{"id":11080,"date":"2025-10-21T14:46:51","date_gmt":"2025-10-21T13:46:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=11080"},"modified":"2025-10-21T14:46:54","modified_gmt":"2025-10-21T13:46:54","slug":"11080","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=11080","title":{"rendered":""},"content":{"rendered":"\n<p>Con piacere ospitiamo un articolo scritto da <strong>Andrea Bianchi<\/strong>. Lavora a Bruxelles come docente presso un&#8217;istituzione scolastica straniera. Ha scritto &#8220;Marco Giaconi e l&#8217;intelligence&#8221; e &#8220;Una storia delle idee. Delio Cantimori&#8221;. Ha tradotto tre volumi di istituzioni geopolitiche di Angelo Codevilla, docente a Stanford.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Direttore Scientifico <em>Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"536\" height=\"405\" src=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/a51d4e4e17dcedc614ba7876682baca5-536x405.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11086\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/a51d4e4e17dcedc614ba7876682baca5-536x405.jpg 536w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/a51d4e4e17dcedc614ba7876682baca5-265x200.jpg 265w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/a51d4e4e17dcedc614ba7876682baca5-300x227.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/a51d4e4e17dcedc614ba7876682baca5.jpg 735w\" sizes=\"(max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>                                                   <strong>La via iraniana alla connettivit\u00e0 eurasiatica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La logistica multimodale ed energetica iraniana \u00e8 incentrata teoricamente sull\u2019INSTC (International&nbsp;<em>North South Transport Corridor<\/em>). Esso \u00e8 frutto di un accordo siglato nel maggio 2022 dai fondatori Russia, Iran e India: oggi procede meno speditamente da parte iraniana in seguito al conflitto \u201cdi dodici giorni\u201d (pi\u00f9 15 anni di preparazione) e ad un passo pi\u00f9 spedito da parte russa e (un po\u00b4 pi\u00f9 lento) da quella indiana. Anche l\u2019India ha sofferto dopo gli avvenimenti recenti. Nel frattempo, l\u2019Europa sogna a occhi aperti di sganciarsi dalla Cina e legarsi per corrispondenza (libero scambio) con l\u2019India che per\u00f2 vuole trovare una e una sola lingua sulle etichette dei Paesi dell\u2019Unione. Vedremo eventuali sviluppi a Bruxelles, con l\u2019evento \u201cculturale\u201d Diwali Festival 2025, organizzato anche dalla Camera di commercio indiana, l&#8217;11 e il 12 ottobre di questo mese.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019INSTC \u00e8 un modello di rete che adopera trasporti via nave, ferrovia e gomma e ha registrato l\u2019adesione di altri Stati oltre ai fondatori, e tra questi paradossalmente l\u2019Ucraina. Il sistema funge, nelle intenzioni dei fondatori, da supporto ad un progetto di integrazione multilaterale che mira, sul lungo termine, a perseguire uno sviluppo intra-regionale di economie nazionali con politiche estere, strategie militari e di materie prime molto diverse tra loro.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019INSTC avanza attraverso tre rotte fondamentali:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Rotta occidentale<\/strong>&nbsp;(Russia-Azerbaigian-Iran-India). Anche ammesso che sul lungo termine la Russia vinca in Ucraina, l\u00b4Occidente user\u00e0 Israele per distruggere e invadere l\u2019Iran (pio desiderio a fronte di una civilt\u00e0 millenaria&#8230;) e far collassare la Russia, col danno collaterale della rimozione del Caucaso meridionale dalla sua sfera di influenza, mentre Trump costruisce, propagandisticamente, la pace tra Armenia e Azerbaigian.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Rotta transcaspica<\/strong>&nbsp;(Russia-Iran-India), da leggere come sottoinsieme di quella occidentale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Rotta orientale<\/strong>&nbsp;(Russia-Asia centrale-Iran-India). Lungo questa linea si trova il porto di Chabahar in una zona cuscinetto abitata dai beluci, nel Sud-est dell\u2019Iran. Chabahar \u00e8 l\u2019unica infrastruttura portuale con accesso diretto all\u2019Oceano Indiano mentre il porto russo di Astrakhan, sul Mar Caspio, \u00e8 un altro punto di collegamento. L\u2019Iran ha cercato di coinvolgere la Russia e la Cina per sviluppare due porti nella zona industriale di libero scambio di Chabahar (Shahid Beheshti e Shahid Zalantari). E l\u2019India, sin dalla firma dell\u2019INSTC, ha considerato Chabahar come l\u2019elemento chiave della sua strategia per avversare la Cina e per far concorrenza al porto pakistano di Gwadar nel Mar Arabico.<\/p>\n\n\n\n<p>Fino a due anni fa al G7 ci si poteva \u201cpreoccupare\u201d circa il progresso dell\u2019INSTC a guida russa, con Chabahar che doveva avere un ruolo in termini&nbsp;<em>dual use<\/em>&nbsp;(infatti \u00e8 poi esploso il 22 febbraio scorso, mentre l\u2019altro porto di Bandar Abbas, da cui si esporta petrolio verso la Cina, era sabotato il 26 aprile) e si facevano accordi da 1,6 miliardi di dollari tra Iran e Russia per costruire la ferrovia Rasht-Astara, lunga 162 km.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il conflitto Israele-Iran ha consentito agli USA di por fine a tutto questo e annunciare trionfalmente che l\u2019Iraq offre un percorso migliore, peraltro pi\u00f9 vicino a Israele, per la connettivit\u00e0 in Medio Oriente. Prima del conflitto per l\u2019Iran era auspicabile il completamento della sua rete ferroviaria orientale, quasi 700 km di ferrovia da Chabahar a Zahedan, quale parte dell\u2019asse ferroviario Mashhad-Sharkhs che collega il Sud-est al Nord-est del Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla Russia interessava Chabahar perch\u00e9, operando a pieno regime questa infrastruttura, avrebbe potuto ridurre di circa il 20% i costi della logistica con l\u2019India. Gli iraniani avevano compreso l\u2019interesse di Mosca e avevano cominciato a promuovere la zona industriale di libero scambio di Chabahar, proprio per attirare investimenti russi, che sono culminati nell\u2019affare Rasht-Astara.<\/p>\n\n\n\n<p>Per la Cina, BRI (<em>Belt and Road Initiative<\/em>) sembrerebbe fare un gioco parallelo perch\u00e9\u00b4 Pechino avversa l\u2019INSTC, volendo mantenere la presa su Kazakistan, Turkmenistan, Iran e Oman, aree contese con l\u2019India, con cui, peraltro, compete strenuamente \u201csul piano logistico\u201d. Alla Cina interessa il Kazakistan per i depositi di uranio, ricercati instancabilmente anche dall\u2019India per i suoi impianti nucleari, poi il Turkmenistan per il gas e per la pipeline TAPI. Pechino sta investendo molto nella rotta di transito est-ovest, il&nbsp;<em>Middle Corridor&nbsp;<\/em>che collega lo Xinjiang a Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan e Turkmenistan, attraverso il Caspio fino ad Azerbaigian, Georgia, Turchia e pi\u00f9 avanti verso l\u2019Europa orientale \u2013 per un totale di 7.000 km, con un viaggio medio di un cargo della durata di 15 giorni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, Pechino ha investito nella costruzione di una ferrovia da Kars a Edirne sul lato europeo del Bosforo, mentre Londra ha in Baku un partner privilegiato al quale ha ispirato le condizioni per un trattato di pace e la rinuncia a qualsiasi influenza sul Karabakh. Il Corridoio di Zangezur \u00e8 ridiventato un nuovo Grande Gioco, o Torneo d\u00b4Ombre come lo chiamavano i russi meno prosaicamente degli inglesi (con buona pace della prosa di Kipling), in grado di collegare gli hub dell\u2019UE con la Transcaucasia e l\u2019Asia centrale.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la Turchia svolge un ruolo su questo versante. La ferrovia Baku-Tbilisi-Kars, inaugurata nel 2018, serve ad Ankara come un hub strategico per il trasporto di container dalla Cina all\u2019Europa. La Turchia ha investito in un ammodernamento del valore di 3,8 miliardi di dollari del porto di Mersin e di 1,2 miliardi di dollari per quello di Izmir. Entro il 2034, Pechino si aspetta che questo corridoio diventi l\u2019asse centrale di quella che descrive come la \u201cVia della Seta di Ferro.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Viene da chiedersi per quale afflato idealista ancora anni fa si potesse immaginare un Iran allineato all\u2019Occidente magari tramite il MEK (<em>Mojahedin-el-Khalk)<\/em>, in Albania insieme a un\u2019India che mettesse in secondo piano il suo cerchiobottismo commerciale-ideologico e collaborasse maggiormente, pro bono, con il \u201cmondo libero\u201d. Sogni di un Pangloss sorridente che volevano un INSTC potenziato e che avrebbe aiutato l\u2019India a soddisfare il suo fabbisogno energetico, solo perch\u00e9 il meccanismo di pagamento in rupie abilitato dalla Reserve Bank of India nel commercio globale aveva facilitato il commercio con la Russia e le importazioni di petrolio dall\u2019Iran.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima che la Cina si prendesse l\u2019INSTC per connetterlo alla BRI o lo neutralizzasse, ci hanno pensato Israele e Stati Uniti. Con regalo bonus alla Cina: Afghanistan destabilizzato per il rientro forzoso dei migranti che l\u2019Iran gli ha rispedito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a9www.osservatorioanalitico.com \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img alt=\"\"\/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con piacere ospitiamo un articolo scritto da Andrea Bianchi. Lavora a Bruxelles come docente presso un&#8217;istituzione scolastica straniera. 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