{"id":3559,"date":"2014-02-13T16:10:58","date_gmt":"2014-02-13T16:10:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3559"},"modified":"2014-03-07T17:03:33","modified_gmt":"2014-03-07T17:03:33","slug":"lalba-di-una-nuova-guerra-ma-non-troppo-breve-storia-delle-origini-della-guerriglia-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3559","title":{"rendered":"L\u2019alba di una nuova guerra ma non troppo: breve storia delle origini della guerriglia.2"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Segue la seconda parte di un interessante saggio sulla guerriglia con alcuni riferimenti storici e bibliografici. E&#8217; un argomento affascinante. La guerriglia \u00e8 antica quanto l&#8217;uomo&#8230;.e in fondo non \u00e8 mai cambiata per quello che deve essere il suo unico reale obiettivo: raggiungere il potere sconfiggendo un esercito regolare. Per quale scopo finale? Quasi sempre abbattere un potere ma non sempre per sostituirlo con un altro.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore Scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Unknown-3.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-3562\" alt=\"Unknown-3\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Unknown-3.jpeg\" width=\"180\" height=\"281\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Unknown-11.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3563\" alt=\"Unknown-1\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Unknown-11.jpeg\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>(La prima parte \u00e8 stata pubblicata il 6 febbraio)<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le capacit\u00e0 di conoscenza dei luoghi sono una risorsa fondamentale. Un episodio in cui l&#8217;importanza del territorio ebbe un grande rilevanza \u00e8 quello\u00a0 accaduto durante la rivolta afgana del 1841, che vide i Britannici cacciati da Kabul.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordiamo il fatto storico: i guerriglieri sparsi in citt\u00e0 erano riusciti ad avere la meglio sui 4500 soldati formati da truppe europee e coloniali, guidati in maniera inadeguata dal maggiore generale William Elphistone. Dopo aver negoziato un \u2018cessate il fuoco\u2019, i soldati britannici superstiti insieme ai civili europei ottennero di poter raggiungere il forte britannico a Jalalabad, distante 130 km. dalla citt\u00e0. La marcia, iniziata il 6 gennaio (1841), fu affrontata dai soldati insieme ai 16.500 civili espulsi da Kabul ma solo dopo pochi chilometri i guerriglieri afghani cominciarono ad attaccare le retrovie e i dispersi. In due giorni le perdite ammontavano gi\u00e0 a centinaia di caduti e la distanza percorsa dalla colonna era di soli 16 km. L&#8217;errore strategico pi\u00f9 importante fu per\u00f2 il dirigersi al passo Khurd-Kabul, stretto e lungo solo 8 km. Tale azzardo cost\u00f2 la vita a 3000 uomini, massacrati dai fucili e dalle lame dei guerriglieri afghani. Al quinto giorno di marcia erano rimasti in vita solo 450 soldati e circa 3000 civili affamati e quasi assiderati. Il 13 gennaio un solo cavaliere, il chirurgo William Brydon, riusc\u00ec a raggiungere il forte britannico a Jalalabad. Fu l\u2019unico britannico a salvarsi, insieme ad un piccolo gruppo di dispersi: il resto della colonna era stato trucidato, tranne alcuni uomini caduti nelle mani dei guerriglieri. Interessante episodio e anche\u2026educativo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un ambiente in cui si \u00e8 sviluppata la guerriglia, sovente l&#8217;esercito regolare \u00e8 chiamato al compito di proteggere la popolazione locale o una parte di essa. In tali occasioni i guerriglieri hanno pi\u00f9 possibilit\u00e0 di nascondersi e aumenta il pericolo d\u2019imboscate; inoltre aumenta in maniera fortissima il pericolo che la popolazione civile venga coinvolta negli scontri, rimanendone vittima e che questo determini un deterioramento delle relazioni con le truppe regolari, inducendo le popolazioni colpite ad accrescere talvolta la parte gi\u00e0 consistente di esse che appoggiano guerriglieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin dall&#8217;epoca antica ogni qual volta si \u00e8 sviluppata la guerra di guerriglia, questa ha avuto il sostegno delle popolazioni; e, anzi, da questa componente \u00e8 germogliata. Come dimostrato nel passato in molti casi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La popolazione, afferma Werner Hahlweg, in un suo studio pubblicato in Italia nel 1973 (\u201cStoria della guerriglia: tattica e strategia della guerra senza fronti\u201d), rappresenta un fattore importantissimo affinch\u00e9 la guerriglia si alimenti come un incendio e raggiunga il suo massimo effetto.<a title=\"\" href=\"#_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La moderna concezione delle operazioni di guerriglia, anche per quanto concerne la creazione di focolai di resistenza prevede come punto essenziale la presenza di un qualche tipo di \u201cintelligence liaison officer\u201d che mantenga i rapporti con la popolazione, si occupi della propaganda necessaria e della creazione di una rete informativa.\u00a0 Questa attivit\u00e0 \u00e8 parte di un processo per il conseguimento delle condizioni essenziali per l\u2019utilizzo delle tecniche di guerriglia. Come ricorda Halweg nel suo studio sopra citato, negli anni cinquanta il problema di contrastare la guerriglia fu affrontato dagli americani con la creazione di Special Forces<i> <\/i>le cui squadre dovevano essere costituite da un capitano, un tenente, un maresciallo di campo, un sergente, un maestro d&#8217;armi per armi leggere e pesanti, un artificiere, due sergenti di sanit\u00e0 e due radiotelegrafisti; questi dovevano essere paracadutati oltre le linee nemiche e dovevano fungere da \u201cstato maggiore\u201d nella creazione di unit\u00e0 partigiane fino ad un totale di 1600 uomini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un addestramento molto duro \u00e8 da considerarsi probabilmente come il fattore di autoprotezione del guerrigliero. Questo elemento costituisce uno dei collanti pi\u00f9 forti. Data la composizione, di solito ristretta, del gruppo guerrigliero e le difficolt\u00e0 affrontate, i suoi componenti devono essere preparati ad ogni evenienza. Nella guerriglia moderna e contemporanea questo aspetto viene curato in maniera attenta anche grazie all&#8217;istituzione di veri e propri corpi specializzati nelle tecniche di guerriglia, volti ad agire essi stessi come istruttori sul territorio per formare nuove bande di guerriglieri. Il guerrigliero, quindi, avvalendosi della propria esperienza sul campo, \u00e8 anche istruttore egli stesso dei propri compagni pi\u00f9 giovani secondo il classico concetto: \u201cNiente pu\u00f2 sostituire l&#8217;esperienza sul campo\u201d. Von Jeney un generale dell\u2019esercito austro ungarico nel XVIII \u00e8 autore di un trattato di tattica dal titolo: \u201cThe Partisan, or the Art of Making War in Detachment\u201d. A proposito dell\u2019addestramento riferisce che: \u201cSi pu\u00f2 considerare la guerriglia come la migliore scuola pratica per acquisire l&#8217;abilit\u00e0 necessaria a fare la guerra\u201d. Di Jeney sono da riportare anche le sue valutazioni sui requisiti di un buon guerrigliero che, se anche riguardanti il XVIII secolo, sono ugualmente valide, anche per il mondo contemporaneo: \u201cImmaginazione ricca di progetti, astuzie e trovate. Spirito penetrante, capace di afferrare con una sola occhiata tutte le circostanze di una situazione. Cuore imperturbabile di fronte a qualsiasi pericolo. Temperamento saldo e sicuro, che non lasci trapelare il minimo segno d\u2019inquietudine. Memoria forte per ricordare i nomi di tutto e di tutti. Carattere vivace, forte e instancabile, per essere ovunque presente ed essere l&#8217;anima di tutto. Colpo d&#8217;occhio rapido e preciso, per valutare sul momento difetti, svantaggi, ostacoli, punti deboli. Maniere e sentimenti che gli attirino la fiducia, il rispetto e l&#8217;attaccamento della truppa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Von Jeney trova forse nel fattore \u201cimmaginazione\u201d la pietra angolare della guerriglia. L\u2019imprevedibilit\u00e0 che \u00e8 data dalla capacit\u00e0 creativa umana costituisce un\u2019incognita che pu\u00f2 essere ridotta a una formula matematica e che deve costituire un valore aggiunto nella pianificazione operativa nell\u2019utilizzo delle tecniche di guerriglia. Si \u00e8 ben consci che gli ambienti militari per natura, prediligono una specifica schematizzazione riducendo al minimo l\u2019iniziativa personale, ma il fattore individuale della creativit\u00e0 umana costituisce la chiave di volta nello sviluppo di un sistema di pensiero innovativo, in grado di adattarsi flessibilmente a tutte le situazioni operative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto se assumiamo X come creativit\u00e0 umana avremo un\u00a0 X + P (pianificazione) \u00d7 S (semplicit\u00e0) = \u221e che produrr\u00e0 infinite combinazioni. Le partite a scacchi e le guerre si vincono solo adattando la strategia al proprio avversario e andando a potenziare quelle capacit\u00e0 operative necessarie al conseguimento di un risultato per mezzo della creativit\u00e0 secondo uno schema a spirale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerriglia perci\u00f2 costituisce quasi un ibrido della guerra, molto simile ad un camaleonte che mantiene le sue caratteristiche fisiche di base ma che \u00e8 in grado di modificare i suoi particolari cromatici in virt\u00f9 delle capacit\u00e0 creative di chi la utilizza. Questo motore creativo del pensiero dell\u2019uomo che \u00e8 la spinta propulsiva dell\u2019umanit\u00e0 nel migliorare la propria condizione, \u00e8 a sua volta anche la chiave di volta nella creazione di mezzi e tattiche atte al su annientamento: del resto l\u2019idea migliore vince sempre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riproduzione riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><span style=\"text-decoration: underline;\">Ulteriori suggerimenti di lettura\u2026.<\/span><\/b><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Ernesto Che Guevara, \u201cLa guerra per bande\u201d, 1961.Milano.<\/li>\n<li>Werner Hahlweg, \u201cStoria della guerriglia : tattica e strategia della guerra senza fronti\u201d. 1973, Milano.<\/li>\n<li>Carl Von Clausewitz, \u201cDella Guerra\u201d,\u00a0 Ed. Mondadori 1988.<\/li>\n<li>Ezio Cecchini,\u201cStoria della guerriglia: dall&#8217;antichita all&#8217;era nucleare\u201d, Milano 1990.<\/li>\n<li>Sun Zu, \u201cL\u2019arte della guerra\u201d,\u00a0 Ed. Guida 1992.<\/li>\n<li>Giovanni Brizzi, \u201cIl guerriero, l&#8217;oplita, il legionario : gli eserciti nel mondo classico\u201d, Bologna 2002.<\/li>\n<li>Marco Costa,\u201cPsicologia militare: elementi di psicologia per gli appartenenti alle forze armate\u201d, Milano 2003.<\/li>\n<li>Chris McNab, 2005. \u201cDisastri militari, una cronaca delle piu catastrofiche azioni armate mai condotte in ogni epoca\u201d. Roma 2005.<\/li>\n<\/ul>\n<div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"#_ftnref\">[1]<\/a> Hahlweg riferisce, a proposito del sostegno della popolazione, l&#8217;esperienza di Johann\u00a0 von Ewald, che partecip\u00f2 alla rivoluzione americana come comandante di truppe al servizio degli inglesi. Nel suo <i>Trattato sul servizio delle truppe leggere<\/i> egli osservava: \u201c E&#8217; quasi impossibile sorprendere il nemico in qualsiasi circostanza, perch\u00e9 ogni casa accanto alla quale si passa \u00e8, per cos\u00ec dire, un picchetto avanzato: infatti il fattore o suo figlio o lo stalliere, e persino le mogli e le figlie sparano un colpo di fucile o corrono per qualche sentiero nascosto ad annunziare l&#8217;avvicinarsi del nemico\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Segue la seconda parte di un interessante saggio sulla guerriglia con alcuni riferimenti storici e bibliografici. E&#8217; un argomento affascinante. La guerriglia \u00e8 antica quanto l&#8217;uomo&#8230;.e in fondo non \u00e8 mai cambiata per quello che deve essere il suo unico reale obiettivo: raggiungere il potere sconfiggendo un esercito regolare. Per quale scopo finale? 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