. Di fatto \u00e8 parte di un ombrello di gruppi coordinati dal Supreme Command for Jihad and Liberation, operante con l\u2019acronimo arabo JRTN.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Il JRTN ha il Quartier Generale a Kirkuk e opera in Iraq, Nord Est iracheno e Triangolo sunnita siriano. Conta oltre 5 mila combattenti, lotta contro la Coalizione Occidentale per restaurare l\u2019ideologia Ba\u2019athista, le Forze di Sicurezza e le Forze Speciali irachene, i Peshmerga curdi, il Mahdi Army e i Badr Corps. Ne \u00e8 esponente di rilievo Izzat Ibrahim al-Douri, noto anche come Naqshbandi Sheikh, e leader del New Baath Party.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Il JRTN nell\u2019aprile 2013 conquista la citt\u00e0 di Sulaima Bek, a 170 km da Baghdad, dopo una feroce battaglia con le Forze di Sicurezza irachene, lasciando il giorno dopo la citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Dopo scontri ad Hawija, i militanti del JRTN organizzano le forze a Ninewa e nel luglio 2013 prendono il controllo di Mosul. Nel gennaio 2014 insieme a ISIS prendono Falluja e parte di Ramadi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">\n<p style=\"text-align: justify; \">JRTN opera prevalentemente da Kirkuk e nel Nord iracheno ed \u00e8 legata a Izzat Ibrahim al-Douri, esponente del Naqshbandi Order ritenuto il pi\u00f9 vasto gruppo costituito da Baathisti che eseguono attentati a Baghdad, Al-Anbar, Ninawa, Diyala e Salah al-Din.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Al-Douri \u00e8 il collettore dei finanziamenti di JRTN anche grazie al suo ruolo di ala armata dell\u2019Iraqi Ba\u2019ath Party.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">A livello strategico il JRTN utilizza il metodo della guerriglia urbana e la sinergia con altri gruppi armati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Sono divisi in nuclei di 7 -10 militanti guidati da un Emiro, dislocati in ogni provincia e operano con alte misure di sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Gli Emiri obbediscono alle disposizione dell\u2019Emiro del Jihad o al Grande Sheikh of al-Naqshabandia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Nel 2009, l\u2019intero gruppo siriano obbedisce ad al-Douri mentre i restanti leader si muovono fra Siria e Iraq.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Altri esponenti sono: Sheikh Abdullah, Mustafa al-Naqshbandi, Abdullah Ibrahim, Muhammed al-Juburi, comandante Muhammad Ahmad Salim, Wathiq Alwan al Amiri e Muhammed Muhammed Abd al-Jabbar al Rawi, portavoci fino all\u2019arresto nel 2009, comandante Qaid Shehab al-Douri, detenuto da 2010.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">La improvvisa caduta di Mosul e Tikrit e la diserzione di 90 mila soldati governativi sono dovuti alla partecipazione nella battaglia di Izzat Ibrahim al Douri, accolto dai sunniti baathisti come un liberatore dalla feroce repressione a cui sono sottoposti i sunniti dal Premier Nouri al Maliki.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">La parcellizzazione dell\u2019Iraq in un\u2019area curda al Nord, il Centro sunnita e il Sud sciita \u00e8 altamente probabile ma non \u00e8 ascrivibile solo ad Al Qaeda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Kirkuk.8.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4480\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Kirkuk.8-300x185.gif\" alt=\"Kirkuk.8\" width=\"300\" height=\"185\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una incalzante analisi della situazione attuale in Iraq: chi combatte chi e perch\u00e9? 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