{"id":3851,"date":"2014-03-11T16:48:32","date_gmt":"2014-03-11T16:48:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3851"},"modified":"2014-04-11T00:27:20","modified_gmt":"2014-04-10T23:27:20","slug":"approfondimenti-sulla-storia-di-al-qaeda-nel-maghreb-islamico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3851","title":{"rendered":"Approfondimenti sulla storia di Al Qaeda nel Maghreb islamico."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non \u00e8 affatto semplice la storia delle penetrazioni di Al Qaeda nel Maghreb islamico e soprattutto capire la differenza fra Boko Haram, Al Nusra e le altre sigle che diffondono tensione e terrorismo in Africa a nord e a sud del Sahara. Aldo Madia prova \u00a0darci un quadro esaustivo della situazione attuale che peraltro \u00e8 in continuo fermento e sperimenta numerosi cambiamenti \u00a0complessi da seguire. Solo cos\u00ec per\u00f2, avendo un quadro, necessariamente veloce, della presenza &#8216;al qaedista&#8217; in quelle zone, si pu\u00f2 arrivare alla comprensione di qualche avvenimento&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore Scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_3854\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Islamic_State_of_Iraq_and_the_Levant_Abu_Wahib1.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-3854\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3854\" alt=\"Islamic_State_of_Iraq_and_the_Levant_Abu_Wahib\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Islamic_State_of_Iraq_and_the_Levant_Abu_Wahib1-300x173.jpg\" width=\"300\" height=\"173\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Islamic_State_of_Iraq_and_the_Levant_Abu_Wahib1-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Islamic_State_of_Iraq_and_the_Levant_Abu_Wahib1.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3854\" class=\"wp-caption-text\">Islamic_State_of_Iraq_and_the_Levant_Abu_Wahib<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel novembre 2013 un terrorista con decennale attivit\u00e0 operativa nella fascia sahelo-sahariana decise di abbandonare la lotta armata e inizi\u00f2 a collaborare. Le sue dichiarazioni consentono di orientarsi in quella rete tentacolare apparsa ad Algeri nell\u2019aprile 2007 con tre attacchi simultanei eseguiti da kamikaze a bordo di autobombe contro gli uffici del Primo Ministro e due caserme di Polizia e un bilancio di ventiquattro morti e 222 feriti. L\u2019azione \u00e8 rivendicata da Al Qaeda in the Islamic Maghreb che sceglie giorno, obiettivi e modalit\u00e0 a forte impatto mediatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giorno scelto \u00e8 l\u201911, divenuto significativo dall\u2019 11 settembre 2001. L\u2019obiettivo nel pieno centro di Algeri contro siti ad alta vigilanza \u00e8 una dimostrazione di capacit\u00e0 di controllo del territorio, dove nessuno potr\u00e0 pi\u00f9 sentirsi sicuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019utilizzo di kamikaze con autobombe avviene mentre nella vicina Kabilya, a est della capitale, l\u2019Esercito \u00e8 impegnato da venti giorni in una campagna contro centinaia di jihadisti del <i>Gruppo salafita per la Predicazione e il Combattimento <\/i>(AQIM: <i>Al Qaeda in the Islamic<\/i> <i>Maghreb<\/i>), guidato dall\u2019Emiro Abdel Malek Doukdel.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come nasce, si sviluppa e opera questo nuovo soggetto combattente ormai diffuso nella zona del deserto dal Nord al Corno d\u2019Africa e oltre?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci aiuta a comprenderlo Tahani, il nome scelto dal jihadista che inizia la sua collaborazione ripercorrendo il suo stretto rapporto con Mokhtar Belmokhtar, attuale leader di AQIM.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mokhtar ha fatto esperienza in Afghanistan negli anni \u201990 e, ritornato ad Algeri, si sposta nel Sahel algerino e si avvicina al Gruppo Islamico Algerino e poi al <i>Gruppo <\/i>\u00a0riuscendo a tessere contatti con leader di Burkina Faso, Niger, Mauritania, Mali, Tunisia, Congo e Guinea.<\/p>\n<div id=\"attachment_3855\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/syria-jahbat-al-nusra-front.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-3855\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3855\" alt=\"syria-jahbat-al-nusra-front\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/syria-jahbat-al-nusra-front-300x179.jpg\" width=\"300\" height=\"179\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/syria-jahbat-al-nusra-front-300x179.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/syria-jahbat-al-nusra-front.jpg 627w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3855\" class=\"wp-caption-text\">syria-jahbat-al-nusra-front<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel deserto trova un\u2019opportunit\u00e0 quando alla fine degli anni \u201890 le Autorit\u00e0 distruggono l\u2019organizzazione del contrabbando gestita da\u00a0 Hadji Betton.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti militanti di Betton si uniscono a Mokhtar che ne utilizza le informazioni su dislocamento, posizione e controllo del territorio da parte della sicurezza algerina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019autoritarismo di Mokhtar\u00a0 induce l\u2019Emiro del <i>Gruppo Salafita<\/i> a inviare Abdel Razzaq detto <i>Le Par\u00e0<\/i>, gi\u00e0 ufficiale della Sicurezza algerina, come responsabile del gruppo operativo del Sahara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel marzo 2001 Mokhtar riunisce i militanti ai quali chiede di scegliere il responsabile del gruppo che si divide:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 i pi\u00f9 anziani rimangono con Mokhtar, che si autoproclama Emiro dei jihadisti del Nord del Mali;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 una parte segue <i>Le Par\u00e0<\/i>;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 un terzo gruppo abbandona la lotta armata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di quest\u2019ultimo gruppo fa parte Tahani. Dopo l\u2019arresto di Abdel Razzaq <i>Le Par\u00e0<\/i> nel 2003, Mokhtar teme per la sua vita e si mette in contatto con i Servizi di Sicurezza algerini per essere incluso nel programma di \u201criconciliazione nazionale\u201d lanciato dalle Autorit\u00e0 nel 2006.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 riunisce l\u2019ala residuale del <i>Gruppo Salafita<\/i>, decimato dalle campagne militari algerine, e d\u00e0 vita ad AQIM che abbandona le citt\u00e0 per\u00a0 rifugiarsi nel deserto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mokhtar imprime una svolta in seno ad AQIM indirizzandola a un jihadismo non disgiunto da pratiche illecite con sequestri di persone, contrabbando di armi e tabacco lungo la fascia frontaliera tra Mauritania, Mali, Niger e Sud dell\u2019Algeria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo dualismo operativo sar\u00e0 assunto successivamente:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 dai jihadisti <i>Boko Haram<\/i> nigeriani e <i>Shabaab<\/i> somali e dalle formazioni\u00a0 <i>Aqap<\/i> nello Yemen, <i>ISIS<\/i>\u00a0 e <i>al Nusra<\/i> in Iraq, Siria e Libano;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 poco dopo dal Movimento Nazionale di Liberazione dell\u2019Azawad, dal Movimento per l\u2019Unit\u00e0 e il jihad nell\u2019Africa Occidentale e da Ansar Dine in Mali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019evoluzione impressa da Mokhtar ad AQIM alimenta contrasti e dissidi con l\u2019Emiro nazionale Droukdel e del suo vice Khaled al Mig &#8211; che sarebbe poi stato ucciso nell\u2019ottobre 2012 a Yacourene in provincia di Tizi Uozi &#8211; contrari alla pratica e gestione dei sequestri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per frenare le iniziative di Mokhtar, autonominatosi leader della Katibat al \u2013 Moulathamin, Droukdel modifica gli assetti della formazione per collocare nei punti chiave elementi di provata lealt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente l\u2019organico con almeno 2 mila combattenti ha una struttura fortemente gerarchizzata con un\u2019unica Autorit\u00e0 di vertice, l\u2019Emiro Nazionale Droukdel \u2013 anche se contesa dal Capo degli Anziani e Notabili Abu Obeida Yousef, \u2013 coadiuvato dal Consigliere militare Yahia Djouadi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Emiro dispone delle seguenti Commissioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 politica e relazioni esterne, guidata da Ahmed Deghdegh;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 militare, al comando di Abu Ala;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 finanziaria, presieduta da\u00a0 Hisham Abu Akram, per il controllo della redistribuzione dei proventi dei sequestri tra i diversi gruppi;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 sicurezza, diretta da Mousa Bourhala.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si avvale inoltre dei Consigli:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 della <i>Shura <\/i>o dei Notabili, retti da Abu Obeida Yousef;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 dei media, di cui \u00e8 responsabile Saldh Abu Muhammadd.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mustapha Debshi, esperto di comunicazioni, sarebbe stato incaricato di guidare le cellule in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sotto il profilo operativo, AQMI \u00e8 divisa in quattro Regioni, ognuna affidata a un \u201cEmiro di zona\u201d:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Centrale, con Algeri, Boumerdes, Bouira e Tizi Ouzou;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Orientali, per la Tunisia;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Occidentale per il Marocco;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Meridionale per il Sahel, dove Droukdel ha pianificato l\u2019ulteriore divisione in zona Sud e zona del Sahara per proiettarsi nelle aree desertiche di Algeria, Chad, Niger, Mali e Mauritania, fino alla Nigeria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019interno delle zone i combattenti sono ripartiti in unit\u00e0 operative (<i>Katibat,<\/i> battaglioni) a loro volta suddivise in piccole e mobili unit\u00e0 che si spostano a bordo di fuoristrada equipaggiati con mitragliatrici calibro 14,5 mm e 12,7 mm.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">AQIM \u00e8 presente anche in Mauritania e Niger settentrionale.<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/w460.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-3856\" alt=\"w460\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/w460-300x163.jpg\" width=\"300\" height=\"163\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/w460-300x163.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/w460.jpg 460w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <i>Katibat<\/i> operanti nel Sahel sono:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 al Moulathamin, diretta da Mokhtar;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tarek ibn Ziyad, diretta da Abdel Hamid Abu Zeid, \u00e8 quella\u00a0 specializzata in sequestri di persona ed \u00e8 divisa in tre seriya (brigate): al Furqan, comandata da Yahya Abu al Hammadou, la pi\u00f9 efficace; al Ansar, guidata da Malik Abu Abd al Karim al Tariki. Il leader Abu Zeid \u00e8 stato ucciso nel giugno 2013, in Mali durante l\u2019offensiva francese per riconquistare il Nord del Paese. Ne \u00e8 indicato successore Djamel Okacha, vicino a Mokhtar che come lui e a differenza di Abu Zeid \u00e8 pi\u00f9 interessato ai sequestri che al jihad;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Al Fatah al Moubine, che opera nel Sud-est dell\u2019Algeria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019affiliazione ad Al Qaeda sin dal 2006 pi\u00f9 volte ribadita anche per ampliare l\u2019eco mediatica delle iniziative armate indica in ogni caso la ricercata internazionalizzazione di AQIM ed emerge dagli evidenti rapporti con le analoghe formazioni jihadiste presenti in Nord Africa,\u00a0 nella area sahelo \u2013 sahariana fino al Corno d\u2019Africa e in Nigeria. Proprio in Nord Africa, in Libia, nel marzo 2012 Mokhtar si \u00e8 trattenuto circa un mese per rifornire di armi il suo gruppo. Fra le priorit\u00e0 di AQIM figura anche l\u2019Europa alla quale \u00e8 gi\u00e0 dedicato un referente per i contatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le guerre in Libia, Mali e Repubblica Centro Africana \u2013 su input iniziale della Francia \u2013 e il sostegno europeo a quelle in Afghanistan e Iraq individuano nell\u2019Europa un obiettivo prioritario di intervento per i jihadisti, come dimostrano gli attacchi in Spagna l\u201911 marzo 2004 e i due a Londra del 7 e 21 luglio 2005 eseguiti il primo da militanti islamici maghrebini e gli altri due da jihadisti del Corno d\u2019Africa.<\/p>\n<p>\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/20142189653640734_20.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-3857\" alt=\"20142189653640734_20\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/20142189653640734_20-300x187.jpg\" width=\"300\" height=\"187\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/20142189653640734_20-300x187.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/20142189653640734_20.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 affatto semplice la storia delle penetrazione di Al Qaeda nel Maghreb islamico e soprattutto capire la differenza fra Boko Haram, Al Nusra e le altre sigle che diffondono tensione e terrorismo in Africa a nord e a sud del Sahara. 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