{"id":4259,"date":"2014-05-08T10:54:00","date_gmt":"2014-05-08T09:54:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4259"},"modified":"2014-05-08T10:54:00","modified_gmt":"2014-05-08T09:54:00","slug":"quale-africa-il-continente-nero-tra-panislamismo-radicale-il-traffico-illecito-di-uomini-diamanti-e-armi-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4259","title":{"rendered":"Quale Africa? Il continente nero tra panislamismo radicale, il traffico illecito di uomini, diamanti e armi.2."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dopo i diamanti, le armi sono anche un serbatoio di denaro importante per le milizie africane oltre che per gli eserciti cosiddetti regolari. Lotte tribali sono in atto e forse scontiamo proprio gli errori del lontano (ma non troppo per l&#8217;analista storico), Congresso di Berlino del 1885.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_4262\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/congresso-di-berlino2.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4262\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4262\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/congresso-di-berlino2-300x151.jpg\" alt=\"I protagonisti del Congresso di Berlino in un dipinto d'epoca\" width=\"300\" height=\"151\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/congresso-di-berlino2-300x151.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/congresso-di-berlino2.jpg 597w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4262\" class=\"wp-caption-text\">I protagonisti del Congresso di Berlino in un dipinto d&#8217;epoca<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>2. Le armi<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diretta conseguenza della vendita delle pietre in Africa, \u00e8 la diffusione di armi leggere che contribuisce all&#8217;instabilit\u00e0 in ampie zone del continente. Oltre alle armi provenienti da altre parti del mondo (Europa dell&#8217;Est e Centro Asia), si \u00e8 affermata una produzione locale che ha avuto nel tempo sviluppi inquietanti. Tra i Paesi produttori di armi vi sono: Sudafrica, Zimbabwe, Nigeria, Namibia, Uganda, Kenya e Tanzania ed Egitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Sudafrica si colloca al primo posto. Il Paese ha sviluppato un\u2019industria militare raffinata e diversificata. Vi sono circa 700 aziende che operano nel settore militare e che impiegano 22.500 addetti. La maggior parte sono piccole e medie imprese. Il colosso statale <em>Denel<\/em> controlla le aziende pi\u00f9 rilevanti. Per quanto riguarda le armi leggere, i produttori sono: <em>Vektor<\/em> (pistole, fucili d&#8217;assalto, mitragliatrici, mortai, cannoni automatici da 20 mm); MGL <em>Milkor<\/em> <em>Marketing<\/em> (lanciagranate automatici), <em>Mechem<\/em> (fucili antimateriali da 12,7mm e da 20 mm), l\u2019ARAM (mitragliatrici pesanti da 12,7 mm), la <em>New Generation Ammunition<\/em> (munizione di diversi calibri), la LIW (cannoncini da 30 e 35 mm), la <em>Truvelo Armoury Division<\/em> (pistole, fucili e parti di armi leggere) ed infine la <em>Pretoria Metal Pressings<\/em> (munizioni 12.7 x 99mm, 12.7 x 76mm, 9 x 19mm, 7.62 x 51mm, 5.56 x 45mm).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il paese esporta prodotti bellici in sessantuno stati diversi, le aree pi\u00f9 privilegiate sono il Medio Oriente e l&#8217;Africa. Il cliente con maggiori commesse \u00e8 costituito dall\u2019Algeria. Il Paese nord africano da solo rappresenta il 28% degli introiti delle armi vendute nel continente dal Sudafrica. Al paese nordafricano sono stati venduti UAV (aerei a pilotaggio remoto) da ricognizione, oltre ad un pacchetto di aggiornamento su licenza (derivato dal <em>Denel AH-2 Rooivalk<\/em>) per elicotteri d\u2019attacco <em>Mil Mi24 Hind<\/em> di origine russa. Il Sudafrica, inoltre, riceve commesse da Paesi come: India, Repubblica Popolare Cinese, Emirati Arabi Uniti, Taiwan, Singapore, Thailandia, Camerun, Cile, Colombia, Kuwait, Oman, Per\u00f9, Swaziland, Congo Brazzaville, Botswana, Uganda, Ruanda, Tunisia, Costa d&#8217;Avorio, Kenya, Zambia, Mozambico e Messico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Sudafrica non \u00e8 il solo paese a possedere un\u2019industria bellica statale.<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Unknown-2.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4263\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Unknown-2-300x156.jpeg\" alt=\"Unknown-2\" width=\"300\" height=\"156\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Unknown-2-300x156.jpeg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Unknown-2.jpeg 311w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> Lo Zimbabwe ha ereditato un iniziale industria bellica dal passato regime (ex Rhodesia). Nel 1984, \u00e8 stata fondata la <em>Zimbabwe Defence Industries<\/em> (ZDI), produttrice di armi leggere, munizioni e mine. Il <em>know how<\/em> per la produzione di esplosivi e mortai \u00e8 stato fornito dalla Francia; a sua volta la Cina ha impiantato una fabbrica di munizioni per armi da fanteria. I migliori clienti dalla ZDI sono: l&#8217;Angola, gli ormai ex ribelli sudanesi e la Repubblica Democratica del Congo. In Congo, le truppe di Mugabe sostengono il Presidente Kabila, importando sistemi d\u2019arma dalla ZDI. Con questo modus operandi Harare ha ottenuto il 37,5% delle azioni della <em>Gecamines<\/em> (azienda mineraria di stato del Congo). La ZDI produce sostanzialmente armi leggere (copie delle pistole mitragliatrici del tipo israeliano IMI-UZI e di quella ceca CZ25) e munizioni (dal 9 mm a 20 mm), proiettili di mortaio (da 60, 81 e 120 mm) infine granate antiuomo e anticarro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro produttore di armi \u00e8 l\u2019Uganda che dispone di una modesta industria bellica. Nel Paese sono presenti tre costruttori di sistemi d\u2019arma. La pi\u00f9 grande \u00e8 <em>Nakasongola Arms Factory<\/em>, \u00e8 di propriet\u00e0 cinese (joint venture tra Pechino, tecnici ed imprenditori di origine cinese, nord coreana e sudafricana). L\u2019installazione si trova nella regione di Gulu (dove sono presenti i resti del <em>Lord&#8217; Resistance Liberation Army<\/em>-LRA) e produce armi leggere e mine, \u00e8 fornitore ufficiale dell\u2019esercito del Burundi. Vi \u00e8 poi la <em>Saracen<\/em> che rifornisce l&#8217;esercito ugandese, e la cui proprietaria \u00e8 della <em>Strategic Resources Corporation<\/em>, societ\u00e0 di facciata dietro la quale si cela la ben pi\u00f9 famosa <em>Executive Outcomes<\/em> (EO), una Compagnia Militare Privata (PMC) di origine sudafricana, la quale ha cessato ufficialmente le attivit\u00e0 il 31 dicembre del 1998, ma che si pensa ancora attiva sotto acronimi pi\u00f9 discreti. L\u2019ultima compagnia \u00e8 la <em>Ottoman Engineering<\/em>, specializzata in armi leggere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spostandoci ancora pi\u00f9 a oriente, la <em>Kenya Ordnance Factories<\/em> <em>Corporation<\/em> produce munizioni per pistole e fucili d&#8217;assalto. La fabbrica \u00e8 stata costruita con il concorso della FN belga (<em>Fabrique Nationale de Herstal<\/em>) ed \u00e8 stata inaugurata nel 2000. Il governo Keniota \u201cgarantisce\u201d che la sua produzione \u00e8 destinata solo alle locali forze armate e che non intende concedere licenze di esportazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;unico produttore bellico dell&#8217;Africa occidentale \u00e8 la Nigeria. La <em>Defence Industries Corporation<\/em> of Nigeria (DICON), \u00e8 nata nel 1964, tramite una legge ad hoc, il <em>Defence Industries Corporation of Nigeria Act<\/em>. Questa industria ha avuto un ruolo importante durante la guerra per la secessione del Biafra (1968-70). Affidata a manager stranieri, l&#8217;azienda \u00e8 stata dichiarata fallita nel 1972. La societ\u00e0 ha continuato a funzionare a corrente alterna per un trentennio, sotto la guida dei militari. Alla fine del decennio \u201890, il governo civile ha rilanciato la produzione militare, nominando un nuovo consiglio di amministrazione e avviando contatti con la Russia per il <em>know-how<\/em> tecnologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;azienda impiega attualmente circa 700 persone nello stabilimento di Kaduna<\/p>\n<div id=\"attachment_4264\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/vrIBth4G2x.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4264\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4264\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/vrIBth4G2x-300x164.jpg\" alt=\"Cadette dell'Accademia Difesa di Kaduna\" width=\"300\" height=\"164\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/vrIBth4G2x-300x164.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/vrIBth4G2x.jpg 546w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4264\" class=\"wp-caption-text\">Cadette dell&#8217;Accademia Difesa di Kaduna<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">che produce armi leggere e munizioni. Nella fabbrica di Bauchi sono, invece, realizzati veicoli corazzati leggeri. Ufficialmente le armi sono destinate solo alle forze armate e polizia nigeriane. Tra i sistemi d\u2019arma prodotti vi sono: <em>Nigerian Rifle<\/em> 1 Model 7.62 mm(NR 1 &#8211; 7.62 su licenza britannica-belga), <em>Nigerian Pistol 1 &#8211; Model 9MM<\/em> (NPI &#8211; 9mm), <em>Sub-Machine Gun<\/em> (PM 12S Calibre 9MM su licenza della italiana Beretta) DICON SG 1 &#8211; <em>86 Single Barrel<\/em> <em>Shot Gun<\/em> e munizionamento per diversi calibri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Nord Africa, il maggior produttore di armamenti \u00e8 l&#8217;Egitto. Il Paese esporta anche nell&#8217;Africa subsahariana. Nel 1992, esattamente due anni prima del genocidio in Ruanda, fu firmato un contratto di acquisto di armi egiziane a favore dell&#8217;esercito ruandese. Il contratto, garantito finanziariamente da una banca francese, comprendeva mortai da 60 e 82 mm, 16.000 proiettili di mortaio, alcuni obici da 122 mm con 3.000 colpi, lanciarazzi, esplosivi al plastico, mine antiuomo e 3.000.000. di proiettili di piccolo calibro .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i fabbricanti egiziani di armi leggere vi sono: <em>Abu Kir Engineering Industries<\/em> (munizioni di piccolo calibro), <em>Al-Ma&#8217;asara Company for Engineering Industries<\/em> (munizioni di piccolo e grosso calibro), <em>Arab<\/em> <em>International Optronic<\/em> (AIO) (sistemi di puntamento), <em>Helwan Machine Tools<\/em> Company (mortai), <em>Kaha<\/em> <em>Company for Chemical Industries<\/em> (granate da fucile, bombe a mano), <em>Maadi Company for Engineering<\/em> <em>Industries<\/em> (pistole, fucili, mitragliatrici leggere e pesanti, lanciagranate), <em>Sakr Factory for Developed<\/em> <em>Industries<\/em> (razzi anticarro), <em>Shoubra Company for Engineering Industries<\/em> (munizioni).<\/p>\n<div id=\"attachment_4265\" style=\"width: 233px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Unknown4.jpeg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4265\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4265\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Unknown4.jpeg\" alt=\"Non solo armi ad Abu Kir...\" width=\"223\" height=\"226\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4265\" class=\"wp-caption-text\">Non solo armi ad Abu Kir&#8230;<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo volume d\u2019affari, toglie molto a quello che dovrebbe essere il vero elemento per il contrasto al terrorismo di matrice islamica radicale ovvero: lo <em>human approach<\/em> (approccio umano), cio\u00e8 la conoscenza specifica dei problemi della popolazione attraverso uno studio degli elementi culturali delle varie realt\u00e0. Lo studio antropologico \u00e8 costantemente ignorato. L\u2019Africa, vive ancora le conseguenze del congresso di Berlino del 1884, quando la miopia europea sulla scia dell\u2019espansionismo coloniale, si orient\u00f2 verso una divisione delle sfere d\u2019influenza che si trasformarono in veri e propri confini. Queste linee tracciate sulla carta geografica non tenevano conto delle divisioni tribali della popolazione e crearono scompensi inimmaginabili, sfociando nel tempo in veri e propri conflitti. Lo studio in loco di queste realt\u00e0 \u00e8 importante e dev\u2019essere coadiuvato da uno studio a margine di esperti in grado di incrociare le miriadi di dati prodotti. Cos\u00ec da avere una migliore prospettiva degli elementi sclerotizzanti delle societ\u00e0. L\u2019elemento tradizionale in questa parte della terra conta quanto se non di pi\u00f9 delle innovazioni tecnologiche. Uno smartphone (oggetto apprezzabile dalla totalit\u00e0 degli individui) non ha valore di fronte alle tradizioni tribali. Lo stesso concetto di democrazia di queste realt\u00e0 \u00e8 distante da quello che noi occidentali abbiamo sviluppato nel corso dei secoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rispetto e l\u2019assimilazione di quelle che sono le tradizioni legate a un migliore sviluppo del welfare-state sono la chiave al contrasto del terrorismo islamico. Questo sfrutta al fine propagandistico le deficienze culturali occidentali per attrarre sempre pi\u00f9 adepti nelle sue fila, sia in Africa sia in Europa. E\u2019 infine prioritario contrastare con ingenti risorse quegli attori come la Cina, i quali s\u2019inseriscono nella vita dei paesi Africani senza nessun riguardo per quelle che sono le condizioni dei diritti umani in quelle zone. Supportando i regimi dittatoriali in cambio dello sfruttamento delle risorse naturali. Fattore di non poco conto: \u00e8 il sostegno che questi stati danno a fazioni terroristiche islamiche che vanno a danno delle compagnie occidentali, che costrette ad abbandonare il Paese, sono sostituite da quelle dello stato che appoggia questi movimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione in Africa, in sintesi, sembra assumere i contorni di un nodo gordio che non conosce soluzione. La riflessione pi\u00f9 banale sembra essere quella per cui non basti un semplice colpo di spada per poterlo sciogliere, ma forse un\u2019utopica riconfigurazione dell\u2019intero sistema di vita occidentale. Troppi sono gli interessi in gioco, troppe le situazioni in grado di creare imbarazzo ai vari attori coinvolti, soprattutto troppa la speranza di sensibilizzazione. Questa \u00e8 l\u2019unica vera trappola di questo pantano di cui nessun occidentale vuol mai occuparsi, se non per sentire una sensazione d\u2019imbarazzo nella propria coscienza. Si, perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 che l\u2019Africa e le sue guerre non sono solo provocate da gente senza scrupoli o dall\u2019estremismo religioso. Un famoso film di Alberto Sordi dal titolo: \u201cFinch\u00e9 c\u2019\u00e8 guerra c\u2019\u00e8 speranza\u201d, riassume molto bene il vero problema dell\u2019Africa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_4266\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Beretta-PM12S_a.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4266\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4266\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Beretta-PM12S_a-300x247.jpg\" alt=\"Beretta PM12S\" width=\"300\" height=\"247\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Beretta-PM12S_a-300x247.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Beretta-PM12S_a.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4266\" class=\"wp-caption-text\">Beretta PM12S<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo i diamanti, le armi sono un serbatoio di denaro importante per le milizie africane oltre che per gli eserciti cosiddetti regolari. 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