{"id":10797,"date":"2024-04-10T07:05:51","date_gmt":"2024-04-10T06:05:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10797"},"modified":"2024-04-10T07:05:55","modified_gmt":"2024-04-10T06:05:55","slug":"la-guerra-tra-israele-e-hamas-una-difficile-soluzione-da-trovare-allombra-di-uninesistente-autorita-palestinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10797","title":{"rendered":"<strong>La guerra tra Israele e <em>Hamas<\/em>. Una difficile soluzione da trovare all\u2019ombra di un\u2019inesistente Autorit\u00e0 palestinese.<\/strong>"},"content":{"rendered":"\n<p>La situazione \u00e8 molto complicata e la sua soluzione sembra lontana. L\u2019unica possibile sarebbe la creazione di uno Stato palestinese ma ci si domanda: chi poi lo sosterr\u00e0 e di fatto lo gestir\u00e0, aiutandolo economicamente?<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il Direttore scientifico&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Maria Gabriella Pasqualin<\/em><strong>i<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"580\" height=\"335\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/gettyimages-1369589948-612x612-1-580x335.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10801\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/gettyimages-1369589948-612x612-1-580x335.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/gettyimages-1369589948-612x612-1-280x162.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/gettyimages-1369589948-612x612-1-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/gettyimages-1369589948-612x612-1.jpg 612w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Israeli-Palestinian conflict concept.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Mentre la guerra tra <em>Hamas<\/em> e Israele continua, con il governo <em>Netanyahu<\/em> deciso a proseguire nella sua strategia per un totale annullamento delle capacit\u00e0 del nemico, in quest\u2019ultime settimane assistiamo ad una maggiore divaricazione del parallelismo tra le posizioni degli israeliani e quelle dell\u2019Amministrazione americana registrate nei mesi scorsi. Segnali che la Casa Bianca \u00e8 impegnata nel cercare di sviluppare scenari per il \u201cgiorno dopo\u201d, che prima o poi arriver\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Se c\u2019\u00e8 concordanza sulla necessit\u00e0 di neutralizzare la capacit\u00e0 di <em>Hamas<\/em>, le posizioni si discostano con riguardo alla posizione postbellica della Striscia di Gaza e sul destino dei palestinesi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Visioni diverse che stanno complicando la definizione di una tregua tra le parti, anche perch\u00e9 ci sono molte variabili da considerare, compresi i calcoli elettorali di <em>Biden <\/em>per le prossime elezioni presidenziali e la sopravvivenza politica di <em>Netanyahu.<\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Seppur sotto traccia, la Casa Bianca \u00e8 concentrata nel cercare di arrivare ad una normalizzazione dei rapporti tra Israele e l\u2019Arabia Saudita, per cercare di creare un fronte unito tra i Paesi del Golfo e convincerli a contribuire alla ricostruzione postbellica di Gaza. Nel contempo, sta agendo sulla parte israeliana per convincerla ad accettare un cessate il fuoco e consentire ad un nuovo Governo palestinese di gestire sia la Cisgiordania, sia Gaza.<\/p>\n\n\n\n<p>I punti principali oggetto delle tensioni tra le parti e dell\u2019<em>impasse<\/em> che si protrae, sono essenzialmente riconducibili a quattro: <em>in primis <\/em>riuscire ad assicurare gli israeliani che, una volta cessata la guerra, Gaza non verr\u00e0 mai pi\u00f9 utilizzata come base per gli attacchi terroristici contro Israele.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Altres\u00ec fornire garanzie ad Israele sulla propria integrit\u00e0 e sicurezza. Per contro, si dovr\u00e0 arrivare ad una pace allargata tra Israele ed i paesi della regione. Ultimo punto, il pi\u00f9 spinoso e complicato, riguarda la creazione di uno Stato per i palestinesi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In tale scenario, non aiuta l\u2019atteggiamento di Israele e la sua sistematica politica di allargamento degli insediamenti, comprese le demolizioni e gli sfratti forzati.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019approccio americano dunque mira ad allargare il fronte regionale per arrivare ad un percorso condiviso, con l\u2019obiettivo di dare dignit\u00e0 al popolo palestinese. \u00c8 chiara la convinzione che solo creando un\u2019integrazione regionale partecipativa ed inclusiva si potranno prendere impegni condivisi in materia di sicurezza a vantaggio anche di Israele, soprattutto in chiave anti-iraniana e dei suoi accoliti che in questo periodo stanno creando non pochi problemi.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro obiettivo della Casa Bianca \u00e8 quello di rivitalizzare l\u2019Autorit\u00e0 Palestinese in disarmo e con alla guida <em>Mahmoud Abbas<\/em>, conosciuto anche con la <em>kunya Abu Mazen<\/em>, un anziano <em>leader<\/em> di 88 anni, stanco e sempre pi\u00f9 marginalizzato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo tornati indietro di vent\u2019anni, ai primi anni duemila, allorquando gli americani hanno cercato di riprogettare la politica palestinese e cercare di contenere il potere di un <em>leader<\/em> carismatico come <em>Yasser Arafat<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Autorit\u00e0 Palestinese, che ha supervisionato parti della Cisgiordania occupata da Israele dalla met\u00e0 degli anni novanta, \u00e8 dominata da <em>Fatah<\/em>, partito politico laico che \u00e8 stato fondato dalla diaspora palestinese dopo la <em>Nakba<\/em>, la catastrofe del 1948. L\u2019Autorit\u00e0 \u00e8 il frutto degli accordi di Oslo tra il Governo israeliano e l\u2019OLP di <em>Arafat<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Quegli accordi sono oramai a brandelli e non rispettati dalle parti, con i tristi risultati che vediamo ogni giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>E questo \u00e8 il problema: convincere Israele che un\u2019Autorit\u00e0 palestinese snella e moderna, con una nuova classe dirigente capace, sia in grado di assumersi appieno la responsabilit\u00e0 di governare la striscia di Gaza e fornire tutte le garanzie di sicurezza ad Israele.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Compito decisamente complicato, anche perch\u00e9 individuare un adeguato successore di <em>Mahmoud Abbas<\/em> non \u00e8 certo semplice.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 utile ricordare che, da quando ha assunto il potere, il Presidente<em> Abbas<\/em> non ha nominato un proprio Vice, nella considerazione che la Costituzione palestinese prevede che, se il Presidente \u00e8 assente per qualsivoglia motivo, il Presidente del Consiglio legislativo assuma il potere per un periodo di due mesi. Da pi\u00f9 di 18 anni non vengono svolte le elezioni presidenziali e parlamentari; le ultime indette 3 anni fa sono state rinviate con il pretesto che Israele non permetteva di espletare il diritto di voto agli abitanti di Gerusalemme ma in realt\u00e0 \u00e8 stato un <em>escamotage<\/em> per evitare una prevedibile sconfitta di<em> Fatah.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per affrontare il tema della successione si possiamo prevedere 3 scenari: il primo, il pi\u00f9 indolore ed auspicato, \u00e8 un ritorno nell\u2019alveo delle regole democratiche con l\u2019indizione delle elezioni presidenziali e legislative, garantendo il rispetto della legittimit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo scenario potrebbe configurarsi con la scelta da parte di <em>Abbas<\/em> del proprio successore imponendolo, <em>de facto,<\/em> a <em>Fatah<\/em>. Entrambi gli scenari non escluderebbero il verificarsi di un terzo, il pi\u00f9 nefasto, nel caso in cui si verificasse un crollo del potere dell\u2019Autorit\u00e0 palestinese dopo l\u2019addio di <em>Abu Mazen<\/em>, con il rischio d\u2019imprevedibili spirali di violenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019estrema fluidit\u00e0 della situazione, proviamo ad individuare alcuni possibili candidati alla <em>leadership <\/em>dell\u2019Autorit\u00e0 Palestinese <em>post Abbas<\/em>, comunque tutte creature di<em> Fatah<\/em>, cresciute all\u2019interno di un apparato che non \u00e8 monolitico, bens\u00ec frastagliato in varie correnti. Nomi noti nei resoconti delle cancellerie diplomatiche straniere ed israeliana ma anche arabe, in particolare quella egiziana e giordana.<\/p>\n\n\n\n<p>Si segnala <em>Hussein el Sheikh<\/em>, Capo dell\u2019Autorit\u00e0 generale per gli affari civili, da qualche tempo Segretario del Comitato esecutivo dell\u2019Organizzazione per la Liberazione. Altre figure preminenti sono <em>Mahmoud el Aloul<\/em>, Vicepresidente di <em>Fatah<\/em> e <em>Gabriel Rajoub<\/em>, il fondatore del Servizio di sicurezza preventiva, Capo della Federcalcio e del Comitato Olimpico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i possibili successori, non manca un ambasciatore, <em>Nasser el Qadwa<\/em>, gi\u00e0 rappresentante della Palestina presso le Nazioni Unite, ed un esponente dei servizi segreti <em>Majjid Faraj<\/em>, Direttore dell\u2019<em>Intelligence<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapido<em> excursus<\/em> della situazione interna ed esterna alla Palestina pone in evidenza un quadro&nbsp; disarmante nella sua tragicit\u00e0 ed il tempo delle decisioni difficili non pu\u00f2 pi\u00f9 essere procrastinato. Decisioni che obbligheranno tutte le parti in causa ad assumersi rischi e a dover cedere ed ammorbidire su alcune posizioni considerate capisaldi irremovibili. Solo cos\u00ec si potr\u00e0 sperare per una duratura stabilit\u00e0 regionale, anche perch\u00e9 non sussistono altre vie. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a9www.osservatorioanalitico.com \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La situazione \u00e8 molto complicata e la sua soluzione sembra lontana. 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