{"id":4048,"date":"2014-04-05T14:13:14","date_gmt":"2014-04-05T13:13:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4048"},"modified":"2014-04-05T14:37:24","modified_gmt":"2014-04-05T13:37:24","slug":"who-is-the-spy-breve-commento-al-mondo-dello-spionaggio-tra-storia-miti-e-leggende-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4048","title":{"rendered":"Who is the spy? Breve commento al mondo dello spionaggio tra storia, miti e leggende.2."},"content":{"rendered":"<p><em>La seconda puntata di <\/em>Who is the spy<em>? La prima \u00e8 stata pubblicata il 3 aprile (v. il link alla fine dell&#8217;articolo). L&#8217;addestramento di una spia in Russia &#8230;come appare dalle ricerche e studi fatti.<\/em><\/p>\n<p><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_4025\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/images-1.jpeg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4025\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4025\" alt=\"James Craig\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/images-1.jpeg\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/images-1.jpeg 225w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/images-1-150x150.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4025\" class=\"wp-caption-text\">James Craig<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembrerebbe che il lavoro della spia sia prevalentemente fatto o in biblioteca o comunque in giro a passeggio cercando di reperire informazioni per apparente casualit\u00e0. In parte questo \u00e8 vero, l\u2019intelligence \u00e8 affascinante perch\u00e9 approccia tutti gli ambiti del sapere umano e non si deve essere per forza dei seduttori o degli Ethan Hunt che si lanciano da grattacieli in incredibili acrobazie all\u2019ultimo respiro. La spia non fa queste cose. E\u2019 di certo una persona con una preparazione culturale superiore alla media comune, soprattutto per ci\u00f2 che riguarda l\u2019ambito operativo, con un addestramento che a volte pu\u00f2 durare anche anni, ma \u00e8 prevalentemente una persona che tiene un basso profilo. La missione primaria della spia \u00e8 di raccogliere informazioni e investigare in anonimato perch\u00e9, se scoperta, viene messa nell\u2019impossibilit\u00e0 di operare e quindi fallisce il suo compito principale. Dimentichiamoci quindi fughe all\u2019ultimo respiro con esplosioni e quant\u2019altro ci abbia abituato il cinema d\u2019azione, anche se a volte non tutto va come dovrebbe ed anche il miglior piano ha bisogno della sua dose d\u2019improvvisazione. Questo non toglie che ci siano degli aspetti particolari e interessanti che fanno di questo mestiere uno dei pi\u00f9 affascinanti. Esistono, infatti, nelle varie agenzie delle categorie di operativi molto particolari, che sono pi\u00f9 assimilabili per le loro caratteristiche alle forze speciali che alla figura della spia in se\u00e8. Della sinergia tra forze speciali e intelligence se ne potrebbe parlare a lungo ma non \u00e8 questo il luogo. Un aspetto sul quale si pu\u00f2 fare chiarezza, grazie ad un\u2019ingente quantit\u00e0 di fonti rese pubbliche dopo il crollo dell\u2019URSS, \u00e8 il ruolo e il tipo di formazione degli operativi appartenenti all\u2019unit\u00e0 Alfa dell\u2019ex KGB (<i>Komitet Gosudarstvennoj Bezopasnosti,<\/i> Comitato per la sicurezza dello Stato). Questo gruppo operativo \u00e8\u00a0 confluito nell\u2019attuale direttorato per le operazioni speciali dell\u2019FSB (<i>Federal\u2019naja slu\u017eba bezopasnosti Rossijskoj Federacii<\/i>) ed \u00e8 il referente per compiti riguardanti l\u2019antiterrorismo e le covert operation.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019unit\u00e0 Alfa del KGB trae le sue origini diversamente dalla maggior parte delle forze speciali del resto del mondo direttamente dai servizi segreti.\u00a0 Esattamente affonda le sue radici\u00a0 nella creazione della famosa Ceka (<i>\u0447\u0440\u0435\u0437\u0432\u044b\u0447\u0430\u0439\u043d\u0430\u044f \u043a\u043e\u043c\u0438\u0441\u0441\u0438\u044f, \u010drezvy\u010dajnaja komissija<\/i>, Commissione straordinaria di tutte le Russie per combattere la controrivoluzione e il sabotaggio) il 20 dicembre 1917. Lo stesso Stalin utilizzo delle unit\u00e0 speciali per compiere omicidi all&#8217;estero, come dimostrato dall\u2019assassinio Trotsky in Messico. Queste forze servirono anche all\u2019eliminazione degli avversari interni. Nel 1936, la Ceka cre\u00f2 un direttorato per le attivit\u00e0 speciali per gli assassini e i rapimenti al di fuori del territorio Sovietico. Tuttavia, una sezione simile era stata concepita gi\u00e0 a met\u00e0 del 1919. La Ceka, infatti, aveva gi\u00e0 creato delle prime unit\u00e0 speciali, i Chons (<i>chasti osobogo naznacheniya<\/i>), pi\u00f9 tardi conosciuti come GPU, formata dall&#8217;\u00e9lite della Divisione Dzerzhinsky. Con il disfacimento del NKVD (<i>Narodnyj komissariat vnutrennich<\/i>), questa sezione venne sistemata presso il ministero dell\u2019interno MVD (<i>Ministerstvo Vnutrennich Del<\/i>). Nel giugno del 1941, con l\u2019invasione dell&#8217;Unione Sovietica da parte dei Nazisti, un grande numero di guardie di frontiera dell\u2019NKVD combatterono contro i tedeschi. Queste truppe costituirono le prime unit\u00e0 partigiane operanti dietro le linee nemiche. Conscio di tale situazione, il Servizio Segreto Russo avvi\u00f2 un programma formazione di queste unit\u00e0 speciali partigiane a Tiflis: il codice identificativo del programma era costituito dal \u201c00\u201d. Le guardie di frontiera NKVD formarono, pertanto, il primo vero nucleo speciale dell\u2019NKVD. Queste unit\u00e0 operative speciali furono chiamate <i>Istrebitel&#8217;nye Batal\u2019ony<\/i> (Battaglioni di Distruzione) e operarono in missioni di sabotaggio dietro le linee tedesche. Presto le forze speciali dell&#8217;NKVD arrivarono a circa 15 divisioni, le quali erano impegnate a combattere anche presso la linea del fronte. La storia di questi battaglioni \u00e8 per\u00f2 legata anche ad atti criminosi. Suddette unit\u00e0 furono impiegate, infatti, per punire le popolazioni che avevano collaborato con i Tedeschi.<\/p>\n<div id=\"attachment_4052\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/lrg_35_cyanideeyeglasses.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4052\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4052\" alt=\"un 'simpatico' occhiale da vista....\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/lrg_35_cyanideeyeglasses-300x241.jpg\" width=\"300\" height=\"241\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/lrg_35_cyanideeyeglasses-300x241.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/lrg_35_cyanideeyeglasses.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4052\" class=\"wp-caption-text\">un &#8216;simpatico&#8217; occhiale da vista&#8230;.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la fine della seconda guerra mondiale, l\u2019NKVD possedeva 53 Divisioni 28 delle quali specializzate\u00a0 in azioni di sabotaggio oltre le linee nemiche. Queste unit\u00e0 specializzate in antiguerriglia vennero ulteriormente utilizzate in Ucraina e nel Baltico per effettuare operazioni di \u201cpulizia etnica\u201d, deportazioni e assassini\u00a0 di intere comunit\u00e0 la cui fedelt\u00e0 al Partito Comunista\u00a0 non sembrava essere incondizionata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la Seconda Guerra Mondiale, l\u2019agenzia Sovietica aveva creato anche una brigata per operazioni speciali dal nome in codice OMSBON (<i>Otdelnyei motostrelkovye brigady osobnnogo<\/i> <i>naznacheniya<\/i>, brigata motorizzata indipendente per operazioni speciali). I membri di questa unit\u00e0 non erano chiamati <i>Spetsnaz <\/i>(traslitterazione dal cirillico di \u0441\u043f\u0435\u0446\u043d\u0430\u0437) ma <i>Osnaz<\/i> (abbreviazione per le <i>Osobogo nazrwcheniya<\/i>). Il termine <i>Osnaz<\/i> era utilizzato per designare un\u2019unit\u00e0 speciale con una forte connotazione politica (similarmente a quelle operanti per il KGB, MVD). Successivamente anche il termine <i>Spetsnaz<\/i> sarebbe stato utilizzato per designare un gruppo tattico o strategico di personale politicamente affidabile. Durante l\u2019epoca dell\u2019NKVD gli <i>Osnaz<\/i> erano pertanto\u00a0 politicamente superiori al ruolo degli <i>Spetsnaz<\/i>. Le missioni degli OMSBON si concentravano quasi totalmente dietro le linee tedesche. Durante la guerra, infatti, l\u2019Unione Sovietica effettu\u00f2 lanci per almeno 212 unit\u00e0, per un totale di oltre 7.000 uomini. Gli <i>Osnaz<\/i> costituivano una forza speciale a dir poco particolare, essi operavano con il chiaro intento di fare pulizia non solo nei confronti dei tedeschi, ma anche degli atri gruppi di resistenza che non avevano una connotazione comunista. Le unit\u00e0 dell\u2019OMSBON vantavano da sole il triste primato di pi\u00f9 di 140.000 uccisioni confermate. L\u2019NKVD sembrava agire in maniera totalmente distaccata rispetto alle altre forze armate sovietiche. Durante la guerra dissemin\u00f2 una miriade di squadre di <i>Osnaz<\/i> in Norvegia settentrionale molte delle quali si trovarono in aperta opposizione con i gruppi degli <i>Spetsnaz<\/i> gestiti dalla Marina sovietica. Tutte le forze armate russe, infatti, avevano al contempo creato delle proprie squadre di <i>Spetsnaz<\/i> e <i>Razvedchi<\/i> (scout esploratori) per la raccolta d\u2019informazioni, penetrando dietro le linee nemiche, operando intercettazioni delle comunicazioni, interrogatori di prigionieri e assassinii di alti ufficiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mondo sovietico l\u2019esigenza dello stato contava pi\u00f9 del singolo. Pertanto ogni cittadino del Paese, fosse maschio o femmina, assumeva il valore di una risorsa impiegabile al fine della vittoria contro i nemici capitalisti.\u00a0 Il percorso della recluta sovietica media cominciava fin da giovanissimo. Il bambino inserito era inserito in divisioni speciale all&#8217;interno del GRU, MVD o KGB grazie alla sua formazione premilitare, che iniziava all&#8217;et\u00e0 di 10 anni ed era inserita nei programmi della scuola dell\u2019obbligo. Questo avveniva grazie ad un programma promosso dal Ministero della Difesa chiamato GTO (<i>Gotov k Trudei Oborone<\/i>, Programma per la preparazione al lavoro e alla difesa dell\u2019Unione Sovietica). Il programma mirava alla creazione e al mantenimento di un elevato standard d\u2019idoneit\u00e0 fisica per i maschi e le femmine. Questo avveniva sotto la supervisione e il controllo del Ministero Difesa Sovietico. Un preliminare addestramento militare, era stabilito non solo nelle scuole, ma anche nelle fabbriche, fattorie collettive e comprendeva il richiamo al servizio fino all&#8217;et\u00e0 di 60 anni, logicamente con compiti molto differenziati a seconda dell\u2019et\u00e0. Il programma GTO si suddivideva in tre sottoprogrammi che furono introdotti nel 1967 quando il servizio di leva\u00a0 \u00e8 stato ridotto da tre a due anni. Questo nella speranza che una parte del tempo perso dal soggetto per il servizio militare si sarebbe recuperato durante la preparazione scolastica.\u00a0 L&#8217;obiettivo finale era quello di preparare i ragazzi per il servizio di leva con le forze di difesa interna, o elementi da inserire nel KGB.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il programma era modulato per fasce di et\u00e0, andando di volta in volta a implementare le funzionalit\u00e0 pi\u00f9 utili al reclutamento militare ed all\u2019inserimento nei sistemi informativi. Dai 10 ai 13 anni venivano svolte attivit\u00e0 atte a mettere in evidenza il coraggio e l\u2019abilit\u00e0. La seconda fase che andava dai 14 ai 15 anni era costituita principalmente dallo sviluppo delle capacit\u00e0 fisiche tramite la pratica di sport utili all\u2019affinamento di capacit\u00e0 ginniche come la resistenza, equilibrio. Nell\u2019ultima fase del programma che si protraeva dai 16 ai 18 anni veniva stimolato nuovamente il coraggio unito allo sviluppo della forza ed aggressivit\u00e0 (soprattutto la forza di volont\u00e0 utile ad affrontare situazione con forti stress emotivi). A questo programma erano aggiunte dagli istruttori GTO ulteriori 80 ore di un intenso corso di formazione sull\u2019utilizzo di apparecchiature utili alla difesa da contaminazione nucleare, biologica, chimica e radiologica. Il tutto coadiuvato da marce forzate, arti marziali, gare di sci di fondo e di <i>orienteering<\/i> (disciplina che consiste nell&#8217;effettuare un percorso predefinito caratterizzato da punti di controllo chiamati &#8220;lanterne&#8221; con l&#8217;aiuto esclusivo di una bussola e di una cartina topografica che contiene particolari del luogo da percorrere). Oltre al programma GTO obbligatorio per tutti, esisteva anche un programma militare volontario gestito dal DOSAAF (<i>\u0414\u043e\u0431\u0440\u043e\u0432\u043e\u043b\u044c\u043d\u043e\u0435 \u041e\u0431\u0449\u0435\u0441\u0442\u0432\u043e \u0421\u043e\u0434\u0435\u0439\u0441\u0442\u0432\u0438\u044f \u0410\u0440\u043c\u0438\u0438, \u0410\u0432\u0438\u0430\u0446\u0438\u0438 \u0438 \u0424\u043b\u043e\u0442\u0443,Dobrovol&#8217; noe Obshchestro Sodeistriya Armii, Aviatsii i Flotu<\/i>, Associazione volontaria per la cooperazione con l\u2019esercito, aereonautica e la marina) sotto il diretto controllo del Ministero della Difesa. Dall&#8217;et\u00e0 14 anni, i ragazzini pi\u00f9 capaci potevano iniziare questo tipo di addestramento pi\u00f9 specifico alle attivit\u00e0 tecnico militari che intendeva fornire\u00a0 al candidato competenze di leadership atte allo lo sviluppo di capacit\u00e0 militari pi\u00f9 specialistiche. Durante questo periodo di formazione il ragazzo era addestrato ai lanci con il paracadute e al pilotaggio. La formazione di base comprendeva un minimo di 140 ore da svolgersi in pi\u00f9 campi di addestramento per un periodo di due anni. I giovani potevano infine conseguire la qualifica di piloti o paracadutisti. Al ragazzo venivano forniti i materiali per lo studio di tutti i principali sistemi d\u2019arma sovietici dal fucile AK-74 al BMD\u20131 il tutto pubblicato dal DOSAAF. Inoltre era fornito agli adolescenti il Kniga Yunnogo Armeetsa, un manuale del giovane soldato pubblicato nel 1989 dal DOSAAF e destinato ai ragazzi della fascia dai 14-17. Nel manualetto erano inserite le descrizioni per un approntamento veloce di un telefono da campo, le nozioni per la sopravvivenza di base, comprendenti navigazione: con la bussola, sole, stelle e cielo coperto oltre ad altre competenze utili allo sviluppo di capacit\u00e0 militari.<\/p>\n<div id=\"attachment_4053\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/lrg_4_pencamera.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4053\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4053\" alt=\"una penna con telecamera incorporata\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/lrg_4_pencamera-300x241.jpg\" width=\"300\" height=\"241\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/lrg_4_pencamera-300x241.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/lrg_4_pencamera.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4053\" class=\"wp-caption-text\">una penna con telecamera incorporata<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo sviluppo delle sole competenze fisiche e militari per\u00f2 non \u00e8 era considerato sufficiente se si doveva preparare un soggetto a lavorare e ricoprire ruoli speciali, dove l\u2019utilizzo di queste capacit\u00e0 deve essere messo al servizio di un\u2019ideologia. Per questo motivo il PCUS (Partito Comunista Sovietico) durante tutta la fase dell\u2019addestramento paramilitare utilizzava forme di indottrinamento ai valori del comunismo cercando di screditare agli occhi del soggetto gli elementi di forza della societ\u00e0 capitalista. Innanzi tutto il partito. L\u2019affiliazione era d\u2019obbligo se si voleva entrare a far parte di determinate strutture. L\u2019adesione all\u2019ideologia comunista era costruita fin dalla giovane et\u00e0. I ragazzi, a partire dall&#8217;et\u00e0 di 15 anni, potevano iscriversi al VLKSM (<i>Vsesoyuzny Leninsky Kommunistichesky Soyuz Molodyozhi<\/i>) un\u2019organizzazione di partito dedicata ai giovani molto simile a quella degli scout. Questa era strutturata similarmente all\u2019esercito e con il passare degli anni e l\u2019acquisizione di competenze ci si elevava di grado. Durante gli orari di frequenza si compievano attivit\u00e0: di protezione civile, primo soccorso e di disciplina militare. Venivano effettuati veri e propri war games annuali durante i quali si arrivava a gestire armi e conoscere veicoli militari il tutto con un forte indottrinamento politico. Giunti al ventinovesimo anno di et\u00e0, ormai uomini, i soggetti erano pronti per poter entrare a tutti gli effetti nel PCUS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni anno, da gennaio a marzo, tutti i giovani che avevano compiuto 17 anni erano tenuti a registrarsi nelle liste per la coscrizione al loro commissariato militare locale. Questo motivo agevolava il lavoro dell&#8217;MVD, del KGB e del DOSAAF, che in questo modo grazie ai contatti con le loro scuole aveva la possibilit\u00e0 di raccogliere in dossier specifici informazioni sui giovani. I file contenevano informazioni sulla loro istruzione ed i progressi su: leadership, competenze, ambienti familiari, origini etniche, idee politiche, abilit\u00e0 speciali e aspirazioni di carriera. E\u2019 attraverso questa documentazione che i comitati speciali (<i>Spetskomy<\/i>) del GRU, dell\u2019MVD e del KGB provvedevano a un primo vaglio per un ipotetico reclutamento presso le agenzie informative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli standard di selezioni si indirizzavano preferibilmente su individui capaci, ma con una mentalit\u00e0 semplice ed equilibrata, per lo pi\u00f9 provenienti da aziende agricole o piccole citt\u00e0 della Russia piuttosto che dalle minoranze etniche. Vi era una predilezione particolare per chi aveva compiuto la formazione DOSAAF\u00a0 cio\u00e8\u00a0 i volontari con la formazione all\u2019uso del paracadute e generalmente con circa 10 anni di istruzione secondaria (Gli intellettuali di norma non erano ammessi, ma venivano compiute eccezioni se questi erano in possesso di una buona salute e di particolari doti fisiche quali resistenza e velocit\u00e0). Il peso doveva essere tra 58 e\u00a0 gli 81 kg, con un\u2019altezza minima di 158 cm. All\u2019atto della registrazione il giovane era assolutamente ignaro del fatto che le agenzie di informazioni stavano valutando la sua idoneit\u00e0 per entrare a far parte di unit\u00e0 particolari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta selezionato la giovane recluta raggiungeva il reparto di destinazione, ma non conosceva la sua vera mansione. Era l&#8217;ufficiale politico o <i>zampolit<\/i> a informarlo in merito ai suoi nuovi compiti e indipendentemente dal fatto che il candidato fosse destinato a unit\u00e0 speciali o convenzionali veniva comunque sottoposto ad ulteriori prove di idoneit\u00e0 fisica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Alfa e le odierne forze speciali dei servizi Russi devono essere in grado di coprire fino al 30km<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">al giorno con carichi operativi pesanti, indipendentemente dal tipo di terreno e nuotare almeno 160 metri con 27 kg di attrezzature. Proprio in virt\u00f9 di queste esigenze operative era richiesta ed \u00e8 tutt\u2019oggi necessario possedere una forma fisica eccellente. Queste peculiari unit\u00e0 inoltre dovevano acquistare abilit\u00e0 particolari nell\u2019uso delle seguenti armi: pistola semiautomatica pM 9mm, pSM 5.45mm, pM69 9mm(silenziata), ApS 9mm(silenziata), carabina semiautomatica e automatica AKS 74U 5.45mm, fucile d\u2019assalto semiautomatico ed automatico AKS 74 5.5mm, fucile con ottica di precisione SVD 7.62mm, lanciarazzi Rpg (7D 40mm, 16D 58.3mm ,22 72mm, 26 72mm), lancia granate (integrato all\u2019AKS 74) BG 15 40mm e lancia granate a nastro AGS 17 30mm. E\u2019 anche necessario che le unit\u00e0 imparino ad usare tutti i tipi di ricetrasmittenti ad uso militare. Durante la guerra fredda la percentuale di coloro che riuscivano a superare l\u2019addestramento di base era del 25 per cento. Il percorso formativo, oggi come all\u2019epoca, si snoda lungo due aspetti principali: combattimento a mani nude e abilit\u00e0 con le armi. Questi due elementi erano, e tutt\u2019ora sono garantiti, dall\u2019addestramento a quello che viene chiamato CQB (<i>Close Quarters Battle<\/i>, ovvero combattimento ravvicinato in un contesto di guerra urbana) che ha nel suo componente principale il <i>rukopashnyi boi<\/i> (chiamato anche Systema, \u00e8 un\u2019arte marziale russa sviluppata tra i Bogatyr\u00a0 e i Cosacchi intorno X secolo d.C.) Oltre al combattimento a mani nude a questi uomini vengono insegnate anche le cos\u00ec dette tecniche con le \u201carmi fredde\u201d ovvero con i coltelli tipo NRS 1 (coltello da ricognizione speciale tipo 1) ed il NRS 2 (coltello speciale da scout al cui interno \u00e8 presente un meccanismo di sparo per proiettili da 7.62x42mm con una gittata di circa 25 metri). Durante tutto il processo di addestramento sono sempre presenti osservatori legati alle varie agenzie informative russe che individuano gli elementi pi\u00f9 funzionali da poter inserire nei propri ranghi concernenti le unit\u00e0 con forti propensioni a compiti speciali.<\/p>\n<p>\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>v. la prima puntata:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4023\">http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4023<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Unknown8.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3920\" alt=\"Unknown\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Unknown8.jpeg\" width=\"286\" height=\"176\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;addestramento di una spia in Russia &#8230;come appare dalle ricerche e studi fatti.<\/p>\n","protected":false},"author":2113,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[3,1516,131],"tags":[1527,1459,1530,1462,1529,1528,2395,1526],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-13i","jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4048"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2113"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4048"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4048\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4054,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4048\/revisions\/4054"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4048"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4048"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4048"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}