{"id":10384,"date":"2022-05-08T19:11:54","date_gmt":"2022-05-08T18:11:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10384"},"modified":"2022-05-08T19:11:54","modified_gmt":"2022-05-08T18:11:54","slug":"sicurezza-aziendale-e-sicurezza-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10384","title":{"rendered":"Sicurezza aziendale e sicurezza nazionale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-10389\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/images-1.jpeg\" alt=\"images-1\" width=\"579\" height=\"399\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c8 molto interessante la storia passata e attuale dell\u2019ENI, proprio in questi difficili momenti. La lezione del Senior President Security del Gruppo Eni, anche se molto \u2018cauta\u2019 \u00e8 da leggere per spunti di riflessione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alfio Rapisarda, <em>Senior Vice President Security<\/em> del Gruppo Eni, ha tenuto una lezione dal titolo: \u201cLa sicurezza aziendale e sicurezza nazionale\u201d durante il Master in Intelligence dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria, diretto da Mario Caligiuri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDall\u2019anno della sua nascita nel 1953 ad oggi, l\u2019Eni &#8211; ha ricordato Rapisarda &#8211;\u00a0 \u00e8 stato sempre guidato da tre fondamentali principi: cooperazione, internazionalit\u00e0 e sostenibilit\u00e0. Se oggi l\u2019Eni \u00e8 una multinazionale dal DNA tutto italiano, che vanta una presenza in 68 paesi stranieri e il 45% delle quote azionarie in Italia, lo si deve alla lungimiranza di Enrico Mattei. Il fondatore dell\u2019Eni aveva inteso sfatare il complesso di inferiorit\u00e0 italiano, sfidando le grandi industrie petrolifere in gran parte angloamericane, consolidate soprattutto in Africa, per rendere l\u2019Italia indipendente dal punto di vista energetico, con un approccio di intelligence di tipo geopolitico, economico, industriale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cMattei aveva intuito &#8211; ricorda il docente &#8211; che per essere accolti nei paesi stranieri occorresse comprenderne i bisogni locali, collaborare per sostenerli, condividerne gli utili, integrare persone le persone\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cOltre che per l\u2019efficienza, l\u2019Eni si distingue per essere un\u2019azienda in continua evoluzione, che, in una logica di diversificazione, sviluppa ricerca, integra vecchie e nuove tecnologie. In questo modo ha promosso processi di decarbonizzazione e meccanismi evoluti di produzione di energia attraverso il biologico, il blu e il green, ponendo serie premesse per reali transizioni energetiche a beneficio della collettivit\u00e0. La ricerca in Eni ha tradotto in investimento l\u2019impatto della pandemia sui costi dei barili di gas, passati da 24 a 100 dollari al barile, mentre in tema di cambiamento climatico tenta di rispondere ai contrasti culturali delle logiche Nimby, con lo sviluppo di condizioni di approvvigionamenti paralleli di energia per industrializzare l\u2019alternativa green di per s\u00e9 molto costosa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rapisarda ha poi ricordato che oggi l\u2019Italia importa gas per il 35% dalla Russia, per il 30% dall\u2019Algeria e solo il 4% \u00e8 di produzione nazionale. \u201cIl nostro Paese &#8211; ha ricordato &#8211; \u00e8 ricco di gas ma fa fatica ad estrarlo. In 20 anni siamo passati da 20 miliardi di metri cubi di produzione a 3 miliardi e mezzo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha poi spiegato che un eccesso burocratico impedisce di estrarre gas dall\u2019Adriatico, come invece sta facendo la Croazia. Per\u00f2, se l\u2019ENI \u00e8 riuscita ad acquisire i giacimenti Zohr e nella Val d\u2019Agri \u00e8 solo per la competenza dei nostri tecnici. L\u2019Europa non ha grandi produttori energetici e infatti dipende per il 40% dalla Russia e per il 14% dalla Norvegia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSia in Italia che in Europa occorre diversificare le fonti di energia ma per farlo occorrono rigassificatori che in Italia sono solo tre. L\u2019Europa si \u00e8 \u201cseduta\u201d sui corridoi dei gasdotti provenienti dall\u2019Est, pi\u00f9 vantaggiosi economicamente. A tale situazione, l\u2019Eni sta reagendo consolidando alleanze con il Congo, l\u2019Angola, il Mozambico, l\u2019Egitto. In prospettiva futura, in attesa che altri strumenti di energia alternativa, come il nucleare o la fusione magnetica si affermino, serve prima di tutto una volont\u00e0 politica per una rete nazionale di rigassificatori\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il docente ha poi proseguito, sostenendo che lo sviluppo della tecnologia va di pari passo con quello dell\u2019interesse e della sicurezza nazionale. Oggi, circa un miliardo e mezzo di persone non hanno accesso all\u2019energia. \u00c8 il tema della disuguaglianza nel mondo, per cui senza interventi di promozione dello sviluppo a favore dei pi\u00f9 poveri, si generano fenomeni di immigrazione, criminalit\u00e0, terrorismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u201cAncora oggi, come ai tempi di Mattei, fare sicurezza aziendale significa porre attenzione a quegli indicatori geopolitici e sociali di instabilit\u00e0 che possono anticipare tensioni e rischi per l\u2019intera collettivit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rapisarda ha poi concentrato la sua lezione sul suo concetto di <em>security<\/em> aziendale, che si differenzia dalla <em>safety<\/em>, la sicurezza fisica dei dipendenti, ma \u00e8 un dovere di responsabilit\u00e0 del vertice aziendale che ha componenti etiche, economiche, giuridiche, sociali e istituzionali. Infatti, occorre prevenire le minacce e rinunciare al business quando gli operatori possono essere in pericolo o non sono al sicuro. Ci\u00f2 significa tre cose per la <em>security<\/em> aziendale. La prima, che occorre occuparsi anche di diritti umani. Eni \u00e8 l\u2019unica societ\u00e0 italiana ammessa al club che si occupa di <em>Voluntary Principle on Security and Human Rights<\/em>. La seconda \u00e8 che \u00e8 proattiva dovendosi caratterizzare in modo multidimensionale, specie dopo l\u2019attacco alle Torri Gemelle del 2001. La terza \u00e8 che la <em>security<\/em> aziendale si fa con intelligence, non solo attraverso un\u2019opera di prevenzione, mettendo a fattor comune le attivit\u00e0 industriali. A livello giuridico in Italia la <em>security<\/em> \u00e8 per\u00f2 poco percepita e regolata attraverso norme. Si pu\u00f2 fare riferimento solo alla Uni 10459 del 2017 che in realt\u00e0 \u00e8 una best <em>practice<\/em> e non una vera e propria norma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre in realt\u00e0 combinare pi\u00f9 norme come il D.L. 81\/2008 e l\u2019art. 2031 del codice civile e renderle coerenti con il disegno normativo interno aziendale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cCi auguriamo &#8211; ha detto &#8211; che l\u2019istituzione dell\u2019Agenzia per la cyber sicurezza nazionale possa dare ulteriori contributi in questo senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il modello di security aziendale Eni pu\u00f2 essere definito con 8 aggettivi: <em>committed<\/em>, organizzato, strategico, <em>risck based<\/em>, coerente, resiliente, aggiornato, interattivo. Le attivit\u00e0 di <em>security<\/em> prevedono azioni di mappatura dei rischi, valutazione del rischio, gestione del rischio, valutazione della minaccia, azioni di mitigazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPer quanto attiene alla cyber security &#8211; ha proseguito &#8211; c\u2019\u00e8 bisogno che si correli a una <em>cyber<\/em> <em>intelligence<\/em> che leghi il mondo delle imprese alle istituzioni governative, in modo da costruire un ecosistema fiduciario dove la prevenzione delle minacce possa realizzarsi attraverso la segnalazione e la piena condivisione delle informazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione Rapisarda ha illustrato i rapporti tra security aziendale e sicurezza nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha sostenuto che \u201cla sicurezza nazionale disciplinata nella legge 124\/2007 riguarda gli interessi politici, militari economici e scientifici. A livello energetico, il ruolo delle grandi aziende non riguarda solo la competitivit\u00e0 del mercato ma la reputazione della nazione. La posta in gioco \u00e8 la sovranit\u00e0 nazionale, che per\u00f2 si deve declinare in ambito energetico sulle politiche europee mentre la politica italiana \u00e8 condizionata dalla burocrazia. A volte, quando si fa lobby all\u2019estero \u00e8 legale, quando si fa in Italia si commette un reato. La soluzione \u00e8 consolidare partnership tra pubblico e privato e tra privato e privato, soprattutto per uscire dall\u2019autoreferenzialit\u00e0 aziendale attraverso un quadro giuridicamente riconosciuto che ancora non c\u2019\u00e8. Per fare questo occorre ricordare l\u2019invito di Mattei ad \u201cavere fiducia nel vostro domani, studiando, imparando, conoscendo i problemi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9www.osservatorioanalitico.com \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 molto interessante la storia passata e attuale dell\u2019ENI, proprio in questi difficili momenti. La lezione del Senior President Security del Gruppo Eni, anche se molto \u2018cauta\u2019 \u00e8 da leggere per spunti di riflessione. Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini Alfio Rapisarda, Senior Vice President Security del Gruppo Eni, ha tenuto una lezione dal titolo: [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":10390,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[418],"tags":[34,4475,4559],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/images-1-1.jpeg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2Hu","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10384"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10384"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10384\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10392,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10384\/revisions\/10392"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/10390"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10384"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10384"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10384"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}