{"id":10696,"date":"2023-10-23T15:34:06","date_gmt":"2023-10-23T14:34:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10696"},"modified":"2023-10-23T15:34:10","modified_gmt":"2023-10-23T14:34:10","slug":"israele-la-guerra-contro-hamas-evoluzioni-ed-implicazioni-geopolitiche-ancora-del-tutto-imprevedibili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10696","title":{"rendered":"<strong>Israele. La guerra contro\u00a0<em>Hama<\/em>s. Evoluzioni ed implicazioni geopolitiche ancora del tutto imprevedibili<\/strong>"},"content":{"rendered":"\n<p><em>A lungo ho riflettuto su quanto sta avvenendo in Israele e Striscia di Gaza, e su iniziare a rag<\/em>ionarne <em>pubblicamente. Ritengo sia un momento particolarmente difficile per quanto riguarda il Mediterraneo e quei territori. Sono stata e sar\u00f2 sempre vicina ai palestinesi. Hamas non agisce in loro favore. Questo \u00e8 ormai chiaro a tutto il mondo. Anche l\u2019Iran deve stare molto attento perch\u00e9 l\u2019eventuale ampliamento dello scontro militare nell\u2019attuale situazione potrebbe anche portare a un rovesciamento della situazione sul territorio iraniano: gran parte della popolazione \u00e8 particolarmente contraria al regime, anche se questo viene nascosto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sono i civili che pagano in tutte le guerre e in questo caso particolare stanno pagando un prezzo molto duro e non si vede come riuscire ad aiutarli sensibilmente. Il fatto che nella conferenza di pace convocata dal presidente egiziano al Sisi, i partecipanti non siano riusciti a concordare un comunicato congiunto tra Paesi Arabi e Europa Unita, \u00e8 particolarmente pericoloso ed \u00e8 indicativo di una situazione molto complicata, molto di pi\u00f9 che cinquant\u2019anni fa. Attendiamo gli eventi, ma ne temo una tragicit\u00e0 molto forte ancora\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Pubblico con interesse il ragionato articolo di Paolo Brusadin<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il Direttore Scientifico<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Gaza_Strip_map_-_ITA.svg_-330x405.png\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">(Fonte: Wikipedia)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019offensiva senza precedenti lanciata il 7 ottobre scorso denominata&nbsp;<em>al-Aqsa<\/em>&nbsp;dal gruppo terroristico&nbsp;<em>Hamas<\/em>&nbsp;(dal loro punto di vista un movimento di resistenza), contro obiettivi militari ma anche civili inermi israeliani con una barbara ferocia che lascia senza fiato, ha immediatamente raggiunto un obiettivo sino a ora impensabile.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attacco ha terremotato il senso di sicurezza degli israeliani, evidenziando una fragilit\u00e0 impensabile delle strutture di difesa, delle fortificazioni e dei sofisticati sistemi d\u2019arma di difesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Altres\u00ec, ha violato nel profondo lo spazio vitale di ogni israeliano, identificato dalla propria casa, dal<em>&nbsp;<\/em>propri<em>o kibuz<\/em>, dal proprio quartiere e dal proprio villaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto sembra essere in discussione, tranne la volont\u00e0 di entrambe le parti in gioco di vincere ad ogni costo la partita: Israele per la propria esistenza e&nbsp;<em>Hamas<\/em>&nbsp;per la propria&nbsp;<em>leadership,<\/em>&nbsp;con la stragrande maggioranza sia della popolazione palestinese, che nulla ha a che fare con&nbsp;<em>Hamas<\/em>, sia di quella israeliana, destinate a soffrire e a morire.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualunque sar\u00e0 l\u2019esito di questa pericolosa guerra, perch\u00e9 proprio di guerra si tratta, lascer\u00e0 inevitabilmente degli strascichi nella societ\u00e0 israeliana e in quella palestinese e avr\u00e0 ripercussioni geopolitiche in altri paesi della regione, tra cui il Libano, la Siria, l\u2019Egitto, l\u2019Arabia Saudita e l\u2019Iran, senza contare i&nbsp;<em>player<\/em>&nbsp;USA, Cina e Russia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gli scenari futuri che questa inqualificabile guerra delineer\u00e0 non sono ancora chiari. Ci\u00f2 che appare evidente \u00e8 la volont\u00e0 di&nbsp;<em>Hamas<\/em>&nbsp;di assurgere a unico rappresentante del popolo palestinese, sostituendosi all\u2019Associazione Nazionale Palestinese di&nbsp;<em>abu Mazen<\/em>, difensore della soluzione dei due Stati ma che in questi ultimi anni ha perso potere e aderenza internazionale ed \u00e8 in difficolt\u00e0 e all\u2019angolo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In Israele \u00e8 gi\u00e0 iniziato il processo sulle&nbsp;<em>defaillance<\/em>&nbsp;del sistema di difesa giacch\u00e9 l\u2019<em>intelligence<\/em>&nbsp;militare AMAN (organismo indipendente dalle tre Forze Armate e alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa), nonch\u00e9 l\u2019Agenzia di Sicurezza&nbsp;<em>Shin Bet<\/em>&nbsp;(il servizio d\u2019<em>intelligence&nbsp;<\/em>interno&nbsp;responsabile sia del controspionaggio sia dell&#8217;antiterrorismo), non sono riuscite a intercettare e quantificare la gravit\u00e0 e la portata dell\u2019operazione di&nbsp;<em>Hamas<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Un Paese, che negli anni ha costruito la sua reputazione a livello mondiale su un\u2019indiscussa potenza militare e una riconosciuta capacit\u00e0 d\u2019<em>intelligence<\/em>, non solo dal punto di vista tecnologico ma anche per la qualit\u00e0 dei propri agenti, improvvisamente ha perso le sue certezze. Tanto pi\u00f9 che l\u2019attacco \u00e8 partito da Gaza, un territorio costantemente sotto stretta sorveglianza, giorno e notte. Un\u2019impressionante pioggia di razzi ha colpito molte citt\u00e0 israeliane limitrofe, arrivando sino a&nbsp;<em>Tel Aviv<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>Ashkelon<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 poi il cedimento del muro di protezione che gli israeliani hanno costruito attorno a&nbsp;<em>Gaza<\/em>, un&nbsp;muro&nbsp;di cemento armato di 65 chilometri e alto 7 metri, munito di sensori e monitorato da numerose torri di guardia dislocate lungo il perimetro, che non ha impedito il passaggio dei miliziani di&nbsp;<em>Hamas<\/em>&nbsp;in territorio israeliano.<\/p>\n\n\n\n<p>Non un semplice transito alla rinfusa, bens\u00ec un vero e proprio attacco terrestre organizzato che si \u00e8 spinto verso il valico di frontiera di&nbsp;<em>Erez<\/em>, a nord di&nbsp;<em>Gaza<\/em>, arrivando alla sconosciuta, sino al 7 ottobre, citt\u00e0 di&nbsp;<em>Sderot<\/em>&nbsp;e all\u2019ormai tristemente famosa spianata vicino al&nbsp;<em>Kibuz&nbsp;<\/em>di&nbsp;<em>Re\u2019im<\/em>, a circa 5 km dal muro di&nbsp;<em>Gaza<\/em>&nbsp;dove era in corso un festival musicale.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli israeliani contavano molto sull\u2019efficacia del muro, ma non \u00e8 stato cos\u00ec e ci\u00f2 a riprova di una grande verit\u00e0 storica, di una&nbsp;<em>lesson learning<\/em>&nbsp;che ci si ostina ad ignorare: costruire un muro non \u00e8 mai la soluzione di un problema.<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta di Israele \u00e8 stata pronta, anche se tardiva e non preventiva, con la reazione delle Forze di Difesa a caccia dei militanti di&nbsp;<em>Hamas<\/em>&nbsp;ben nascosti e mischiati tra la popolazione di&nbsp;<em>Gaza<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Gaza appunto, con i suoi 2 milioni di abitanti (di cui la maggior parte rifugiati), su un territorio di meno di 400 kmq, \u00e8 una terra disgraziata che dal 2007 vive sotto il blocco imposto da Israele proprio per difendersi da&nbsp;<em>Hamas<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il blocco, che limita fortemente l\u2019accesso via terra e mare dei palestinesi, non \u00e8 per\u00f2 riuscito nell\u2019intento d\u2019indebolire il movimento militante islamico che, al contrario, s\u2019\u00e8 rafforzato potendo reclutare nuovi adepti tra le schiere dei giovani palestinesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Molti osservatori attenti alle questioni mediorientali hanno immediatamente avanzato un parallelismo tra quest\u2019ultimo attacco subito da Israele con quanto successo nella guerra dell\u2019Ottobre del 1973, conosciuta come guerra dello<em>&nbsp;Yom Kippur<\/em>, allorquando una coalizione di Stati arabi guidata dall\u2019Egitto e dalla Siria colp\u00ec di sorpresa lo Stato ebraico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un paragone che non regge perch\u00e9 i due scenari sono completamente diversi ma ci\u00f2 che fa impressione sono le due date d\u2019inizio: 6 ottobre 1973 e 7 ottobre 2023, esattamente mezzo secolo tra l\u2019una e l\u2019altra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E cinquant\u2019anni fa, come adesso, dopo qualche giorno di sbandamento Israele reag\u00ec e sta reagendo, anche se oggi non si parla come allora di banale negligenza, bens\u00ec di una grossolana sottovalutazione del pericolo e, per alcuni, di vera e propria incapacit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Incapacit\u00e0 da parte dell\u2019esercito israeliano di difendere la propria base militare prospiciente il confine con la Striscia, cos\u00ec come le numerose torri di guardia posizionate lungo il perimetro confinario, senza dimenticare la tardiva protezione data agli insediamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Una situazione complicata che ha per\u00f2 compattato il popolo d\u2019Israele, sino a quel momento in tensione per la figura divisiva del Primo Ministro&nbsp;<em>Benjamin Netanyahu<\/em>&nbsp;a causa della sua discussa compagine governativa e dei ripetuti tentativi di riformare la giustizia&nbsp;<em>ad hoc<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Si spiega cos\u00ec l\u2019immediata formazione di un Governo di emergenza nazionale che include&nbsp;<em>leader&nbsp;<\/em>esperti e riconosciuti in grado di pianificare una guerra che ha l\u2019obiettivo di neutralizzare definitivamente Hamas.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimaniamo spettatori dell\u2019evoluzione di questa nuova tragedia, preparandoci a un periodo lungo e difficile.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a9www.osservatorioanalitico.com \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A lungo ho riflettuto su quanto sta avvenendo in Israele e Striscia di Gaza, e su iniziare a ragionarne pubblicamente. 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