{"id":4365,"date":"2014-05-31T11:43:46","date_gmt":"2014-05-31T10:43:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4365"},"modified":"2014-05-31T11:56:31","modified_gmt":"2014-05-31T10:56:31","slug":"siria-le-dimissioni-dellinviato-onu-una-vittoria-di-assad-e-dei-suoi-generali-che-non-tradiscono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4365","title":{"rendered":"SIRIA: Le dimissioni dell&#8217;inviato Onu; una vittoria di Assad e dei suoi generali che non tradiscono."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>In Siria la &#8216;rivoluzione&#8217; va avanti da due anni ma non riesce ad affermarsi. Bashir Al Assad \u00e8 sempre al suo posto e il mondo occidentale non interviene ufficialmente. Sembra esserci una situazione di stallo politico. Gli equilibri vengono mantenuti con danni estremi \u00a0della popolazione civile&#8230;.e lo vediamo anche in Italia con il continuo afflusso di profughi siriani, anche molto piccoli.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ottantenne diplomatico d&#8217;origine algerina Lakhdar Brahimi ha rimesso al Segretario Generale dell&#8217;Onu il suo mandato in Siria. E&#8217; una notizia che non sorprende e certifica, con maggior forza, la gravit\u00e0 della crisi in atto nel Paese da molto tempo.<\/p>\n<div id=\"attachment_4368\" style=\"width: 269px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Unknown-13.jpeg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4368\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4368\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Unknown-13.jpeg\" alt=\"Lakhdar Brahimi\" width=\"259\" height=\"195\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4368\" class=\"wp-caption-text\">Lakhdar Brahimi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sorprende poich\u00e9, dopo il fallimento dei negoziati di Ginevra in febbraio per la costituzione di un governo di transizione tra il regime e l&#8217;opposizione, l&#8217;<em>impasse<\/em> \u00e8 stata totale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessun progresso \u00e8 stato possibile non solo a causa di un&#8217;opposizione al regime lacerata e frastagliata, ma anche per lo scontro tra la Russia e gli Stati Uniti d&#8217;America al Consiglio di Sicurezza e, soprattutto, per la rigidit\u00e0 di Damasco e la chiara volont\u00e0 dei generali di non rimuovere Bashir al Assad dal potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9, nonostante 150 mila morti, milioni di sfollati, un Paese distrutto e allo stremo, la stragrande maggioranza degli alti ufficiali rimane fedele al regime?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Suonano profetiche le parole di una delle pi\u00f9 grandi filosofe europee, Hanna Arendt, che descrive una rivoluzione come &#8220;\u2026..<em>una Fata Morgana nel deserto che appare sempre nella maniera pi\u00f9 inaspettata\u2026<\/em>&#8220;, condividendo appieno il concetto che &#8220;\u2026<em>non si pu\u00f2 assolutamente predire quando verr\u00e0 e ci sorprende sempre con la sua spontaneit\u00e0<\/em>\u2026&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di una cosa per\u00f2 siamo abbastanza certi, considerato i recenti accadimenti in alcuni paesi mediorientali: una qualsiasi rivoluzione non pu\u00f2 avere successo e non pu\u00f2 continuare senza il sostegno delle forze armate. L&#8217;appoggio dei militari, o almeno la loro neutralit\u00e0, \u00e8 la <em>conditio sine qua non <\/em>affinch\u00e9 una rivoluzione possa riuscire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso specifico della Siria, nonostante migliaia di soldati, di sottufficiali e di ufficiali di rango non elevato abbiano disertato, la maggior parte dei generali, salvo alcune eccezioni, \u00e8 rimasto fedele. Per comprendere il perch\u00e9, \u00e8 necessario ripercorrere il recente passato della Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra tutte le <em>leadership<\/em> mediorientali, quella siriana \u00e8 sempre stata la pi\u00f9 a &#8220;rischio&#8221; e, nello stesso tempo, la pi\u00f9 &#8220;consapevole&#8221; della propria instabilit\u00e0, convivendo con la costante minaccia di un &#8220;<em>inkilab<\/em>&#8220;, di unrovesciamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso di un ventennio, tra gli anni cinquanta e settanta, gli storici contano pi\u00f9 di dieci tentativi di colpi di stato orditi il pi\u00f9 delle volte da alcune fazioni di militari in lotta le une contro le altre.<\/p>\n<div id=\"attachment_4370\" style=\"width: 270px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Unknown-21.jpeg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4370\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4370\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Unknown-21.jpeg\" alt=\"Hafez Al Assad\" width=\"260\" height=\"184\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4370\" class=\"wp-caption-text\">Hafez Al Assad<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hafez al Assad, il padre di Bashir, prima di assumere il potere, partecip\u00f2 in qualit\u00e0 di generale dell&#8217;aviazione ad almeno tre tentativi di colpi di stato, sicuramente nel 1962, nel 1966 e nel 1970.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima preoccupazione di Hafez al Assad, al potere ininterrottamente dal 1971 sino alla morte nel 2000, fu quella di cercare di unire le forze armate e di eliminare le varie fazioni interne. Fazioni interne che, peraltro, rispecchiavano le divisioni settarie ed etnico-religiose della Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; utile ricordare che la maggioranza dei ventitr\u00e9 milioni di siriani \u00e8 di etnia araba &#8211; ad eccezione della minoranza curda &#8211; ma \u00e8 profondamente divisa al suo interno tra gli alauiti, i cristiani e i musulmani sunniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia al Assad \u00e8 alauita e in trent&#8217;anni di potere Hafez \u00e8 stato molto abile e scaltro nel controllare la maggioranza sunnita cooptando e controllando le \u00e9<em>lite, <\/em>sia economiche sia militari, garantendo loro molte opportunit\u00e0 di arricchimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bashar ha proseguito con la stessa logica paterna, forte del sostegno di una cerchia ristretta di generali alauiti che da pi\u00f9 di mezzo secolo dirigono le forze armate e controllano il partito Ba&#8217;ath.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancor pi\u00f9 rispetto al padre, il figlio ha incrementato l&#8217;opera di fidelizzazione, d&#8217;indottrinamento e di politicizzazione delle forze armate, giacch\u00e9 oggi il 90% dei generali e i comandanti delle varie agenzie d&#8217;intelligence sono alauiti. E alauiti sono anche tutti i comandanti delle forze paramilitari fedeli al regime e disseminate sul territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maher, il fratello di Bashir, \u00e8 il Comandante della Guardia Repubblicana che, insieme alla Quarta Divisione Corazzata dell&#8217;Esercito e alla Polizia segreta, formano il primo anello di protezione del regime.<\/p>\n<div id=\"attachment_4371\" style=\"width: 276px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/images4.jpeg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4371\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4371\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/images4.jpeg\" alt=\" I due fratelli Maher e Bashir Al Assad\" width=\"266\" height=\"190\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4371\" class=\"wp-caption-text\">I due fratelli Maher e Bashir Al Assad<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; difficile pertanto poter immaginare una rivolta in massa degli ufficiali contro il regime, per il semplice fatto che non hanno la convenienza a farlo, non hanno voglia di perdere il potere, i privilegi e la ricchezza. Potere, privilegi e ricchezza di un&#8217;<em>elite<\/em> militare che, anche oggi, dopo anni di guerra civile, mantiene uno <em>standard<\/em> di vita che non pu\u00f2 essere lontanamente paragonata con quella della stragrande maggioranza della popolazione siriana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci si pu\u00f2 attendere un sussulto d&#8217;orgoglio, di spirito patriottico e d&#8217;idealismo da parte di qualche generale lungimirante? Difficile immaginarlo, perch\u00e9 la diffusa convinzione \u00e8 che da un atto di ribellione ci sarebbe solo da perdere, nulla da guadagnare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Siria s&#8217;\u00e8 rinsaldato un &#8220;blocco granitico&#8221; alauita che \u00e8 difficile scalfire; un blocco di privilegiati che ovviamente sono fedeli perch\u00e9 come gruppo s&#8217;identifica al regime stesso, e la caduta dell&#8217;attuale sistema significherebbe la loro disgrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altre parole, la sopravvivenza del regime oggi \u00e8 sinonimo di sopravvivenza fisica dei suoi accoliti e servitori. Una sopravvivenza del regime che, a dispetto dei ribelli mal equipaggiati e armati, potr\u00e0 essere garantita nel tempo sfruttando il sostegno degli Hezbollah del Libano, della storica alleanza con l&#8217;Iran, dell&#8217;amicizia con la Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Siria la &#8216;rivoluzione&#8217; va avanti da due anni ma non riesce ad affermarsi. 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