{"id":3606,"date":"2014-02-23T10:00:44","date_gmt":"2014-02-23T10:00:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3606"},"modified":"2014-04-04T14:39:29","modified_gmt":"2014-04-04T13:39:29","slug":"codice-prometeo-ovvero-il-prometeismo-un-excursus-storico-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3606","title":{"rendered":"CODICE PROMETEO. Ovvero il Prometeismo. Un excursus storico.2"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;&#8230;Da noi oggi, la storia di questa internazionale dell\u2019irredentismo russofobo \u00e8 nota solo a pochi specialisti, ma negli anni &#8217;20 e &#8217;30 del secolo scorso era nell\u2019agenda delle cancellerie e dei servizi segreti della Vecchia Europa\u2026&#8221; <em>Cos\u00ec scrive Virgilio Ilari nella prima parte del suo excursus storico che aiuta a comprendere anche quello che sta succedendo ora nelle repubbliche ex-sovietiche&#8230;.e per questo il saggio \u00e8 stato proposto ai lettori, trattandosi di un&#8217;analisi geopolitica basata su elementi storici poco conosciuti.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>IL Direttore Scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>(v. la prima parte pubblicata il 22 febbraio 2014)<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Unknown-6.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3615\" alt=\"Unknown-6\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Unknown-6.jpeg\" width=\"266\" height=\"189\" \/><\/a> <\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2026L\u2019archiviazione dell\u2019 <i>Intermarum<\/i> (1921), le dimissioni del maresciallo Pilsudsky dalle sue cariche politiche e militari (1923) e l\u2019abbandono del Prometeismo da parte dei successivi governi polacchi non provocarono per\u00f2 la fine del movimento, che anzi entr\u00f2 in una nuova fase grazie al sostegno segretamente accordato dai vertici militari ai nazionalisti ucraini e caucasici emigrati dopo la vittoria bolscevica. Questo supporto fu ufficializzato e intensificato durante la dittatura di Pi\u0142sudsky (ossia il regime del \u201crisanamento\u201d o \u201cdei colonnelli\u201d), instaurata dal sanguinoso (379 morti) colpo di stato antiparlamentare del maggio 1926, appoggiato dai partiti socialista, contadino e comunista. Nello stesso 1926 fu fondato a Varsavia l\u2019Istituto Orientale, affiancato nel 1930 dall\u2019analogo Istituto di Vilnius, centri propulsori del Prometeismo, che guadagn\u00f2 una vasta minoranza di uomini politici, militari e intellettuali. Il Corpo di Difesa dei Confini (1924) e l\u2019Ufficio Orientale dei servizi segreti (1927) condussero numerose missioni di collegamento coi movimenti di resistenza in territorio sovietico, appoggiate dai centri occulti polacchi stabiliti in Turchia e in Iran. La Polonia accolse inoltre, insieme alla Francia, alla Cecoslovacchia e alla Turchia la diaspora ucraina, georgiana, azera, armena, tatara e cosacca e dette il maggior contributo finanziario alle riviste e ai circoli irredentisti sorti a Varsavia, Vilnius, Cracovia, Pozn\u00e1n, Harbin, Parigi, Berlino, Helsinki e al Cairo.\u00a0 Secondo Charaskiewicz l\u2019intervento di due suoi agenti, un tataro e un caucasico, ebbe un ruolo decisivo nell\u2019indirizzare su posizioni antisovietiche il Congresso Mondiale Islamico di Gerusalemme (1931). Inoltre, con l\u2019avallo del governo georgiano in esilio, l\u2019esercito polacco reclut\u00f2 o form\u00f2 moltissimi ufficiali georgiani. Nel 1939 erano circa un migliaio, inclusi 6 generali, e tra questi il maggiore Dimitri Shalikashvili, il cui primogenito John Malkhaz David, nato a Varsavia, avrebbe poi ricoperto dal 1993 al 1997 il vertice delle forze armate americane (presidente del comitato congiunto dei capi di stato maggiore).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0I sovietici contrastarono il Prometeismo anche con azioni dirette come l\u2019assassinio a Parigi di due capi irredentisti, l\u2019ucraino Petljura (1926) e il georgiano Noe Ramishvili (1930). Ma soprattutto tolsero spazio alla propaganda prometeista con la politica di \u201cnativizzazione\u201d (<i>korenizatsiya<\/i>) delle 176 nazionalit\u00e0 sovietiche e la creazione di 16 repubbliche e 29 regioni autonome; un modello di soluzione socialista della questione nazionale guardato con interesse anche da vari settori della minoranza ucraino-polacca.<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/80px-Greater_coat_of_arms_of_Georgia.svg_.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3613\" alt=\"80px-Greater_coat_of_arms_of_Georgia.svg\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/80px-Greater_coat_of_arms_of_Georgia.svg_.png\" width=\"80\" height=\"70\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 costrinse Pi\u0142sudsky a rinunciare all\u2019idea dell\u2019asse ucraino-polacco che implicava la dissoluzione dell\u2019URSS e a progettare invece un cordone sanitario pi\u00f9 esteso e profondo del vecchio progetto <i>Intermarum<\/i>. La Confederazione dell\u2019Europa Centrale, estesa non pi\u00f9 dal Baltico al Caspio, ma dall\u2019Artico al Mediterraneo, avrebbe dovuto includere i paesi scandinavi e baltici, Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Yugoslavia, Romania, Bulgaria, Grecia e pure l\u2019Italia di Mussolini, che aveva ottimi rapporti col maresciallo e gli intitol\u00f2 poi un tetro e sinuoso viale nel quartiere Parioli di Roma. Anche questo progetto fu per\u00f2 silurato dalla Lituania e dalla Cecoslovacchia, che anzi, insieme alla Germania di Weimar, risposero appoggiando i terroristi ucraini dell\u2019OUN. Quando, nel 1931, questi uccisero Tadeusz Ho\u0142owko, il guru del Prometeismo, Pi\u0142sudsky scaten\u00f2 una durissima repressione, intensificata dopo la sua morte (1935). Almeno 5.000 terroristi e dissidenti ucraini transitarono per la famigerata prigione politica di Bereza Kartuska (creata nel 1934) e 324 vi persero la vita. Proprio la questione della minoranza ucraina spinse il maresciallo al patto di non aggressione con Stalin (1932), che comport\u00f2 l\u2019abbandono dei riferimenti ufficiali al Prometeismo e la cessazione delle attivit\u00e0 clandestine in territorio sovietico. Il patto fu considerato un tradimento dagli emigrati, che tuttavia continuarono a godere dell\u2019ospitalit\u00e0 e dei finanziamenti polacchi, pur se ridotti anche a causa della crisi del 1929.<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Unknown-5.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-3612\" alt=\"Unknown-5\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Unknown-5.jpeg\" width=\"213\" height=\"160\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non vi sono prove della tesi che nel 1933, all\u2019avvento di Hitler al potere, Pi\u0142sudsky avesse proposto alla Francia una guerra preventiva contro la Germania. Certamente non ricambiava l\u2019ammirazione del neo cancelliere del Reich; rifiut\u00f2 di riceverlo e respinse in seguito l\u2019offerta di un\u2019alleanza anticomunista. Tuttavia nel 1934 firm\u00f2 con lui un patto di non aggressione, complementare a quello con Stalin. La bandiera dell\u2019irredentismo antisovietico, lasciata cadere dalla Polonia e dalla Francia, fu impugnata con maggiore spregiudicatezza e opportunismo da Hitler. Gli ufficiali georgiani che servivano nell\u2019Armata polacca si batterono eroicamente sia contro i sovietici che contro i nazisti. Quattro di loro, incluso un generale, furono fucilati dai russi nel massacro di Katyn. Altri accettarono di arruolarsi nella Legione georgiana della Wehrmacht. Nel 1939 i soldati tedeschi cantavano <i>Ade Polenland<\/i> (guai a te, Polonia!); l\u2019inno dell\u2019Operazione Barbarossa, <i>Vom Finnland bis zum Schwarzen Meer<\/i> (Dalla Finlandia al Mar Nero) poteva suonare una beffarda allusione al progetto pilsudskiano dell\u2019 <i>Intermarum<\/i>. Migliaia di volontari scandinavi, baltici, balcanici e caucasici combatterono nelle <i>Waffen SS<\/i> (mettendo poi in qualche imbarazzo le commemorazioni ufficiali dell\u2019era post-sovietica ed euro-atlantica) e il gruppo nazionale maggiormente rappresentato tra i guardiani dei campi di sterminio era quello ucraino. Nel 1942 W\u0142adislaw Sikorski (1881-1943), capo del governo polacco in esilio, avvi\u00f2 contatti con i governi cecoslovacco, greco e jugoslavo per una futura Unione dell\u2019Europa Occidentale, ma incontr\u00f2 l\u2019opposizione dell\u2019URSS, l\u2019esitazione della Cecoslovacchia e l\u2019ostile disinteresse degli Alleati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella prima fase della guerra fredda Radio Europa Libera e il 5th Special Forces Group, entrambi basati in Germania e composti di esuli est-europei mantennero i contatti con la resistenza anticomunista in territorio sovietico. Questi programmi furono ridimensionati durante la distensione, mentre Brzezinski elabor\u00f2 strategie destabilizzatici ben pi\u00f9 raffinate e complesse, culminate nel Trattato di Helsinki (1977) e nella Trappola Afgana (rivendicata da Brzezinski nella famosa intervista del 1998 al <i>Nouvel Observateur<\/i>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cordone sanitario proposto da Pi\u0142sudsky nel 1930 fu realizzato nel 1949-56 dagli Stati Uniti su scala mondiale e, in Europa, dall\u2019Artico al Mediterraneo, affacciandosi pure sulle sponde meridionali del Mar Nero e del Caspio. Nel 1999, cinquantenario della NATO, il cordone ha incluso Polonia, Cechia e Ungheria e nel 2004 \u00e8 stato completato da Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Slovenia, Romania e Bulgaria. Per completare l\u2019Intermarum mancano ancora Ucraina, Georgia e \u2013 perch\u00e9 no? \u2013 Bielorussia.<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Unknown-41.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-3619\" alt=\"Unknown-4\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Unknown-41.jpeg\" width=\"292\" height=\"173\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel settembre 2007 Brzezinski espresse il suo appoggio alla candidatura di Obama. L\u2019elezione di un presidente democratico \u2013scriveva Konnanders sei mesi fa \u2013 potrebbe segnare un pi\u00f9 deciso sostegno degli Stati Uniti alla visione prometeica e russofobo dei rapporti con Mosca. \u00abLe ali della storia \u2013 concludeva poeticamente l\u2019analista svedese \u2013 ancora una volta librano su Prometeo incatenato le speranze di un\u2019erculea liberazione dagli artigli dell\u2019aquila bicipite russa. Le catene saranno spezzate, oppure il posto sar\u00e0 semplicemente preso dall\u2019aquila di mare americana? Libero o incatenato, Prometeo \u2013 l\u2019illuminatore \u2013 \u00e8 destinato a vivere eternamente all\u2019ombra delle aquile?\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saggio del prof. Virgilio Ilari pubblicato su: \u00a0<i>Risk N. S. N. 5<\/i> (Liberal, IX, N. 49, novembre-dicembre 2008), qui riprodotto per cortese autorizzazione dell\u2019Autore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riproduzione riservata<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/80px-Lesser_Coat_of_Arms_of_Ukraine.svg_.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3614\" alt=\"80px-Lesser_Coat_of_Arms_of_Ukraine.svg\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/80px-Lesser_Coat_of_Arms_of_Ukraine.svg_.png\" width=\"80\" height=\"112\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>.Da noi oggi, la storia di questa internazionale dell\u2019irredentismo russofobo \u00e8 nota solo a pochi specialisti, ma negli anni 20 e 30 del secolo scorso era nell\u2019agenda delle cancellerie e dei servizi segreti della Vecchia Europa\u2026<\/p>\n","protected":false},"author":1311,"featured_media":3610,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[3,7,1516,131],"tags":[1352,388,1356,1355,1354,1349,2395,988,207],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/590b4dbd035c310c8caf63a3bf232996.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-Wa","jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3606"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1311"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3606"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3606\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3620,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3606\/revisions\/3620"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3610"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3606"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3606"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3606"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}