{"id":3769,"date":"2014-03-07T19:32:48","date_gmt":"2014-03-07T19:32:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3769"},"modified":"2014-03-07T19:32:48","modified_gmt":"2014-03-07T19:32:48","slug":"siria-diplomazia-e-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3769","title":{"rendered":"SIRIA. DIPLOMAZIA E GUERRA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Le armi viaggiano indisturbate o quasi nel Mar Rosso dove strani pescatori &#8230;non di perle&#8230; ma di missili e armi, si aggirano. La diplomazia, normalmente ben pagata, cerca di fare pi\u00f9 o meno onestamente il proprio lavoro e la guerra si alimenta continuamente. Non cambia molto da conflitti del passato. E il commercio internazionale di un certo tipo ne beneficia.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore Scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/images4.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-3772\" alt=\"images\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/images4.jpeg\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a>La crisi siriana si svolge su due livelli, diplomatico e militare, e in almeno due Paesi, Siria e Libano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista diplomatico, la Siria si \u00e8 dichiarata pronta a eseguire la Risoluzione 2139 del 22 febbraio 2014 votata dal Consiglio di Sicurezza ONU che permette l\u2019ingresso dei convogli umanitari nelle aree pi\u00f9 disagiate del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il regime siriano ha addebitato la crisi umanitaria al terrorismo sostenuto da forze straniere e alle sanzioni imposte dai paesi arabi e occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso fallimento della Conferenza Ginevra 2 anche sul problema umanitario \u00e8 per Damasco dovuto alla posizione di USA e Arabia Saudita su due punti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; \u00a0 esclusione dell\u2019Iran con ricaduta negativa sullo scontro che ha subito registrato un\u2019 ulteriore escalation nel Paese;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; \u00a0riproposizione della proposta avanzata nella Conferenza Ginevra 1 per la formazione di un Governo transitorio senza il Presidente Assad e gi\u00e0 rifiutata nel 2012.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul piano militare la situazione non \u00e8 meno complessa ma risulta pi\u00f9 evidente. Tre eventi contestuali alle iniziative diplomatiche ne delineano la stretta connessione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo episodio accade la sera del 23 febbraio quando ad Aleppo Sheikh Abu Khalid al Suri, comandante del gruppo salafita\u00a0 Ahrar al Sham, e altri sei combattenti della sua brigata sono uccisi in un attacco suicida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cinque ribelli di ISIS, la formazione jihadista sconfessata dal leader di Al Qaeda Ayman al Zawahiri, sono entrati nel Quartier Generale di Ahrar al Sham e uno di loro si \u00e8 fatto esplodere causando la morte di al Suri e i sei militanti.<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Unknown3.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3773\" alt=\"Unknown\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Unknown3.jpeg\" width=\"264\" height=\"191\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sheikh abu Khaled, settantenne di Aleppo, aveva combattuto contro gli USA in Afghanistan e Iraq ed era stato inviato da Zawahiri in Siria per fermare gli scontri fra i jihadisti in seno ai quali era molto influente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Zawahiri ne conosceva gli ottimi rapporti che aveva soprattutto con ISIS (Islamic State of Iraq and the Levant) e lo riteneva l\u2019unico in grado di fermare la carneficina che dall\u2019inizio dell\u2019anno aveva provocato la morte di circa 3.300 nel conflitto fra ISIS e al Nusra, l\u2019unico fronte riconosciuto da Al Qaeda. La sua uccisione non potr\u00e0 che portare un innalzamento della lotta interna fra i jihadisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, il 24 febbraio nella Regione di Janta tra il villaggio libanese di Nabi Sheet e le localit\u00e0 siriane di Serghaya e Zabadani quattro aerei israeliani hanno colpito due automezzi provenienti dalla Siria che trasportavano missili e rampe di lancio. E\u2019 il primo attacco aereo di Israele in territorio libanese dall\u2019inizio della guerra civile siriana ed Hezb\u2019Allah ha preannunciato un\u2019 adeguata rappresaglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine la sera del 26 febbraio l\u2019Esercito siriano con l\u2019appoggio dei combattenti di Hezb\u2019Allah libanese intercetta nei pressi di Utayba non lontano da Damasco un gruppo di jihadisti uccidendone oltre 150 e mettendone in fuga pi\u00f9 di 100.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo i media filo-governativi i militanti uccisi sono quasi tutti stranieri \u2013 sauditi, giordani e ceceni \u2013 entrati dalla frontiera giordana per unirsi ai gruppi presenti a Qalamoun. E la battaglia di Utayba prepara proprio quella di Qalamoun dove l\u2019Esercito circonda i ribelli riparati nella cittadina di Yabroud alla strategica frontiera fra Siria, Libano e la citt\u00e0 portuale di Latakya.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hezb\u2019Allah \u00e8 impegnato nella battaglia di Yabroud perch\u00e9 ritiene che molti kamikaze che hanno eseguito attacchi con autobomba nei quartieri a maggioranza sciita del Sud di Beirut provengano da questa cittadina accanto alla frontiera e siano passati per Arsal, roccaforte sunnita nella Valle della Beqaa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto la guerra continua a infuriare in Siria: un\u2019autobomba ha colpito un ospedale al confine tra Siria e Turchia causando quattordici vittime; all\u2019aeroporto di Dayr\u00a0 az-Zor si contano undici morti; combattimenti sono in corso a Damasco e Aleppo tra il Fonte al Nusra e l\u2019Esercito Siriano; bombardamenti si segnalano a Da\u2019ra, nel Sud del Paese, Al Ghuta al Sharqyya vicino la capitale, Homs e al Bastan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La realt\u00e0 sul terreno \u00e8 quella della guerra e non quella della diplomazia. Racconta un\u2019altra storia: gli aiuti umanitari possono avere solo un effetto placebo se non si arresta dall\u2019una e dall\u2019altra parte l\u2019afflusso di armi; la decisione dei potenti attori esterni di riprendere l\u2019invio di armi \u201cnon letali\u201d ai ribelli per limitare la superiorit\u00e0 militare del regime potr\u00e0 solo aumentare la devastazione del Paese e il numero di profughi, sfollati e vittime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Unknown-11.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3774\" alt=\"Unknown-1\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Unknown-11.jpeg\" width=\"260\" height=\"194\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le armi viaggiano indisturbate o quasi nel Mar Rosso dove strani pescatori &#8230;non di perle&#8230; ma di missili e armi, si aggirano. 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