{"id":3925,"date":"2014-03-18T10:40:25","date_gmt":"2014-03-18T10:40:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3925"},"modified":"2014-08-22T16:16:16","modified_gmt":"2014-08-22T15:16:16","slug":"i-combattenti-europei-in-siria-nascita-di-un-problema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3925","title":{"rendered":"I combattenti Europei in Siria: nascita di un problema?"},"content":{"rendered":"<p><em>Un contributo di una nuova giovane collaboratrice di Osservatorio Analitico, Veronica Murzio, su un interessante quanto non conosciuto problema della presenza di giovani europei combattenti in Siria. Lascio a Aldo Madia la presentazione dell&#8217;articolo. <strong>Il Direttore Scientifico: Maria Gabriella Pasqualini.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>La Siria, per il ruolo geo-strategico che ricopre nel &#8220;Grande Medio Oriente&#8221; e per la sua posizione teocratica \u00e8 stata &#8211; sin dall&#8217;esordio delle manifestazioni pacifiche per ottenere libert\u00e0, anche per la stampa, scarcerazione dei detenuti politici e fine delle leggi emergenziali &#8211; aggredita da atttori esterni che ne hanno mutato l&#8217;indirizzo portandola alla guerra civile, che ha contagiato Libano, Iraq e Iran, cio\u00e8 l&#8217;intera &#8220;mezzaluna sciita&#8221;. <strong>Aldo Madia<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Il fenomeno di cittadini europei che intervengono in conflitti in terra straniera per ragioni ideologiche o religiose non \u00e8 nuovo. Alla mente vengono esempi famosi come i reparti che si formarono per la difesa della II Repubblica Francese e che finirono per diventare la famosa Legione Straniera; gli anarchici, i socialisti e i semplici idealisti che combatterono nelle brigate internazionali nella Guerra di Spagna; oppure in anni assai pi\u00f9 recenti ai nostri le alcune centinaia di musulmani che da tutta Europa confluirono per combattere in Bosnia, in Cecenia e in Afganistan.<\/p>\n<div id=\"attachment_3929\" style=\"width: 269px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/images-4.jpeg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-3929\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-3929\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/images-4.jpeg\" alt=\"Divisa e mostrine della Legione Straniera francese\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3929\" class=\"wp-caption-text\">Divisa e mostrine della Legione Straniera francese<\/p><\/div>\n<p>La Siria allo stesso modo ha visto un confluire di volontari e di truppe. Se vogliamo, anzi, una particolarit\u00e0 di questa guerra, \u00e8 stata l\u2019afflusso costante di stranieri sin dall\u2019inizio del conflitto l\u2019una e l\u2019altra parte si \u00e8 accusata a vicenda di utilizzare \u201cmercenari\u201d stranieri per vincere. Che fossero truppe Iraniane, milizie Hezbollah o gruppi appartenenti a ISIS poco pareva importare. L\u2019ONU stessa in una risoluzione condann\u00f2 la presenza di combattenti stranieri perch\u00e9 essa minava la situazione ed esacerbava il deterioramento dei diritti umani il che aveva un effetto pericoloso sulla stabilit\u00e0 della regione. Questa risoluzione, per\u00f2 non distingueva n\u00e9 definiva chi era il combattente straniero, che voleva abbattere il regime alawita e lo unificava al soldato che, eseguendo gli ordini, entrava in Siria per combattere a favore del regime di Assad.<\/p>\n<p>Chi \u00e8 dunque il volontario che lascia la casa per combattere in Siria? Thomas Hegghammer, analista presso <em>Norwegian Defense Research Establishment<\/em>, definisce il combattente straniero come un agente che si \u00e8 unito e opera all\u2019interno dei confini di una ribellione, che non possiede la cittadinanza dello stato in cui il conflitto avviene n\u00e9 ha legami famigliari delle parti in lotta, non appartiene ad alcuna organizzazione militare ufficiale, e non \u00e8 pagato. Questa definizione mira a eliminare i soldati, i mercenari, i siriani esiliati rientravano per combattere e, pi\u00f9 importante ancora, i terroristi di professione specializzati nella violenza contro i civili. In quest\u2019articolo voglio affrontare solo una parte di chi rimane in particolare chi ha deciso che \u00e8 suo dovere religioso combattere contro il regime di Assad e che provengono dall\u2019Europa.<\/p>\n<p>La presenza di Europei \u2013 residenti e\\o che possiedono la cittadinanza di un Paese dell\u2019EU \u2013 \u00e8 stata notata sin dalla fine del 2011 ma \u00e8 dal 2012-13 che Il forte aumento delle partenze verso la Siria, ha cominciato a destare preoccupazione.<\/p>\n<div id=\"attachment_3931\" style=\"width: 480px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/NEWS_171973.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-3931\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-3931\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/NEWS_171973.jpg\" alt=\"Combattenti stranieri\" width=\"470\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/NEWS_171973.jpg 470w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/NEWS_171973-300x167.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 470px) 100vw, 470px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3931\" class=\"wp-caption-text\">Combattenti stranieri<\/p><\/div>\n<p>Se, infatti, fino all\u2019Aprile del 2012 la presenza di europei all\u2019interno del conflitto si situava ben nella media di conflitti precedenti in Cecenia e in Bosnia, (7-11% dei combattenti stranieri presenti nel Paese, quindi tra le 135 e le 590 unit\u00e0 su un totale che variava tra 2000 e 5000.) Ad Agosto il numero complessivo di combattenti stranieri era salito a 6000 unit\u00e0 secondo il New York Times. E a dicembre, sempre secondo l\u2019International Center for the Study of Radicalisation il numero totale di combattenti non siriani avevano raggiunto le 11000 unit\u00e0. Di questi gli occidentali, secondo le stime degli esperti, erano tra i 1100 e i 1700 e di costoro gli europei sono valutati essere tra i 396 e 1937: sono dunque triplicati rispetto a quanto valutato ad Aprile e sono arrivati a rappresentare il 18% dei combattenti stranieri presenti nelle zone dei combattimenti. Il che significa che questa guerra ha mobilizzato un numero di combattenti come non si vedeva dalla guerra in Afganistan contro i Russi.<\/p>\n<p>I Paesi di provenienza di questi combattenti sono principalmente la Francia (63-412), la Gran Bretagna (43-366), La Germania (34-240), il Belgio (76-296) e i Paesi Bassi (29-152). Meno numerosi, ma considerando la popolazione di questi Paesi altrettanto preoccupante \u00e8 il numero di partenze da Paesi pi\u00f9 piccoli quali la Danimarca (25-84), Austria (1-60), Norvegia (33-40).<\/p>\n<p>Questi numeri hanno suscitato una comprensibile preoccupazione e inquietudine all\u2019interno dei Paesi di provenienza.Ci\u00f2 \u00e8 dovuto a due principali fattori: il primo \u00e8 legato alla legittima ansia da parte delle comunit\u00e0 e famiglie di perdere i propri giovani in quella sanguinosa guerra civile. In realt\u00e0, spesso gli stessi famigliari non sanno della decisione dei giovani di partire com\u2019\u00e8 dimostrato dai cartelli di missing che si trovano a decine in alcune citt\u00e0 tedesche e di alcune storie strazianti come di quella madre belga che ha tentato invano di fermare il figlio minore, quindicenne, dall\u2019unirsi al maggiore in Siria. I giovani in partenza appaiono, inoltre, sempre pi\u00f9 giovani arrivando a essere letteralmente teenager.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, le autorit\u00e0 giudiziarie e politiche vedono in questo flusso continuo di giovani verso la guerra un possibile problema nel momento in cui questi decidessero di tornare. Uso il condizionale perch\u00e9 da quanto \u00e8 emerso da alcune fonti, non tutti quelli che partono vedono nella fine della guerra un rientro a casa bens\u00ec un trampolino per combattere la Jihad in altre zone geografiche. Esatti numeri non esistono perch\u00e9 \u00e8 difficile per i governi identificare e quantificare quanti dei loro cittadini partono per il conflitto. Alcuni, come ho detto, non spiegano le loro intenzioni alle proprie famiglie o amici tanto che spesso finiscono nelle liste degli scomparsi per poi essere identificati grazie ai siti jihadisti che ne comunicano il \u201cmartirio\u201d e\/o da video in cui appaiono armati in campi di addestramento o anche da una telefonata non appena arrivati in Siria. Quindi, non sapendo quanti partono, \u00e8 difficile capire, alla fine anche quanti tornano. N\u00e9 si pu\u00f2 dare per scontato che questi siano in toto una minaccia per la sicurezza nazionale. Alcuni potrebbero essere completamente disillusi per quanto hanno visto e rinunciare completamente alla lotta armata.\u00a0 Vi sono stati casi di ragazzi tedeschi recuperati: ad esempio il giovane Pero, sedici anni. D\u2019altro canto, per\u00f2 sappiamo che di tutti quelli che sono stati arrestati per terrorismo in Europa tra il 2001 e il 2009 almeno 12% aveva avuto addestramento paramilitare e\\o, hanno partecipato a conflitti all\u2019estero e che gli attacchi cui loro hanno partecipato, come rileva ancora Thomas Hegghammer, hanno una percentuale di successo maggiore dei terroristi che quell\u2019esperienza non l\u2019hanno compiuta. Oltre ci\u00f2, anche chi rientra \u00e8 traumatizzato da ci\u00f2 che ha visto e che ha dovuto fare, mostra segni di PSTD (Post Traumatic Stress Disorder) \u00a0e hanno difficolt\u00e0 a riadattarsi alla vita da \u201ccivile\u201d. Incidenti gravi sono gi\u00e0 accaduti: basti pensare a Mohammad Merah, giovane francese che, dopo aver combattuto in Afganistan e Pakistan, uccise sette persone nel marzo del 2012 (alcuni soldati e i bambini di una scuola ebraica), per poi suicidarsi dopo un assedio di trenta ore da parte della Polizia; oppure Fila Abdulla e Kafeel Ahmed che, cinque anni prima di Merah, lasciarono due autobombe a Londra prima di tentare un attacco suicida contro l\u2019aeroporto internazionale di Glasgow. Tutto ci\u00f2 ha attratto l\u2019attenzione dell\u2019antiterrorismo in tutta Europa perch\u00e9, secondo le parole di Gilles de Kerchove, capo dell\u2019antiterrorismo dell\u2019EU, mentre \u00e8 vero che non tutti quelli che partono sono radicalizzati, molti di loro dopo l\u2019addestramento lo diverranno.<\/p>\n<div id=\"attachment_3935\" style=\"width: 360px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Mohammed-Merah-\u00e0-J\u00e9rusalem.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-3935\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-3935\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Mohammed-Merah-\u00e0-J\u00e9rusalem.jpg\" alt=\"Mohammad Merah a Gerusalemme\" width=\"350\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Mohammed-Merah-\u00e0-J\u00e9rusalem.jpg 350w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Mohammed-Merah-\u00e0-J\u00e9rusalem-300x214.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3935\" class=\"wp-caption-text\">Mohammad Merah a Gerusalemme<\/p><\/div>\n<p>I Paesi Bassi e la Germania, in particolare, hanno elevato il loro livello di attenzione alla minaccia terroristica perch\u00e9 temono per la sicurezza stessa dei loro cittadini nel caso i \u201ccombattenti\u201d dovessero tornare, giacch\u00e9 quel 12% potrebbe essere un \u201ccane sciolto\u201d (lone wolf), incontrollabile e difficile da individuare o giungere in Europa con una precisa missione da portare a termine come afferma Hans-Georg Maa\u00dfen, presidente del BFV, <em>Bundesamt f\u00fcr Verfassungsschutz,\u00a0<\/em>Ufficio Federale per la Protezione della Costituzione.<\/p>\n<p>Un\u2019altra questione che \u00e8 considerata preoccupante \u00e8 il numero pro capite di giovani partiti per la Siria in alcuni dei Paesi pi\u00f9 piccoli come l\u2019Austria e la Danimarca: mentre numericamente sono meno consistenti rispetto ai contingenti di Paesi come la Gran Bretagna o la Francia in confronto con la minore popolazione il numero \u00e8 estremamente alto ( per esempio per Hegghammer il contingente di 65 danesi corrisponde a 3600 Americani); il che significa che, se al ritorno rappresentassero una minaccia, sarebbero i Paesi meno popolosi dell\u2019Unione Europea a trovarsi in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019Europa, mentre rischia di divenire sul lungo periodo luogo a rischio di attentati sullo stile di quelli Iracheni o Afgani, deve evitare di divenire il principale sito per la raccolta fondi per la continuazione della Jihad. L\u2019allarme presente da diverso tempo attraverso cosidette associazioni umanitarie che fanno capo a gruppi salafiti come Helfen in Not (Helping in Need or HN)che a quanto pare raccolse una serie di autoambulanze che sarebbero dovute servire per i feriti salvo poi essere utilizzate come autobombe in attacchi suicidi, secondo quanto riportato dal BFV.<\/p>\n<p>A questa sfida l\u2019UE deve trovare una risposta che protegga tutti i suoi cittadini: la facilit\u00e0 di movimento europea, positiva sotto la maggior parte degli aspetti, qui permette a giovani che tal volta non sanno neppure a cosa vanno in contro di scivolare tra le maglie della sicurezza e, ancora pi\u00f9 grave, permetterebbe a meno ingenui personaggi di tornare con pericolose direttive. La soluzione deve essere quindi europea perch\u00e9 le azioni dei singoli stati potrebbero non bastare o essere insufficienti, o addirittura contraddittorie; inoltre l\u2019UE potrebbe mettere in campo fondi pi\u00f9 generosi per la difesa del proprio territorio attraverso politico di controterrorismo e prevenzione della radicalizzazione delle comunit\u00e0 mussulmane. Su questa linea sembra si stia muovendo, secondo la commissaria per the Home Affairs dell\u2019Unione Europa, Cecilia\u00a0 Malmstroem intervenuta a un seminario Swedish National Defence College (SNDC) all\u2019inizio di Febbraio per la quale mentre nessun Paese \u00e8 stato risparmiato dalla minaccia del terrorismo ma fino ad ora ben pochi hanno preso contromisure.<\/p>\n<p>La strategia da lei esposta si base sul combattere la radicalizzazione in Europa, rafforzando l\u2019EU <em>Radicalisation<\/em> <em>Awareness Network<\/em> (RAN), strumento per evitare che giovani vulnerabili cadano nella rete fondamentalista, e la creazione di una rete di informazioni di controterrorismo a livello europeo in grado di scambiarsi informazioni e risorse su questa problematica in tempo reale e non pi\u00f9 limitata da una visuale nazionale. Fondamentali, comunque rimangono le politiche nazionali che devono individuare metodi per de radicalizzare le comunit\u00e0, mantenere un controllo sui social network attraverso i quali avvengono parte dei reclutamenti e i contatti a livello umano quindi all\u2019interno di centri islamici.<\/p>\n<p>Queste azioni sono principalmente preventive, per limitare un ulteriore esodo verso Paesi in guerra come s\u00ec la Siria, ma non dimentichiamo la Somalia o lo Yemen. si dovranno per\u00f2 trovare anche soluzioni per il reinserimento ed il controllo di quanti torneranno, per evitare di reimportare le scene e le violenze che per il momento osserviamo solo in televisione.<\/p>\n<p>\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_3933\" style=\"width: 324px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/images9.jpeg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-3933\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-3933\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/images9.jpeg\" alt=\"Il distintivo della Legione Straniera francese\" width=\"314\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/images9.jpeg 314w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/images9-300x152.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 314px) 100vw, 314px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3933\" class=\"wp-caption-text\">Il distintivo della Legione Straniera francese<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un interessante quanto non conosciuto problema della presenza di giovani europei combattenti in Siria<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3932,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[3,245,124,1290,1273],"tags":[1469,244],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/48cd6357d5252_big.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-11j","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3925"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3925"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3925\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4635,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3925\/revisions\/4635"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3932"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3925"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3925"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3925"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}