{"id":3807,"date":"2014-03-08T17:59:43","date_gmt":"2014-03-08T17:59:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3807"},"modified":"2014-03-08T17:59:43","modified_gmt":"2014-03-08T17:59:43","slug":"afghanistan-guerra-continua-e-speranze-di-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3807","title":{"rendered":"AFGHANISTAN. GUERRA CONTINUA E SPERANZE DI PACE"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_3331\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Kabul-herat-004-copia-copy.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-3331\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3331\" alt=\"Herat...\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Kabul-herat-004-copia-copy-300x285.jpg\" width=\"300\" height=\"285\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Kabul-herat-004-copia-copy-300x285.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Kabul-herat-004-copia-copy-600x571.jpg 600w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Kabul-herat-004-copia-copy.jpg 748w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3331\" class=\"wp-caption-text\">Herat&#8230;<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ripubblicazione di un articolo cancellato per errore ma che presenta interessanti elementi di analisi. Siamo nel 2014. L&#8217;anno passato era stata discussa una fase di transizione per il passaggio della sicurezza dalla Nato all&#8217;Esercito e alla Polizia locale, di cui una parte addestrata proprio dagli italiani. Un&#8217;analisi di Aldo Madia \u00a0pubblicata precedentemente da rileggere.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini <a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/80px-Emblem_of_Afghanistan.svg_.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-3811\" alt=\"80px-Emblem_of_Afghanistan.svg\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/80px-Emblem_of_Afghanistan.svg_.png\" width=\"80\" height=\"81\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 24 giugno 2013 a Kabul il Presidente afghano Hamid Karzai ha incontrato l\u2019inviato speciale USA per Afghanistan e Pakistan James Dobbins per discutere della V \u201cfase di transizione\u201d (2014) che prevede il formale passaggio della gestione della sicurezza dalla NATO all\u2019Esercito e alla Polizia locale, responsabile del 90% delle operazioni militari (dal 18 giugno), e la riduzione delle truppe USA da 68 a circa 10 mila militari nonch\u00e9 la sensibile diminuzione degli altri contingenti con la ripresa del controllo totale del Paese da parte di Kabul dopo il dicembre 2014.<\/p>\n<div id=\"attachment_3545\" style=\"width: 216px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Unknown1.jpeg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-3545\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-3545\" alt=\"Hamid Karzai\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Unknown1.jpeg\" width=\"206\" height=\"244\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3545\" class=\"wp-caption-text\">Hamid Karzai<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel colloquio dovrebbero essere specificati siti e numero delle principali basi USA\/(NATO destinati a restare nel Paese per contribuire alla formazione delle Forze di Sicurezza afghane e alla ricostruzione, per la quale \u00e8 previsto l\u2019accrescimento dello specifico Fondo che ha gi\u00e0 speso oltre 20 mld USD.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il colloquio, per\u00f2, \u00e8 stato focalizzato soprattutto sulla reazione del Presidente Karzai per l\u2019imbarazzante iniziativa USA dopo l\u2019annuncio (18 giugno) dell\u2019apertura di un Ufficio Politico dei talebani in Qatar (attesa dal marzo 2012).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso giorno (18), infatti, mentre veniva diffusa la notizia che un raid NATO avrebbe ucciso tre minori nel distretto di Baraki Barak, esponenti statunitensi anticipavano ai media \u00a0imminenti negoziati tra loro e i talebani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giorno dopo, il Presidente afghano decideva di interrompere i colloqui con gli USA sull\u2019accordo del \u201cpartenariato strategico\u201d (ruolo e status del residuale contingente USA dal 2015) e in una serie di colloqui telefonici con il capo della diplomazia statunitense ne stigmatizzava le dichiarazioni comportanti la sua delegittimazione e il riconoscimento de facto dei talebani \u2013 che nella sede di Doha avevano issato la bandiera dell\u2019 \u201cEmirato Islamico afghano\u201d &#8211; in seno alla Comunit\u00e0 Diplomatica Internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non mancava Karzai di sottolineare come il movimento avesse sempre dichiarato di voler parlare solo con gli afghani, senza interventi di terzi sino al completo ritiro degli \u201cstranieri\u201d dal Paese. Dichiarazione pi\u00f9 volta ribadita dai talebani anche se in seno all\u2019 \u201cAlto Consiglio per la Pace\u201d afghano\u201d (formato da 80 membri, \u00e8 stato istituito nel 2010 da Karzai) siedono esponenti da sempre ostili ai talebani e in particolare Salahuddin Rabbani, figlio di Burhanuddin, ex Presidente dell\u2019Afghanistan e leader del Partito Jamiat-e-Islami, assassinato nel settembre 2011.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, l\u2019incontro con i talebani, prospettato intempestivamente dagli USA (previsto il 20 giugno con la partecipazione dell\u2019inviato speciale Dobbins), non s\u2019\u00e8 svolto anche perch\u00e9 preceduto dall\u2019intervista rilasciata all\u2019Agenzia \u201cAp\u201d dal portavoce dei talebani, Sohail Shaheen, che, fra le condizioni per l\u2019inizio negoziale, includeva la richiesta della scarcerazione di cinque militanti detenuti a Guantanamo\u00a0 per farne\u00a0 scambio con il sergente americano Bowe Bergdahl, sequestrato nel 2009. Lo stesso portavoce avrebbe precisato tre giorni dopo in un\u2019intervista televisiva all\u2019emittente qatarina \u201cAl Jazeera\u201d\u00a0 che la (eventuale) fase negoziale sarebbe stata accompagnata dal prosieguo della lotta armata sino al ritiro di tutte le truppe straniere nel Paese. Neppure la conferenza stampa sul negoziato di pace prevista dal Presidente afghano \u2013 presumibilmente con lo stesso Dobbins \u2013 per la mattina del 25 ha avuto luogo.<\/p>\n<div id=\"attachment_3809\" style=\"width: 293px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Alguji_5-copy.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-3809\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3809\" alt=\"Piccoli afgani vicino a Herat\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Alguji_5-copy-283x300.jpg\" width=\"283\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Alguji_5-copy-283x300.jpg 283w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Alguji_5-copy.jpg 864w\" sizes=\"(max-width: 283px) 100vw, 283px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3809\" class=\"wp-caption-text\">Piccoli afgani vicino a Herat<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019alba di quel giorno, infatti, nel distretto di Shash Barak un gruppo di 8 guerriglieri talebani ha assaltato il complesso super protetto\u00a0 comprendente il palazzo di Karzai, il Quartier Generale della NATO, il Ministero della Difesa, l\u2019Ambasciata USA e l\u2019Hotel Ariana dove alloggiavano per l\u2019occasione agenti della CIA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attacco \u2013 nel corso del quale sono morti gli assalitori e tre guardie di sicurezza, secondo il Ministero dell\u2019Interno mentre i talebani dichiarano di aver ucciso alcuni agenti americani \u2013 segue una lunga serie di operazioni della guerriglia, tra le quali le pi\u00f9 eclatanti sono state: a giugno, gli attentati all\u2019aeroporto internazionale di Kabul, alla Corte di Giustizia e l\u2019agguato a Farah al convoglio italiano nel corso del quale \u00e8 rimasto ucciso il capitano italiano Giuseppe La Rosa, 53\u00b0 vittima militare dal 2004; a maggio, l\u2019esplosione a Farah di un ordigno al passaggio di un convoglio italiano (2 feriti), l\u2019attacco nel centro di Kabul alla foresteria di fronte agli uffici della \u201cMissione delle Nazioni Unite in Afghanistan\u201d (UNAMA) con sei feriti tra cui la funzionaria italiana Barbara De Anna, successivamente deceduta per le gravi ferite riportate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli attentati degli ultimi due mesi rientrano nella \u201ccampagna di primavera\u201d annunciata dai talebani il 27 aprile e che ha fatto registrare \u2013 secondo l\u2019 ANSO, organizzazione sui dati della sicurezza delle ONG in Afghanistan \u2013 un incremento del 47% (nei primi 4 mesi del 2013) rispetto all\u2019anno precedente con un aumento (nei primi 3 mesi del 2013) del 30% del numero delle vittime civili (475 morti e 872 feriti) con una preoccupante previsione per un esponenziale aumento degli attacchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Shura di Quetta \u2013 non certo la sola a decidere la strategia combattente ma certo la pi\u00f9 nazionalista \u2013 sta coerentemente mirando agli obiettivi di maggior valenza politica e mediatica per evidenziare l\u2019inconsistenza del comparto sicurezza afghano \u2013 fra i quali ha infiltrato militanti pronti ad eseguire operazioni terroristiche contro\u00a0 gli ignari commilitoni &#8211;\u00a0 e il rifiuto della presenza straniera che ha causato la perdita dell\u2019 \u201cEmirato Islamico\u201d faticosamente realizzato. E restando sull\u2019offensiva intende perimetrare l\u2019agenda negoziale traendone il maggior vantaggio possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019estensione (aprile 2013) della missione ISAF (dal 2015 \u201cResolute support\u201d) da parte di Bruxelles non \u00e8 certo sfuggita ai talebani la cui disponibilit\u00e0 negoziale postula serie pre-condizioni: ritiro delle truppe straniere; inclusione nell\u2019agenda dello scambio di prigionieri; ripresa di un ruolo decisionale; allontanamento dei \u201csignori della guerra\u201d con abbattimento dei privilegi e della pervasiva corruzione che alimentano incontrollati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un quadro regionale che vede l\u2019Afghanistan circondato da Pakistan (Sud), Iran (Ovest), Turkmenistan e Uzbekistan (Nord), Cina e India (Est) e occupato militarmente dall\u2019ISAF &#8211; la coalizione occidentale a guida USA \u2013 si ritiene che a breve \u2013 medio termine il conflitto proseguir\u00e0 a bassa intensit\u00e0 secondo lo sperimentato modulo delle guerre asimmetriche senza vinti n\u00e9 vincitori in un Paese in cui si faranno sempre pi\u00f9 chiare le mire della coalizione occidentale e il gruppo \u2013 altrettanto differenziato \u2013 dei Paesi asiatici, tutti orientati a partecipare alla \u201cvalorizzazione\u201d delle ingenti risorse energetiche e minerarie dell\u2019Afghanistan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ripubblicazione di un articolo cancellato per errore ma che presenta interessanti elementi di analisi. 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