{"id":10716,"date":"2023-11-09T19:37:17","date_gmt":"2023-11-09T18:37:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10716"},"modified":"2023-11-09T21:40:37","modified_gmt":"2023-11-09T20:40:37","slug":"lalbania-e-i-migranti-note-di-riflessione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10716","title":{"rendered":"L\u2019Albania e i migranti. Note di riflessione."},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Pochi ricordano che il 3 novembre 2017 l\u2019allora ministro Minniti, titolare del Viminale, era in visita ufficiale a Tirana dove incontr\u00f2 il suo omologo albanese Fatmir Xhafaj per la firma di un accordo di collaborazione per prevenire la tratta di esseri umani e per individuare e arrestare persone sospettate di terrorismo. La collaborazione, considerata da un punto di vista operativo, si sarebbe avvalsa di uno scambio di informazioni, di genere indubbiamente interessante a tutti i livelli e \u2018sensibile\u2019. In quel momento, in particolare, la lotta alla criminalit\u00e0 organizzata era uno degli obiettivi principali del governo albanese e Minniti sosteneva, infatti, che in tutta l\u2019Europa doveva essere attuato questo contrasto: in particolare segnalava che occorreva colpire I trafficanti e le loro organizzazioni criminali e che l\u2019Italia era pronta a dare piena collaborazione nel quadro del raggiungimento dell\u2019obiettivo comune contro il narcotraffico ma anche contro l\u2019immigrazione illegale e il terrorismo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"580\" height=\"326\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-1-580x326.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10675\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-1-580x326.jpeg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-1-280x158.jpeg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-1-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-1.jpeg 750w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Se si analizza attentamente il titolo del recente protocollo firmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri italiano e dal Consiglio dei Ministri della Repubblica di Albania, nella persona del suo Presidente, Edi Rama,  si legge: protocollo per il rafforzamento della collaborazione in\u00a0<em>materia migratoria<\/em>; infatti, nell\u2019introduzione al testo del protocollo ci sono i riferimenti a due precedenti accordi firmati: uno, al trattato di amicizia e collaborazione tra i due Stati. firmato a Roma il 13 ottobre 1995 e al protocollo firmato dai due Ministeri dell\u2019Interno della Repubblica italiana e dalla Repubblica di Albania, appunto per il rafforzamento della collaborazione bilaterale al contrasto del terrorismo e della tratta di esseri umani, firmato a Tirana quel 3 novembre 2017, in occasione della visita di Minniti. A ben vedere, dunque, questo nuovo protocollo non sarebbe altro che una significativa definizione di punti concreti operativi, discendente dai precedenti accordi, per arrivare a sconfiggere il terrorismo e la tratta degli esseri umani, avendo notato che i flussi migratori sono fortemente aumentati e che occorre quindi stabilire un sistema per mettere a frutto e concretare la collaborazione gi\u00e0 fissata in accordi precedenti. In pi\u00f9, l\u2019aumento della migrazione illecita ha comportato sicuramente delle forti problematiche, non solo in Italia ma in tutta Europa (anche se \u00e8 l\u2019Italia, quella in \u2018prima linea\u2019), e quindi proprio per cercare di fermare o indebolire questa situazione di flussi migratori illeciti, i due Stati hanno concordato dei punti base chiari\u2026abbastanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Concretamente, per migranti, in questo protocollo, si intendono quei cittadini di paesi terzi o apolidi per i quali deve essere&nbsp;<em>accertata la sussistenza o l\u2019insussistenza<\/em>&nbsp;dei requisiti per ottenere permessi di soggiorno di residenza in Italia. Interessante anche, sempre nell\u2019articolo uno, che per Personale Italiano si intende anche quello non in possesso di cittadinanza italiana ma inviato dalla parte italiana in Albania, per assicurare lo svolgimento delle attivit\u00e0 previste. Si pu\u00f2 dunque pensare alla situazione dei cosiddetti \u2018mediatori culturali\u2019, figure di grande utilit\u00e0 non solo come interpreti linguistici, ma come interpreti di culture diverse per agevolarne la comprensione e poter stabilire alcune priorit\u00e0. Ovviamente, come dichiarato, tutto questo deve essere realizzato in conformit\u00e0 al complesso diritto internazionale e a quello europeo che riguardano la gestione dei flussi migratori in Europa, provenienti da paesi terzi.<\/p>\n\n\n\n<p>Se consideriamo i flussi migratori del 2023 notiamo che al 9 novembre sulle coste italiane sono sbarcati 145.889 esseri umani (Fonte: Ministero dell\u2019Interno, dati suscettibili di consolidamento), di cui 15.386 minori non accompagnati i quali non saranno portati in Albania ma in Italia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla cifra totale, si nota che, almeno fino alla data sopra indicata, \u201911% proviene dalla Tunisia (16.619) e l\u201911% dalla Costa d\u2019Avorio (15.810), cio\u00e8 in tutto 32.095: originari dunque di Paesi considerati \u2018sicuri\u2019 (Decreto 17 marzo 2023), tra quelli di provenienza attuale. E cos\u00ec si comprende il numero stabilito di 3000 al mese Art.4.1, per un massimo di 36.000-39.000 l\u2019anno.<\/p>\n\n\n\n<p>Veramente nel testo circolato su internet, almeno per ora, non ho saputo trovare la nota relativa ai \u2018Paesi sicuri\u2019: ho trovato il numero massimo di migranti accettati ma non il riferimento al \u2018Paese sicuro\u2019\u2026forse ancora non&nbsp;&nbsp;\u00e8 stati circolato l\u2019integrale?<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altra nota importante, Art.4.4, \u00e8 che verranno portati in Albania solo migranti&nbsp;<em>con i mezzi delle competenti autorit\u00e0 italiane<\/em>&nbsp;\u2026non meglio specificati.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 indubbiamente un accordo interessante che deriva direttamente dal trattato del 1995 e dal protocollo del novembre 2017, non configurandosi, a mio personale avviso, come un nuovo accordo ma una ulteriore applicazione di accordi gi\u00e0 firmati.<\/p>\n\n\n\n<p>Non resta dunque che attenderne l\u2019applicazione e vederne i risultati. \u00c8 lecito avere alcune perplessit\u00e0 sull\u2019applicazione concreta e sul numero di migranti sui quali in realt\u00e0 questo protocollo d\u2019intesa potr\u00e0 essere utilizzato, visto che donne incinte e minori saranno avviati in Italia. Qualche difficolt\u00e0 sui vari trasbordi sicuramente sorger\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse questo protocollo potr\u00e0 costituire una difficolt\u00e0 ulteriore per coloro che su questo traffico illegale lucrano abbondantemente, anche perch\u00e9 dovrebbero garantire inoltre ai loro \u2018clienti migranti\u2019 che arriverebbero di sicuro in Italia: e forse questo potrebbe essere complicato \u2026a meno che non si organizzino con trasporti differenziati e prezzi altrettanto differenziati\u2026tutto \u00e8 possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a9www.osservatorioanalitico.com \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img alt=\"\"\/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pochi ricordano che il 3 novembre 2017 l\u2019allora ministro Minniti, titolare del Viminale, era in visita ufficiale a Tirana dove incontr\u00f2 il suo omologo albanese Fatmir Xhafaj per la firma di un accordo di collaborazione per prevenire la tratta di esseri umani e per individuare e arrestare persone sospettate di terrorismo. 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