{"id":10320,"date":"2022-01-31T17:56:12","date_gmt":"2022-01-31T16:56:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10320"},"modified":"2022-01-31T17:56:12","modified_gmt":"2022-01-31T16:56:12","slug":"le-regole-dellintelligence-in-italia-sicurezza-come-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10320","title":{"rendered":"Le regole dell\u2019intelligence in Italia: sicurezza come libert\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-10322\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/images.jpeg\" alt=\"images\" width=\"581\" height=\"295\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La lezione del prefetto Valentini molto interessante. Anche io nel mio volume in uscita, spero nell\u2019estate, ho scritto di questa problematica e mi trovo in perfetta sintonia con il Prefetto.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Prefetto Marco Valentini, Consigliere di Stato, ha svolto la lezione \u201cLe regole dell\u2019intelligence in Italia: sicurezza come libert\u00e0\u201d al Master in Intelligence dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria, diretto da Mario Caligiuri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cOggi- ha esordito Marco Valentini- verifichiamo con soddisfazione gli esiti di una virtuosa contaminazione, in termini di cultura dell\u2019intelligence, tra Universit\u00e0 e Istituzioni, che negli anni pi\u00f9 recenti \u00e8 cresciuta e si \u00e8 consolidata anche dal punto di vista qualitativo. Si tratta di un processo decisivo per superare risalenti distanze e separazioni, che guarda dunque al futuro, a una piena integrazione della funzione intelligence nell\u2019alveo degli interessi fondamentali della Comunit\u00e0, ma che consente anche di leggere la storia del Paese con sguardo competente e documentato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cI processi culturali- ha precisato il Prefetto- vanno ovviamente sempre contestualizzati. Bisogna coniugare, nell\u2019esaminare le vicende del passato, onest\u00e0 intellettuale e rigore della ricerca, con lo scopo di non formulare giudizi a posteriori affrettati su fatti storici\u201d. \u201cAnche i sistemi regolatori, di conseguenza &#8211; ha proseguito Valentini- vanno compresi con riferimento al periodo storico come testimonianza della cultura istituzionale che esprimono e della funzione concreta che erano e sono chiamati ad assolvere\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tema della sicurezza nazionale non \u00e8 estraneo alla Costituzione, e il fondamentale ruolo svolto dalla giurisprudenza della Corte, a partire dal 1977, ha ormai consolidato un sistema di regole, di principi e di valori che \u2013 ad avviso del Consigliere Valentini &#8211; oltre ad aver ispirato il legislatore della riforma, rappresentano un riferimento prezioso che pone in grado l\u2019interprete di collocare la funzione e le sue finalit\u00e0 istituzionale all\u2019interno del discorso costituzionale e in particolare della dialettica doveri-diritti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il relatore ha dunque ripercorso, in questa ottica, quelli che ha definito i tre principali cicli storici di regolazione: il primo, che va dalla fine della seconda guerra mondiale fino al 1977; il secondo, dal 1977 al 2007; infine, quello che va dal 2007 a oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo ciclo \u00e8 caratterizzato dal dominio assoluto di chi governa, dallo Stato-apparato. La funzione intelligence e i relativi comparti organizzativi sono inseriti nell\u2019ambito militare delle Forze armate e operano quali attori del complicato contesto della guerra fredda. La regolamentazione delle attivit\u00e0 di intelligence non avviene attraverso il ricorso a fonti primarie, ma solamente a mezzo di normativa amministrativa, escludendo cos\u00ec il Parlamento e l\u2019Autorit\u00e0 giudiziaria da una piena cognizione delle attivit\u00e0 e della loro disciplina giuridica, anche in termini di limiti e di responsabilit\u00e0. Insieme ai servizi militari, che pure, nel contesto della guerra fredda, operano con sguardo fortemente rivolto anche al contesto politico interno, si sviluppa un servizio civile \u201cufficioso\u201d: l\u2019Ufficio Affari Riservati in seno al Ministero dell\u2019interno, anch\u2019esso non disciplinato da una legge. Nel 1977 venne emanata la prima legge, che constava di 19 articoli e regolamentava i Servizi per la prima volta in maniera organica, seppure con una metodologia snella e succinta. Il clima in cui matura la prima legge italiana sull\u2019intelligence \u00e8 s\u00ec quello della Guerra fredda, ma anche del terrorismo politico interno e internazionale e del compromesso storico tra la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista Italiano. Venne cos\u00ec accantonata l\u2019idea di un mondo che si autodisciplinava in una zona d\u2019ombra dell\u2019ordinamento giuridico, il Parlamento \u00e8 il dominus della regolazione, non pi\u00f9 l\u2019amministrazione- Nella legge del 1977 vi era un\u2019architettura efficace in grado di intuire e intercettare tutte le questioni chiave di una regolazione appropriata: due braccia operative, l\u2019alta responsabilit\u00e0 affidata al Presidente del Consiglio dei Ministri, sebbene dal Ministro dell\u2019Interno dipendesse il Sisde e quello da quello della Difesa il Sismi. Agli operatori non venne opportunamente conferita la qualifica di agenti o ufficiali di polizia giudiziaria. Venne per la prima volta istituito il controllo parlamentare e si tent\u00f2 una definizione formale del segreto di Stato, per il quale tuttavia non furono previste limitazioni temporali. La legge rispecchi\u00f2, nella sua attuazione, alcune contraddizioni del sistema Paese \u2013 si pensi allo scandalo dei fondi riservati sottratti al Sisde per un valore di oltre 100 miliardi da lire da funzionari infedeli collocati ai massimi livelli della gerarchia interna, ma anche alla difficolt\u00e0 di far pienamente funzionare il modello del coordinamento\u00a0\u00a0 &#8211; ma i fattori positivi in termini di progresso della cultura dell\u2019intelligence furono preponderanti. \u201cUna delle prove di tale assunto- ha sottolineato Valentini- \u00e8 che in trent\u2019anni la legge \u00e8 stata emendata una sola volta, nel 1991, per assegnare ai servizi compiti informativi nei confronti della criminalit\u00e0 organizzata\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terzo ciclo inizia nel 2007, con la riforma, ormai vigente da oltre dieci anni, che scioglie alcuni nodi che comunque nel tempo si erano inevitabilmente evidenziati. Si \u00e8 messo in campo un nuovo Sistema, intervenendo sui punti pi\u00f9 critici. \u201cLa figura- ha ricordato il Consigliere- di Luciano Violante, che \u00e8 stato relatore della legge, \u00e8 stata particolarmente importante per condurre in porto il progetto con ampio consenso parlamentare. La legge- ha proseguito Valentini- ha reso pi\u00f9 penetranti i controlli del COPASIR; ha previsto l\u2019introduzione in norma primaria della disciplina della documentazione classificata; ha delineato in modo nuovo i rapporti con l\u2019Autorit\u00e0 giudiziaria e con il processo e fornito una migliore definizione del segreto di Stato. Sono state anche previste le garanzie funzionali per gli operatori, introducendo per le operazioni autorizzate una speciale causa di giustificazione. Si \u00e8 realizzata, in altre parole, nel 2007, la seconda riforma dell\u2019intelligence. \u201cIl Sistema- ha evidenziato il Prefetto &#8211; ha dato buona prova di funzionamento ed \u00e8 anche stato sostenuto dalla crescente diffusione della cultura della sicurezza e dell\u2019intelligence all\u2019interno del nostro Paese\u201d. Occorre ovviamente considerare che la funzione intelligence, cos\u00ec intrinsecamente connessa alla contemporaneit\u00e0 a dunque alla complessit\u00e0 della realt\u00e0 interna e internazionale, \u00e8 per sua natura dinamica, e dunque l\u2019attenzione alla regolazione deve essere considerata sempre rilevante, pur senza cadere nell\u2019errore dell\u2019iper-normazione da cui conseguirebbe inevitabilmente una burocratizzazione delle procedure e delle prassi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente Valentini ha esaminato il rapporto tra sicurezza e libert\u00e0, precisando come questo vada affrontato con un approccio qualificato che tenga conto del lungo cammino del discorso, filosofico, politico, giuridico, che nelle democrazie costituzionali oggi si presenta in modo nuovo, anche per le contraddizioni aperte dagli episodi di terrorismo catastrofico che anno segnato i primi venti anni del nuovo secolo. Alla luce della Costituzione il diritto fondamentale alla sicurezza pu\u00f2 essere visto in una prospettiva innovativa e il dibattito che si va articolando tra chi, come Carlo Mosca, lo ha collocato sul versante dei diritti di libert\u00e0, ed altri, che coltivano soluzioni diverse, testimonia come la dialettica tra questi due beni giuridici pu\u00f2 sottrarsi alla risalente reciproca antinomia, definendone l\u2019appartenenza allo Stato comunit\u00e0 quale prospettiva non solo di una collocazione sistematica ma anche per fare maggiore sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cBisogna avere consapevolezza- ha concluso Valentini- che la regolazione non \u00e8 mai solamente architettura formale, e che per operare in modo coerente ed efficace deve essere specchio delle convinzioni del regolatore circa i contenuti sostanziali che essa tende a rispecchiare e ad affermare. I modelli non sono mai di per s\u00e9 dirimenti. Occorre utilizzare questa opportunit\u00e0 storica per far crescere una cultura diffusa e condivisa su questi temi, che sono coessenziali all\u2019esercizio della funzione nel perimetro dei valori e dei principi di una avanzata democrazia costituzionale, com\u2019\u00e8 quella del nostro Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9www.osservatorioanalitico.com \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le regole dell\u2019intelligence in Italia: sicurezza come libert\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[695,1516],"tags":[4542],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2Gs","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10320"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10320"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10320\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10324,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10320\/revisions\/10324"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10320"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10320"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10320"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}