{"id":10974,"date":"2024-12-10T18:08:14","date_gmt":"2024-12-10T17:08:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10974"},"modified":"2024-12-10T18:08:16","modified_gmt":"2024-12-10T17:08:16","slug":"dunque-ora-la-siria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10974","title":{"rendered":"Dunque&#8230; ora la Siria&#8230;"},"content":{"rendered":"\n<p>La situazione nel vicino Medio Oriente continua a complicarsi, scandendo una ulteriore sconfitta dell&#8217;Iran, nel perseguire il suo obbiettivo di conseguire il primato nell&#8217;Islam, contro i sunniti.<\/p>\n\n\n\n<p>Teheran ha perso la sua presa su Damasco, oltre alla Russia mentre Erdogan, il vero vincitore politico della attuale situazione, al momento prende le distanze formali da quei nuovi governanti jihadisti, che sembrano promettere relazioni &#8216;normali&#8217; con gli altri stati confinanti e con il mondo internazionale. Il che \u00e8 difficile da credere&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Chi \u00e8 Mohammed al-Bashir, indicato come il capo del nuovo governo transitorio siriano, almeno fino al 1 marzo 2025? Laureato in ingegneria, risulta che abbia anche fatto studi approfonditi sulla&nbsp;<em>sharia<\/em>&nbsp;e sul diritto islamico e internazionale. Gi\u00e0 nel gennaio di questo anno era stato nominato a capo del Governo di Salvezza Siriano con sede a Idlib. Occorre attendere per comprendere meglio i comportamenti del possibile attore politico, relativamente all&#8217;impronta islamica del suo possibile governo..<\/p>\n\n\n\n<p>Chi \u00e8 Abu Mohammed al Jolani, (vero nome Ahmed Hussein al Sharaa, nato in Arabia Saudita, a capo della Hay&#8217;at Tahrir al Shams &#8211; HTS- Organizzazione per la Liberazione del Levante), che ha fondato il gruppo rivelatosi come l&#8217;opposizione armata pi\u00f9 forte contro il regime di Assad? E&#8217; colui che ha sempre insistito sulla necessit\u00e0 di creare una repubblica &#8216;islamica&#8217; in Siria, ponendosi, fin dal 2016, come la persona che avrebbe reagito con un conflitto armato contro il regime di Assad. Ha fondato appunto nel governatorato di Idlib la HTS nel 2017, per organizzare servizi civili, scolarizzazione, sanit\u00e0, infrastrutture giudiziarie, non dimenticando la parte finanziaria da tenere in salde mani jihadiste. Da non dimenticare che ha collaborato con Abu Bakr al Baghdad, capo dello Stato Islamico di Al Qaeda in Iraq. Quando al Baghdad ruppe i suoi legami con al Qaeda, al Jolani conferm\u00f2 la sua lealt\u00e0 a Al Qaeda. Da non dimenticare anche una sua famosa intervista a Al Jazeera del 2014 quando afferm\u00f2 che la Siria doveva essere governata secondo l&#8217;interpretazione rigorosa della &#8216;Legge islamica&#8217; e che le altre minoranze, come Cristiani e Alauiti, non avrebbero dovute essere accettate. Lo scopo di HTS, secondo le sue dichiarazioni negli anni seguenti, era quello di abbattere il regime autocratico di Assad, espellere i militari iraniani dal territorio e stabilire uno stato governato fedelmente ai principi della &#8216;Legge islamica&#8217;. Dichiarazioni chiare e conseguenti nel corso del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre rilevare che questa organizzazione HTS \u00e8 considerata &#8216;terrorista&#8217; dalle Nazioni Unite, dalla Turchia e dall&#8217;Unione Europea. Non \u00e8 la sola per\u00f2 a voler operare per governare la Siria: \u00e8 in concorrenza, per cos\u00ec dire, con altri gruppi di opposizione che competono per il potere come, tra i maggiori, Ahrar al Sham, Jaysh al Ahrar and Suqour al Sham&#8230;certamente una situazione non molto tranquilla, ricordando anche il Gruppo delle cosiddette Forze democratiche siriane, dominate da elementi curdi, che controllano parti della Siria orientale. Per non omettere le forze ribelli siriane allineate con i turchi al confine con la Turchia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Interessante e indubbiamente pericoloso il comportamento di Hamas in questa occasione che si \u00e8 congratulato ufficialmente con il popolo siriano per aver ottenuto libert\u00e0 e giustizia, riaffermando che manterr\u00e0 il proprio impegno per proteggere l&#8217;unit\u00e0 nazionale e l&#8217;integrit\u00e0 territoriale della Siria. Dichiarazioni dovute quasi &#8216;banali&#8217;, se non provenissero da Hamas.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa situazione l&#8217;esercito israeliano, alla caduta di Assad, in pieno caos politico locale, luned\u00ec 9 dicembre ha condotto attacchi mirati strategici contro siti militari e navali siriani e \u00e8 entrato direttamente sul territorio allo scopo di creare delle zone cuscinetto, indicate come &#8216;temporanee&#8217;, ben sapendo che non lo saranno affatto temporanee ma sicuramente permanenti. Occupa una parte delle Alture del Golan. Per Israele \u00e8 fondamentale che la Siria non rappresenti pi\u00f9 il grande alleato dell&#8217;Iran, che tra l&#8217;altro favoriva l&#8217;afflusso ingente delle armi in Libano. In questo modo ancor di pi\u00f9 Hezbollah \u00e8 stato indebolito seriamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque: la Siria \u00e8 stata conquistata dalle forze jihadiste in 11 giorni, dal 27 novembre all&#8217;8 dicembre. Sembra che la nuova forza amministratrice del governo siriano voglia iniziare da subito a costruire un governo che riporti al popolo le &#8216;libert\u00e0&#8217; dopo il cinquantennale periodo del terribile potere della famiglia Assad. Almeno questo dichiara.<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; certamente un momento politico di grande importanza per tutto il mondo arabo quel che \u00e8 accaduto in Siria: una regione intera che vive un periodo molto turbolento.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli accordi tra Hezbollah e Israele: se ne parla ma ancora non sono in atto. Beirut sud \u00e8 semi distrutta e a Gaza continuano le incursioni di Tel Aviv.<\/p>\n\n\n\n<p>Il potere e la presenza delle potenze straniere nella regione sta profondamente cambiando: la Russia perde potere come l&#8217;Iran mentre si afferma decisamente la politica del sunnita Sultano di Istanbul.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel che comunque fa riflettere \u00e8 la sicura avanzata del potere islamico nel governo di parti della regione. Anche se l&#8217;Iran sta fallendo il suo obiettivo di avere il primato shiita in tutto il Medio Oriente, \u00e8 chiaro che forze jihadiste, di varia origine ottengono ormai il potere. Forse non accadr\u00e0 in Siria come in Afghanistan ma il governo di un territorio secondo la&nbsp;<em>sharia<\/em>risponde a regole ben chiare e occorrer\u00e0 vedere come il nuovo &#8216;potente&#8217; di Damasco vorr\u00e0 farle applicare se manterr\u00e0 quel potere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a9www.osservatorioanalitico.com \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img alt=\"\"\/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La situazione nel vicino Medio Oriente continua a complicarsi, scandendo una ulteriore sconfitta dell&#8217;Iran, nel perseguire il suo obbiettivo di conseguire il primato nell&#8217;Islam, contro i sunniti. 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