{"id":10413,"date":"2022-08-28T13:50:48","date_gmt":"2022-08-28T12:50:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10413"},"modified":"2022-08-28T14:09:44","modified_gmt":"2022-08-28T13:09:44","slug":"la-storia-di-maria-adelaspia-russaolga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10413","title":{"rendered":"La storia di Maria Adela\u2026spia russa\u2026Olga\u2026"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-10419\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/images.jpeg\" alt=\"images\" width=\"581\" height=\"325\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/images.jpeg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/images-280x157.jpeg 280w\" sizes=\"(max-width: 581px) 100vw, 581px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Grandi giornali, come \u2018<em>La Repubblica\u2019<\/em>, non solo italiani, hanno fatto \u2018scoop\u2019 che ritengono eccezionali: una giovane donna, spia russa, sotto la copertura di disegnatrice e imprenditrice di gioielli di alto livello, per dieci anni ha lavorato in Italia per il GRU, intelligence militare del Cremlino.\u2026altro scoop del dossier presentato dal quotidiano: la scoperta che un terzo dei diplomatici russi a Roma sono membri dei servizi di sicurezza; un classico ben noto nella \u2018disfida intelligence\u2019 tra Stati, normalmente nemici ma anche amici, <em>why not<\/em>? \u00a0Ho motivo di ritenere che questo sia ben noto alle nostre Agenzie di Sicurezza, che sanno sempre rapidamente chi far allontanare in casi eclatanti (o di reciprocit\u00e0 per \u2018allontanamenti\u2019 subiti), con un foglio di \u2018persona non grata\u2019. L\u2019immunit\u00e0 diplomatica protegge questi speciali funzionari. Ultimo caso: quello del nostro ufficiale della Marina, capitano di fregata Walter Biot: anche in quel caso qualche personaggio dell\u2019ambasciata fu \u2018cortesemente\u2019 richiesto di rientrare in patria, a Mosca, entro 48 ore.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">L\u2019inchiesta esclusiva di <em>Repubblica<\/em> (26 agosto 2022), come presentata, mi ricorda uno dei libri di una scrittrice spagnola, Maria Due\u00f1as e la sua storia romanzata di Sira, una giovane donna che negli Anni Trenta, si trov\u00f2, per vicissitudini personali, a lasciare Madrid e vivere a Tangeri e Tetouan, nel momento della Guerra civile spagnola. Era una sarta di alta moda; divenne con questa copertura una delle stiliste pi\u00f9 conosciute anche dopo la fine del secondo conflitto mondiale, fornendo informazioni militari preziose, da Lisbona e da Madrid, dove aveva aperto due atelier.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Di nuovo nell\u2019articolo di <em>Repubblica<\/em> si cita (con poca fantasia), come celebrata spia\u2026Mata Hari (Margaretha Zelle), diventata un mito ma che era una escort di alto bordo, abile truffatrice delle sue grazie, che non ha mai inviato informazioni di rango salvo quelle copiate dai giornali e gi\u00e0 ben conosciute ai tedeschi. Cerc\u00f2 poi di fare per soldi il doppio gioco non comprendendo che i francesi le avevano teso una trappola\u2026era poco intelligente\u2026purtroppo tutti pensano che sia stata una grande spia, ma non ne aveva la capacit\u00e0 e la stoffa\u2026Ha avuto una sola grande sfortuna: dopo la sconfitta a Verdun serviva alla Francia un capro espiatorio e quindi fare un gran chiasso mediatico (anche allora), con una donna e pure straniera\u2026nulla di meglio per lo Stato Maggiore dell\u2019Esercito francese, che dare a lei in parte le colpe del disastro \u00a0sul campo e fucilarla con grande risonanza; lei che mai si era interessata di tattica, \u00a0strategia e affari militari?&#8230;Tutto risulta dai numerosi documenti \u00a0francesi che la riguardano, presso il <em>Service Historique de la<\/em> <em>D\u00e9fense<\/em> al Castello di Vincennes a Parigi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Non viene mai citata, ad esempio, Mathilde Lucie Carr\u00e9, agente nazista, triplo giochista durante il secondo conflitto mondiale, giudicata molto pericolosa dal SIS inglese, che ebbe una vita di agente sotto copertura molto complessa e con molti <em>alias<\/em>. O altre donne inserite nell\u2019intelligence inglese durante la guerra, alcune delle quali hanno perso la vita per conseguire l\u2019obiettivo richiesto, senza strani romanzi sentimentali o avventurosi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Tornando a Maria Adela, il tutto sembra un caso da manuale. Ovviamente la sua \u2018copertura\u2019 \u00e8 stata costruita, a Mosca, con una certa attenzione, come ormai molti film ci hanno fatto capire, anche se qualche errore \u00e8 stato fatto come nei migliori racconti di Jan Fleming.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Sembra che il passaporto russo con il quale la bella donna \u00e8 entrata in Italia sia della stessa serie di quella utilizzata da altri agenti russi del GRU riconosciuti anche qui. Altro errore riscontrato nella costruzione della sua identit\u00e0: un certificato di battesimo fatto in una chiesa in Per\u00f9, che per\u00f2 risulta costruita molto dopo la presenza della battezzanda pargoletta in quel luogo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Nonostante alcuni errori fatti in alcuni documenti falsi, dunque,,. Maria Adela si ambienta in Italia e si inserisce proprio dove necessitava la sua presenza, e cio\u00e8 in mezzo a militari della Nato a Napoli. E ci riesce con la copertura di imprenditrice di gioielli e con una vita mondana fastosa, non appoggiata da grandi introiti della sua Ditta. Possibile che la Guardia di Finanza non avesse un occhio attento sulla quella Ditta che non sembra navigasse in ottime acque economiche e che le spese sostenute venissero da illecite fonti, quanto meno da qualche organizzazione criminale, attiva nel Sud? Dove si riforniva per l\u2019oro? Non \u00e8 facile comprare oro in Italia o all\u2019estero, importandolo in buone quantit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">La bella russa entra in un Lions Club Monte Nuovo a Napoli, frequentato proprio da quelle persone che doveva avvicinare: militari e funzionari di quel mondo Nato.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Maria Adela, o \u2018Olga\u2019, il suo vero nome, ha saputo ben lavorare, probabilmente, quanto meno nel mantenere la sua copertura fino a quando lei stessa, in seguito ad alcuni avvenimenti che peraltro non sembra la riguardassero direttamente, nel 2018 prese un aereo per Mosca, scomparendo: probabilmente le arriv\u00f2 l\u2019ordine di \u2018sparire\u2019 prima che le nostre \u2018Agenzie\u2019 per la Sicurezza la smascherassero ufficialmente\u2026perch\u00e9, mia ipotesi personale, sono convinta che la sua vera identit\u00e0 fosse ormai ben conosciuta l\u00e0 dove si cura la sicurezza nazionale. Quindi: o Mosca la richiam\u00f2 o\u2026perch\u00e9 no\u2026per motivi a noi, per ora ignoti ma sicuramente nell\u2019interesse nazionale italiano, le nostre \u2018Agenzie\u2019 fecero in modo che fosse richiamata, senza \u2018alzar polvere\u2019 mediatica, allora. Perch\u00e9 la \u2018polvere\u2019 sarebbe stata tanta e scomoda, anche per lo stesso <em>Allied Joint Force Command<\/em> (JFC), i cui Comandanti non avrebbero stranamente capito nulla, dell\u2019attivit\u00e0 pericolosa della tedesco-russa trapiantata in Italia. Ma non lo credo possibile.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">\u2018Bellissimo\u2019 il sottotitolo dell\u2019articolo principale della prima pagina del quotidiano <em>La Repubblica<\/em>: \u2018<em>amori e finzioni dell\u2019agente del<\/em> <em>GRU<\/em>\u2026\u2019sembra proprio il titolo di una soap storia da realizzare a puntate per serate leggere di evasione intellettuale. O anche da notare nel corso dell\u2019articolo un <em>\u2019marinai, donne e guai\u2019<\/em> per introdurre una parte dello stesso. Avrei suggerito anche altro titolo attagliato in questo quadro narrativo: <em>Comando Nato: intrighi e passioni<\/em>\u2026ma per fortuna questo \u00e8 stato risparmiato.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">La storia \u00e8 ben raccontata, sul quotidiano, con un taglio, almeno per ora, del tipo \u2018giornale femminile di moda\u2019 e altro. Per\u00f2 Olga Kolobova, alias Maria Adela Kuhfeldt Rivera, dichiaratasi mezza tedesca e mezzo peruviana, \u00e8 una storia vera, direi poco romantica e molto seria, di un tentativo di avere notizie militari con sistemi di intelligence, usati da secoli, che funzionano quasi sempre. Non posso credere che questa brillante signora non avesse attirato l\u2019attenzione e la sorveglianza dei nostri \u2018007\u2019.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Perch\u00e9 ora un brillante quotidiano italiano abbia voluta svelare con titoloni questa storia insieme al sito investigativo <em>Bellingcat<\/em>, a <em>Der Spiegel<\/em> e <em>the Insider<\/em>\u2026? Forse perch\u00e9 in questo momento Mosca non gode della \u2018simpatia\u2019 occidentale avendo colpevolmente invaso uno stato sovrano?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">La situazione di conflitto guerreggiato \u00e8 nota; anche un conflitto mediatico \u00e8 in atto, dirompente quasi quando quello armato, oltre a quello, sotterraneo ma potente, di intelligence. E quindi si cercano le carte da scoprire, in un campo e nell\u2019altro\u2026\u00e0 molto probabile che Putin e il suo entourage si stiano avvalendo di notizie riferite dalla Olga-Maria Adela sulla Nato, sempre che siano state di vaglia e di notevole importanza strategica\u2026visto che proprio in quell\u2019importante Comando Atlantico a Napoli \u00e8 stato poi scoperto, nel 2020, anche un ufficiale francese, un colonnello, al soldo del Cremlino.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Mettendo insieme almeno queste tre storie, Olga-Maria Adela, il militare francese e il nostro capitano di fregata, risulta evidente il grande interesse russo per l\u2019Alleanza Atlantica, che potrebbe dimostrare chiaramente come quello che \u00e8 successo il 24 febbraio di questo anno sia stato a lungo meditato e organizzato. E poi attuato con una invasione da condannare.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Olga-Maria Adela di sicuro ricomparir\u00e0 sotto altra copertura, colore di capelli, magari non pi\u00f9 identificabile fisicamente, per continuare una storia di donne attive nell\u2019intelligence sotto copertura o nelle Agenzie, quali analiste di vaglia, ad esempio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Rimane il fatto, a mio avviso, che questa storia su <em>Repubblica<\/em>, con tutto il rispetto per chi ha fatto ricerche, \u00e8 stata trattata e scritta, con superficialit\u00e0, ricorrendo a vecchi conformisti paradigmi da novella romanzata, per una donna agente intelligence. \u00a0\u00c8 una storia che andava analizzata meglio in un contesto di analisi geopolitica e di guerra \u2018informativa\u2019, soprattutto con maggior rispetto per le donne che operano seriamente in questo settore e sono molte, in Italia e all&#8217;estero.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">\u00a9www.osservatorioanalitico.com \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grandi giornali, come \u2018La Repubblica\u2019, non solo italiani, hanno fatto \u2018scoop\u2019 che ritengono eccezionali: una giovane donna, spia russa, sotto la copertura di disegnatrice e imprenditrice di gioielli di alto livello, per dieci anni ha lavorato in Italia per il GRU, intelligence militare del Cremlino.\u2026altro scoop del dossier presentato dal quotidiano: la scoperta che un [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":10418,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[418,131,1515],"tags":[4566,4567,4564,4565],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Unknown.jpeg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2HX","jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10413"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10413"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10413\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10427,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10413\/revisions\/10427"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/10418"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10413"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10413"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10413"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}