{"id":3873,"date":"2014-03-14T09:22:36","date_gmt":"2014-03-14T09:22:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3873"},"modified":"2014-04-04T14:36:45","modified_gmt":"2014-04-04T13:36:45","slug":"dalle-ceneri-della-fenice-rossa-alla-transizione-dei-sistemi-informativi-russi-dalla-fine-del-kgb-alla-creazione-dellfsb-di-putin-parte-seconda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3873","title":{"rendered":"Dalle ceneri della Fenice Rossa alla transizione dei sistemi informativi russi; dalla fine del KGB alla creazione dell\u2019FSB di Putin. Parte Seconda"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>La seconda parte di questo sintetico studio sui servizi segreti russi. La potenza del KGB anche dopo il suo scioglimento; la sua trasformazione. L&#8217;avvento di Vladimir Putin, ultimo &#8216;zar&#8217;, per ora&#8230;, del secolare imperialismo russo. Salvo pochi addetti ai lavori, queste trasformazioni non sono molto conosciute ma occorrerebbe saperne di pi\u00f9 per meglio comprendere la personalit\u00e0 dell&#8217;uomo forte del Cremlino, che sotto una solo apparente alternanza con Medvedev, detiene un potere monocratico come ai tempi dei Romanov.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Unknown5.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3874\" alt=\"Unknown\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Unknown5.jpeg\" width=\"219\" height=\"230\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fine della guerra fredda imponeva allo spionaggio russo un nuovo ruolo. La missione del KGB non era pi\u00f9 la diffusione e la conservazione del comunismo. Il passaggio a un\u2019economia di mercato, poneva un cambio obbligato di rotta nella natura dello spionaggio. In realt\u00e0, l\u2019interesse nella tutela dello stato fu sostituito dal desiderio di ricchezza personale. I servizi di sicurezza non erano interessati a segreti di stato perch\u00e9 gli sforzi erano concentrati sulla scoperta di informazioni compromettenti sul conto di individui,\u00a0 allo scopo di estorsione. Di qui la maggiore enfasi sullo spionaggio economico. Nei primi anni 90, I prestiti della Banca centrale russa vennero per lo pi\u00f9 effettuati seguendo le istruzioni del Parlamento russo o dei pi\u00f9 alti ufficiali della sezione esecutiva del Cremlino. Sicch\u00e9 Mosca concesse capitali di avviamento a quelle attivit\u00e0 con cui il governo aveva costituito societ\u00e0 a capitale misto in cambio di credito. In questo modo, fu possibile riciclare il denaro attraverso una rete di banchieri corrotti, societ\u00e0 di copertura e corrieri del KGB, incanalandolo in lucrosi investimenti societari sotto il controllo della criminalit\u00e0 organizzata, sia in occidente che in patria. Con il denaro ottenuto, la polizia segreta creava una societ\u00e0 di copertura. Queste avevano spesso un indirizzo temporaneo, mentre il denaro preso in prestito andava ad altri destinatari come pagamenti per servigi resi. L\u2019escamotage era un metodo per sottrarre denaro alle casse dello Stato o alle banche per trasferire il denaro legalmente.<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/images-23.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-3865\" alt=\"images-2\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/images-23.jpeg\" width=\"194\" height=\"259\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019importante conseguenza del crollo dell\u2019URSS fu la privatizzazione dei servizi di spionaggio e sicurezza. I numerosi cambiamenti organizzativi che si verificarono tra il 1991 ed il 1993, quando venne smantellato l\u2019ex KGB, insieme alla grande domanda di servizi di sicurezza professionali per proteggere le banche e nuove attivit\u00e0 economiche sorte dopo la fine del comunismo, indusse molti cekisti (1) a lasciare i ranghi dei servizi per trovare un impiego pi\u00f9 lucroso nel settore commerciale nei servizi di sicurezza privati. Essi fecero questo passo mantenendo i vecchi legami e contatti, applicando le tecniche operative usate durante il servizio in agenzia per conseguire i propri obiettivi economici privati. Conseguentemente agli inizi del 90 si verific\u00f2 una forte competizione tra sicari nella sfera economica. Molti ufficiali del servizio segreto si misero in societ\u00e0 con i titolari di attivit\u00e0 economiche di successo o potenzialmente tali con intenzione di imporre il loro controllo secondo lo stile del KGB. Usando la sua pratica tradizionale, anche le agenzie nate dal KGB sfruttarono la propria posizione per costringere a entrare in societ\u00e0 gli imprenditori che non volevano farlo. Chi si rifiutava era letteralmente braccato e arrestato, mentre l\u2019attivit\u00e0 veniva confiscata e passava di propriet\u00e0 delle agenzie. Le amministrazioni bancarie preferivano, inoltre, assoldare ex appartenenti dei servizi di sicurezza come guardie del corpo, poich\u00e9 questi avevano le competenze necessarie per proteggere i loro clienti. Perci\u00f2, poich\u00e9 la criminalit\u00e0 era controllata dalla maggioranza delle banche in Russia, i servizi incominciarono a lavorare direttamente per queste, producendo scontri tra cekisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando la nuova oligarchia ottenne il controllo di gran parte dell\u2019economia, gli omicidi degli uomini d\u2019affari a Mosca e in altre aree urbane raggiunsero alti livelli. Nel 1993 ci furono 102 omicidi su commissione di uomini d\u2019affari e nel 1994 il numero era salito a 562. I killer a pagamento non si concentravano solamente sui banchieri o gli esponenti politici. Nel mirino finirono anche molti giornalisti che seguivano le attivit\u00e0 della criminalit\u00e0 organizzata o criticavano le operazioni nelle banche. Dietro a questi omicidi c\u2019erano le agenzie governative. Solo personaggi ricchi e potenti potevano assoldare un bravo killer. Il costo di un omicidio normalmente si aggirava dai 20.000 ai 50.000 dollari, fino a un massimo di 100.000. I killer pi\u00f9 ricercati erano solitamente ex esperti in sabotaggio dei dipartimenti di spionaggio del Ministero della Difesa o del primo dipartimento principale dell\u2019ex KGB. I loro obiettivi erano importanti banchieri, industriali e squali del mondo della criminalit\u00e0. Molti omicidi su commissione erano, di fatto, compiuti sia dall\u2019agenzia di spionaggio interno che da operativi delle forze armate del GRU (<i>Glavnoe Razvedyvatel&#8217;noe Upravlenie<\/i>), che appoggiandosi ai servizi di sicurezza privati ottenevano una valida copertura ed i canali necessari per indagare e sorvegliare i target in preparazione degli assassini.<\/p>\n<div id=\"attachment_3876\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/kgb-headquarters.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-3876\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3876\" alt=\"La sede del KGB: la Lubianka.\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/kgb-headquarters-300x163.jpg\" width=\"300\" height=\"163\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/kgb-headquarters-300x163.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/kgb-headquarters.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3876\" class=\"wp-caption-text\">La sede del KGB: la Lubianka.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vittoria dei comunisti nelle elezioni parlamentari del dicembre 1993 era stata per Eltsin un chiaro segnale di una perdita di potere. Tre mesi dopo lo scioglimento del Parlamento, avvenuto il 21 dicembre del 1993, il presidente riorganizz\u00f2 nuovamente i servizi nel tentativo di potenziarne i ranghi contro la crescente influenza dei comunisti. L\u2019MB fu sciolto, dichiarandolo irriformabile e rinominandolo Servizio di Controspionaggio Federale FSK (<i>Federalnaya Sluzhba Kontrrazvedki<\/i>). Il nuovo apparato di sicurezza dello Stato pass\u00f2 dallo status di ministero a quello di agenzia. Quindi, nel febbraio del 1994. una volta che la transizione dall\u2019MB all\u2019FSK era relativamente stabile, Eltsin nomin\u00f2 alla guida dell\u2019agenzia Sergej Stephashin, che era stato capo della commissione istituita nel 1991 per indagare sui servizi di spionaggio\u00a0 e di sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scoppio del conflitto in Cecenia nel 1994 fu caratterizzato da operazioni su larga scala dell\u2019FSK, con la collaborazione dell\u2019SVR per indebolire il fronte ribelle. Poich\u00e9 uno dei compiti dell\u2019SVR sarebbe stato quello di favorire i rapporti con \u201cl\u2019estero vicino\u201d, in altre parole le ex repubbliche sovietiche, il servizio di sicurezza interno e quello esterno collaborarono per influenzare gli eventi in Cecenia, ma a causa di errori che comportarono alcuni episodi d\u2019imbarazzo all\u2019esercito russo, il direttore dell\u2019FSK fu rimosso dal suo incarico. Da tale evento, nel 1995 scatur\u00ec la nuova riforma dell\u2019FSK, che sarebbe stato chiamato Servizio di Sicurezza Federale FSB (<i>Federal\u2019naja slu\u017eba bezopasnosti Rossijskoj Federacii<\/i>) sotto la guida di Barsukov l\u2019ex capo del Direttorato della Guardia (GUO). L\u2019aspetto pi\u00f9 importante era che il servizio di sicurezza ottenne di nuovo il pieno controllo dei dipartimenti delle prigioni e delle indagini, aumentando di gran lunga il suo potere (2). La nuova agenzia vide l\u2019aumento dei vice direttori che furono portati a otto: due primi deputati, cinque deputati responsabili dei Dipartimenti e delle Direzioni ed un vice direttore la cui competenza andava\u00a0 dalla Citt\u00e0 di Mosca alla direzione regionale di Mosca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto che i russi anche dopo il crollo dell\u2019impero sovietico continuassero ad operare senza sostanziali limitazioni all\u2019estero, dimostra che le reti del KGB erano molto ben radicate negli Stati Uniti come negli altri paesi della NATO. Con la perdita d\u2019influenza politica internazionale e la rottura di molte reti di spionaggio seguita alla fine del comunismo, la Russia s\u2019impegn\u00f2 nel ricucire la propria rete informativa abbastanza velocemente per riguadagnare il proprio posto nello spionaggio mondiale. Le condizioni in cui operava il servizio di spionaggio dopo il collasso del comunismo erano completamente cambiate. Esso perse gran parte dei fondi, in particolare quelli che erano affluiti dai paesi satelliti durante la guerra fredda e non ebbe pi\u00f9 collegamenti con circa 150 stazioni SIGINT dei paesi dell\u2019ex patto di Varsavia. L\u2019indipendenza da Mosca di molti paesi dell\u2019Europa orientale e di quelli baltici cre\u00f2 un vuoto nel controllo di numerose reti spionistiche in quei paesi. La fine della guerra fredda impose un nuovo orientamento ai servizi informativi occidentali, allo stesso tempo lo spionaggio esterno russo modific\u00f2 le proprie esigenze. Le priorit\u00e0 delle agenzie divennero pi\u00f9 che in passato: economiche, industriali e tecnologiche. In secondo piano nella lista delle preminenze compariva anche lo spionaggio politico seguito dalla reintegrazione dell\u2019estero vicino e del traffico d\u2019armi.<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/images5.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-3877\" alt=\"images\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/images5.jpeg\" width=\"282\" height=\"179\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la guerra fredda, la politica sovietica in Medio Oriente aveva supportato stati inaffidabili come: Libia, Iraq e Iran. Nonostante il crollo del comunismo i Russi intendevano attuare una politica attiva in Medio Oriente. L\u2019addestramento dei terroristi e dei funzionari dei servizi dei Paesi che si opponevano agli interessi degli Stati Uniti fu perpetrato con una certa continuit\u00e0. Una linea di condotta accertata da una riunione avvenuta all\u2019inizio del 1995 tra il direttore del servizio informazioni estero (SVR) ed il suo omologo iraniano. Questi incontri culminarono nella firma di un accordo di cooperazione, che oltre ad ordini per la fornitura di attrezzature per comunicazioni ed ascolto, comprendeva l\u2019invio di esperti russi in Iran e la creazione da parte del servizio informazioni di Mosca di un centro regionale di addestramento per i funzionari dei servizi: dell\u2019Azerbaigian, del Pakistan, dell\u2019Oman e degli Emirati Arabi Uniti. L\u2019intenzione di Teheran era senza dubbio che Mosca contribuisse al miglioramento dei servizi di sicurezza informativi iraniani, compito a cui lo spionaggio russo era ben felice di provvedere. Secondo il servizio di informazioni egiziano il 10 novembre del 1995, una delegazione di circa 250 ufficiali della sicurezza iraniana ritornarono da una visita di sette mesi a Mosca che aveva come scopo l\u2019addestramento per mezzo dei servizi russi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1995 le agenzie del Cremlino si orientarono con pi\u00f9 convinzione sullo spionaggio economico, con l\u2019intenzione di valutare l\u2019influenza esterna sull\u2019economia della Russia, favorire l\u2019integrazione tra le ex repubbliche sovietiche, prevenire le minacce straniere alla sicurezza economica della Russia, coadiuvare il governo nel favorire l\u2019investimento estero e contrastare l\u2019attivit\u00e0 di riciclaggio di denaro da parte di gruppi criminali. Il vero motivo di questo interesse dei servizi era per\u00f2, la supervisione del commercio d\u2019armi dalla Russia. In definitiva, i servigi dello spionaggio russo nei primi anni novanta si concretarono nella raccolta di informazioni che rispondevano pi\u00f9 che alle esigenze dello stato, a quelle dei responsabili del massiccio furto di risorse russe, quantificabili in capitali per miliardi di dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10px;\">(1) La \u010ceka, abbreviazione di <i>\u010drezvy\u010dajnaja komissija<\/i>, era un corpo di polizia politica sovietico creato da da Lenin e Feliks Edmundovi\u010d Dzer\u017einskij nel 1917, per combattere i nemici del nuovo regime russo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10px;\">(2) Nel 1995, l\u2019FSK \u00e8 stato rinominato e riorganizzata nel Servizio di Sicurezza Federale (FSB) dalla legge federale del 3 aprile 1995: &#8220;Sulle Organi del Servizio di Sicurezza Federale della Federazione Russa&#8221;. Integrata con il decreto n \u00b0 633, firmato da Boris Eltsin, il 23 giugno 1995. Il decreto ha\u00a0 attribuito all\u2019FSB compiti pi\u00f9 specifici, come la possibilit\u00e0 di condurre lavoro di crittografia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/KGrHqVlUE2EDoNZHvBNhPDfVwzg_35.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3878\" alt=\"$(KGrHqV,!lUE2EDoNZHvBNhPDfVwzg~~_35\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/KGrHqVlUE2EDoNZHvBNhPDfVwzg_35.jpg\" width=\"200\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La seconda parte di questo sintetico studio sui servizi segreti russi. 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