{"id":3596,"date":"2014-02-22T19:16:00","date_gmt":"2014-02-22T19:16:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3596"},"modified":"2014-04-04T14:35:49","modified_gmt":"2014-04-04T13:35:49","slug":"codice-prometeo-ovvero-il-prometeismo-un-excursus-storico-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3596","title":{"rendered":"CODICE PROMETEO. Ovvero il Prometeismo. Un excursus storico. 1."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>In questi giorni l&#8217;Ucraina \u00a0sta vivendo un periodo difficile nel suo tentativo di affrancarsi dalla Russia di zar Putin. Una guerra civile \u00e8 in atto al momento di scrivere queste righe (22.02.2014) \u00a0ma sembra che chi sta chiedendo democrazia e l&#8217;unione all&#8217;Europa stia vincendo. Solo cos\u00ec si potr\u00e0 mettere fine ad una lotta che ha visto nei giorni scorsi decine di morti, soprattutto fra i giovani. Rileggendo un saggio di Virgilio Ilari ho pensato di proporlo ai lettori di OA perch\u00e9, analizzando un lontano e un recente passato, fornisce alcune chiavi di lettura \u00a0per meglio comprendere cosa accade in questi giorni in un teatro strategico come quello \u00a0 delle repubbliche ex-socvietiche, poco conosciuto dal pubblico. Di seguito, dunque, la prima parte dell&#8217;interessante saggio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore Scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/220px-Lech_Kaczy\u0144ski_Mikheil_Saakashvili_and_Valdas_Adamkus_in_Tblisi_2007.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-3611\" alt=\"220px-Lech_Kaczy\u0144ski,_Mikheil_Saakashvili_and_Valdas_Adamkus_in_Tblisi_2007\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/220px-Lech_Kaczy\u0144ski_Mikheil_Saakashvili_and_Valdas_Adamkus_in_Tblisi_2007.jpg\" width=\"220\" height=\"198\" \/><\/a>Il 22 novembre 2007, a Tbilisi, i presidenti georgiano e polacco inaugurarono una statua di Prometeo, il Titano incatenato da Zeus alle rocce del Caucaso per aver osato donare agli uomini il sacro fuoco dell\u2019Olimpo. Il monumento \u00e8 disperatamente pacchiano, in stile sovietico-littorio; ma l\u2019intento politico avrebbe dovuto sollecitare qualche attenzione da parte delle rappresentanze diplomatiche e dei commentatori internazionali degli Stati Uniti e della Vecchia Europa. Con quel gesto, infatti, Mikheil Saakashvili e Lech Kaczynski dimostravano di voler mutare radicalmente l\u2019ideologia e perfino lo scopo dichiarato dell\u2019espansione della NATO ad Est, dell\u2019allargamento della CE e delle rivoluzioni arancione e rosa nei paesi ex-sovietici. L\u2019enfasi non era pi\u00f9 sull\u2019esportazione della democrazia e dei valori occidentali, teorizzata e tenacemente perseguita dal polacco Zbignew Brzezinski, principale ispiratore della politica estera di Johnson e Carter ma ripresa pure da Bush Jr. nella provocatoria lezione sulla qualit\u00e0 della democrazia impartita a Mosca durante le celebrazioni del 60\u00b0 anniversario della Pobieda (la vittoria russa nella Grande guerra patriottica contro la Germania nazista). L\u2019inaugurazione congiunta del monumento a Prometeo liberato ricollocava, Infatti, l\u2019auspicato ingresso delle repubbliche ex-sovietiche nella NATO nel contesto storico dell\u2019Est Europa e all\u2019antica esperienza del Prometeismo.<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Unknown-7.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-3600\" alt=\"Unknown-7\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Unknown-7.jpeg\" width=\"314\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Unknown-7.jpeg 314w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Unknown-7-300x152.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 314px) 100vw, 314px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da noi oggi, la storia di questa internazionale dell\u2019irredentismo russofobo \u00e8 nota solo a pochi specialisti, ma negli anni 20 e 30 del secolo scorso era nell\u2019agenda delle cancellerie e dei servizi segreti della Vecchia Europa. Lo svedese Vilhelm Konnanders, uno dei pochi analisti occidentali che abbiano colto il retroscena \u201cprometeico\u201d della recente crisi russo-georgiana, ha ricordato in una nota del 5 giugno 2008 del suo weblog \u201cPolitics &amp; Security in Russia\u201d che il Prometeismo traeva nome e ispirazione da un poema (<i>Epos Kavkaz<\/i>, 1845) di Taras Shevchenko (1814-1861), il padre della letteratura ucraina, dedicato ad un amico ucciso dai ribelli ceceni mentre combatteva nel Caucaso al servizio dello zar. Gli strali del poeta non erano per\u00f2 indirizzati ai ceceni ma contro l\u2019ingiusta oppressione zarista che conculcava la libert\u00e0 dei popoli. Il mito di Prometeo percorre ampiamente la retorica dei movimenti rivoluzionari e nazionalisti dell\u2019Est europeo avversi alla dominazione russa e ottomana, coevi a quelli, a noi pi\u00f9 familiari, che scuotevano il giogo asburgico. La visione geopolitica implicita nel mito era per\u00f2 anteriore, e risaliva ad un autorevole saggio (<i>Essai sur la diplomatie<\/i>, 1827) del principe polacco Adam Jerzy Czartoryski (1760-1861), gi\u00e0 diplomatico dello zar Paolo e ministro degli esteri di Alessandro I durante le guerre napoleoniche e poi uno dei principali leader dell\u2019insurrezione polacca del 1830. L\u2019idea di Czartoryski, del tutto analoga alla teoria di Brzezinski, era che l\u2019espansionismo occidentale della Russia fosse controproducente per la sua stessa sicurezza, in quanto veniva percepito dalle Potenze occidentali come una minaccia permanente: mentre l\u2019interesse vero della Russia era di coltivare \u201camici pi\u00f9 che schiavi\u201d e sfogarsi invece oltre gli Urali (Nel 2005, a proposito dell\u2019inclusione dell\u2019Ucraina nel sistema occidentale, Brzezinski auspicava un\u2019Europa \u201cda Cabo da Roca alla Kamchatka\u201d, inclusiva di una Russia deputinizzata e governata dai nuovi quadri russi formati ad Harvard). Czartoryski sognava per\u00f2 anche di ripristinare l\u2019antica confederazione polacco-lituana anteriore alla spartizione della Polonia, federata inoltre con le nazioni liberate dal giogo asburgico e ottomano (cechi, slovacchi, ungheresi, romeni e \u201cslavi del Sud\u201d della futura Yugoslavia). Il progetto sembr\u00f2 realizzarsi con le rivoluzioni del 1848-49, ma naufrag\u00f2 non solo per il mancato appoggio anglo-francese, ma anche per le contraddizioni interne degli opposti nazionalismi (con l\u2019emergere di quello tedesco e l\u2019intransigenza magiara verso cechi, slovacchi e rumeni).<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/images-4.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3601\" alt=\"images-4\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/images-4.jpeg\" width=\"314\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/images-4.jpeg 314w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/images-4-300x152.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 314px) 100vw, 314px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A riprendere il progetto di Czartoryski e a trasformare il Prometeismo in una coerente dottrina geopolitica fu il maresciallo J\u00f3zef Klemens Pi\u0142sudsky (1867-1935), il Cromwell polacco. Secondo una nota storica redatta nel 1940 a Parigi da Edmund Charaskiewicz, gi\u00e0 dal 1927 al 1939 capo dei progetto Prometeismo dei servizi segreti polacchi, la dottrina e le linee d\u2019azione di Pi\u0142sudsky erano gi\u00e0 definiti nel 1904, quando ricevette dal Giappone armi e denaro per l\u2019organizzazione terroristica del partito socialista, forte di 2000 membri e responsabile, nel solo 1906, di 336 omicidi di ufficiali e collaborazionisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appoggiato dagli Imperi centrali durante la grande guerra, ma provvidenzialmente incarcerato nel 1917 per essersi rifiutato di combattere contro gli anglo-francesi, Pi\u0142sudsky divenne comandante in capo dell\u2019esercito polacco l\u201911 novembre 1918, il giorno dell\u2019armistizio sul fronte francese. \u00abThe war of giants is ended, the wars of pygmies begin\u00bb, comment\u00f2 Churchill, con lo stesso atteggiamento con cui abbiamo giudicato i conflitti europei scatenati dalla fine della guerra fredda. Nella prima fase dell\u2019indipendenza polacca (1918-21) Pi\u0142sudsky impose la sua visione geopolitica; dal sostegno all\u2019indipendenza finlandese e baltica, al progetto czartoryskiano di una Confederazione tra i Mari\u201d (<i>Mi\u0119dzymorze<\/i> o <i>Intermarum<\/i>), all\u2019alleanza antibolscevica con l\u2019ex-nemico Petljura (capo della Repubblica Popolare ucraina), alle missioni militari in appoggio ai nazionalisti caucasici, al protettorato polacco chiesto dai tatari di Crimea alla Societ\u00e0 delle Nazioni. Ancora una volta per\u00f2 la realt\u00e0 contraddisse l\u2019utopia. Lungi dall\u2019aderire alla rediviva confederazione, la Lituania difese la propria integrit\u00e0 territoriale contro il neo-imperialismo polacco e conflitti armati con tutti gli altri stati limitrofi insanguinarono le arbitrarie frontiere della nuova Polonia. Poich\u00e9 i Bianchi non riconoscevano l\u2019indipendenza polacca, Pi\u0142sudsky respinse nel 1919 l\u2019appello dell\u2019Intesa per una crociata antibolscevica, dando cos\u00ec un aiuto indiretto ma forse determinante alla vittoria dei Rossi. Ma nel 1920, con un piano militare pazzesco, respinse <i>in extremis<\/i> l\u2019offensiva di Tukhachevsky e nel 1921 l\u2019alleanza franco-polacca di Parigi trasform\u00f2 la Polonia nell\u2019Antemurale dell\u2019Europa capitalista. L\u2019accordo di pace con l\u2019URSS basato sulla spartizione dell\u2019Ucraina (1921), per\u00f2, \u00a0archivi\u00f2 l\u2019<i>Intermarum<\/i>. Convinto che l\u2019indipendenza dell\u2019Ucraina fosse il presupposto di quella polacca, il maresciallo protest\u00f2 contro il \u201ccodardo\u201d Trattato di Riga; ma approv\u00f2 poi l\u2019occupazione di Vilnius che sanciva la rottura con la Lituania. Sei milioni di ucraini raddoppiarono a quasi un terzo il peso delle minoranze nella composizione demografica della Polonia. Muovendo da una visione imperiale e socialista comune a Lenin, Pi\u0142sudsky voleva uno stato. multiculturale, basato sul patriottismo della costituzione e non sull\u2019identit\u00e0 nazionale; tutel\u00f2 le minoranze e fu riconosciuto dagli ebrei come un loro difensore. Gli stati limitrofi, invece, soffiarono sull\u2019irredentismo ucraino e la reazione al multiculturalismo rafforz\u00f2 la destra etnonazionalista e antisemita guidata dallo storico antagonista di Pi\u0142sudsky, Roman Dmowski, avverso al Prometeismo e propugnatore della polonizzazione forzata delle minoranze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>(continua)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saggio del prof. Virgilio Ilari pubblicato su: \u00a0<em>Risk N. S. N. 5<\/em> (Liberal, IX, N. 49, novembre-dicembre 2008), qui riprodotto per cortese autorizzazione dell&#8217;Autore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_3598\" style=\"width: 135px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/125px-Flag_of_Georgia.svg_.png\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-3598\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-3598\" alt=\"Bandiera della Georgia\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/125px-Flag_of_Georgia.svg_.png\" width=\"125\" height=\"83\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3598\" class=\"wp-caption-text\">Bandiera della Georgia<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_3599\" style=\"width: 237px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Unknown-4.jpeg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-3599\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-3599\" alt=\"Bandiera dell'Ucraina.\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Unknown-4.jpeg\" width=\"227\" height=\"151\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3599\" class=\"wp-caption-text\">Bandiera dell&#8217;Ucraina.<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi giorni l&#8217;Ucraina  sta vivendo un periodo difficile. 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