{"id":3798,"date":"2014-03-08T17:27:05","date_gmt":"2014-03-08T17:27:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3798"},"modified":"2014-03-08T17:27:05","modified_gmt":"2014-03-08T17:27:05","slug":"crisi-nella-regione-mediorientale-iran-il-convitato-di-pietra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3798","title":{"rendered":"CRISI NELLA REGIONE MEDIORIENTALE. IRAN, IL CONVITATO DI PIETRA."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ripropongo alla lettura un articolo di Aldo Madia, pubblicato nel settembre 2013 (cancellato per errore tecnico), che conserva notevole interesse per un&#8217;analisi della situazione mediorientale con particolare riguardo alla Siria e al problema delle armi chimiche e della distruzione del loro arsenale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore Scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019iniziativa russa (12 settembre 2013) \u00a0ha consentito l\u2019adesione della Siria alla \u201cConvenzione sulle armi chimiche\u201d con l\u2019impegno di consegnare il suo arsenale e l\u2019incontro a Ginevra fra il Segretario di Stato statunitense Kerry e il suo omologo russo Lavrov innescando due eccezionali eventi: il posponimento della guerra a Damasco e lo scambio di lettere tra la Casa Bianca e il nuovo Presidente iraniano Hassan Rohani con la proposta della riapertura del canale diplomatico interrotto dal 1979 con l\u2019assalto all\u2019Ambasciata USA a Teheran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il primo punto, la road map prevede che: entro una settimana la Siria comunichi i siti di stoccaggio del materiale chimico indicandone\u00a0 tipo e quantit\u00e0; entro novembre 2013 ne venga conclusa l\u2019ispezione e la distruzione dei relativi impianti di produzione; entro giugno 2014 venga completata la distruzione dell\u2019intero arsenale chimico.L\u2019agenda del secondo tema propone l\u2019immediato esame del dossier nucleare e il confronto sulla situazione siriana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La proposta russa \u00e8 stata accompagnata da un\u2019altra iniziativa, consustanziale alla crisi attraversante l\u2019intera Regione mediorientale: la ripresa della fornitura all\u2019Iran dei missili terra-aria S-300 &#8211; sospesa nel 2010 dal Presidente russo pro tempore Medvedev su pressione di USA e Israele dopo le prime sanzioni dell\u2019UE in danno dell\u2019Iran per il programma nucleare &#8211; e la costruzione di una seconda centrale\u00a0 nucleare nell\u2019impianto di Bushehr come era previsto nel contratto del 2007 fra i Presidenti dell\u2019epoca, il russo Putin e l\u2019iraniano Ahmadinejad.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019incontro fra i Presidenti russo e iraniano dovrebbe precedere quello sul nucleare in programma tra Iran e USA a New York come prodromo del negoziato dei \u201cP 5 + 1\u201d (i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite: Cina, Francia, Gran Bretagna,\u00a0 Russia, USA) pi\u00f9 la Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strategia di Putin si muove su due piani.<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Haniyeh_Teheran_1-0156e1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-3801\" alt=\"Haniyeh_Teheran_1-0156e\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Haniyeh_Teheran_1-0156e1-300x213.jpg\" width=\"300\" height=\"213\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Haniyeh_Teheran_1-0156e1-300x213.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Haniyeh_Teheran_1-0156e1.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un lato, la Russia si cautela nell\u2019ipotesi prevalesse l\u2019opzione bellica contro Damasco fornendo armi all\u2019alleato iraniano e costruendo un secondo reattore accanto a quello ampliato\u00a0 negli anni \u201990 (funzionante solo dal 2010).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019altro canto, per quanto riguarda l\u2019Iran (il \u201cconvitato di pietra\u201d di queste rivolte eterodirette nella Regione) la caduta del regime alawita rovescerebbe i rapporti di forza nella Regione spezzando quella \u201cmezzaluna sciita\u201d comprendente Teheran, Baghdad, Beirut, Damasco e (parte della) Striscia di Gaza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Teheran, con l\u2019Arabia Saudita ai confini, resterebbe accerchiata da un poderoso \u201cAsse sunnita\u201d fortificato dalla restaurazione sunnita in Egitto \u2013 che dopo il colpo di stato del luglio 2013 ha interrotto i rapporti aperti dal deposto Presidente Morsi con Iran e Hamas &#8211; dal caos iracheno, dall\u2019instabilit\u00e0 libanese la cui componente armata di Hezb\u2019 Allah \u00e8 stata inserita (da USA ed EU, luglio 2013) nella lista delle organizzazioni terroristiche mentre quella sunnita con l\u2019appoggio degli ondivaghi drusi ha innescato un clima di guerra civile contro gli sciiti a Tripoli nel nord, nella Valle della Beqaa al centro e nella capitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accerchiamento che \u00e8 fortificato dai restanti Paesi del \u201cConsiglio di Cooperazione del Golfo\u201d (CCG: oltre a Riyadh, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman, Qatar) e dalla Turchia passata, pochi mesi dopo l\u2019inizio delle contestazioni a Damasco (marzo 2011), da alleata ad acerrima nemica della Siria e che con il dislocamento dei missili \u201cPatriot\u201d (marzo 2013) sul confine turco-siriano\u00a0 costituisce un\u2019ulteriore minaccia per l\u2019Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il rinnovato armamento missilistico e l\u2019appoggio sul nucleare assicurati dall\u2019alleato russo, l\u2019Iran, isolato nella Regione, trova sostegno e forza anche sul piano della diplomazia internazionale che ne limita le ricadute negative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si avvia un percorso alternativo alla logica della guerra dopo gli ultimi, disastrosi risultati in Afghanistan, Iraq, Libia e Mali?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I segnali sono contrastanti e non inducono all\u2019ottimismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 14 giugno 2013 un\u2019indicazione di discontinuit\u00e0 rispetto alle crisi registrate nell\u2019 \u201cArco Mediterraneo\u201d da Rabat a Teheran (e oltre) \u00e8 venuta proprio dall\u2019Iran dove con il 50% dei suffragi cui hanno partecipato il 70% dei 50 milioni aventi diritto al voto \u00e8 stato eletto Presidente al primo turno Hassan Rohani, 65 anni, proveniente da una famiglia di bazarini (commercianti nei bazar), con studi in Occidente e a Qom (in teologia), gi\u00e0 Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e negoziatore nucleare durante la Presidenza Khatami, riformista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Presidente si \u00e8 insediato il 4 agosto successivo e trova non pochi problemi da affrontare: una popolazione il cui 65% ha meno di 30 anni, un\u2019alta disoccupazione con picchi del 30% fra i giovani; una crisi economica profonda (tasso di inflazione al 42%, caduta delle vendite del 70%, valuta nazionale svalutata del 75%, produzione del petrolio crollata dal 2011 al 2013 da 2,2 mln b\/d a 900 mila) causata dalla dissennata politica del precedente Presidente e dalla pesanti sanzioni internazionali; una significativa \u00a0restrizione dei diritti evidenziata da alto numero dei detenuti in carcere, brutalit\u00e0 degli apparati di sicurezza e censura opprimente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto, l\u2019elezione di un tecnocrate riformista costituisce una svolta &#8211; appoggiata da Al\u00ec Akbar Rafsanjani (Presidente negli anni 1989\/97), Reza Aref (vice-presidente con Khatami), Mohammed Khatami (Presidente negli anni 1997\/2005) &#8211; e sancisce la sconfitta dei conservatori Mohamed Baqer\u00a0 Qakibal (sindaco di Teheran), Saeed Jalil (attuale capo negoziatore per il nucleare), Mohsen Rezai (capo delle Guardie Nazionali per 16 anni) appoggiati dal Presidente uscente Ahmedinejad (2005\/13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una sintesi della struttura di potere in Iran pu\u00f2 facilitare la comprensione dei complessi meccanismi della teocrazia iraniana obbediente al principio della \u201cvelayat \u2013 e \u2013 faqih\u201d (autorit\u00e0 del giureconsulto, che si traduce in predomino assoluto della Guida Suprema).<\/p>\n<div id=\"attachment_3805\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/3teheran.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-3805\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3805\" alt=\"La Tour Shayad a Teheran\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/3teheran-300x233.jpg\" width=\"300\" height=\"233\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/3teheran-300x233.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/3teheran.jpg 590w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3805\" class=\"wp-caption-text\">La Tour Shayad a Teheran<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Presidente, seconda carica del Paese dopo la Guida Suprema, con mandato di 4 anni rinnovabile per non pi\u00f9 di due volte consecutive, \u00e8 capo del Governo di cui nomina i Ministri che devono essere approvati dal Parlamento, responsabile del rispetto della Costituzione e ha la facolt\u00e0 di proporre leggi che il Parlamento pu\u00f2 approvare o respingere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Assemblea degli esperti \u00e8 costituita da 86 religiosi con un mandato di 8 anni e ne \u00e8 Presidente Mohammad Reza Mahdavi Kani. Elegge la Guida Suprema, di cui \u00e8 Presidente l\u2019Ayatollah Al\u00ec Khamenei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Guida Suprema determina la linea di politica estera, conferma l\u2019elezione del Presidente nomina i 6 membri religiosi e designa 2.000 alte cariche dello Stato (tra cui i Capi di: apparato giudiziario, Forze Armate \u2013 costituite da Guardiani della Rivoluzione e Forze regolari \u2013 Pasdaran, radiotelevisione dello Stato, principali fondazioni religiose). I Capi dei Guardiani della Rivoluzione e i Pasdaran (ufficialmente 120 mila unit\u00e0, proteggono i leader e i siti istituzionali, hanno vasto potere e il controllo capillare del Paese) rispondono direttamente alla Guida Suprema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione \u2013 in ossequio del principio della \u201cvelayat \u2013 e \u2013 faqih\u201d &#8211;\u00a0 ha il compito di controllare che le leggi non siano in contrasto con il Corano e la dottrina islamica. E\u2019 composto da 12 membri: 6 religiosi con il potere di bocciare le nuove leggi e 6 giuristi islamici con il potere di valutare le candidature alla Presidenza (per le elezioni del giugno 2013 ne ha accolte solo 8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Parlamento, eletto con voto popolare, \u00e8 formato da 290 membri con mandato di 4 anni. Approva\/respinge leggi di proposta governativa, ratifica trattati e Convenzioni. L\u2019attuale maggioranza \u00e8 formata da conservatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le Forze Armate sono costituite dai Guardiani della Rivoluzione e dalle Forze regolari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea di un dialogo degli USA con l\u2019Iran non \u00e8 nuova essendo stata proposta in diverse occasioni e recentemente (marzo 2013) non esclusa dalla Guida Suprema Khamenei che ribadendo il diritto del Paese ad arricchire l\u2019uranio per scopi pacifici ha ripetuto che \u201cnon cercher\u00e0 mai l\u2019arma nucleare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario, durante la Presidenza Obama \u00e8 stato approvato il maggior numero di sanzioni e leggi contro la Repubblica Islamica. Nel biennio 2010 \u2013 2012 sono stati emanati dieci ordini esecutivi del Presidente per imporre sanzioni o estendere lo stato d\u2019emergenza e 12 provvedimenti dai Dipartimenti di Tesoro e Stato (su disinvestimento, Banca Centrale dell\u2019Iran, blocco dell\u2019esportazione del petrolio, inserimento nella \u201clista nera\u201d di rappresentanti dei Ministeri di Interno, Difesa, Informazione, Cultura e Telecomunicazione nonch\u00e9 degli alti gradi delle Forze Armate e di Sicurezza).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A queste misure si accompagnano la violazione dello spazio aereo con droni e aerei spia nel Golfo Persico e nel mare dell\u2019Oman, il sostegno (coperto) a gruppi terroristici come Jundollah (ammesso da Abdul Malek Righi, capo del gruppo) per destabilizzare il Paese, gli attacchi cibernetici a siti nucleari ed energetici, l\u2019inserimento di Teheran nell\u2019 \u201casse del male\u201d (2002) fino alla cancellazione (settembre 2012) dalla lista delle organizzazioni terroristiche dei \u201cMohajeddin del Popolo\u201d (MKO) responsabili dell\u2019uccisione di 12 mila iraniani e di aver collaborato con l\u2019Iraq negli otto anni della guerra con l\u2019Iran (1980 \u2013 1988).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La posizione USA \u2013 fortemente spinta da Israele (in possesso di armi nucleari senza avere mai aderito al \u201cTrattato di non Proliferazione\u201d) \u2013 rimane negativa come evidenziato (19 settembre 2012) a Istanbul anche a fronte della disponibilit\u00e0 iraniana di sospendere l\u2019arricchimento dell\u2019uranio al 20% in cambio di un alleggerimento delle sanzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Per iniziare un \u201cnuovo corso\u201d Usa e Iran dovrebbero trovare intese almeno su tre temi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla questione nucleare gli USA dovrebbero facilitare un nuovo approccio dei P 5 + 1 essendo l\u2019Iran gi\u00e0 pronto \u2013 come ribadito anche dalla Russia in passato (2012) &#8211; ad accettare la sospensione dell\u2019arricchimento dell\u2019uranio al 20% in cambio della riduzione delle sanzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda la Siria la presenza attiva di Teheran potrebbe rivelarsi di grande aiuto nel quadro di una soluzione politica abbandonando l\u2019opzione dell\u2019intervento militare voluto soprattutto da Arabia Saudita, Qatar, Turchia, U.K. e Francia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro tema\u2013 ma non previsto nell\u2019agenda dei colloqui bilaterali Washington \u2013\u00a0 potrebbe essere il coinvolgimento iraniano nella stabilizzazione dell\u2019Afghanistan atteso che nel 2001 l\u2019Iran \u00e8 stato determinante nella sconfitta dei Taliban mentre gli USA, dopo 12 anni di guerra, non solo non li hanno sconfitti ma proseguiranno la loro presenza anche dopo il ritiro delle truppe (2014) stabilendo basi nel Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da tempo sembrano esserci segnali di (prossima) guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Golfo Persico vi sono portaerei USA, fregate inglesi e francesi, squadre navali, mentre Israele, sensibile alla minaccia nucleare iraniana, \u00e8 in prima linea sul fronte della guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tel Aviv ha rafforzato la sua presenza inviando squadre dell\u2019intelligence nel Kurdistan iracheno per reclutare rifugiati curdi da infiltrare nel confinante Iran e avrebbe contatti con militanti di Jundallah, l\u2019organizzazione sunnita pakistana responsabile di numerosi attentati nella Repubblica Islamica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Israele \u00e8 ritenuta da Teheran mandante di attentati e di uccisione di scienziati iraniani tra cui: l\u2019esplosione in una base missilistica a sud della capitale che caus\u00f2 la morte di decine di tecnici (novembre 2007); il virus informatico \u201dStuxnet\u201d, testato da USA e Israele, che contagi\u00f2 i computer delle Centrale di Busher (giugno 2010); l\u2019esplosione in una base di missili \u201cShahab-3\u201d che uccise 8 tecnici (settembre 2010); l\u2019esplosione in una base missilistica in cui rimase ucciso l\u2019ideatore del programma, Brigadiere Generale Hassan Moghadam e 30 tecnici (novembre 2011); lo schianto dell\u2019aereo con a bordo tecnici russi diretti all\u2019impianto nucleare \u00a0di Busher che provoc\u00f2 la morte di una decina di persone fra le quali 6 scienziati russi (giugno 2011); l\u2019uccisione con una bomba sulla moto dello scienziato Massud Al\u00ec Mohammed, esponente del programma nucleare (gennaio 2010); l\u2019uccisione del fisico nucleare Majid Shahariari (novembre 2010); l\u2019 uccisione nella capitale dello scienziato\u00a0 Daryosh Rezaei (luglio 2011); l\u2019uccisione con una bomba sull\u2019auto dello scienziato\u00a0 Mustapha Ahmadi Roshan, che lavorava nello stabilimento di Natanz.<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/images-21.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3802\" alt=\"images-2\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/images-21.jpeg\" width=\"276\" height=\"183\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In preparazione della (possibile, nuova guerra) gli USA hanno iniziato (novembre 2012) la costruzione di una stazione radar in Qatar dove c\u2019\u00e8 la pi\u00f9 grande base militare statunitense, \u201cAl Udeid Ait Base\u201d con 8 mila uomini, e sorger\u00e0 l\u2019 \u201cX. Band\u201d radar chiudendo lo scudo antimissile triangolare i cui primi due funzionanti sono nel deserto Negev israeliano e nella Turchia centrale in modo da bloccare l\u2019eventuale lancio di missili iraniani ora in grado di raggiungere Israele e l\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla stazione radar si affiancher\u00e0 un altro sistema di difesa, il primo \u201cTerminal \u00a0High Altitude Area Defense\u201d (Thaad) dotato di un proprio radar che lavorando di backup aumenter\u00e0 l\u2019efficienza dell\u2019intero sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 il timore di un \u201cpericolo imminente\u201d per il nucleare iraniano con finalit\u00e0 atomiche \u00a0attribuito alla Comunit\u00e0\u00a0 Internazionale \u00e8 di Israele e USA, mentre non concordano con la politica statunitense verso Teheran Russia, Cina, India e Turchia mentre l\u2019 Europa (tranne l\u2019U.K.) mantiene una posizione pi\u00f9 defilata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Priva di un grande esercito e con una strategia essenzialmente difensiva, l\u2019Iran mira soprattutto a scoraggiare un\u2019invasione e che stia costruendo armi atomiche \u00e8 ancora da provare mentre nell\u2019area ci sono i Paesi che le hanno: Israele, India, Pakistan che si sono rifiutati di firmare il \u201cTrattato di non Proliferazione\u201d e dove i programmi nucleari sono stati realizzati con il sostegno degli USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pericolo di un\u2019altra \u201cguerra umanitaria\u201d \u00e8 elevato.<\/p>\n<p>\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ripropongo alla lettura un articolo di Aldo Madia, pubblicato nel settembre 2013 (cancellato per errore tecnico), che conserva notevole interesse per un&#8217;analisi della situazione mediorientale con particolare riguardo alla Siria e al problema delle armi chimiche e della distruzione del loro arsenale.<\/p>\n","protected":false},"author":2122,"featured_media":3799,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[3,1284,145,1296,49,131,1290,1291],"tags":[1397,110,1274,109,21,2396,1343,1395,1398,1396,244,1399,24],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/125px-Flag_of_Iran.svg_.png","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-Zg","jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3798"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3798"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3798\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3806,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3798\/revisions\/3806"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3799"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3798"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3798"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3798"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}