{"id":3669,"date":"2014-03-04T08:15:27","date_gmt":"2014-03-04T08:15:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3669"},"modified":"2014-03-07T17:00:04","modified_gmt":"2014-03-07T17:00:04","slug":"il-ritorno-di-pietro-il-grande-e-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3669","title":{"rendered":"Il ritorno di Pietro il Grande? E l\u2019Italia?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Le vicende di questi giorni in Ucraina e in Crimea riportano alla mente antiche spinte geopolitiche secolari&#8230;le costanti storiche e geografiche riprongono temi gi\u00e0 visti, anche con qualche \u00a0nuovo parametro che necessita attenzione, come ad esempio il petrolio o il gas. Parlare di &#8216;stare dalla parte sbagliata della storia&#8217;? La parte \u00e8 sbagliata solo se si perde&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore Scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<div><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Unknown.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3672\" alt=\"Unknown\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Unknown.jpeg\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora una volta la crisi ucraina mette in luce tutte le debolezze di un UE (Unione Europea) divisa da fortissimi particolarismi. L\u2019opinione dei maggiori attori europei sono contrastanti, Regno Unito e Francia sembrano associarsi agli States nel voler disertare i lavori preparatori del G7 di Sochi. A sua volta la Germania, visti i suoi fortissimi interessi economici con Kiev e Mosca, si fa paladina del dialogo attraverso la lady di ferro teutonica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E l\u2019Italia? Giusto il \u201cBel Paese\u201d come ormai ci si \u00e8 abituati a credere, osserva in un suo freddo immobilismo, pi\u00f9 turbata dai clamori di una legge elettorale che dai venti di guerra che soffiano dalla Crimea e che avrebbero fortissime ripercussioni sui nostri interessi in Ucraina. L\u2019Italia \u00e9, infatti, il terzo partner commerciale dell\u2019ex repubblica sovietica. Affari che non sono legati solamente al governo di Kiev ma anche al Cremlino. E\u2019 noto ai pi\u00f9, il forte legame che tra \u201cla grande bellezza\u201d e Mosca si \u00e8 instaurato in materia energetica. Tramite il partenariato ENI-Gazprom \u00e8 in ballo l\u2019ambizioso progetto South-Stream, che dovrebbe garantire al nostro Paese una posizione preminente in Europa come esportatore e gestore delle riserve di gas russe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione sembra ormai abbastanza tracciata in Crimea; si profila con molta probabilit\u00e0 una secessione di questa dal resto dell\u2019Ucraina. Il referendum del 30 Marzo non sar\u00e0 altro che la legittimazione finale di una situazione che \u00e8 de facto abbastanza chiara. Il contingente Russo nella penisola \u00e8 ormai numericamente in grado di sostenere qualsiasi idea bellicosa da parte del \u201cgoverno\u201d di Kiev e l\u2019abbandono della flotta ucraina dei porti della Crimea suona come un\u2019accettazione della posizione militare Russa, oltre che come sparuta quanto disordinata precauzione militare. Del resto non pu\u00f2 esserci confronto militare tra il Cremlino e Kiev, similarmente a quanto ovviamente non ce ne sarebbe tra una formica ed uno stivale. Quello che sembra interessante \u00e8 come questo stivale con l\u2019aquila con due teste abbia una forte connotazione imperialistica. Lungi dal paragonare la situazione odierna a quella Georgiana del 2008 della quale ancora s\u2019indagano le cause segrete (un\u2019ipotetica complicit\u00e0 statunitense naufragata sotto i colpi dell\u2019artiglieria e dell\u2019aereonautica Russa), non si pu\u00f2 non porre l\u2019accento sull\u2019incredibile immediatezza ed efficienza della reazione Russa.<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/images-11.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3670\" alt=\"images-1\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/images-11.jpeg\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019azione, quella del Cremlino, pianificata con attenzione e dovizia di particolari come se alla base vi fosse un protocollo da seguire per stadi. Con certezza la partecipazione dei nuclei speciali dell\u2019SVR Russo e delle unit\u00e0 Vympel dell\u2019FSB \u00e8 stata determinante nell\u2019assicurarsi le strutture vitali della penisola. Dal punto di vista tecnicamente militare l\u2019occupazione e la chiusura degli aeroporti e dello spazio aereo corrisponde all\u2019esigenza di impedire ogni forma di comunicazione esterna o di ausilio alle forze ucraine presenti in loco in caso di un conflitto armato. Quello che lascia impressionati dalla sottile efficienza russa \u00e8 il cordone di sicurezza creato introno agli edifici governativi, non tanto per i soldati in uniforme senza distintivi in aperta violazione di ogni trattato internazionale vigente, ma per il cordone esterno creato dagli uomini in borghese, che per movenze e reattivit\u00e0 tutto sembrano fuorch\u00e9 civili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019impressione che deriva da questa veloce analisi \u00e8 che la Crimea torner\u00e0 alla Russia. Yulia Tymoshenko partita velocemente per Mosca \u00e8 la prova che l\u2019Ucraina ha compreso velocemente che come la Georgia, non potr\u00e0 contare sull\u2019aiuto occidentale e che cercher\u00e0 di salvare almeno le province russofone dagli artigli dell\u2019Aquila Russa, in virt\u00f9 anche di una minore appetibilit\u00e0 strategica. Del resto la Tymoshenko \u00e8 ben nota ad accordi atti a scontentare il suo paese. In chiave strategica rimane preoccupante questo passaggio di consegne tra Kiev e Mosca della penisola di Crimea. E\u2019 nota la lungimiranza diplomatica Russa nel nascondere i propri propositi mascherandoli sotto un alone di pacifismo e di protezione dei propri interessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ritorno dello Zar nel Mediterraneo sar\u00e0 un problema cui la NATO dovr\u00e0 presto dare una risposta concreta, anche se questo potrebbe per\u00f2 portare forse in maniera limitata a una maggior apertura della Russia sulla crisi Siriana. Considerato che disponendo a pieno titolo di una penisola come la Crimea, il Cremlino potrebbe destinare la base siriana del porto di Tartus ad un ruolo pi\u00f9 logistico che strategico. D\u2019altro canto la Marina di Pietro il Grande ha sempre avuto l\u2019ambizione di lanciarsi a pieno titolo nel Mediterraneo, e queste ipotesi non possono non preoccupare Roma. L\u2019Italia indebolita da una forte crisi politica ed istituzionale, ha meno che mai bisogno di sconvolgimenti che vadano ad intaccare quegli investimenti ed interessi che potrebbero dare al paese un po\u2019 di respiro economico. Il Paese non pu\u00f2 permettersi un\u2019altra Libia e questa volta la risposta dovr\u00e0 essere rapida precisa e ben ponderata, sia nei confronti della Russia che dell\u2019UE, e soprattutto nei confronti di Washington che gi\u00e0 troppe volte ha bluffato nei confronti delle giovani repubbliche dell\u2019est.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una guerra non conviene a nessuno, ma se ci sar\u00e0 da combattere l\u2019esito potrebbe essere non cos\u00ec scontato. La NATO e l\u2019UE sono, infatti, attesi alla prova del nove, e dovranno dimostrare di non essere solo una versione odierna della Lega di Delo, in cui gli USA svolgono la funzione che fu di Atene, cio\u00e8 di grande baluardo democratico ma che si dimostr\u00f2 alla lunga solo uno strumento di controllo nei confronti dei <i>foederati <\/i>per il raggiungimento dei suoi obbiettivi economico politici. Soprattutto l\u2019UE dovrebbe assumere un ruolo di guida nei confronti di un\u2019ipotetica coalizione in chiave anti-russa: dopotutto l\u2019Ucraina \u00e8 una faccenda Europea. In ultima analisi forse nel Mediterraneo pi\u00f9 che di immigrazione potrebbe tornare di moda parlare di mostri d\u2019acciaio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/ukraine.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3663\" alt=\"ukraine\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/ukraine.gif\" width=\"634\" height=\"324\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le vicende di questi giorni in Ucraina e in Crimea riportano alla mente antiche spinte geopolitiche secolari&#8230;le costanti storiche e geografiche riprongono temi gi\u00e0 visti, anche con qualche  nuovo parametro che necessita attenzione, come ad esempio il petrolio o il gas. 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