{"id":3451,"date":"2014-01-26T16:59:16","date_gmt":"2014-01-26T16:59:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3451"},"modified":"2014-03-07T17:14:43","modified_gmt":"2014-03-07T17:14:43","slug":"leredita-del-cavaliere-rosso-breve-analisi-del-commercio-illegale-darmi-nella-regione-dellasia-centrale-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3451","title":{"rendered":"L\u2019eredit\u00e0 del \u2018Cavaliere Rosso\u2019: breve analisi del commercio illegale d\u2019armi nella regione dell\u2019Asia Centrale. 1"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/contro-il-traffico-di-armi-orig_main.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3457\" alt=\"contro-il-traffico-di-armi-orig_main\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/contro-il-traffico-di-armi-orig_main-300x151.jpg\" width=\"300\" height=\"151\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/contro-il-traffico-di-armi-orig_main-300x151.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/contro-il-traffico-di-armi-orig_main.jpg 674w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La prima parte di una sintetica analisi sul commercio delle armi nella regione centro asiatica. Occorre ricordare che il commercio delle armi \u00e8 sempre stato, in particolare delle armi da fuoco, \u00e8 stato ed \u00e8 sempre un&#8217;attivit\u00e0 molto remunerativa per chi l&#8217;ha praticata e \u00a0la pratica tutt&#8217;ora. Molti documenti d&#8217;archivio sono una testimonianza inoppugnabile della presenza continua d trafficanti d&#8217;armi. Aggiungo che in piccoli tappeti (dii scarsa fattura ma di valore comunicativo) che si acquistano da tempo in Afghanistan gli AZ47 vi sono raffigurati insieme a carri armati e altri strumenti di guerra. Non pi\u00f9 fiori&#8230;ma armi sui tappeti. Anche questo \u00e8 un segno del mutamento dei tempi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore Scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/rap47_1000.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-3454\" alt=\"rap47_1000\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/rap47_1000-300x178.jpg\" width=\"300\" height=\"178\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/rap47_1000-300x178.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/rap47_1000.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come viene raccontato efficacemente dal personaggio immaginario e trafficante d\u2019armi Yuri Orlov, interpretato da Nicolas Cage nel film statunitense Lord of War del 2005: \u201cDi tutte le armi dell&#8217;immenso arsenale sovietico, nulla era pi\u00f9 remunerativo dell&#8217;Avtomat Kalashnikova, modello del 47&#8230; pi\u00f9 comunemente conosciuto come AK-47 o Kalashnikov&#8230; E\u2019 il mitra pi\u00f9 popolare del mondo, un&#8217;arma che tutti i combattenti amano. Un amalgama di 4 chili d&#8217;acciaio e legno multistrato&#8230; Non si rompe, non s\u2019inceppa n\u00e9 si surriscalda. Spara se \u00e8 coperto di fango o pieno di sabbia. E\u2019 cos\u00ec facile da usare che anche i bambini possono farlo, e spesso lo fanno. I Sovietici hanno messo l&#8217;arma su una moneta, il Mozambico l&#8217;ha messa addirittura sulla bandiera&#8230; Alla fine della guerra fredda il Kalashnikov divenne il prodotto russo pi\u00f9 esportato, prima della vodka, del caviale, e dei narratori suicidi. Una cosa \u00e8 certa: nessuno si metteva in fila per comprare&#8230; le loro automobili.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come questo monologo riassume, uno degli elementi catalizzatori del traffico illegale d\u2019armi fu la caduta dell\u2019impero sovietico, a cui fece seguito l\u2019apertura di tutti i suoi arsenali sparsi per il suo vastissimo territorio. Per la regione dell\u2019Asia Centrale, questo elemento \u00e8 stato il fattore determinante per lo sviluppo del commercio illegale d\u2019armi leggere. La nascita dei cinque Stati che compongono l\u2019Asia Centrale: il Tagikistan, il Kazakistan, l\u2019Uzbekistan, il Turkmenistan e il Kirghizistan avvenne all\u2019inizio degli anni 20 dopo la fine delle lotte seguite alla Rivoluzione di Ottobre. La suddivisione avvenuta in base al criterio linguistico, non ha tenuto conto delle diversit\u00e0 etniche e delle peculiarit\u00e0 delle varie popolazioni locali. Esse si trovano, quindi, a vivere in un ambiente multiculturale che, da quasi un secolo crea instabilit\u00e0 politica nella regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A parte il Kazakistan e il Turkmenistan (politicamente pi\u00f9 solidi), gli altri Stati continuano a vivere momenti turbolenti: il Tagikistan, \u00e8 stato sconvolto dalla guerra civile dal 1992 al 1997\u00a0 la quale ha straziato il Paese. Si registrano ancora oggi atti terroristici e di sabotaggio, come la strage del settembre 2010, quando un convoglio militare \u00e8 stato attaccato nella valle di Rasht, facendo circa 23 vittime tra i militari tagiki. A sua volta il Kirghizistan \u00e8 stato teatro di violenze nel 1999, dovute ad incursioni in territorio kirghiso dell\u2019Islamic Movement of Uzbekistan (IMU). Questi Movimento \u00e8 stato costituito nel 1998 con l&#8217;obiettivo di creare uno stato islamico in Uzbekistan. Negli anni seguenti, l&#8217;organizzazione terroristica ha ampliato i suoi obiettivi, mirando alla creazione di uno stato islamico in Asia centrale. In teoria il califfato islamista comprenderebbe Uzbekistan , Kirghizistan, Tagikistan , Kazakistan, Turkmenistan e la provincia Xinxiang in Cina. L\u2019IMU \u00e8 composto da militanti islamici dell&#8217;Uzbekistan e dei paesi dell&#8217;Asia centrale. Il gruppo \u00e8 stato fondato dall&#8217;ideologo islamico Tahir Yuldashev e dall&#8217;ex paracadutista sovietico Juma Namangani che ha servito nella guerra sovietico-afgana, entrambi di etnia uzbeka della valle di Fergana. E\u2019 stata l&#8217;esperienza del cofondatore nella lotta contro i mujaheddin in Afghanistan che lo ha avvicinato all\u2019Islam radicale e all&#8217;alleanza con Osama bin Laden.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Movimento islamico dell&#8217;Uzbekistan crescendo vicino a Bin Laden ha fatto proprie l&#8217;ideologia e gli obiettivi di al Qaeda. Con la crescente volont\u00e0 dell\u2019IMU finalizzata alla creazione di uno stato islamico regionale, il gruppo ha spostato il suo interesse su obiettivi d\u2019interesse strettamente uzbeki, continuando allo stesso tempo l\u2019impegno contro le forze di coalizione occidentali in Afghanistan e le strutture diplomatiche statunitensi in Asia centrale. Questo doppio impegno ha portato per\u00f2 a una drastica riduzione degli affiliati, a causa dei veri rovesci militari dovuti agli scontri con la NATO. Sul fronte interno, il modus operandi del gruppo \u00e8 quello dei sequestri di persona, finalizzati al rilascio da parte del governo uzbeko di prigionieri politici appartenenti al movimento. Le tensioni comunque non si sono sopite e nel giugno del 2010, dopo le elezioni politiche del nuovo presidente Kurmanbek Bakiyev, sono scoppiate violente manifestazione, nella citt\u00e0 di Osh. L\u2019apparato politico dell\u2019Uzbekistan, subisce ancora oggi una forte pressione, esercitata dall\u2019IMU, che rende alcune aree del territorio nazionale particolarmente instabili, specialmente quelle al confine con il Kirghizistan e il Tagikistan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La grande regione centro asiatica soffre del problema del traffico illecito di armi leggere e di piccolo calibro, che \u00e8 strettamente connesso con l\u2019instabilit\u00e0 politica ed economica della regione. Le armi di piccolo calibro (small arms) sono designate per l\u2019uso personale, mentre quelle leggere (light weapons) sono destinate all\u2019equipaggiamento di pi\u00f9 persone, appartenenti quindi a un gruppo armato pi\u00f9 strutturato. I due termini sono uniti nella sigla SALW (small arms and light weapons). Nella categoria delle armi di piccolo calibro sono inseriti: revolver, pistole semiautomatiche, fucili e carabine, fucili d\u2019assalto, mitra e mitragliatrici leggere. Nella seconda categoria si indicano: mitragliatrici pesanti (dalle quali vanno escluse <i>chain gun<\/i> cio\u00e8 mitragliatrici a catena e <i>gatling <\/i>mitragliatrice a canne rotanti), lanciagranate, cannoni antiaerei portatili, cannoni anticarro portatili, cannoni senza rinculo, lanciamissili portatile, sistema missilistico antiaereo a corto raggio trasportabile a spalla MANPADS (<i>Man-portable air-defense systems<\/i>) ed infine mortai dal calibro minore di 100 millimetri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uso di armi leggere e di piccolo calibro \u00e8 per la maggior parte circoscritto ai conflitti interni, delimitati da confini precisi. Le ragioni di una simile destinazione sono facilmente intuibili: in primo luogo, si tratta di armi relativamente economiche e facilmente utilizzabili in assenza di accurate conoscenze tecniche o tecnologiche, facili da trasportare e le quali richiedono spese minime di manutenzione. Sono inoltre preferibili per ragioni di tipo tattico, ad esempio in conflitti, dove si ricorre spesso alle tecniche di guerriglia. In azioni di DA (<i>direct action<\/i>) per mezzo di <i>pattern<\/i> quali imboscate, queste armi possono essere decisive ed in grado di mantenere il giusto equilibrio tra il fattore velocit\u00e0 e potenza di fuoco, che sono alla base delle capacit\u00e0 tattico-strategiche di una fazione impegnata in questo tipo di conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le cause che hanno favorito e continuano a stimolare la proliferazione di questo tipo di commercio illegale si possono individuare nella guerra in Afghanistan e in Tagikistan e nella grave situazione economica che coinvolge l\u2019Asia Centrale. Il trasferimento su larga scala di armi leggere e di piccolo calibro in Afghanistan \u00e8 cominciato negli anni ottanta, in seguito alla decisione sovietica di invadere il territorio afghano, trasformando l\u2019Afghanistan in un immenso magazzino d\u2019armi. Molti governi non direttamente coinvolti nella vicenda hanno dato il loro appoggio, grazie all\u2019invio di armi e munizioni, ai mujaheddin che all\u2019epoca costituivano l\u2019unico baluardo difensivo nei confronti dei sovietici nell\u2019intera regione. Gli Stati Uniti rendendosi conto della tenace resistenza dei mujaheddin, decisero di inviare partite d\u2019armi ai guerriglieri afghani e di fornire tramite l\u2019intelligence e le special forces validi addestratori, utilizzando i territori tribali del Pakistan come base logistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0(continua)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il commercio delle armi nelle repubbliche ex sovietiche Kazakistan, Turkmenistan, Kirghisistan, Uzbekistan. L&#8217;organizzazione terroristica del Movimento Islamico dell&#8217;Uzbekistan. L&#8217;instabilit\u00e0 politica ed economica della regione centro asiatica. Gli AK47 e i MANPADS.<\/p>\n","protected":false},"author":2113,"featured_media":3331,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[62,1293,1283,963,331,765],"tags":[2388,1330,1331,158,1329,2395,1328,24],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Kabul-herat-004-copia-copy.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-TF","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3451"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2113"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3451"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3451\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3458,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3451\/revisions\/3458"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3331"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3451"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3451"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3451"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}