{"id":10929,"date":"2024-10-21T14:41:27","date_gmt":"2024-10-21T13:41:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10929"},"modified":"2024-10-21T14:41:31","modified_gmt":"2024-10-21T13:41:31","slug":"un-primo-quarto-di-secolo-molto-difficile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10929","title":{"rendered":"Un primo quarto di secolo&#8230;molto difficile."},"content":{"rendered":"\n<p>Una morte eccellente non ferma una guerra. E non si sa ancora a quale possibile nuova situazione potr\u00e0 portare. Difficilmente a una pace e forse nemmeno a una tregua, sia pur di pochi giorni almeno per permettere l&#8217;entrata di aiuti umanitari a Gaza, ormai un gran cumulo di macerie, di sfollati, di affamati.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"524\" height=\"405\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/brf125_2407_m2k5v1aou08x12l-524x405.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10931\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/brf125_2407_m2k5v1aou08x12l-524x405.jpg 524w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/brf125_2407_m2k5v1aou08x12l-259x200.jpg 259w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/brf125_2407_m2k5v1aou08x12l-768x593.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/brf125_2407_m2k5v1aou08x12l-1536x1187.jpg 1536w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/brf125_2407_m2k5v1aou08x12l-2048x1583.jpg 2048w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/brf125_2407_m2k5v1aou08x12l-300x232.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 524px) 100vw, 524px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Sostiene un ricercatore del britannico indipendente Royal United Services Institute for Defence and Security, H.A.Hellyer che il pensare a un &#8216;giorno dopo&#8217; in Gaza frutto di possibili accordi, come conseguenza dell&#8217;uccisione (peraltro fortuita sembra, secondo le dichiarazioni degli stessi militari IDF che l&#8217;hanno compiuta), di Sinwar (mente dell&#8217;attacco del 7 ottobre 2023 agli israeliani), &#8216;fa ridere&#8217;&#8230;se ridere si pu\u00f2 nella tragedia di Gaza. E&#8217; una lucida ironica analisi della situazione, che condivido.<\/p>\n\n\n\n<p>Washington preme per discutere di un &#8216;futuro&#8217; di Gaza, una enclave, una striscia tra Israele e l&#8217;Egitto sulla costa del Mediterraneo, un territorio che era tra i pi\u00f9 popolati del mondo, controllato politicamente dal 2007 da Hamas. La Striscia di Gaza comprende Gaza Nord, Gaza City, Deir el-Balah, Khan Younis e Rafah: nomi che quotidianamente ascoltiamo, perch\u00e9 obbiettivi degli attacchi continui dell&#8217;IDF israeliano per distruggere Hamas.<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre comprendere che Tel Aviv non ha alcuna intenzione e, si dovrebbe anche sottolineare, interesse a non sospendere l&#8217;occupazione del territorio lungo la West Bank, Gerusalemme Est e anche lasciare le Alture del Golan, mentre si sta preparando a invadere totalmente il Libano o almeno una gran parte, per evitare nuovi insediamenti dei suoi nemici shiiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche Hamas non intende deporre le armi, dopo la morte del suo capo. Anzi. Per come potr\u00e0, andr\u00e0 avanti con maggior decisione chiedendo, se mancano, denaro e armi all&#8217;Iran o a altri possibili alleati non dichiarati ufficialmente, ma che hanno interesse ad avere un Medio Oriente in &#8216;confusione bellica&#8217; che impegna la pi\u00f9 grande potenza occidentale e altri componenti di quel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli uomini di Hamas, ora pi\u00f9 che mai, dopo la morte del loro leader, sostengono che andranno avanti fino alla vittoria finale: la distruzione dello Stato d&#8217; Israele. Cos\u00ec come Netanyahu sostiene di voler arrivare a cancellare Hamas, sconfiggere Hezbollah, con un quadro referente di un Occidente che sta perdendo la sua identit\u00e0 e il suo primato mondiale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Iran ovviamente si schiera a fianco dei combattenti di Hamas, perch\u00e9 tutto rientra nel quadro di una rivisitazione geografico-statuale di quella parte del Medio Oriente, a suo esclusivo vantaggio dove vuole avere una influenza totale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tutto a un costo terribile per i Palestinesi, che desiderano solo la fine del conflitto: non importa chi vinca purch\u00e9 si torni a una parvenza di vita e cessino i bombardamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra invece si estende sempre di pi\u00f9: ora in Libano: Beirut, la Valle della Bekaa, Baalbebek, Nabatieh, con molte perdite umane e moltissimi feriti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il conflitto si sta espandendo nella Terra dei Cedri, una volta libera e economicamente molto valida&#8230;molti anni fa. Ora il sistema bancario libanese \u00e8 in profonda crisi.<\/p>\n\n\n\n<p>E non \u00e8 un caso tra l&#8217;altro che Israele abbia bombardato la sede dell&#8217;istituzione finanziaria riconducibile a Hezbollah. Al-Qard-Al-Hassan. che ha nella citt\u00e0 e nella periferia di Beirut e nella Valle della Bekaa una trentina di agenzie. E&#8217; ufficialmente una organizzazione caritatevole ma in realt\u00e0 opera come una banca per Hezbollah, ormai fuori dal sistema finanziario libanese, soprattutto con ampi fondi provenienti anche da comunit\u00e0 shiite e da operazioni finanziarie spesso occulte e non sempre legali&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Israele sta poi, a suo modo, combattendo le Nazioni Unite, non solo dichiarando il Segretario Generale Guterres,&nbsp;<em>persona non grata,&nbsp;<\/em>ma continuando a creare problemi alla forza di interposizione, attaccandone le postazioni &#8216;deliberatamente&#8217;, secondo le stesse dichiarazioni del contingente schierato. Il 20 ottobre \u00e8 stata demolita una postazione osservatrice e una parte di recinzione a difesa. Certamente questa \u00e8 una &#8216;patente violazione&#8217; del diritto internazionale, come ha asserito il portavoce di UNIFIL. Ma Israele sostiene che Hezbollah ha lanciato attacchi da posizioni molto vicine a dove si trovano le forze internazionali. Ovviamente Hezbollah nega.<\/p>\n\n\n\n<p>Netanyahu sostiene che UNIFIL debba arretrare per lasciar libero il suo esercito di attaccare e distruggere i nemici, secondo dichiarazioni diffuse da Yoav Gallant, Ministro della Difesa di Tel Aviv.<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre onestamente constatare che la situazione \u00e8 delle pi\u00f9 complesse, sempre pi\u00f9 intricate, che al momento include anche la massima organizzazione internazionale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non sar\u00e0 affatto facile uscirne, anche se si discute di cambio delle regole d&#8217;ingaggio del contingente internazionale. E&#8217; un fatto ormai acclarato: Hezbollah ha costruito alcuno suoi punti ben calibrati di attacco, pensando proprio alla presenza di quel contingente&nbsp;che per\u00f2, riconosciamolo una buona volta, ha fallito nella sua missione di interposizione, come predisposta dagli accordi internazionali. Dunque: i militari UNIFIL, se attaccati, potrebbero difendersi contro IDF o Esercito libanese, armi in pugno, entrando di fatto nel conflitto, mentre ora cercano ancora di intendersi con queste due realt\u00e0 militari? O per annullare gli attacchi Hezbollah, usare le armi contro questi? Anche in questo caso, allora accanto a IDF, entrando di fatto nel conflitto.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ONU per ora almeno ha fallito in questo quadro internazionale. Amaro constatarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Una nota dolente: la morte di Sinwar ha fatto, per un momento almeno, dimenticare la sorte degli ostaggi ancora in mano a Hamas: quanti corpi saranno restituiti e quanti vivi, se ce ne sono ancora?<\/p>\n\n\n\n<p>Netanyahu si avvantaggia anche della situazione americana in attesa delle elezioni del nuovo Presidente, ben sapendo che, a seconda di chi vincer\u00e0, inizier\u00e0 una nuova fase della presenza americana in termini di aiuti militari in quel settore strategico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cielo \u00e8 buio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a9www.osservatorioanalitico.com \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una morte eccellente non ferma una guerra. E non si sa ancora a quale possibile nuova situazione potr\u00e0 portare. 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