{"id":4172,"date":"2014-04-23T17:16:01","date_gmt":"2014-04-23T16:16:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4172"},"modified":"2014-08-22T16:15:21","modified_gmt":"2014-08-22T15:15:21","slug":"jihadisti-in-europa-chi-sono-e-come-vengono-reclutati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4172","title":{"rendered":"Jihadisti in Europa.Chi sono e come vengono reclutati"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Continuiamo, con contributi di diversi autori, lo studio sui reclutamenti di jihadisti in Europa, un fenomeno in espansione e decisamente pericoloso per i nostri giovani&#8230;anche non musulmani, ma magari deboli e non ancora fortemente strutturati dal punto di vista mentale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presenza di jihadisti con passaporto dell\u2019Unione Europea \u00e8 stata spesso sottovalutata e ridotta a un fenomeno d\u2019integrazione non riuscita di nuovi immigrati. Eventi recenti, per\u00f2, hanno messo in crisi questa visione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019inizio di presa di coscienza di una problematica legata alla seconda e terza generazione d\u2019immigrati \u00e8 avvenuto con gli attentati a Madrid nel 2004 e a Londra nel 2005 oltre a selettivi omicidi tra i quali quello del regista Theo Van Gogh, portati a termine da \u201chomegrown\u201d terroristi. Ancora pi\u00f9 inquietanti, per\u00f2, sono i video apparsi negli ultimi mesi su Youtube in cui appaiono giovani che decapitano prigionieri. Non una novit\u00e0 si potrebbe dire, sennonch\u00e9 gli assassini parlavano olandese e, in alcuni casi, il fiammingo. Questi eventi e la volont\u00e0 di partecipare alla Jihad al punto di essere pronti a commettere crimini contro l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 stata un\u2019angosciosa e inquietante sorpresa e al desiderio di sapere di sapere chi sono gli jihadisti europei, perch\u00e9 sono partiti e come sono stati reclutati.<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/20140210-FLAG-JABHAT-AL-NUSRA-660X440.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-4177\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/20140210-FLAG-JABHAT-AL-NUSRA-660X440-300x200.jpg\" alt=\"20140210-FLAG-JABHAT-AL-NUSRA-660X440\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/20140210-FLAG-JABHAT-AL-NUSRA-660X440-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/20140210-FLAG-JABHAT-AL-NUSRA-660X440.jpg 660w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Norman Benotman, direttore del Quillian Foundation, la decisione di partire per la Siria non \u00e8 necessariamente legata ai movimenti jihadisti: alcuni partirebbero dopo essere stati emotivamente colpiti dalla visione quotidiana in televisione e in internet di stragi, di distruzioni e di vittime innocenti. A questo va aggiunto un certo disgusto per l\u2019ambiguit\u00e0 con cui l\u2019Unione Europea si rapporta nei confronti della guerra in Siria. Il mancato intervento in difesa della popolazione civile \u00e8 visto come la prova che gli Europei, allo stesso modo degli americani difendono solo i propri interessi e sono pi\u00f9 che disposti a sacrificare una popolazione mussulmana. In quest\u2019ottica i movimenti jihadisti che si muovono in Siria assumono il ruolo di eroi e molti sono pronti a raccogliere fondi e\/o a partire per unirsi a loro. Costoro, spesso, arrivano in Siria con l\u2019intenzione di fare solo lavoro umanitario e si trovano per\u00f2 in un secondo momento con armi in pugno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma chi \u00e8 pi\u00f9 sensibile al reclutamento? Esiste un profilo del futuro jihadista?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ricerche portate avanti dall\u2019International <em>Centre for the Study of Radicalisation<\/em> hanno demolito l\u2019immagine del terrorista come povero, proveniente da classi disagiate e senza grandi prospettive. Alcuni degli autori di azioni terroristiche legate alla Jihad avevano completato studi universitari e la maggior parte degli arrestati in Europa per azioni terroristiche aveva un lavoro fisso anche se di alto livello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre dunque non appare possibile definire una classe sociale di provenienza, Edwin Bakker, esperto di terrorismo del <em>Clingedael<\/em> (<em>Netherlands Institute of International Relations<\/em>), ha individuato tre categorie di persone pi\u00f9 vulnerabili al reclutamento jihadista:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>Nuovi Immigrati<\/li>\n<li>Seconda o terza generazione d\u2019immigrati<\/li>\n<li>Neoconvertiti<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo gruppo racchiude sia coloro sia, provenienti dal Nord Africa o dal Medio Oriente arrivano in Europa da studenti o da rifugiati. In alcuni casi erano gi\u00e0 stati sfiorati dalla radicalizzazione jihadista, mentre altri si sono avvicinati al jihadismo dopo l\u2019arrivo in Europa. Muhammad Atta, l\u2019attentatore dell\u201911 settembre, faceva parte di questo secondo gruppo, ad esempio e il suo reclutamento ebbe luogo, sembra, ad Amburgo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo gruppo raccoglie i figli o nipoti d\u2019immigrati giunti in Europa alla ricerca di un lavoro o di sicurezza. La maggior parte di loro possiede un passaporto europeo e parla perfettamente la lingua del Paese di residenza. Muhammad Bouyeri, l\u2019assassino del regista olandese Theo Van Gogh, era nato ad Amsterdam dai genitori marocchini e l\u00ec aveva compiuto i suoi studi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terzo gruppo racchiude i neoconvertiti che si avvicinano a una visione radicale dell\u2019Islam dopo essere diventati musulmani. Esempi di questo terzo gruppo oltre a Michael Adebolajo e Michael Adebowale, uccisori l\u2019anno scorso del soldato Lee Rigby a Londra, vi \u00e8 Giuliano Delnevo, genovese ucciso in Siria l\u2019anno scorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marc Sagerman, psicologo ed esperto di Al-Qaeda, afferma che ci\u00f2 che unisce questi gruppi \u00e8 un periodo di profonda crisi d\u2019identit\u00e0 e stress che l\u2019adozione di un Islam radicale consente di superare con l\u2019inserimento all\u2019interno di un gruppo coeso dalla fede e una nuova posizione nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come avviene il reclutamento?<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/images3.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-4178\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/images3.jpeg\" alt=\"images\" width=\"283\" height=\"178\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il reclutamento classico di Al-Qaeda avveniva in tre fasi principali: il primo era l\u2019affiliazione sociale, attraverso amici, o familiari che inducono un avvicinamento all\u2019Islam pi\u00f9 radicale. Il secondo punto era la radicalizzazione del credo dell\u2019individuo portando giovani musulmani alienati dalla cultura Occidentale in cui vivevano a divenire potenziali mujaheddin. Le moschee erano il luogo prominente del reclutamento salafita. Un esempio perfetto sembrano essere le Moschee di Finsbury Park e di Baker Street a Londra. Questi luoghi, se come i loro predicatori hanno spesso protestato ai Media, non hanno mai reclutato attivamente, erano e sono per\u00f2 responsabili di una progressiva ed estrema radicalizzazione che ha avuto come naturale conseguenza l\u2019accettazione che andare a combattere in Iraq prima e ora in Siria \u00e8 un dovere per ogni Musulmano. Il terzo punto fondamentale era il contatto diretto con un membro attivo della Jihad globale. Senza qualcuno in grado di fare da tramite tra il simpatizzante con la leadership di Al-Qaeda, questi non sarebbe mai divenuto un vero Mujaheddin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli attacchi dell\u201911 Settembre e il conseguente maggior controllo dei servizi d\u2019ordine intorno alle moschee da un lato e la difficolt\u00e0 dei gruppi militanti di agire in prima persona per reclutare nuovi affiliati hanno condotto a un cambio di strategia. Giovani e carismatici predicatori, spesso residenti in occidente, hanno iniziato a usare il web come cassa di risonanza per la raccolta di affiliati, fondi e per mantenere i contatti con una rete sempre pi\u00f9 ampia e varia di gruppi in giro nel mondo. In particolar modo, mentre il contatto umano all\u2019interno delle moschee \u00e8 tuttora importante, la radicalizzazione avviene attraverso siti web e pagine dei social network (Facebook, You Tube e Twitter per nominarne solo alcuni).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche il reclutamento avviene all\u2019interno dell\u2019universo d\u2019internet; alcuni dei gruppi principali che si occupano del reclutamento e della radicalizzazione si possono ricordare: Sharia4 (illegali ora, sia in Gran Bretagna sia nei Paesi Bassi), Straat Dawash riconducibili ai pi\u00f9 importanti network jihadisti europei quali Al-Muhajiroun (Lowles \u2013Mulahll) e Hofstad Network.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019analisi dell\u2019uso dei social network da parte di gruppi jihadisti ha portato alla scoperta di siti multilingue in grado di attrarre sia neocovertiti sia mussulmani nati e cresciuti in Europa che non hanno ancora una perfetta conoscenza della lingua araba n\u00e9, e questo \u00e8 essenziale una profonda conoscenza della Sharia e della legge Islamica, cosa che li rende vulnerabili a una predicazione selettiva ed estremista della religione Islamica. Un semplice esempio: al contrario di quanto predicato, la Jihad non \u00e8 un dovere per tutti i Musulmani. Pi\u00f9 grave ancora, le analisi hanno portato alla scoperta che, mentre la creazione delle singole pagine web \u00e8 opera di singoli, il numero di \u201ctweet\u201d e \u201clike\u201d supera le migliaia: ci\u00f2 significa che si crea una vasta base sociale di gradimento e di sostegno per gruppi terroristici che nelle intenzioni vorrebbero colpire anche l\u2019Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, l\u2019uso dei siti come Facebook e Twitter permettono anche di abbassare l\u2019et\u00e0 media dei giovani reclutati \u2013 in genere dai 13-14 anni fino ai ventenni. I siti sono preparati in maniera precisa attraverso quello che potrebbe essere definita una strategia di marketing: attraverso l\u2019uso sapiente d\u2019immagini e video si provocano le emozioni dell\u2019utente al punto che il rifiuto della cultura occidentale vista come traditrice e infedele e la partenza verso un teatro di guerra per portare sollievo combattendo al fratello in difficolt\u00e0 sembra l\u2019unica soluzione possibile per un vero credente. L\u2019analisi di diciassette pagine Facebook di Winter2014project, ha mostrato un uso enorme di video proprio per ottenere questo risultato secondo il principio che \u201cun\u2019immagine \u00e8 degna di 1000 parole e un video di mille immagini\u201d (v. <em>Pathways to Violent Extremism in digital Era<\/em>, di Edwards e Gribbon).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre ad attrarre e influenzare giovanissimi, l\u2019uso dei pi\u00f9 comuni siti d\u2019interazione permette la rinascita quasi immediata del sito nel caso in cui sia chiuso con nome simile (ad esempio la pagina Facebook <em>Bilad al-Shaam<\/em> include un sottotitolo <em>Bilad al-Shaam26<\/em> nel senso che era gi\u00e0 stato bloccato per venticinque volte); questa situazione evidenzia come la stessa abilit\u00e0 dei responsabili delle piattaforme di bloccarne un uso sovversivo sia pressoch\u00e9 impossibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro canale di favore per la radicalizzazione e il reclutamento \u00e8 la prigione. Diversi jihadisti che in seguito sono stati arrestati, hanno combatto all\u2019estero o compiuto attentati in Patria, hanno trascorso periodi in carcere: tra questi i due assassini di Lee Rigby che dopo un periodo in carcere si sono convertiti e hanno abbracciato una versione radicale dell\u2019Islam. Un\u2019inchiesta portata avanti dal RAND (vedi <em>Radicalization or Rehabilitation: Understanding the Challenge of Extremist and Radicalized Prisoners<\/em>) ha dimostrato come le prigioni nel mondo in generale e in Occidente in particolare siano divenute un terreno perfetto per la predicazione e il reclutamento di Mujaheddin. Attraverso la delegittimazione dell\u2019amministrazione carceraria (es. minacciare e intimidire le guardie; rifiuto di obbedire etc.), la creazione di preghiere parallele a quelle ufficiali il venerd\u00ec e la distribuzione di materiale salafita, le prigioni diventano il perfetto ricettacolo per la trasmissione e la creazione di jihadisti. I membri di gruppi islamisti offrono amicizia e protezione a giovani condannati spesso per reati minori, cominciando quel cammino che alla loro uscita dalle prigioni, li porter\u00e0 a brandire le armi contro una societ\u00e0 che li ha rifiutati e condannati. Questa situazione che ha assunto livelli preoccupanti in Gran Bretagna (vedi Dean Lewis \u201c<em>Muslim Extremists Feroz Khan and Fuad Awale Threatened to Behead Full Sutton Prison Guard\u201d <\/em>7 April 2014, nella rivista \u2018International Business Affairs\u2019<em>)<\/em> preoccupa anche la Francia, dove \u00e8 stato calcolato che il 70% della popolazione carceraria \u00e8 di fede Musulmana (v. Brandon James, <em>the Danger of Radicalization in the West<\/em> e Moore Molly, <em>In France Prisons filled of Muslim<\/em>, Washington Post).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La de radicalizzazione delle prigioni non presenta facili soluzioni perch\u00e9 per propria stessa definizione sono luoghi, ove sono raggruppate persone spesso violente, disadattate e, dove un\u2019ideologia che va contro lo Stato e che offre a chi l\u2019accetta un nuovo inizio \u00e8 ben recepita. L\u2019Europa ora che il problema non \u00e8 pi\u00f9 ignorabile sta prendendo ad esempio tecniche utilizzate negli ultimi decenni in Paesi come Libia, Egitto Arabia Saudita e Filippine che si basa sulla segregazione dei condannati per terrorismo dagli altri carcerati per impedire reclutamenti e il tentativo di re-educare alla fede islamica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019applicazione di tecniche per la de-radicalizzazione sia all\u2019interno delle prigioni che dei siti web \u00e8 stata al centro di dibattiti in Europa sin dal 2011 quando fu creato il <em>Radicalisation Awareness<\/em> <em>Network<\/em> (RAN), con lo scopo di cercare tattiche applicabili per contrastare il nuovo dinamismo dei gruppi jihadisti in Europa. Fino ad oggi sono state messe in campo strategie che guidano al reinserimento nella societ\u00e0 d\u2019individui che sono stati sfiorati dall\u2019estremismo; allo stesso tempo si cerca di individuare e isolare membri dei gruppi jihadisti attraverso uno scambio pi\u00f9 aperto e frequente delle informazioni sui gruppi operanti in Europa.<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Schermata-2013-06-18-alle-13.39.25-e1371552441405.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4179\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Schermata-2013-06-18-alle-13.39.25-e1371552441405-300x127.png\" alt=\"Schermata-2013-06-18-alle-13.39.25-e1371552441405\" width=\"300\" height=\"127\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Schermata-2013-06-18-alle-13.39.25-e1371552441405-300x127.png 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Schermata-2013-06-18-alle-13.39.25-e1371552441405.png 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre queste azioni potrebbero limitare le nuove partenze verso l\u2019estero e, nel lungo periodo, ridurre l\u2019adesione a gruppi jihadisti, rimane da affrontare la questione di chi \u00e8 gi\u00e0 partito e che potrebbe tornare: su questa questione gli Stati sono divisi. Infatti, mentre il Belgio che pure ha un numero gravoso di cittadini in Siria si dice contrario a passi definitivi come il ritiro del passaporto come gi\u00e0 avviene in Germania, la Gran Bretagna \u00e8 gi\u00e0 andata ancora pi\u00f9 in l\u00e0 ripudiando legalmente i propri cittadini sul principio che la cittadinanza \u00e8 un privilegio, non un diritto (v. Katrin Bennhold, <em>Tri-tai Increasingly Invokes Power to Disown Its Citizens<\/em>, The New York Times).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Link interessante:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/http:\/\/www.clingendael.nl\/\">http:\/\/www.clingendael.nl\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continuiamo lo studio sui reclutamenti di jihadisti in Europa, un fenomeno in espansione pericoloso per i nostri giovani anche non musulmani.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4176,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[4,3,1304,7,52,416,418,208,86,1287,1290,1273],"tags":[29,48,27,128,61,1578,244],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/SIRIA_F_0312_-_Islamisti_europei.png","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-15i","jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4172"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4172"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4172\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4634,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4172\/revisions\/4634"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4176"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4172"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4172"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4172"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}