{"id":4013,"date":"2014-04-02T12:11:42","date_gmt":"2014-04-02T11:11:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4013"},"modified":"2014-04-02T12:11:42","modified_gmt":"2014-04-02T11:11:42","slug":"sud-sudan-la-violenza-unico-frutto-dellindipendenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=4013","title":{"rendered":"SUD SUDAN: LA VIOLENZA, UNICO FRUTTO DELL&#8217;INDIPENDENZA."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ancora uno sguardo sul Sud Sudan diviso tra \u00a0la trib\u00f9 Nuer di Riek Machar (20%), la trib\u00f9 Shilluk (5%) e\u00a0la trib\u00f9 Dinka del Presidente Salva Kiir Mayardit.\u00a0Stato giovanissimo, instabile, con problemi di gravit\u00e0 inaudita. Violenza e conflitto. Come non essere d&#8217;accordo sulla circostanza che la violenza sembra essere l&#8217;unico frutto dell&#8217;indipendenza nel Sud Sudan?\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore Scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_4015\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Il-vicepresidente-Machar.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4015\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4015\" alt=\"Riek Machar\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Il-vicepresidente-Machar-300x243.jpg\" width=\"300\" height=\"243\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Il-vicepresidente-Machar-300x243.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Il-vicepresidente-Machar.jpg 941w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4015\" class=\"wp-caption-text\">Riek Machar<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">I recenti colloqui di pace per porre fine alle violenze in Sud Sudan tra il governo di Salva Kiir Mayardit e i ribelli dell&#8217;ex vice presidente Riek Machar, con al tavolo le Nazioni Unite semplici spettatrici e un&#8217;Unione Africana disunita, in realt\u00e0 sono stati veicolati da un gruppo ristrettissimo di potenze straniere, non certo per slancio umanitario, bens\u00ec per interessi economici legati al petrolio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su tutti la Cina, che ha investito molto denaro in infrastrutture nei giacimenti di Juba e nei porti del Nord che, tra l&#8217;altro, senza il petrolio del sud rischiano la totale paralisi e la conseguente perdita di moltissimo danaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per gli Stati Uniti d&#8217;America il Sud Sudan ha una notevole rilevanza strategica, accresciuta dopo la creazione dell&#8217;Africom &#8211; US Africa Command.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;obiettivo principale dell&#8217;Africom \u00e8 la stabilizzazione dei paesi africani pi\u00f9 poveri, tramite la formazione delle forze di sicurezza locali e la distribuzione degli aiuti umanitari. In realt\u00e0, la nascita dell&#8217;Africom risponde all&#8217;esigenza strategica americana di monitorare il territorio africano per prevenire il terrorismo internazionale, per controllare le forniture petrolifere, per sorvegliare l&#8217;espansione delle relazioni sino-africane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli inglesi hanno molti interessi economici, in virt\u00f9 anche del retaggio coloniale, che si estendono in Uganda e in Kenia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, in Sud Sudan \u00e8 meglio per tutti ricercare una pace di compromesso, di pura facciata, piuttosto che un caos dannoso e controproducente sia per gli affari che per\u00a0 gli interessi pi\u00f9 svariati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un caos pericoloso che potrebbe ingigantirsi e sconfinare nei paesi limitrofi: Uganda, Kenia, Etiopia, Repubblica del Congo e Repubblica Centro Africana. Il Sud Sudan \u00e8 lo Stato pi\u00f9 giovane del mondo, il 54\u00b0 paese africano e il 193\u00b0 membro delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E nello Stato pi\u00f9 giovane di tutto il Continente africano si sta consumando \u2013 nonostante gli accordi su il cessate il fuoco \u2013 un vero e proprio dramma, una vera e propria guerra, non solo etnica ma anche \u2013 e soprattutto \u2013 politica ed economica.<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Sud-Sudan_mappa.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4016\" alt=\"Sud-Sudan_mappa\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Sud-Sudan_mappa-300x255.jpg\" width=\"300\" height=\"255\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Sud-Sudan_mappa-300x255.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Sud-Sudan_mappa.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Paese sta affrontando il picco di una lunga crisi iniziata il 9 luglio del 2011, giorno in cui ha ottenuto l&#8217;indipendenza dal Sudan, acuitasi nel mese di dicembre dello scorso anno a causa di una lunga serie di attentati e di violenze che hanno causato migliaia di morti. Indipendenza &#8220;venduta&#8221; quale panacea a lunghi secoli di dominio e di sfruttamento del nord arabo e musulmano, a danno del sud, africano ed in maggioranza di religione cristiana,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La separazione non \u00e8 stata quindi sufficiente per risolvere i numerosi problemi che, tristemente, continuano a dilaniare la regione. Problemi e uccisioni che continueranno, nell&#8217;indifferenza dell&#8217;opinione pubblica mondiale, sin tanto che non sar\u00e0 creato uno Stato formato da cittadini e non semplici sudditi, con uguali diritti e doveri. Utopia? Ad oggi si!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella zona di frontiera tra il nord e il sud, ricca di petrolio, prosegue un conflitto che \u00e8 la &#8220;naturale&#8221; estensione di quello scoppiato nel 1983 tra le truppe governative nel nord e il Sudan People Liberation Army. Un conflitto che ha causato pi\u00f9 di due milioni di vittime e che si \u00e8 &#8220;formalmente&#8221; concluso dopo pi\u00f9 di un ventennio, nel 2005, con la firma degli accordi di pace denominati Nalvasha Agreement, primo atto di un percorso che si \u00e8 concluso con il referendum del 2011 che ha sancito la divisione del Sudan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Delle tre zone frontaliere contese, solo una, la contea di Abiyei, ha ottenuto uno statuto speciale; le restanti due, il Sud Kordofan e lo Stato del Blue Nile sono rimaste, de facto, sotto l&#8217;influenza di Khartoum.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Critica la situazione del Sud Kordofan, attraversato dalla catena dei monti Nuba, i cui abitanti, che vivono come eremiti nascosti nelle caverne, sono a rischio estinzione per i sistematici attacchi dell&#8217;esercito del nord.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scorso dicembre il Presidente Salva Kiir Mayardit accus\u00f2 Riek Machar di avere ordito un complotto ai suoi danni. L&#8217;annuncio provoc\u00f2 una reazione a catena della violenza che rapidamente si diffuse non solo a Juba, ma anche a Bor, a Bentiu, a Malaka, facendo cos\u00ec ripiombare tutto il paese in uno stato di tensione e di conflitto tribale per la spartizione del potere e delle ricchezze.<\/p>\n<div id=\"attachment_4018\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/SSudan-fighters.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4018\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4018\" alt=\"Militari Dinka\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/SSudan-fighters-300x177.jpg\" width=\"300\" height=\"177\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/SSudan-fighters-300x177.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/SSudan-fighters.jpg 503w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4018\" class=\"wp-caption-text\">Militari Dinka<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come sempre succede in tutte le guerre, piccole o grandi che siano, gli anziani, le donne e i bambini sono i soggetti pi\u00f9 fragili e a rischio di sofferenza estrema, a causa della scarsit\u00e0 di cibo e di acqua potabile. La popolazione per dissetarsi, per cuocere il cibo, per lavarsi, utilizza l&#8217;acqua del fiume Nilo con grave pregiudizio della propria salute e con riflessi sulla situazione sanitaria in generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rischio di diffusione del colera \u00e8 molto alto, senza contare l&#8217;insorgenza di altre malattie contagiose come il morbillo, la tubercolosi e addirittura la lebbra, o di altre emergenze sanitarie come la poliomelite che colpisce i pi\u00f9 piccoli, molto difficili da controllare e gestire. Il tutto complicato da una situazione infrastrutturale (strade, ponti, ospedali ecc\u2026) penosa, quasi inesistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il conteggio degli sfollati \u00e8 un&#8217;operazione difficilissima: a Juba si contano non meno di cinquanta mila rifugiati presso le strutture delle Nazioni Unite mentre nella regione di Awerial, oltre il Nilo Bianco, il numero degli sfollati provenienti dallo Stato di Jongley, in fuga da Bor, \u00e8 oramai prossimo alle centomila unit\u00e0. Secondo fonti delle Nazioni Unite, il numero complessivo degli sfollati ha abbondantemente superato la cifra di mezzo milione di persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Sud Sudan \u00e8 un pot-pourri di trib\u00f9 (se ne contano a decine), tutte discendenti da tre ceppi principali e in lotta tra loro. Il ceppo pi\u00f9 influente \u00e8 il nilotico, cui si riconduce pi\u00f9 del 60% di tutta la popolazione del Sud Sudan. Da questo ceppo discende la trib\u00f9 Dinka del Presidente Salva Kiir Mayardit (espressione del 40% della popolazione), la trib\u00f9 Nuer di Riek Machar (20%), la trib\u00f9 Shilluk (5%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il conflitto in corso certifica l&#8217;esistenza di due centri di potere in Sud Sudan, in lotta l&#8217;uno con l&#8217;altro, a prescindere da ogni tentativo di mediazione internazionale, a prescindere da qualsivoglia risultato negoziale, a prescindere da ogni buona intenzione di mera facciata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due centri di potere, di natura tribale, che continueranno ad esistere e a condizionare le future scelte politiche ed economiche di questo giovane Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/sudSudan-map_sito.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4017\" alt=\"sudSudan-map_sito\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/sudSudan-map_sito-238x300.jpg\" width=\"238\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/sudSudan-map_sito-238x300.jpg 238w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/sudSudan-map_sito.jpg 461w\" sizes=\"(max-width: 238px) 100vw, 238px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora uno sguardo sul Sud Sudan diviso tra  la trib\u00f9 Nuer di Riek Machar (20%) e la trib\u00f9 Shilluk (5%) e la trib\u00f9 Dinka del Presidente Salva Kiir Mayardit . 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