{"id":11146,"date":"2026-02-14T16:35:07","date_gmt":"2026-02-14T15:35:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=11146"},"modified":"2026-02-14T16:35:10","modified_gmt":"2026-02-14T15:35:10","slug":"previsioni-geoeconomiche-per-la-serbia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=11146","title":{"rendered":"<strong>Previsioni geoeconomiche per la Serbia<\/strong>"},"content":{"rendered":"\n<p>di Andrea BiANCHI<\/p>\n\n\n\n<p>Il 6 febbraio la delegazione del leader serbo (<em>Republika Srpska<\/em>) in Bosnia Erzegovina, Milorad Dodik, si \u00e8 recata negli Stati Uniti, a Washington. Tema dell\u2019incontro, il ricollocamento e il ri-posizionamento degli USA nei Balcani. Il giorno prima (5 febbraio) il Ministro dell\u2019energia serbo, Dubravka Dedovic, era ad Abu Dhabi per discutere i dettagli dell\u2019operazione finanziaria che vedr\u00e0 la ADNOC (<em>Abu Dhabi National Oil Company<\/em>) subentrare con la ungherese MOL (<em>Magyar Olaj- \u00e9s<\/em> <em>G\u00e1zipari Nyrt<\/em>), al posto della Russia nel controllo di azioni della compagnia energetica serba NIS (<em>Naftna Industrija Srbije<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/download.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11148\" width=\"282\" height=\"211\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Di fatti, dall\u2019estate scorsa la NIS era sottoposta a pressioni e sanzioni da parte dell\u2019OFAC statunitense (<em>Treasury\u2019s Office of Foreign Assets Control<\/em>) affinch\u00e9\u00b4 si sganciasse dalla dipendenza energetica russa. In seguito, a compimento degli incontri di massimo livello tra il Primo ministro Orban e il Presidente Putin, tra 18 e 19 gennaio veniva ufficializzato dal presidente serbo Vucic che la NIS lasciava subentrare la MOL ungherese alla Gazprom russa. E cos\u00ec anche il comparto industriale energetico della NIS veniva salvato, insieme con il suo indotto.<\/p>\n\n\n\n<p>In un certo senso questa manovra coordinata tra potenze, USA e Russia, \u00e8 consistita nell\u2019aggiramento delle sanzioni americane consentendo alla NIS di porsi sotto l\u2019egida dell\u2019eccezionalismo ungherese. Ma in ogni caso la piccola Ungheria, vera e propria potenza piccolo-regionale, sar\u00e0 tenuta a sviluppare una nuova centrale nucleare esclusivamente con materiale e tecnologia USA. Questo dettaglio, non di poco conto, faceva da contorno ai risultati dell\u2019incontro bilaterale tenutosi in autunno scorso tra Trump e Orban, incontro che ha avuto come risultato l\u00b4esenzione per l\u2019Ungheria dalle sanzioni da approvvigionamento energetico russo.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, quindi, le quote di NIS, in precedenza detenute da Gazprom, vengono acquistate da MOL ungherese, la quale a sua volta beneficia di esenzioni da parte statunitense per quanto riguarda le forniture, metaforicamente, \u201coltre cortina.\u201d In precedenza, in NIS, Gazprom deteneva una quota dell&#8217;11,3%, mentre la sua controllata Gazpromneft aveva il 44,9%. La quota del governo serbo era del 29,9%, e il resto veniva spartito tra azionisti di minoranza e dipendenti. Ad oggi MOL controlla il 56,15% delle azioni di NIS. Secondo gli analisti finanziari di <em>bne intellinews<\/em>, ora le azioni di MOL hanno toccato un tetto storico; era dal 2007 che non si raggiungevano livelli simili.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a9www.osservatorioanalitico.com \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea BiANCHI Il 6 febbraio la delegazione del leader serbo (Republika Srpska) in Bosnia Erzegovina, Milorad Dodik, si \u00e8 recata negli Stati Uniti, a Washington. Tema dell\u2019incontro, il ricollocamento e il ri-posizionamento degli USA nei Balcani. Il giorno prima (5 febbraio) il Ministro dell\u2019energia serbo, Dubravka Dedovic, era ad Abu Dhabi per discutere i [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[131,4627,1291],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2TM","jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11146"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11146"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11146\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11150,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11146\/revisions\/11150"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11146"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11146"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11146"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}