{"id":3212,"date":"2013-12-15T13:19:03","date_gmt":"2013-12-15T13:19:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3212"},"modified":"2014-01-14T11:46:56","modified_gmt":"2014-01-14T11:46:56","slug":"come-la-germania-ha-sabotato-lunione-bancaria-e-il-federalismo-in-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=3212","title":{"rendered":"Come la Germania ha sabotato l\u2019unione bancaria e il federalismo in Europa."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Stimolanti riflessioni sul ruolo della Germania di Angela Merkel, dopo la riunificazione delle &#8216;due&#8217; Germanie. Nulla paragonarsi alla Germania post Weimar, cio\u00e8 nazista. E&#8217; certo per\u00f2 che la Germania sta attuando una politica quanto mai bizzarra verso un vero federalismo&#8230;ma una domanda si pone: la Germani di Angela Merkel vuole il federalismo?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore Scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/800px-Bundesrepublik_Deutschland_Grenze.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3213\" title=\"800px-Bundesrepublik_Deutschland_Grenze\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/800px-Bundesrepublik_Deutschland_Grenze-300x224.jpg\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/800px-Bundesrepublik_Deutschland_Grenze-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/800px-Bundesrepublik_Deutschland_Grenze-600x449.jpg 600w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/800px-Bundesrepublik_Deutschland_Grenze.jpg 771w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/80px-Coat_of_Arms_of_Germany.svg_.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3214\" title=\"80px-Coat_of_Arms_of_Germany.svg\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/80px-Coat_of_Arms_of_Germany.svg_.png\" width=\"80\" height=\"104\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi giorni, i ministri dell\u2019Economia e delle finanze dei paesi membri dell\u2019UE stanno discutendo di banche e meccanismi di risoluzione e salvataggio degli istituti finanziari in difficolt\u00e0. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di formare una vera unione bancaria. Esso purtroppo appare irraggiungibile a causa del comportamento di Berlino. Le mosse del governo di Angela Merkel \u2013 al terzo mandato \u00a0del Cancellierato \u2013 rappresentano, a detta dello scrivente, una pietra tombale definitiva sul federalismo europeo. La trattativa dovrebbe concludersi con un accordo entro il 18 dicembre ma tale accordo sconta gi\u00e0 le mosse della diplomazia tedesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* \u00a0 * \u00a0 *<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia dell\u2019unione bancaria non rappresenta qualcosa di nuovo fra le strategie di policy europea seguite dalla Germania. L\u2019idea \u00e8 sempre la stessa: modificare una proposta genuinamente federalista, in nome del proprio interesse senza che se ne faccia troppo baccano. Raggiungere questo obiettivo \u00e8 piuttosto semplice: \u00e8 sufficiente bloccarsi su un punto (dopo tutto la Germania \u00e8 sempre il Paese pi\u00f9 importante d\u2019Europa), stare fermi per mesi, ma alla fine fare delle concessioni sullo stesso punto reclamando per\u00f2 in contropartita delle compensazioni sostanziali che svuotano di ogni senso quelle concessioni fatte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine, la diplomazia tedesca ottiene ci\u00f2 che desiderava, e, per di pi\u00f9, tutti ne applaudono il senso di responsabilit\u00e0 e lo spirito europeo. In un periodo storico in cui la primazia della forma sul contenuto \u00e8 definitivamente compiuta, questa strategia non ha pari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Germania l\u2019ha applicata a partire dal 2011 quando era contraria alla supervisione unica sotto l\u2019egida della BCE. Alla fine essa ha ceduto ma spuntando le seguenti clausole:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1)\u00a0\u00a0\u00a0 Il rapporto sulla realizzazione dell\u2019unione bancaria sarebbe stato posticipato dopo le elezioni nazionali del settembre 2013. Essa non poteva quindi pi\u00f9 essere un\u2019arma contro il contagio finanziario, mentre veniva impedito l\u2019utilizzo rapido dei fondi MES per salvare le banche, cosa che rappresenta l\u2019essenza dell\u2019unione bancaria;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2)\u00a0\u00a0\u00a0 Le banche interessate dalla supervisione unica devono avere un bilancio superiore ai 30 miliardi di euro. Tale clausola esclude dunque tutte le casse di mutuo risparmio tedesche che pesano tanto quanto la <em>Deutsche Bank<\/em>. Ma v\u2019\u00e8 di pi\u00f9: la BCE affida ai regolatori nazionali la gestione delle banche cosiddette non sistemiche. In breve, la parte centrale del settore bancario tedesco resta monitorata \u201ca casa\u201d;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3)\u00a0\u00a0\u00a0 Il meccanismo di risoluzione doveva essere discusso solo in un secondo momento. Ma tale meccanismo era centrale per l\u2019unione bancaria. Si \u00e8 arrivati ad una (cattiva) conclusione solo dopo pi\u00f9 di due anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma l\u2019Europa ha pagato a caro prezzo il s\u00ec tedesco alla supervisione unica. In questi giorni una cosa analoga sta avvenendo per il meccanismo di cui al punto 3). Da mesi Berlino non vuol sentir parlare di un centro di decisione unica di risoluzione delle crisi bancarie. Vero \u00e8 che il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Sch\u00e4uble ha accettato di fare dei passi in avanti, ma questo \u00e8 avvenuto alle sue condizioni. Cos\u00ec, ha imposto la partecipazione prioritaria al salvataggio degli istituti da parte dei creditori delle banche (il cosiddetto bail-in), e probabilmente anche da parte dei grandi clienti (quelli con depositi superiori ai 100 mila euro) a partire dal 2016. Lo scopo di questa manovra \u00e8 quello di mettere al sicuro il denaro pubblico tedesco che ha appena garantito una quota consistente del MES (Meccanismo Europeo di Stabilit\u00e0). \u00c8 chiaro che prima dell\u2019avvio di questo meccanismo, gli Stati non hanno altra scelta se non quella di rivolgersi al MES stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea tedesca \u00e8 quindi quella di salvare i contribuenti tedeschi e di far pagare i creditori privati. Una crociata morale? Non bisogna cadere in errore. Dietro questo argomento morale vi \u00e8 una diversa realt\u00e0, pi\u00f9 sibillina. I depositanti dei paesi deboli saranno sempre pi\u00f9 diffidenti e ci penseranno due volte prima di prestare i loro soldi (ovvero aprire dei conti) ad una banca di un paese periferico. Essi preferiranno piazzarli in una banca tedesca, paese percepito come molto pi\u00f9 sicuro che non mai lesinato denaro pubblico quando si \u00e8 trattato di salvare le banche. In altre parole, la Germania prende due piccioni con un fava: da un lato salva il suo bilancio mentre dall\u2019altro cura i bilanci delle sue banche. Tanto peggio per i paesi periferici che dovranno soffrire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo punto imposto da Berlino: un trattato intergovernativo, al di fuori del quadro comunitario per gestire il fondo di risoluzione bancaria (che sar\u00e0 dotato di 55 miliardi di euro). I federalisti europei apprezzeranno. Ed apprezzeranno anche la \u201cmutualizzazione progressiva\u201d che prevede che il denaro che dovr\u00e0 essere utilizzato per primo per ricapitalizzare le banche in difficolt\u00e0 di un paese colpito da una crisi bancaria sar\u00e0 quello fornito dalle banche di quel paese. Insomma, la prima logica dell\u2019unione bancaria \u00e8 una logica nazionale. La mutualizzazione verr\u00e0 solo fra 12 o 13 anni (nel 2025 o 2026!!!) e sar\u00e0 del resto anche fortemente limitata dalla possibilit\u00e0 di veto da parte della Germania e dei suoi satelliti (Paesi Bassi, Belgio , Austria, Finlandia, Slovacchia, Lussemburgo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre i 55 miliardi di euro di cui sopra sono assolutamente insufficienti per far fronte ad una crisi di grande ampiezza. L\u2019aiuto all\u2019Irlanda ha raggiunto i 79 miliardi di euro, quello alla Spagna (o meglio alle sue banche) i 39 miliardi. La Germania ha speso nel 2009 pi\u00f9 di 50 miliardi di euro per salvare la sola Hypo Real Estate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi soldi sono un\u2019inezia per contentare coloro che vedono la mutualizzazione dove non c\u2019\u00e8. Berlino non vuole assolutamente nulla dietro questo piccolo fondo e soprattutto non vuole il MES. Risultato: gli stati dovranno fare con i loro soldi. La logica tedesca \u00e8 chiara: \u201csiamo ossessionati dall\u2019azzardo morale che permetterebbe alle cicale del Sud-Europa di far di tutto affinch\u00e9 <em>Herr Schmidt<\/em> alla fine paghi per loro\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea di per s\u00e9 non \u00e8 sbagliata. Perch\u00e9 i tedeschi dovrebbero pagare per gli italiani o gli spagnoli? L\u2019unione economica secondo i tedeschi (e gli olandesi, gli scandinavi\u2026) deve essere competitiva e non solidale. Tuttavia le banche tedesche sono lungi dall\u2019essere irreprensibili. Prova ne siano, durante tutti questi anni, gli investimenti che le <em>Landesbanken <\/em>hanno fatto in tutto il peggio della finanza mondiale e soprattutto nelle operazioni di cartolarizzazione. Su questo Berlino stende un velo pudico, ma comunque riesce ad ottenere un meccanismo di risoluzione comune limitato al massimo a 250 banche europee. Stavolta infatti, tutte le casse di mutuo risparmio tedesche ne sono escluse ed \u00e8 quello l\u2019importante per Angela Merkel. I piccoli interessi di queste banche regionali, che sono sovente sostenute dal denaro pubblico dei comuni, resteranno nascosti in Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fase transitoria quindi durer\u00e0 fra il 2016 e il 2026 con un progetto di realizzazione di rete di fondi nazionali. In realt\u00e0,questo significa conservazione della situazione ex ante, alla quale si aggiunge solamente la priorit\u00e0 data alla partecipazione dei creditori privati gi\u00e0 evocata. La Germania propone a suo vantaggio l\u2019utilizzo di un particolare fondo, la SoFFin, creato nel 2009, che per\u00f2 non ha degli equivalenti nella maggior parte degli altri paesi dell\u2019eurozona. Come pu\u00f2 esser creato in 2 anni? Alla Germania questo non interessa, e, d\u2019altra parte, non vuol sentire parlare di MES. A nostro avviso, questa \u00e8 una concezione molto particolare d\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con le sue pretese, la Germania ha in realt\u00e0 minato le basi di una buona idea qual era all\u2019inizio l\u2019unione bancaria. Il MES avrebbe anche potuto essere escluso (Berlino \u2013 con ragione \u2013 vede il suo coinvolgimento un primo passo verso l\u2019unione fiscale che avversa). Purtroppo, sia la grande coalizione CDU-SPD, sia il governo precedente, hanno una visione germano-centrica del continente che ha fatto gi\u00e0 fallire l\u2019idea di federalismo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stimolanti riflessioni sul ruolo della Germania di Angela Merkel, dopo la riunificazione delle &#8216;due&#8217; Germanie. Nulla paragonarsi alla Germania post Weimar, cio\u00e8 nazista. 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