{"id":11238,"date":"2026-07-31T14:39:04","date_gmt":"2026-07-31T13:39:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=11238"},"modified":"2026-07-31T14:39:07","modified_gmt":"2026-07-31T13:39:07","slug":"la-ridefinizione-della-strategia-usa-in-medio-oriente-e-il-ruolo-sempre-piu-ampio-disraele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=11238","title":{"rendered":"<strong>La ridefinizione della strategia USA in Medio Oriente e il ruolo sempre pi\u00f9 ampio d\u2019Israele.<\/strong>"},"content":{"rendered":"\n<p>In questi ultimi anni, a partire dal 7 ottobre 2023 \u2013 con l\u2019attacco sferrato da Hamas che ha causato 1200 morti, in maggioranza civili, e il sequestro di circa 240 ostaggi, cui ha fatto seguito il contrattacco israeliano con un impatto devastante su Gaza, sia per il numero di vittime innocenti, sia per una perdurante crisi umanitaria \u2013 appare chiara una mutazione della posizione d\u2019Israele nei riguardi degli Stati Uniti d\u2019America.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"528\" height=\"405\" src=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/91u58ps3AL._AC_SX679_-528x405.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11240\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/91u58ps3AL._AC_SX679_-528x405.jpg 528w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/91u58ps3AL._AC_SX679_-261x200.jpg 261w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/91u58ps3AL._AC_SX679_-300x230.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/91u58ps3AL._AC_SX679_.jpg 594w\" sizes=\"(max-width: 528px) 100vw, 528px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Israele \u00e8 stato quasi sempre visto dagli Stati Uniti come un avamposto strategico e uno strumento regionale, mantenendo per\u00f2 la capacit\u00e0 di contenerlo quando le azioni poste in essere sconfinavano o minacciavano gli interessi diretti della potenza americana. Oggi Israele non \u00e8 pi\u00f9 un semplice strumento della politica statunitense ma appare, con l\u2019Amministrazione Trump, sempre pi\u00f9 centrale e interconnesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, gi\u00e0 nel corso del suo primo mandato, il Presidente americano ha iniziato ad assecondare maggiormente le preferenze israeliane in Medio Oriente, abbandonando il principio di vecchia memoria della &#8220;Terra in cambio della pace&#8221; (<em>Land for Peace<\/em>), pietra angolare diplomatica su cui si \u00e8 basata la politica estera americana per risolvere il conflitto israelo-palestinese dal 1967. Lo stesso principio ha costituito anche la base, seppur teorica, degli Accordi di Oslo del 1993 per la nascita di un futuro Stato palestinese in Cisgiordania e a Gaza, sebbene sia poi rimasto incompiuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il venir meno della distanza strategica con il secondo mandato di Trump appare ancora pi\u00f9 evidente. Sulla Palestina, il Presidente americano ha dapprima fatto pressione sugli Stati arabi, in particolare l\u2019Egitto e la Giordania, per accogliere i palestinesi da Gaza. Avendo ottenuto un rifiuto, ha assecondato l\u2019aspirazione d\u2019Israele di separare Gaza dalla Cisgiordania, creare un\u2019amministrazione indipendente e inserirla sotto il cosiddetto Consiglio di Pace. Inoltre, Trump non si \u00e8 opposto all\u2019occupazione israeliana di nuovi territori.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo cambiamento della politica statunitense si sta sempre pi\u00f9 \u201cistituzionalizzando\u201d, supportato dalla Strategia di Sicurezza Nazionale varata nel 2023, in cui viene ribadito che gli Stati Uniti hanno dato per troppo tempo la priorit\u00e0 al Medio Oriente. Ci\u00f2 non significa che la regione mediorientale abbia perso la sua importanza, bens\u00ec che la nuova strategia ridefinisce gli interessi statunitensi, i quali poggiano sulla concessione di un ruolo pi\u00f9 ampio a Israele e uno pi\u00f9 rilevante ai Paesi del Golfo, ma anche sulla necessit\u00e0 di mantenere aperti i corridoi marittimi ed evitare l\u2019esportazione del terrorismo dalla regione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto che non sussista pi\u00f9 una distinzione netta d\u2019atteggiamento tra gli Stati Uniti e Israele nell\u2019area appare in tutta la sua chiarezza a seguito dello scoppio della guerra contro l\u2019Iran, che perdura, tra alti e bassi, dallo scorso mese di febbraio 2026. Una guerra che sembra essere stata strategicamente costruita dagli israeliani, mentre gli americani (e non solo) vi sono stati coinvolti successivamente, nonostante le molte contraddizioni e le complicazioni alla salvaguardia dei propri interessi, anche economici.<\/p>\n\n\n\n<p>Una guerra iniziata con il classico&nbsp;<em>modus operandi<\/em>&nbsp;israeliano, peraltro gi\u00e0 utilizzato in precedenza a Gaza, in Libano e nello Yemen, con la tattica di colpire fisicamente i pi\u00f9 importanti leader politici e militari. Basti ricordare:<\/p>\n\n\n\n<p>a Gaza: l\u2019uccisione del leader supremo di Hamas Yahya Sinwar nell\u2019ottobre 2024, la mente degli attacchi del 7 ottobre 2023; di Mohammed Deif nel luglio 2024, storico capo delle Brigate Izzedine al-Qassam (l&#8217;ala militare di Hamas); di Muhammad Sinwar nel maggio 2025, fratello minore di Yahya Sinwar e suo successore alla guida dell&#8217;ala militare; e di Marwan Issa nel marzo 2024, vice di Mohammed Deif e figura chiave nel coordinamento tra l&#8217;ala politica e quella militare.<\/p>\n\n\n\n<p>in Libano: la morte di Hassan Nasrallah nel settembre 2024, Segretario generale di Hezbollah per oltre tre decenni e figura carismatica dell&#8217;asse sciita, e di Hashem Safieddine nell\u2019ottobre 2024, cugino di Nasrallah, capo del Consiglio esecutivo di Hezbollah e suo successore designato.<\/p>\n\n\n\n<p>in Iran: l\u2019uccisione di Ali Khamenei lo scorso 28 febbraio 2026, Guida Suprema dell&#8217;Iran; di Ali Shamkhani, Segretario del Consiglio di Difesa ed ex negoziatore sul nucleare; di Abdulrahim Mousavi, Capo di Stato Maggiore delle forze armate; di Mohammad Pakpour, Comandante in capo del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica; e di Aziz Nasirzadeh, Ministro della Difesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Una guerra che all\u2019inizio appariva come un\u2019operazione militare limitata e circoscritta, e che man mano si \u00e8 trasformata in una vera e propria guerra regionale, con ramificazioni nel Golfo, in Iraq, in Libano, in Cisgiordania e nello Yemen, interessando finanche la Turchia, Cipro e l\u2019Azerbaijan.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa volta, a differenza di quanto fatto dalle amministrazioni precedenti, in particolare quelle di George W. Bush e di Obama, l\u2019attuale amministrazione ha in qualche modo subordinato i propri interessi a vantaggio degli obiettivi bellici d\u2019Israele.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad oggi i costi della guerra, diretti e indiretti, non solo per gli Stati Uniti ma anche per i Paesi del Golfo, sono significativi, incidendo non solo sulle spese militari, ma anche sui danni alle infrastrutture, alle strutture energetiche, alla navigazione, al trasporto marittimo e al turismo. Senza contare i costi economici globali, peraltro difficili da quantificare, legati al sensibile aumento delle tariffe del trasporto marittimo e aereo e di quelle relative ai premi assicurativi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 probabilmente il prezzo che l\u2019Amministrazione Trump deve in qualche modo pagare \u2013 e sembra disposta a farlo \u2013 per cercare di integrare sempre pi\u00f9 Israele nella regione, contenere l\u2019Iran ed espandere la normalizzazione dei rapporti con gli Stati arabi al fine di riorganizzare la sicurezza del Golfo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a9www.osservatorioanalitico.com \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi ultimi anni, a partire dal 7 ottobre 2023 \u2013 con l\u2019attacco sferrato da Hamas che ha causato 1200 morti, in maggioranza civili, e il sequestro di circa 240 ostaggi, cui ha fatto seguito il contrattacco israeliano con un impatto devastante su Gaza, sia per il numero di vittime innocenti, sia per una perdurante [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1692,2157,145,245,1291,1273,47],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2Vg","jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11238"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11238"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11238\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11241,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11238\/revisions\/11241"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11238"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11238"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11238"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}