{"id":3943,"date":"2014-03-20T18:47:21","date_gmt":"2014-03-20T17:47:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3943"},"modified":"2014-03-20T18:47:21","modified_gmt":"2014-03-20T17:47:21","slug":"crisi-ucraina-e-guerra-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3943","title":{"rendered":"CRISI UCRAINA E GUERRA MONDIALE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Una riflessione da par suo del prof. Virgilio Ilari sul concetto di &#8216;guerra mondiale&#8217; o &#8216;guerra fredda&#8217; pi\u00f9 volte evocato in questi giorni di crisi tra Ucraina, Crimea e Russia. E per l&#8217;A. non si pu\u00f2 innescare n\u00e9 l&#8217;una n\u00e9 l&#8217;altra facendo una profonda analisi anche di situazioni storiche del passato. E&#8217; indubbio che quello che sta accadendo suscita paure e perplessit\u00e0 ma i tempi sono diversi. Ci sono le sanzioni a dirigenti moscoviti (per il momento) \u00a0ma l&#8217;Europa sta tenendo un atteggiamento piuttosto moderato rispetto all&#8217;annessione della Crimea alla Russia. In fondo: la Crimea sempre russa \u00e8 stata e solo per un &#8216;regalo&#8217; da parte di governanti sovietici \u00e8 stata resa parte integrante dell&#8217;Ucraine qualche decennio fa&#8230;\u00e8 tornata a quella che considera la madrepatria&#8230;e non parliamo solo di gas&#8230;ma anche di sbocco al mar nero, ad esempio,spinta geopolitica costante della Russia imperialista zarista e sovietica. Ne riparleremo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore Scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_3946\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Immagine-43-300x200.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-3946\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-3946\" alt=\"Zar Nicola II\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Immagine-43-300x200.jpg\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3946\" class=\"wp-caption-text\">Zar Nicola II<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogandosi sui possibili sviluppi della crisi ucraina, commentatori e governi hanno evocato una \u201cnuova guerra fredda\u201d, e i pi\u00f9 pessimisti quella \u201cterza\u201d guerra mondiale di cui si parla ormai da settant\u2019anni. Ma cosa significa guerra \u201cmondiale\u201d? Proviamo a riflettere sul significato di questo aggettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli storici chiamano \u201cmondiali\u201d (World Wars) unicamente le guerre del 1914-18 e 1939-45. Inizialmente la prima fu detta \u201cla guerra europea\u201d, poi \u201cgrande\u201d guerra, e soltanto dopo il 1917 fu qualificata come \u201cmondiale\u201d, perch\u00e9 l\u2019intervento degli Stati Uniti faceva venir meno la centralit\u00e0 dell\u2019Europa. \u201cMondiale\u201d aveva dunque qui un significato strettamente geografico, equivalente a \u201cglobale\u201d. Dal resto l\u2019idea di una guerra estesa all\u2019intero Pianeta grazie al Potere aerospaziale era gi\u00e0 emersa nella fantascienza di fine Ottocento (1886 <i>Robur il conquistato<\/i>re di Giulio Verne; 1897 <i>La guerra dei mondi<\/i> \/ <i>War of the Worlds<\/i>, di Herbert G. Wells).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia \u201cmondiale\u201d non evoca soltanto \u201cspazio\u201d, ma pure \u201cimpero\u201d,\u00a0 \u201cordine\u201d, \u201ccivilt\u00e0\u201d. Le guerre mondiali sono state, infatti, pure guerre tra \u201cimperi\u201d coloniali per l\u2019instaurazione di un nuovo \u201cordine mondiale\u201d. Alcuni di questi imperi appartenevano alla medesima \u201ccivilt\u00e0\u201d (Occidentale), tanto che Ernst J\u00fcnger coni\u00f2 nel 1942 l\u2019espressione \u201cguerra civile mondiale\u201d poi ripresa da alcuni storici per qualificare il periodo 1914-1945 (\u201cguerra civile europea\u201d, Ernst Nolte) o l\u2019intero Novecento (\u201cguerra civile universale\u201d, Dan Diner), che anche altri storici vedono ormai come un\u2019epoca storica conclusa (Eric Hobsbawm, il \u201csecolo breve 1917-1989\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il concetto di guerra \u201cmondiale\u201d diventa cos\u00ec un possibile strumento del pensiero storico, per rileggere con occhi nuovi il passato, anche se finora lo hanno fatto solo gli storici del \u201cmondo antico\u201d, interpretando come \u201cmondiali\u201d la guerra del Peloponneso e le guerre Puniche. Molto pi\u00f9 rara \u00e8 stata finora l\u2019applicazione alle guerre moderne, come ha fatto ad esempio Arnold D. Harvey, che ha incluso tra le \u201cmondiali\u201d pure le cosiddette \u201cguerre della Rivoluzione e dell\u2019Impero francesi\u201d del 1792-1815 (<i>Collision of Empires: Britain in Three World Wars, 1793-1945<\/i>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli storici del mondo \u201cantico\u201d, ossia gli storici dell\u2019antichit\u00e0 classica greco-romana, studiano, infatti, un\u2019epoca conclusa, un processo storico culminato nel primo impero universale dell\u2019Occidente. Gli storici del mondo \u201cmoderno\u201d studiano invece un processo storico in corso, non ancora concluso.<\/p>\n<div id=\"attachment_3952\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/1174900775961.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-3952\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-3952\" alt=\"Gi ultimi Romanov\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/1174900775961.jpg\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/1174900775961.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/1174900775961-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3952\" class=\"wp-caption-text\">Gi ultimi Romanov<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni modo si pu\u00f2 dire per\u00f2 che tutte le guerre europee dell\u2019et\u00e0 moderna sono state \u201cmondiali\u201d in senso spaziale, perch\u00e9 sono state combattute a scala planetaria, anche sugli Oceani e in Asia, Africa e America. Inoltre sono state \u201cmondiali\u201d anche in senso temporale, perch\u00e9 tutte le guerre particolari (locali, regionali, civili) sono state, pi\u00f9 o meno direttamente, collegate ai conflitti maggiori di lunga durata tra coalizioni imperiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli storici faticano a rendersene conto, perch\u00e9 guardano alla storia delle guerre con gli occhiali deformanti della concezione occidentale della guerra. Una concezione riduttiva e formalista, che non consente di mettere a fuoco le connessioni tra i vari conflitti e considera \u201cguerra\u201d solo l\u2019impiego diretto della forza militare nel quadro definito dal diritto bellico. Le stesse date delle guerre mondiali sono arbitrarie, perch\u00e9, contando i conflitti particolari connessi, la prima \u00e8 durata in realt\u00e0 undici anni (dal 1911 al 1921) e la seconda dieci (1936-1945). Anche le guerre bilaterali del 1898-1905 (ispano-americana, anglo-boera, russo-giapponese) formano un\u2019unica guerra mondiale, cos\u00ec come quelle del 1946-1994 (guerra fredda e conflitti periferici). E con lo stesso criterio possiamo rileggere tutte le guerre e le rivoluzioni europee dei quattro secoli precedenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 dire anzi che l\u2019intera epoca che va dal 1492 al 1991 costituisca un\u2019unica immensa guerra civile mondiale, corrispondente nel mondo antico ai cinque secoli dalle guerre Persiane ad Augusto. Una guerra che mutava le forme e i competitori, ma la cui latente posta in gioco era in ultima analisi sempre la stessa: la creazione di un impero a vocazione universale, capace di riorganizzare un intero \u201cmondo\u201d (uno spazio geo-storico autoreferenziale e autosufficiente) come sistema permanente di sicurezza, in cui l\u2019esercizio della forza fosse tanto legalmente quanto in pratica riservato a una sola autorit\u00e0. Questo schema ideale si ritrova nell\u2019antichissima storia egiziana e cinese, e compare nell\u2019antichit\u00e0 classica con l\u2019idea del protettorato persiano sulla Grecia, da cui derivarono poi l\u2019impero di Alessandro e l\u2019ordinamento ellenistico ereditati infine da Roma. E nel mondo moderno compare nella forma della competizione tra imperi coloniali europei, col definitivo prevalere nel 1815 di quello britannico. Questo, nuovamente sfidato alla fine del secolo dal potenziale asse russo-tedesco, fu per\u00f2 pignorato nel 1916 a garanzia del prestito di guerra americano (cosa di cui Keynes ebbe immediata consapevolezza storica) e infine ereditato dagli Stati Uniti, gi\u00e0 subentrati fra il 1824 e il 1898 nell\u2019ex-impero spagnolo. Un processo che \u00e8 terminato con il Nuovo Ordine Mondiale instaurato dopo il 1991, con l\u2019Europa de-sovranizzata e ridotta nelle condizioni della symmachia romano-italica del III-I secolo a. C., e con l\u2019assoggettamento di tutto il mondo ai poteri di guerra del Presidente degli Stati Uniti, unica autorit\u00e0 mondiale legalmente e davvero in grado di decidere l\u2019impiego della forza, esattamente come fu il Princeps romano.<\/p>\n<div id=\"attachment_3947\" style=\"width: 245px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/catherine_the_great.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-3947\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3947\" alt=\"La grande Zarina Caterina \" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/catherine_the_great-235x300.jpg\" width=\"235\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/catherine_the_great-235x300.jpg 235w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/catherine_the_great.jpg 443w\" sizes=\"(max-width: 235px) 100vw, 235px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3947\" class=\"wp-caption-text\">La grande Zarina Caterina<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista della storia \u201ccivile\u201d, unicamente concentrata sugli aspetti costituzionali e sociali, lo spartiacque tra l\u2019epoca \u201cmoderna\u201d e l\u2019epoca \u201ccontemporanea\u201d \u00e8 il 1789. Dal punto di vista della storia \u201cmilitare\u201d o \u201cstrategica\u201d, per\u00f2, lo spartiacque va spostato in avanti esattamente di due secoli, al 1989. La fine della guerra fredda chiude, infatti, l\u2019epoca, durata cinque secoli, delle guerre mondiali del \u201cmondo moderno\u201d, e apre l\u2019alba dell\u2019impero universale \u201cmoderno\u201d, incarnato nell\u2019Occidente a guida americana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Applicare il concetto di \u201cguerra mondiale\u201d all\u2019interpretazione storica del mondo antico e del mondo moderno significa per\u00f2 anche mettere in questione la concezione Occidentale della guerra, rompere gli argini militari, giuridici, etici e teologici in cui abbiamo cercato di \u201ccomprendere\u201d e \u201climitare\u201d la guerra. Se la guerra non \u00e8 pi\u00f9 concepita come il semplice impiego della forza militare per uno scopo e un tempo limitato, ma come un processo storico di lunghissima durata, cade, infatti, la distinzione formale tra guerra e pace ed emergono le armi, le forze e le forme di guerra non militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Ci\u00f2 ci consente di rispondere alla domanda iniziale, e cio\u00e8 se la crisi ucraina pu\u00f2 o meno innescare la \u201cterza guerra mondiale\u201d oppure una nuova \u201cguerra fredda\u201d. La risposta \u00e8: n\u00e9 l\u2019una n\u00e9 l\u2019altra. La fine della guerra fredda ha chiuso l\u2019epoca delle guerre mondiali moderne perch\u00e9 \u00e8 scomparso l\u2019ultimo antagonista globale dell\u2019Occidente. L\u2019Unione Sovietica non esiste pi\u00f9, come non esistono pi\u00f9 il Terzo Reich e l\u2019Impero di Napoleone. La Russia di Putin non \u00e8 l\u2019Unione Sovietica rediviva, come il Secondo Impero francese non fu il Primo Impero redivivo. Proprio riferendosi al tentativo di Napoleone III di far rivivere il Primo Impero, Marx pronunci\u00f2 il famoso giudizio che \u201cla storia si ripete sempre due volte, la prima in chiave di tragedia, la seconda in chiave di farsa\u201d.\u00a0 \u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>La Russia \u00e8 certamente un principio di resistenza all\u2019egemonia globale degli Stati Uniti, ma non \u00e8 in condizione di minacciare l\u2019Occidente (come del resto non lo \u00e8 la Cina). Sono piuttosto gli Stati Uniti, avanzati ormai a un passo da Smolensk e dotati di una schiacciante superiorit\u00e0 globale, che sembrano assurdamente inclini ad ascoltare il maniacale <i>ceterum censeo<\/i> dei nostri russofobi, i quali esibiscono Gazprom, la Georgia, la Siria e ora la Crimea come Catone mostrava ai senatori i fichi freschi appena sbarcati da Cartagine.<\/b> In astratto potremmo fare dell\u2019Ucraina la nostra Numidia, e provocare la deflagrazione della Federazione Russa con un mix di guerra economica e psicologica, di covert operations e perfino di limitate azioni militari, anche se, a differenza dei Romani, non potremmo risolvere la faccenda con un rapido sterminio e asservimento.<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/images-34.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3951\" alt=\"images-3\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/images-34.jpeg\" width=\"298\" height=\"169\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine Roma decise la distruzione di Cartagine non perch\u00e9 era troppo forte, come diceva Catone, ma perch\u00e9 era troppo debole per resistere ai numidi e i romani non volevano trovarseli a un tiro di schioppo dalla Sicilia. Se un giorno volessimo davvero far esplodere la Federazione russa, il problema non sarebbe la sua capacit\u00e0 di resistenza, ma l\u2019impossibilit\u00e0 non dico di governare, ma anche solo di immaginare le conseguenze e le ripercussioni (a cominciare dalla rivolta dell\u2019Europa orientale contro l\u2019imperialismo polacco e dall\u2019anarchia sui due versanti del Caucaso). Ricordiamoci la nemesi della distruzione di Cartagine. Quindici anni dopo cominci\u00f2 il secolo delle guerre civili romane. Mezzo secolo dopo, Roma dovette chiamare i Numidi per sopravvivere alla rivolta degli alleati italici in collegamento con quella di Mitridate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La paradossale lezione della storia, \u00e8 che gli unici periodi di relativa pace e sicurezza, almeno a scala regionale, sono stati quelli che si reggevano sull\u2019equilibrio di potenza. L\u2019impero universale chiude il tempio di Giano, o, in termini moderni, sancisce il concetto discriminatorio di guerra (come vide Carl Schmitt), per cui trasforma l\u2019auto-tutela e la resistenza in un crimine contro l\u2019umanit\u00e0 (\u201ccet animal est tr\u00e8s m\u00e9chant \/ quand on l\u2019attaque il se d\u00e9fend\u201d). Ci\u00f2 non significa per\u00f2 che la violenza viene abolita, ma solo che viene chiamata con altro nome ed esercitata in altre forme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/images-24.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3948\" alt=\"images-2\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/images-24.jpeg\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/images-24.jpeg 225w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/images-24-150x150.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una riflessione da par suo del prof. 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