{"id":3534,"date":"2014-02-06T18:56:42","date_gmt":"2014-02-06T18:56:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3534"},"modified":"2014-03-07T17:04:58","modified_gmt":"2014-03-07T17:04:58","slug":"lalba-di-una-nuova-guerra-ma-non-troppo-breve-storia-delle-origini-della-guerriglia-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3534","title":{"rendered":"L\u2019alba di una nuova guerra ma non troppo: breve storia delle origini della guerriglia.1"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Questo saggio sulla storia della guerriglia non \u00e8 una analisi geopolitica ma OA ritiene che possa fornire interessanti informazioni per i non addetti ai lavori. La guerriglia, \u00e8 noto, \u00e8 largamente praticata in vari angoli del mondo. Le guerre convenzionali sono sempre pi\u00f9 rare e difficili, anche quelle a bassa intensit\u00e0; invece la guerriglia, urbana o di territorio, \u00e8 forse la caratteristica maggiore dei conflitti attuali&#8230;qualche riflessione e nozione storica ci aiuter\u00e0 forse a meglio comprendere alcuni avvenimenti.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore Scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Unknown.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3538\" alt=\"Unknown\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Unknown.jpeg\" width=\"191\" height=\"264\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Unknown-1.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3539\" alt=\"Unknown-1\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Unknown-1.jpeg\" width=\"265\" height=\"152\" \/><\/a>Quali sono i processi storici che hanno portato all&#8217;introduzione della guerriglia nella scienza bellica? La prima risposta a questa domanda va cercata nelle origini storiche di questo tipo di guerra. La maggior parte dei non addetti ai lavori considera la guerriglia un fenomeno bellico reperibile solo nel corso dell&#8217;ultimo secolo e mezzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe troppo banale, tuttavia pensare che questo tipo di scelta strategica sia il risultato delle evoluzioni dell&#8217;epoca contemporanea e si riduca allo scontro di due eserciti di cui uno di valore inferiore. La \u201cguerra di fuoco\u201d, se vogliamo utilizzare le parole di Polibio non pu\u00f2 essere avulsa rispetto ai contenuti dalla scienza bellica: \u00e8 il risultato di un <i>melting pot<\/i> delle varie tipologie di combattimento. Come scrisse il cinese Sun Tzu, autore di un meraviglioso volumetto sull\u2019arte della guerra: \u201c\u2026Le note musicali non sono pi\u00f9 di cinque, eppure nessuno pu\u00f2 dire di aver udito tutte le loro combinazioni\u2026\u201d. Strategia, tattica, tecnologia, economia e velocit\u00e0 sono le chiavi per il successo di ogni operazione bellica, quasi le cinque note dell\u2019arte della guerra; se per economia intendiamo gestione delle risorse, allora possiamo applicare questa considerazione anche all&#8217;epoca antica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerriglia ha origini molto antiche. Nella sua evoluzione essa ha conosciuto moltissime fasi; le regole d\u2019impiego tattico della \u2018piccola guerra\u2019 sembrano figlie delle tradizioni nomadi, ovvero delle popolazioni che non avevano raggiunto un grado di urbanizzazione sufficiente per sviluppare vere e proprie strutture militari diversificate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo sviluppo di una letteratura sull&#8217;argomento evidenzia una volont\u00e0 di razionalizzare questo tipo di disciplina bellica. Questa, infatti, \u00e8 presente gi\u00e0 in epoca romana repubblicana, anche se la pi\u00f9 certa descrizione della guerriglia come tattica da utilizzare per controllare il territorio e difendersi dalle incursioni nemiche \u00e8 di epoca bizantina: il<i> De velitatione<\/i>, di Niceforo Phokas fu utilizzato certamente come manuale tattico per la difesa dei territori della frontiera anatolica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche nel medioevo e in et\u00e0 moderna in misura maggiore ebbero luogo moltissimi episodi di guerriglia, che produssero una letteratura annessa; sembra che nella progressione temporale, questo tipo di lotta si sia diffusa sempre di pi\u00f9 come strategia bellica da affiancare alla guerra di tipo convenzionale. Antoine de Ville scrisse un trattato che comparve nel 1674 nel quale mostrava le tattiche di guerriglia utilizzate nei conflitti a lui contemporanei. Questa letteratura si \u00e8 rinvigorita in epoca contemporanea grazie anche agli scritti di Thomas Edward Lawrence e di Ernesto Che Guevara, che furono due maestri nello specifico settore. Nell&#8217;ultimo secolo in particolare tutti gli eventi bellici hanno visto l&#8217;utilizzo della guerriglia con maggior intensit\u00e0 rispetto al passato e ci si potrebbe quasi azzardare a definire il XX secolo come l&#8217;epoca in cui essa ha raggiunto la sua massima espressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analizzando gli studi sull&#8217;argomento si pu\u00f2 forse dividere la guerriglia in tre tipi diversi: <i>antemurale<\/i>, <i>di interdizione<\/i>\u00a0 e <i>di soppressione<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerriglia <i>antemurale<\/i> si configura come un tipo di tattica volto a mantenere una linea difensiva mobile ed elastica, arretrando ma non consentendo al nemico un&#8217;avanzata veloce, andando continuamente a minacciarne le linee di rifornimento. Per guerriglia d\u2019<i>interdizione <\/i>s\u2019intende invece un continuo attacco alle difese dell&#8217;esercito occupante su obiettivi strategicamente importanti, senza dare al nemico alcun punto di riferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ultimo tipo, quella di <i>soppressione,<\/i> mira solamente ad attaccare le truppe nemiche senza occuparsi di obiettivi strategici, ed \u00e8 molto simile alla guerra di tipo convenzionale. Essa si sviluppa, infatti, solamente quando la campagna operata dai guerriglieri si avvia verso la vittoria e si trova in una situazione in cui le bande ormai numerose sono simili ad un esercito regolare. Cos\u00ec almeno la intendeva Che Guevara nel 1961.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si ponga attenzione a queste tre categorie, ogni esercito sembrer\u00e0 utilizzare soltanto un tipo di guerriglia senza ricorrere agli altri; eppure nello svolgersi di una \u2018campagna\u2019 il combattente sar\u00e0 costretto per forza a utilizzare tutti e tre gli aspetti sopra citati. Nello scegliere le diverse forme non si pu\u00f2 prescindere da alcuni elementi, come il numero di uomini, la mobilit\u00e0, l&#8217;armamento e una leadership adeguata. Sempre con il pensiero del Che!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;evoluzione della mentalit\u00e0 attraversa fasi diverse, espresse\u00a0 inizialmente nei valori\u00a0 che nella letteratura mondiale trovano i loro archetipi pi\u00f9 antichi nei personaggi omerici di Ulisse per la <i>m\u00eatis<\/i> e Diomede per le capacit\u00e0 combattive; valore, quest&#8217;ultimo, che muta per\u00a0 il combattimento regolato da norme precise, rappresentato nella figura di Aiace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le regole della guerriglia non sono costanti ma in continua evoluzione poich\u00e9 \u00e8 la stessa \u2018piccola guerra\u2019 che lo impone, escludendo ogni altra regola, nel senso che le modalit\u00e0 di attacco devono essere molteplici anche se \u00e8 molto difficile variare i modelli tattici: bisogna riuscire a non rimanere ancorati a schemi fissi. Come ricorda Marco Costa, in un suo studio sulla psicologia militare del 2003, \u00e8 importante aver presente che in guerra non ci sono regole se non quelle fornite dalle circostanze dell&#8217; <i>hic et nunc<\/i>; un elemento importante per evitare lo schema fisso \u00a0\u00e8 la guida di un leader geniale che sfrutti i vari elementi a disposizione elaborando dei piani d&#8217;attacco sempre originali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo affermare che se la guerra convenzionale impone di utilizzare la pelle del leone con cucita addosso quella della volpe, la guerriglia impone la creazione di una chimera o utilizzando un machiavellismo, di un centauro, ossia un essere polimorfo. Si deve pertanto essere umani o feroci come una belva, secondo le situazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per essere utilizzate con il maggior effetto possibile, le tecniche di guerriglia devono essere impiegate su terreni che possano mettere in risalto le debolezze tattiche del nemico. Non si deve pensare, come la cinematografia ci ha abituato a credere, che l&#8217;ambiente sia da composto solo da giungle, deserti o aspre montagne; Essa pu\u00f2 sorgere anche in citt\u00e0 e campagne. La capacit\u00e0 della guerriglia sta nel limitare e volgere contro il nemico la sua forza, meccanismo molto simile\u00a0 alla caratteristica dell&#8217;arte marziale del Ju jitsu che si traduce nella frase: \u201c<i>Hey yo shin kore do\u201d<\/i> ovvero &#8220;Il morbido vince il duro&#8221;. Tale disciplina insegna a sfruttare la forza del proprio avversario contro lui stesso; e perci\u00f2 la pesantezza dei grandi eserciti e la loro difficolt\u00e0 di manovra su terreni sconosciuti sar\u00e0 la loro debolezza e la conoscenza del terreno sar\u00e0 il vantaggio dei guerriglieri. Un esempio di tale effetto fu la sconfitta dell&#8217;armata tedesca nella battaglia di Stalingrado, dove la maggior conoscenza del luogo da parte dei soldati dell&#8217;Armata Rossa sopperiva al miglior equipaggiamento della Wehrmacht; costretta a combattere strada per strada e muro contro muro, le forze tedesche furono soprattutto frustrate da unit\u00e0 di tiratori scelti di cui faceva parte il famoso Vasilij Grigor&#8217;evi\u010d Zajcev il quale, nel 1943 a Stalingrado, uccise 225 tra soldati e ufficiali della Wermacht e di altri eserciti dell&#8217;Asse, tra cui undici cecchini nemici. Tali uccisioni misero a dura prova la linea di comando tedesca e diedero un forte colpo al morale dell&#8217;esercito nemico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>(continua)<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo saggio sulla storia della guerriglia non \u00e8 una analisi geopolitica ma OA ritiene che possa fornire interessanti informazioni per i non addetti ai lavori. La guerriglia, \u00e8 noto, \u00e8 largamente praticata in vari angoli del mondo. 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