{"id":10745,"date":"2023-12-08T17:48:04","date_gmt":"2023-12-08T16:48:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10745"},"modified":"2023-12-08T17:48:08","modified_gmt":"2023-12-08T16:48:08","slug":"la-vittoria-di-israele-contro-hamas-unica-alternativa-per-netanyahu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10745","title":{"rendered":"<strong>La vittoria di Israele contro\u00a0<em>Hamas<\/em>, unica alternativa per\u00a0<em>Netanyahu<\/em>.<\/strong>"},"content":{"rendered":"\n<p>Una analisi di Paolo Brusadin molto interessante sulla situazione attuale e sulla composizione delle fazioni combattenti ben delineata con le relative origini. Un ringraziamento all\u2019Autore.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Direttore Scientifico<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"270\" height=\"405\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Benny_Gantz_Chief_of_General_Staff-270x405.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10748\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Benny_Gantz_Chief_of_General_Staff-270x405.jpg 270w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Benny_Gantz_Chief_of_General_Staff-133x200.jpg 133w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Benny_Gantz_Chief_of_General_Staff-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Benny_Gantz_Chief_of_General_Staff-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Benny_Gantz_Chief_of_General_Staff-300x450.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Benny_Gantz_Chief_of_General_Staff.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Benny Gantz<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra di Israele per eliminare&nbsp;<em>Hamas&nbsp;<\/em>dalla Striscia di Gaza \u00e8 nel suo terzo mese e continuer\u00e0, secondo recenti dichiarazioni governative, per almeno altri due (ma sar\u00e0, purtroppo, molto, molto pi\u00f9 lunga).<\/p>\n\n\n\n<p>Una prospettiva tragica non solo per i palestinesi ma anche per il popolo israeliano, che non appare cos\u00ec monolitico nel sostegno alle proprie autorit\u00e0 governative.<\/p>\n\n\n\n<p>Un popolo che dopo solo un anno dalla formazione del Governo di&nbsp;<em>Benjamin Netanyahu<\/em>&nbsp;\u00e8 stato scosso dalle atrocit\u00e0 dell\u2019operazione improvvisa di&nbsp;<em>Hamas<\/em>&nbsp;denominata&nbsp;\u0639\u0645\u0644\u064a\u0629 \u0637\u0648\u0641\u0627\u0646 \u0627\u0644\u0623\u0642\u0635\u0649\u200e<em>,&nbsp;al \u2013Aqsa Flood<\/em>, cui va sommata la questione divisiva di politica interna riguardo le contestate riforme giudiziarie&nbsp;<em>ad personam<\/em>&nbsp;messe in campo dal&nbsp;<em>Premier<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo di fronte, dunque, a una polarizzazione non solo politica ma anche sociale, che sta mettendo a dura prova una democrazia consolidata come quella israeliana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Basti pensare al tentativo di&nbsp;<em>Netanyahu<\/em>&nbsp;(comunemente chiamato&nbsp;<em>Bibi<\/em>) d\u2019indebolire il potere giudiziario a favore di quello esecutivo, con il rischio di minare un delicato equilibrio tra i poteri dello Stato.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attacco di&nbsp;<em>Hamas<\/em>&nbsp;sembra aver accelerato il declino politico di&nbsp;<em>Netanyahu<\/em>, che ha perso la fiducia della maggioranza degli israeliani, considerato il responsabile delle falle di sicurezza che si sono verificate il 7 ottobre 2023 e che hanno causato un\u2019inattesa lentezza nella risposta delle Forze Armate e dei servizi di sicurezza d\u2019Israele.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quel giorno in poi il&nbsp;<em>Premier&nbsp;<\/em>vive nel palazzo governativo insieme al suo Gabinetto di guerra senza apparire troppo in televisione, evitando di partecipare il pi\u00f9 possibile agli avvenimenti pubblici, unicamente concentrato sulle mosse militari contro&nbsp;<em>Hamas.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 la lotta militare \u00e8 pi\u00f9 composita,&nbsp;<strong>giacch\u00e9 non c\u2019\u00e8 solo&nbsp;<em>Hamas<\/em>&nbsp;ma circa 11 diversi fazioni armate che agiscono n contemporanea nella Striscia di Gaza<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le fazioni&nbsp;<em>Hamas&nbsp;<\/em>\u00e8 la pi\u00f9 significativa, costituita nel 1987 e governatrice di Gaza dal 2007; si stima che abbia tra i 20 e i 30 mila combattenti nel suo braccio armato \u2013 le Brigate&nbsp;<em>Izz al-Din al-Qassam<\/em>&nbsp;\u2013 ed \u00e8 finanziata e sostenuta dall\u2019Iran.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Movimento della&nbsp;<em>Jihad<\/em>&nbsp;Islamica in Palestina \u00e8 stato fondato nel 1981 da studenti palestinesi che vivono in Egitto ed \u00e8 considerato uno stretto alleato dell&#8217;Iran. Si ritiene che il numero dei suoi combattenti oscilli tra 1.000 e 8.000 combattenti sotto il nome di&nbsp;<em>Saraya al-Quds<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Le Brigate&nbsp;<em>al-Nasser Salah al-Din<\/em>&nbsp;rappresentano la terza pi\u00f9 grande fazione a Gaza, alleate di&nbsp;<em>Hamas&nbsp;<\/em>e della&nbsp;<em>Jihad<\/em>islamica in Palestina.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, si segnala le Brigate&nbsp;<em>Mujahideen<\/em>, il braccio armato del Movimento&nbsp;<em>Mujahideen&nbsp;<\/em>palestinese, che opera sia a Gaza che in Cisgiordania, con legami con l&#8217;Iran.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In Israele, il declino nella popolarit\u00e0 di&nbsp;<em>Netanyahu<\/em>&nbsp;sta emergendo anche nei vari sondaggi che ciclicamente sono svolti.<\/p>\n\n\n\n<p>Un primo sondaggio \u00e8 stato realizzato qualche giorno dopo l\u2019attacco del 7 ottobre ed ha certificato che la composita coalizione di governo guidata da&nbsp;<em>Bibi<\/em>, nel caso di un immediato ritorno alle urne, avrebbe ottenuto quarantadue seggi nella&nbsp;<em>Knesset<\/em>, molto meno degli attuali sessantaquattro seggi. Per contro, i partiti d\u2019opposizione uscirebbero rinforzati, compreso i partiti arabi.<\/p>\n\n\n\n<p>Un analogo sondaggio realizzato qualche tempo prima dell\u2019attacco di&nbsp;<em>Hamas<\/em>, aveva assegnato al&nbsp;<em>Premier&nbsp;<\/em>cinquantacinque seggi, comunque in forte calo per le polemiche sulla giustizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo il sondaggio il vero vincitore sarebbe il partito di Unit\u00e0 Nazionale di&nbsp;<em>Benny Gantz<\/em>, che \u00e8 sostenuto da buona parte dei vertici militari, mentre in crisi risulterebbero anche i partiti religiosi di matrice sionista.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Gantz&nbsp;<\/em>\u00e8 anche il politico pi\u00f9 accreditato a diventare, una volta terminata la guerra in corso, il nuovo Primo Ministro, a scapito di&nbsp;<em>Netanyahu<\/em>&nbsp;che, sempre secondo il sondaggio, non trova conforto nemmeno tra gli elettori del suo stesso partito, il<em>&nbsp;Likud<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, pi\u00f9 di un terzo degli elettori di questo partito vorrebbe che qualcun altro sostituisse&nbsp;<em>Netanyahu<\/em>&nbsp;come Primo Ministro quando le ostilit\u00e0 saranno terminate.<\/p>\n\n\n\n<p>Sembrerebbero in crescita nel Paese le correnti nazionaliste di destra di matrice laico \u2013 militare, dirette da ex generali molto critici&nbsp;<em>versus<\/em>&nbsp;una politica di deterrenza nei confronti di&nbsp;<em>Hamas<\/em>&nbsp;e sostenitori invece di una linea interventista su vasta scala.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un secondo sondaggio d\u2019opinione, svolto qualche settimana dopo i tristi eventi, non ha registrato grossi scostamenti rispetto a quelli rilevati nel primo.<\/p>\n\n\n\n<p>Interessante \u00e8 la percentuale molto alta, circa l\u201980% degli intervistati, secondo cui&nbsp;<em>Netanyahu<\/em>&nbsp;dovrebbe assumersi la responsabilit\u00e0 di quanto successo il 7 ottobre, cos\u00ec come hanno fatto il Ministro della Sicurezza, il Capo di Stato Maggiore dell\u2019Esercito, il Capo dell\u2019<em>intelligence<\/em>&nbsp;militare \u2013&nbsp;<em>Aman<\/em>&nbsp;e il Capo dello&nbsp;<em>Shin Bet<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Premesso che ai sondaggi va dato il giusto peso, ci\u00f2 che sembra emergere, anche leggendo i giornali locali, \u00e8 una diminuzione della fiducia degli israeliani nei riguardi di&nbsp;<em>Bibi<\/em>, in particolare nella gestione della guerra a Gaza.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo si evince dai risultati di un ulteriore sondaggio secondo cui il 76% degli intervistati \u00e8 favorevole alle dimissioni immediate del&nbsp;<em>Premier<\/em>, il 47% ritiene che debba lasciare l\u2019incarico una volta terminata la guerra, mentre il 28% apprezza il suo operato e la gestione della difficile situazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque sia, il compito del&nbsp;<em>Premier<\/em>&nbsp;\u00e8 estremamente complicato, anche perch\u00e9 l\u2019inquietudine dell\u2019opinione pubblica \u00e8 destinata a perdurare, cos\u00ec come le tensioni tra il Governo, i partiti e&nbsp;<em>l\u2019establishment&nbsp;<\/em>militare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a9www.osservatorioanalitico.com \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img alt=\"\"\/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una analisi di Paolo Brusadin molto interessante sulla situazione attuale e sulla composizione delle fazioni combattenti ben delineata con le relative origini. 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