{"id":10296,"date":"2022-01-23T17:05:48","date_gmt":"2022-01-23T16:05:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10296"},"modified":"2022-01-23T17:05:48","modified_gmt":"2022-01-23T16:05:48","slug":"la-versione-di-francesco-pazienza-ex-agente-del-sismi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10296","title":{"rendered":"La versione di Francesco Pazienza, ex agente del SISMI\u2026"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-10297\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/271685465_4945406525553169_1246499832818222800_n.jpg\" alt=\"271685465_4945406525553169_1246499832818222800_n\" width=\"582\" height=\"615\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/271685465_4945406525553169_1246499832818222800_n.jpg 1514w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/271685465_4945406525553169_1246499832818222800_n-189x200.jpg 189w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/271685465_4945406525553169_1246499832818222800_n-768x812.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/271685465_4945406525553169_1246499832818222800_n-383x405.jpg 383w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/271685465_4945406525553169_1246499832818222800_n-300x317.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 582px) 100vw, 582px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esce il prossimo 27 gennaio il volume di ricordi, e non solo (Editrice ChiareLettere), di Francesco Pazienza, figura internazionale assai nota, tra il 1980 e gli anni 2000.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non bisogna dimenticare che l\u2019autore di questo volume ha scontato tredici anni di prigione, dal 1995 al 2007, per \u2018depistaggio\u2019 nella strage di Bologna, di cui nove mesi al 41 bis.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per meglio comprendere Pazienza e la sua storia, e la ragione per la quale, probabilmente, l\u2019allora Direttore del SISMI (il Servizio \u2018segreto\u2019 militare), generale Giuseppe Santovito, chiese a questo, ancor giovane, finanziere dapprima di entrare nei ranghi dei Servizi, e, in seguito a un cortese rifiuto, di fare il consulente, occorre ricordare alcuni dati di base, riguardanti il momento storico e la situazione dei Servizi, in transizione legislativa da un sistema ordinativo a un altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra la fine degli Anni \u201960 e la met\u00e0 degli \u201980 del secolo scorso, vi fu un trentennio molto difficile: il preteso &#8216;Piano Solo&#8217;, i fascicoli SIFAR, il sequestro e l\u2019assassinio di Aldo Moro per mano delle Brigate Rosse; la strage della Stazione di Bologna nel 1980, violenze di piazza, estremismo politico, rapimenti, attentati: periodo ben noto ormai anche ai non addetti ai lavori\u2026storici. In sintesi, anni di scandali e di strategia della tensione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La legge n. 801 del 1977, terza riforma dei Servizi d\u2019informazione dalla fine del secondo conflitto mondiale, fu varata in un contesto internazionale e nazionale molto particolare. Fu quella per\u00f2 che inizi\u00f2 il mutamento concettuale dell\u2019intelligence italiana verso una formula contemporanea dell\u2019organizzazione informativa, nel quadro sostanzialmente applicativo della costituzione repubblicana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel travagliato periodo dal 1970 al 1977, il settore informativo, cos\u00ec squalificato agli occhi dell\u2019opinione pubblica e non solo, fu collocato sotto la responsabilit\u00e0 politica e la direzione del Capo dell\u2019Esecutivo, sottraendolo in buona parte ai militari, con controllo parlamentare, tramite un Comitato <em>ad hoc<\/em>: concetto assolutamente impensabile solo dieci anni prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Occorreva un&#8217;effettiva integrazione dell&#8217;intelligence nell&#8217;azione di governo, rendendo effettivo il dialogo e la presenza dell&#8217;informazione in tutti i momenti decisionali che ne <\/em>potevano<em> avvertire la necessit\u00e0 di supporto\u2026<\/em>e i momenti decisionali includevano anche una informazione corretta rispetto ad altri stati, per maturare importanti e corrette politiche economiche e finanziarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 dunque Santovito, <em>dominus<\/em> del SISMI, dal 1979 al 1981, chiese nel 1980 al Pazienza di collaborare? \u00c8 bene ricordare che il concetto di <em>azione informativa<\/em> era profondamente mutato dalla fine del conflitto perch\u00e9 si stava discostando da una visione e azione strettamente militare per interessarsi, ad altri settori quali ad esempio l\u2019industria, l\u2019economia, la finanza, anche se in quel periodo, l\u2019obiettivo fondamentale, sembrava rimanere quello militare, ma inteso <em>in senso globale<\/em>, concetto quest\u2019ultimo che si stava affermando, sia pur lentamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Iniziava a imporsi la percezione fondamentale che \u00e8 il governo di un Paese il primo fruitore, <em>cliente<\/em>, di un Servizio informativo efficiente dal quale ricevere le notizie politiche, ma anche economiche, industriali o scientifiche di quei territori che potenzialmente potevano diventare ostili. Cio\u00e8: la sicurezza dello stato diventava sicurezza e interesse della nazione. In questo quadro erano comprese ormai l\u2019economia e la finanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paolo Emilio Taviani, ex Ministro dell\u2019Interno, sosteneva che <em>il servizio informazioni e sicurezza<\/em> non avrebbe dovuto <em>essere lasciato esclusivamente nelle mani dei militari. Vi erano questioni che<\/em> interessavano <em>anche i problemi di politica estera di carattere essenzialmente politico che<\/em> non potevano <em>essere bene conosciute e approfondite da chi aveva un\u2019ottima educazione ma un\u2019educazione prevalentemente militare\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti all\u2019epoca i quadri dei Servizi sembravano sguarniti di professionalit\u00e0 non militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco spiegata, in parte forse, la richiesta di Santovito al giovane brillante finanziere di collaborare\u2026questa collaborazione dur\u00f2 due anni e si interruppe, comportando, come scritto e dimostrato nel volume, <em>solo guai<\/em>: per vari motivi, esaurientemente ricordati nel volume,\u00a0 Pazienza entr\u00f2 in rotta di collisione con il SISMI, a causa del Vaticano e anche per il fallimento del Banco Ambrosiano, che, secondo Pazienza, (lo spiega dettagliatamente nel libro) fu un crac voluto e che lo coinvolse negativamente, come fecero i suoi rapporti con il \u2018banchiere d Dio\u2019, Roberto Calvi che fu trovato \u2018suicidato\u2019, impiccato sotto il <em>Blackfriars<\/em> <em>Bridge<\/em> di Londra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra facile capire il ruolo del Vaticano e delle sue opere religiose e di beneficenza, ma non lo era\u2026chi viveva a Roma e agiva allora negli ambienti finanziari conosceva bene la potenza dello IOR (Istituto per le Opere Religiose), saldamente retto dal potentissimo &#8216;manager&#8217; monsignor Paul Marcinkus, che muoveva le leve finanziarie vaticane, e non solo, dal 1971; e lo ha fatto fino al 1989 quando il Papa polacco si trov\u00f2 politicamente costretto a farlo dimettere. I rapporti IOR e Banco Ambrosiano erano molto noti nella capitale, con tutte le loro complesse implicazioni. Tutto ben spiegato nei ricordi di Pazienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la Loggia P2 compare in questo volume; quella Loggia massonica della quale la Commissione bicamerale d\u2019inchiesta, presieduta da Tina Anselmi, cerc\u00f2 di comprenderne gli obiettivi, il lungo rapporto con i Servizi segreti, che era nato negli Anni Cinquanta e si era perpetuato <em>lungo l&#8217;arco di sei lustri, secondo una logica di continua ma smentita compromissione reciproca<\/em>, come sintetizzato nella Relazione finale dei lavori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel volume Pazienza offre &#8211; certamente \u00e8 la sua visione, ma che va valutata &#8211; un quadro della situazione italiana, romana e papalina in particolare, nella cornice della grande finanza internazionale, complessa e irta di ostacoli, cos\u00ec come lui la conosceva e l\u2019ha frequentata a altissimi livelli per lungo tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un racconto interessantissimo quello che si snoda nei ricordi di questo testimone di un ventennio importante della vita politica e finanziaria italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 di facile lettura, soprattutto per i giovani, che non conoscono le vicende interne dell\u2019Italia di quel periodo, ma spiega molti momenti di una storia travagliata e complicata, come Pazienza l\u2019ha vissuta in prima persona e sulla sua pelle. Persona molto intelligente, si pose, o si trov\u00f2 suo malgrado, in contrasto con i Servizi segreti e con il Vaticano e forse anche con altri personaggi o settori industriali\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua visione si affianca, \u00e8 vero, a molti altri libri che trattano storicamente lo stesso periodo del volume ma questa \u00e8 quella di un protagonista e di un testimone. Va letta, pensata e tenuta in debito conto. Fa riflettere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo libro suscita molti interrogativi che vanno sicuramente approfonditi per una storia d\u2019Italia dai contorni ancora non chiarissimi, per non dire oscuri, anche per uno storico che li abbia studiati a fondo e non si sia limitato alla lettura di quotidiani e periodici dell\u2019epoca, spesso ideologicamente orientati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine del volume, Pazienza scrive di una richiesta di revisione del processo, avviata da un magistrato da poco andato in pensione (il nome non viene fatto ma si intuisce dalla lettura del testo) e conclude con la frase famosa di Badoglio, nuovo presidente del Consiglio, del 25 luglio 1943: <em>la guerra continua<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Personalmente spero che la <em>guerra continui<\/em> proprio per tentare di avere una verit\u00e0 storica che si avvicini il pi\u00f9 possibile alla realt\u00e0 dei fatti e dei comportamenti, necessaria e auspicata da molte parti, non solo da quelle direttamente interessate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9www.osservatorioanalitico.com \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Esce il prossimo 27 gennaio il volume di ricordi, e non solo (Editrice ChiareLettere), di Francesco Pazienza, figura internazionale assai nota, tra il 1980 e gli anni 2000. 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