{"id":3825,"date":"2014-03-09T16:17:31","date_gmt":"2014-03-09T16:17:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3825"},"modified":"2014-03-09T16:38:37","modified_gmt":"2014-03-09T16:38:37","slug":"interessi-italiani-in-medio-oriente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3825","title":{"rendered":"INTERESSI ITALIANI IN MEDIO ORIENTE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sempre d&#8217;attualit\u00e0 \u00e8 questa analisi sugli interessi italiani in Medio Oriente. Sembra che in questa regione mediorientale la situazione tenda a stabilizzarsi almeno in due Paesi precedentemente travolti da \u00a0sanguinose rivolte di piazza: Egitto (fatta eccezione per il warning del nostro Ministero degli Esteri sulla penisola del Sinai, che invita \u00a0turisti italiani a non andare o a restare nei resort dove fanno vacanza) e Tunisia, mentre l&#8217;Iraq ancora \u00e8 testimone di numerosi attentati. In Siria certamente nessuna questione \u00e8 stata risolta e continua una guerra civile di difficile soluzione, avvicinandosi a uno stallo, se le Potenze interessate non decideranno qualche azione particolare. Gli interessi italiani sono forti e variegati. Le esportazioni sono una linfa importante per l&#8217;economia del Paese.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore Scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/NS-euro-area-deflation-versus-low1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-3832\" alt=\"NS-euro-area-deflation-versus-low1\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/NS-euro-area-deflation-versus-low1-300x167.jpg\" width=\"300\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/NS-euro-area-deflation-versus-low1-300x167.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/NS-euro-area-deflation-versus-low1.jpg 522w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>PREMESSA<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tre anni dall\u2019inizio dei movimenti insurrezionali attraversanti l\u2019Arco del Mediterraneo da Rabat a Latakia fino a contaminare la Penisola Araba il futuro delle rivolte islamiche appare diverso da quello auspicato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mondializzazione in atto dopo aver registrato negli ultimi due decenni la caduta del sistema sovietico, l\u2019indebolimento dell\u2019unilateralismo statunitense e l\u2019emersione di significative potenze come Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica (BRICS) si avvia verso un sistema a geometria variabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo scontro Est \u2013 Ovest, a quello per \u201clinee di colore\u201d Nord \u2013 Sud e al fondamentalismo di matrice religiosa si affianca l\u2019implosione di entit\u00e0 statuali che dalla decolonizzazione al 2010 avevano mantenuto una continuit\u00e0 di potere decisionale nel foro interno e nei consessi internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggioranza degli analisti pur attenti alle dinamiche mediorientali hanno presentato come artefice esclusivo della trasformazione in itinere un nuovo soggetto politico: il popolo che in oceaniche rivolte armato solo dei nuovi mezzi di comunicazione (twitter, face-book, sociali network) chiedeva diritto di studio, occupazione, alloggio affinch\u00e9 ogni persona divenisse da suddito destinatario di soli doveri a cittadino con diritti per un futuro non sottoposto ai rigidi parametri dettati dai \u201cPiani di Aggiustamento Strutturale\u201d \u2013 SAP (Structural Adjustement Program) di Fondo Monetario Internazionale (FMI), Banca Mondiale (BM) e delle Istituzioni finanziarie globali.<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/imf_seal.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3829\" alt=\"imf_seal\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/imf_seal.png\" width=\"91\" height=\"92\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La svolta epocale in corso \u00e8 stata \u2013 ed \u00e8\u00a0 \u2013 indicata come \u201cprimavera araba\u201d. In un quadro geostrategico i movimenti iniziati nel 2010 e ancora in corso non rappresentano \u201crivolte per il pane\u201d o \u201cricerca della democrazia occidentale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un siffatto approccio mono-paradigmatico trascura la complessit\u00e0 dei fattori endogeni ed esogeni nei Teatri coinvolti e fornisce una lettura banalizzante e parziale degli eventi, veicolando nell\u2019immaginario collettivo un linguaggio di forte presa mediatica ma di altrettanto scarsa adesione alla realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 un caso che sin dal maggio 2011 gli USA al Convegno su Africa e Medio Oriente annunciarono un \u201cPiano Economico di sostegno alla democrazia\u201d in Tunisia ed Egitto\u00a0 (esteso nell\u2019ottobre successivo a fine missione NATO alla Libia) investendo fondi per 2 mld USD per promuovere settore privato e joint-venture con imprese USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto al \u201cvento mutante\u201d del 2011, dopo la caduta dei leader di Tunisia, Egitto e Libia, nel silenzio-assenso della Lega Araba andava &#8211; e va &#8211; subentrando un potente \u201cAsse sunnita\u201d conservatore e vicino all\u2019Occidente guidato dalla ricca borghesia collusa con i precedenti regimi e da una parte dell\u2019apparato religioso riformista in grado di offrire una tentacolare rete di sostegno nelle aree di interesse strategico occidentale specie nella \u201cmezzaluna sciita\u201d (Iran, Iraq, Siria, Hezb\u2019Allah libanese e formazioni filo-sciite della Strisci di Gaza).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La restaurazione \u00e8 in corso e detta le stesse politiche economiche neo-liberiste del passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>IL SISTEMA ITALIA NEL MEDIO ORIENTE<\/i><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La posizione geostrategica dell\u2019Italia, penisola nell\u2019Arco Mediterraneo e ideale ponte di transito per Europa e Balcani, costituisce un valore aggiunto per lo sviluppo dei rapporti internazionali nel M.O. divenuto nel tempo la quarta area del mondo negli Investimenti Diretti Esteri in termini di imprese e lavoratori italiani .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le priorit\u00e0 per gli operatori economico-finanziari italiani sono le risorse energetiche e le relative reti di distribuzione, infrastrutture, edilizia, telecomunicazione, abbigliamento, privilegiando i Paesi della sponda sud del Mediterraneo \u2013 Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Israele, Libano, Siria\u00a0 \u2013 senza trascurare Paesi del Golfo, Iraq e Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se fino al 2010 l\u2019interscambio dell\u2019Italia con i Paesi mediorientali aveva raggiunto significative plusvalenze segnalate dall\u2019ISTAT, gli eventi successivi in questa regione strategica ne hanno depotenziato la spinta propulsiva e, spesso, provocato un sensibile calo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stato, la situazione d\u2019area registra due principali problemi di difficile soluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/somalia-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3830\" alt=\"somalia-1\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/somalia-1-279x300.jpg\" width=\"279\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/somalia-1-279x300.jpg 279w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/somalia-1.jpg 329w\" sizes=\"(max-width: 279px) 100vw, 279px\" \/><\/a>In primo luogo, la sensibile caduta della situazione di sicurezza nelle aree d\u2019interesse italiano per: le guerre in Libia (2011) e Mali (2013) che hanno contaminato l\u2019intera fascia sahelo-sahariana fino al Corno d\u2019Africa; le rivolte ancora in atto nei Paesi del Maghreb con le estromissioni dei Governi a guida islamica in Tunisia e Marocco e il colpo di stato militare in Egitto (3 luglio 2013); la rivolta eterodiretta in Siria sfociata in perdurante guerra civile; la crescente instabilit\u00e0 in Iraq e Libano, devastati da attentati di\u00a0 matrice etnico religiosa; l\u2019ancora incerta soluzione del nucleare iraniano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo ma non secondario tema \u00e8 fornito dalla forte ripresa nel M.O. delle iniziative terroristiche di matrice deoband\/qaediste in: Libia, a Bengasi il gruppo <i>Ansar al Sharia<\/i>; in tutto il Maghreb, nella fascia sahelo-sahariana fino al Corno d\u2019Africa, la formazione <i>Aqmi<\/i> in contatto con gli <i>Shabaab<\/i> somali e i <i>Boko Haram<\/i> nigeriani; in Siria, Il Fronte <i>Jabat al Nusra<\/i> \u2013 che il 2 dicembre 2013 ha sequestrato dodici suore (sembra che le trattative in corso per liberarle siano a buon punto\u2026per quanto se ne possa sapere a oggi 9 marzo) nel convento di Santa Tecla a Maalula \u2013 e si \u00e8 riunito con i qaedisti di <i>Harar al Sham<\/i> dando vita all\u2019Alleanza Islamica, <i>Jaysh al Islam<\/i> con 43 gruppi di oppositori, <i>Ibn Taymiyya<\/i>, <i>Sukkur<\/i> al Golan, <i>Brigate Faruk<\/i>; in Iraq, la fortissima organizzazione ISI; in Iran la formazione d\u2019origine pakistana <i>Jundallah.\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0<\/i><\/p>\n<div id=\"attachment_3827\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Al_Shabab.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-3827\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3827\" alt=\"Somalia Al Shabab (AP Photo\/ Farah Abdi Warsameh)\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Al_Shabab-300x224.jpg\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Al_Shabab-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Al_Shabab.jpg 610w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3827\" class=\"wp-caption-text\">Somalia Al Shabab (AP Photo\/ Farah Abdi Warsameh)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli interessi italiani nella Regione mediorientale sono supportati a livello istituzionale da numerose entit\u00e0 statuali con il fine di costruire un \u201csistema Paese\u201d adeguato a competere con gli altri Stati interessati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In merito si indicano i pi\u00f9 importanti centri decisionali:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la Direzione Generale per la promozione del sistema Paese del Ministero degli affari Esteri che svolge: il coordinamento delle iniziative di internazionalizzazione delle forze economiche italiane; il partenariato pubblico\/privato; gli strumenti assicurativi e finanziari del commercio estero:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019Istituto del Commercio Estero che dal gennaio 2013 opera in 60 Paesi in collaborazione con la rete diplomatica consolare e le Camere di Commercio all\u2019estero;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la Cooperazione allo sviluppo che: sostiene le ONG nei programmi predisposti da NU ed EU; collabora con Regioni ed Enti locali coordinandone gli interessi con programmi nel Paesi in via di Sviluppo interessati e inseriti nelle strategie di cooperazione perseguite dal Governo; sostiene i programmi di P.m.i. e micro-imprese promuovendo contatti con Confindustria e sistema bancario\/finanziario e dal 1987 deliberando il finanziamento parziale del capitale di rischio delle imprese miste; favorisce la collaborazione fra Universit\u00e0 italiane e Universit\u00e0 dei P.v.s. anche finanziando corsi di specializzazione e master.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche in conseguenza dell\u2019instabilit\u00e0 nell\u2019intero M.O. non sempre l\u2019attivit\u00e0 delle Istituzioni dedicate al coordinamento delle iniziative economiche italiane risultano efficaci in termini di tempistica e proiezioni strategiche per cui adeguano in tempi successivi le priorit\u00e0 sulla base della dislocazione degli interessi economici del capitale finanziario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In controtendenza, rispetto a un panorama in continuo sommovimento, gli interessi italiani trovano in Israele un partner strategico in diversificati settori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In merito, non va trascurato il fatto che nel corso del Vertice governativo italo \u2013 israeliano (2 dicembre 2013) siano stati firmati ben 12 patti bilaterali su energia, sanit\u00e0, ricerca, cultura, pubblica sicurezza, protezione civile, cyberspazio, istruzione, sanit\u00e0, cinema oltre a un\u2019intesa per una futura esportazione di gas naturale da Israele con benefici ricadenti fra gli altri alle industrie belliche Alenia, Aermacchi, Selex, Global e Finmeccanica, all\u2019Acea per l\u2019acqua (con l\u2019israeliana Mekorot).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sempre d&#8217;attualit\u00e0 \u00e8 questa analisi sugli interessi italiani in Medio Oriente. 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